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Discussione: Neopaganesimo baltico

  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito Neopaganesimo baltico

    Per Neopaganesimo baltico si intende il complesso dei culti neopagani sorti tra i popolibaltici, ispirati all'antica religione baltica precedente la cristianizzazione.
    L'iniziatore del Neopaganesimo baltico fu il lituano Wilhelm Storosta, soprannominato Vydunas; nato nel 1868 fu un mistico, un drammaturgo e un filosofo; fu il primo a celebrare nuovamente una festa pagana alla fine del XIX secolo. Il suo pseudonimo, Vydunas, significa letteralmente "colui che vede", e si trattava di un nome in armonia con la vecchia tradizione panteistica della Lituania precristiana. Le feste crebbero di popolarità e furono portate avanti dai suoi discepoli; tuttavia con l'invasione sovietica del Paese la tradizione fu nuovamente sradicata. Dopo un lungo periodo, i primi segni di rinascita fecero la loro nuova apparizione negli anni sessanta, ed in particolare ebbero come cardine le attività di un vecchio tempio situato in Prussia.

    Il termine prussiano che traduce letteralmente la parola tempio è romove, termine da cui trasse spunto, nel 1967 un'associazione di carattere curale per la difesa delle tradizioni autoctone, chiamata Ramuva, la quale fu però repressa nel 1971 a causa degli elementi religiosi che tendeva ad esplicitare sempre di più. Successivamente, nel 1988, la Ramuva reistituì le sue attività, fondando anche un'organizzazione totalmente religiosa, la Chiesa di Romuva; oggi ha aperto centri e gruppi di preghiera in cinque città lituane e detiene rapporti saldi con le associazioni ambientaliste per il rispetto della natura in quanto divina: uno dei principali obiettivi della Romuva, in attinenza all'etica pagana. La Chiesa di Romuva organizza rituali e festività dell'antica religione pagana baltica, organizza seminari, convegni e registra un numero sempre crescente di nuovi fedeli. I membri della Romuva organizzano frequentemente dei campi estivi a cui partecipano anche pagani residenti in altri Paesi. Un ruolo importante nella preservazione della religione tradizionale baltica negli Stati Uniti, durante il periodo di dominazione sovietica nei Paesi Baltici, è stato esercitato soprattutto dagli immigrati, con la fondazione di organizzazioni come la Romuva USA o il Sacro Serpente. Dopo la caduta dell'Unione Sovietica i centri del neopaganesimo baltico si sono tuttavia ritrasferiti nei Paesi d'origine. Oggi la Romuva è fortemente radicata in Lituania; si è organizzata infatti utilizzando un sistema simile a quello della Chiesa cattolica, istituendo una serie di centri minori (una sorta di diocesi) in un buon numero di distretti municipali del Paese. In Lettonia, la religione pagana è stata riportata alla luce da un'organizzazione chiamata Dievturiba (anche Chiesa di Dievturiba), che in lingua lituana significa letteralmente "ciò che Dio detiene". Colui che negli anni Venti fondò il gruppo fu Ernest Brastins, che trasse parecchie informazioni sulla vecchia religione dalle antiche canzoni folkloriche (come per esempio i dainas), dalla letteratura e dai simboli tradizionali intrisi di spiritualità pagana. Durante la dominazione sovietica, la Chiesa di Dievturiba fu repressa perché considerata una minaccia per il potere. Ernest Brastins fu perseguitato negli anni Quaranta ad Astrakhan, mentre molti fedeli del Neopaganesimo baltico furono esiliati. In Lettonia sono stati pubblicati parecchi libri di carattere pagano, in molti vengono ritratte le gesta eroiche degli antenati che si opposero all'invasione cristiana.

    Neopaganesimo baltico - Wikipedia
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

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  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Neopaganesimo baltico

    LITUANIA PAGANA



    INTERVISTA AL KRIVIS JONAS TRINKUNAS

    L’antica religione etnica dei Balti è continuata ad esistere ufficialmente in Lituania, come religione del Granducato, fino al XIV secolo. La persistenza di una cultura pagana popolare nelle epoche successive ha fatto sì che nel Novecento si riponesse anche da parte delle élites colte del Paese il problema di una rinascita della spiritualità etnica. Da qui il sorgere del movimento religioso e culturale Romuva, fondato durante l’occupazione sovietica ed emerso pubblicamente dopo l’indipendenza della Lituania. Riconosciuto ufficialmente quale religione tradizionale della nuova Repubblica nel gennaio del 1992, Romuva ha ormai qualche migliaio di aderenti e un notevole bacino di simpatizzanti (35 mila i partecipanti al Solstizio d’Estate del 2005!). Dal 19 ottobre 1997 il suo capo spirituale, il Krivis, è Jonas Trinkunas, dottore in letteratura e linguistica antica e collaboratore degli Istituti di filologia e sociologia dell’Università di Vilnius. Al Krivis, che è anche presidente del WCER (il World Congress of Ethnic Religions, ovvero il Congresso Mondiale delle Religioni Etniche), abbiamo posto alcune domande, cui egli ha cordialmente risposto, con spirito di amicizia.

