La Svizzera, la Tav e i soldi per l’inaffidabile Italia
di Andrea Mollica - 23/05/2013 - Per realizzare l'Alptransit il Consiglio federale prevede di sussidiare il governo italiano, visto che non ci sono i soldi per realizzare le opere sul nostro territorio
La linea ad alta velocità che collegherà l’Italia alla Svizzera sarà realizzata solo se la Confederazione Elvetica ci darà i soldi per i necessari lavori di ammodernamento. Il governo di Berna ha stanziato circa 200 milioni di euro a questo scopo, ma il Parlamento potrebbe rifiutare di approvarli per l’inaffidabilità del nostro paese.
TAV ITALIANA A SPESA SVIZZERA - La Neat, o AlpTransit, è la nuova rivoluzionaria linea ferroviaria pensata dalla Svizzera per spostare l’intero traffico merci provenienti dall’estero dalla gomma alla rotaia. La costruzione di questa linea Tav ha presupposto la realizzazione del più grande tunnel ferroviario al mondo, la Galleria di base del San Gottardo, che permetterà ai treni di transitare attraverso le Alpi su una linea ferroviaria praticamente pianeggiante, permettendo così un aumento della capacità di trasporto oltre che della velocità. Per far sì che però il traffico ferroviario aumenti, è necessario che i maggiori treni provenienti dalla Svizzera, in prevalenza merci, possano transitare in Italia. Al momento le linee ferroviarie italiane che devono accoglierli sono inadeguate, e necessitano di lavori di ammodernamento che il nostro paese non vuole, o non può, finanziarie a causa della sua crisi fiscale conclamata, che impedisce di trovare 1 miliardo di euro per finanziarie la cassa integrazione in deroga. Nei mesi scorsi l’ex ministro del governo Monti Corrado Passera aveva firmato un memorandum of understandig con il governo di Berna per finanziamenti, a crediti agevolati oppure a fondo perduto, al fine di realizzare questi lavori.
AMMODERNAMENTO NECESSARIO - Per far sì che l’Alptransit possa funzionare è necessario che i semirimorchi con un’altezza agli angoli di quattro messi possano viaggiare sulla linea svizzera Basilea- San Gottardo-Chiasso/Luino-Norditalia. Il Consiglio federale, il governo elvetico, prevede di stanziare quasi un miliardo di euro per realizzare una serie di interventi, come l’ampliamento di una ventina di gallerie elvetiche, che potranno permettere l’incremento del traffico fino a 160 mila semirimorchi in più l’anno. Attualmente, il loro trasporto per ferrovia è possibile unicamente lungo l’asse del Lötschberg-Sempione, ormai prossimo alla saturazione. L’ampliamento entro il 2020 dell’asse Basilea – San Gottardo – Chiasso/Luino – Norditalia a corridoio ferroviario da quattro metri ovvierà a questa situazione. Il provvedimento rafforzerà il trasporto combinato attraverso le Alpi e quindi la politica di trasferimento dalla strada alla rotaia.
SUSSIDIO ALL’ITALIA - La legge illustrata nel messaggio del Consiglio Federale conferirà inoltre alla Confederazione la possibilità di finanziare, con contributi a fondo perso o mutui, lavori sulle tratte di accesso ad Alptransit in Italia. Questi lavori sono fondamentali per permettere al corridoio di esplicare tutti i suoi effetti e ai semirimorchi di viaggiare su rotaia fino ai terminali in Italia. Il messaggio prevede di autorizzare il Consiglio federale a concludere con l’Italia un accordo per il finanziamento degli ampliamenti della sagoma di spazio libero necessari lungo la tratta Chiasso – Milano e nella sezione situata in territorio italiano della linea di Luino, tra Ranzo e Gallarate/Novara. Il Consiglio federale propone a questo scopo lo stanziamento di un credito di 230 milioni di franchi. Come nota TagesAnzeiger, uno dei più prestigiosi quotidiani elvetici, i lavori di ammodernamento per la Luino-Gallarate non sono previsti dalle nostre ferrovie, così come anche per la linea Como-Chiasso ci potrebbero essere seri ritardi.
PARLAMENTO DIVISO - Il quotidiano svizzero evidenzia come il progetto è politicamente sostenuto da tutti i partiti, ma è difficile che tutte le formazioni politiche accettino di finanziare per 200 milioni di euro l’Italia per lavori di ammodernamento che avrebbero dovuto essere a suo carico. Secondo TagesAnzeiger il messaggio rivolto ieri all’Assemblea federale evidenzia come la gran parte di questi finanziamenti, a dispetto degli accordi presi, andrà a fondo perduto. Se i mutui concessi dalla Svizzera all’Italia erano già una forma di sussidio visto il tasso di interesse agevolato concesso al nostro paese, ora il governo di Berna pensa di concederci i soldi direttamente. “Nella capitale svizzera si dice come per la linea Luino-Gallarate non ci si possa aspettare investimenti da parte italiana, e la difficile situazione finanziaria del nostro paese li renderà assai improbabili anche sull’altra direttrice di Como. Secondo il parlamentare dei centristi della CVP-PPD, il ticinese Fabio Regazzi, l’unico modo di realizzare il corridoio per i semirimorchi a quattro metri sono contributi a fondo perduto all’italiana. “L’Italia è un partner difficile e spesso inaffidabile”, e quest’opzione si può criticare, ma visto che altrimenti l’Alptransit non avrebbe senso bisogna avere un approccio pragmatico, rimarca l’esponente dell’Assemblea Federale.
POSSIBILE NO - L’alternativa ai contributi perduti all’Italia sarebbe infatti il trasferimento modale delle merci, dalla rotaia alla gomma, da prevedere all’interno del territorio svizzero, un’opzione politicamente inaccettabile alla luce del già saturo traffico su strada del Canton Ticino. Il presidente zurighese della Commissione Trasporti, il liberale Markus Hutter, esprime però una posizione più scettica, che potrebbe anticipare un percorso assai travagliato per questi finanziamenti. Secondo il parlamentare del Canton Zurigo i 230 milioni di franchi svizzeri saranno appoggiati solo se l’Italia rispetterà determinate precondizioni. In questo senso Hutter auspica che la responsabile delle Infrastrutture del governo svizzero, Doris Leuthard, possa spiegare quali esse siano, altrimenti sarà difficile per lui appoggiare un finanziamento a fondo perduto al nostro paese. Secondo TagesAnzeiger il governo elvetico si deve preparare ad una discussione difficile, anche perché i 200 milioni di euro per le linee italiane non sarebbero gli ultimi investimenti svizzeri nel nostro paese. Anche l’asse del Sempione ha bisogno di ulteriori ammodernamenti, e a Nordest di Milano Berna potrebbe cofinanziare nuovi terminali intermodali.
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