    °°°




    D. – Il paganesimo lituano, rappresentato dalla Romuva, si distingue da altri movimenti europei per l’elevato numero degli aderenti ma anche per il suo retroterra storico: è un fatto che la Lituania è il Paese d’Europa in cui il culto pagano è durato più a lungo. Anch’esso, però, ad un certo punto, venne ufficialmente abolito. Ora, la domanda è: quanto c’è di antico, di effettivamente tramandato dal passato, anche segretamente, attraverso le generazioni, e quanto vi è di nuovo, cioè frutto di un atto volontario di ritorno alle antiche radici?

    R. – Esistevano due forme di paganesimo in Lituania: il paganesimo dei duchi e quello dei contadini. La religione professata dai duchi fu annientata con l’avvento del cristianesimo, che venne adottato dalla corte, e che cambiò ogni cosa. Informazioni riguardo ad essa sopravvivono nelle cronache ed in altre fonti scritte. Le tradizioni contadine invece (come il folclore e le usanze locali) hanno preservato buona parte del retaggio pagano più antico, ed è questo genere di paganesimo che la Romuva ha adottato. Non c’è stato quindi bisogno di ricostruire alcunché, perché la vecchia tradizione non era mai morta.


    D. – Può illustrarci brevemente il sistema teologico lituano, spiegando ai nostri lettori chi sono Perkunas, Zemyna e le altre Divinità?

    R. – Si possono senz’altro riassumere brevemente quelli che sono i princìpi fondannti della Romuva:
    1) la fede baltica è una religione della Vita;
    2) la Natura- la dea Zemyna – è sacra;
    3) la fede baltica si basa sul concetto di Darna (il dharma, l’armonia) – il dio Praamzius;
    4) gli Dei e le Dee vanno onorati;
    5) il principio etico: non fare ad altri nulla che non vorresti ti fosse fatto;
    6) gli Antenati – Velinas (il dio più anziano) – vanno onorati;
    7) il contatto con le Divinità e gli Antenati viene stabilito attraverso il fuoco e l’acqua – le de Gabija e Undine (Vandene);
    8) la dea Laima protegge la vita umana e il fato.


    D. – Lei, nella sua religione, porta il titolo di Krivis. Quali sono le funzioni del Krivis? E, contestualmente, come è strutturata e selezionata la vostra gerarchia sacerdotale?

    R. – La Romuva conserva e custodisce l’antica tradizione religiosa baltica. Esistono dodici comunità guidate da un capo religioso noto come Vaidilos. I vari Vaidilos formano il ‘Cerchio di Vaidila’, assemblea che ha il compito di eleggere il Krivis per un periodo di cinque anni. Il Krivis ha il compito di rappresentare la Romuva in pubblico – non è certo un despota!


    D. – Se ci è permessa una domanda più personale, quale è stato il percorso di vita che l’ha portata a scoprire la Romuva?

    R. – E’ da più di quaranta anni che percorro questo cammino. La fede è emersa gradualmente, senza alcuna rivelazione. E’ stato un sentiero costellato di continue scoperte, che andando avanti mi ha sempre più convinto della veridicità della vecchia fede. Particolarmente importante è stata la partecipazione a spedizioni folkloristiche con la raccolta di materiale.


    D. – Qual è il significato della parola Romuva?

    R. – Romuva letteralmente significa ‘luogo tranquillo’, un posto bello e sacro. Era il nome degli antichi altari, templi votivi dei Baltici.


    D. – Circa il post-mortem, quali sono le vostre credenze? Ed esiste presso di voi il culto degli antenati?

    R. – Il culto degli antenati è molto importante per la Romuva. La persona è sempre parte della famiglia, e tale rimane anche dopo la morte.


    D. – La sua ordinazione si tenne a Vilnius, sulla collina dove è sepolto il granduca lituano Gediminas. Questa figura regale che cosa rappresenta per voi?

    R. – Il granduca Gediminas, nelle sue lettere al Papa, enunciò la filosofia e la morale baltica; per noi lui è un simbolo della vecchia cultura e religione.


    D. – In Lituania è presente anche il buddhismo, di tradizione mongolo-tibetana. Un grande lama del XIX secolo fu Mahacarya Ratnavajra, discendente della famiglia regale lituana dei Gediminas. Tutto questo è molto curioso… esistono dei rapporti tra voi e la comunità buddhista?

    R. – Le voci relative ai rapporti dei Gediminas col buddhismo non hanno fondamento. Comunque la Romuva non ha nessun legame col buddhismo.


    D. – Quali sono invece i vostri rapporti con la Chiesa Cattolica?

    R. – Noi cerchiamo di evitare conflitti con la Chiesa, anche se sappiamo bene delle cattive azioni commesse in passato e del suo atteggiamento negativo nei confronti della Romuva.


    D. – Sappiamo che lei è anche il promotore del World Congresso f Ethnic Religions (WCER, Congresso Mondiale delle Religioni etniche), un’associazione che ha lo scopo di fungere da raccordo per tutte le differenti realtà pagane mondiali. Ci vuole parlare di questo importante progetto?

    R. – Innanzitutto come organizzazione il WCER è un organo di informazione. Cerchiamo di aiutare i membri della nostra organizzazione a difendere i propri diritti.


    D. – Il lituano è una delle lingue indoeuropee più vicine al sanscrito. Al Congresso del WCER tenuto a Mumbay, in India, quali relazioni avete intrecciato con il mondo tradizionale di quel Paese?

    R. – L’India ci ha colpiti molto, soprattutto per aver saputo mantenere viva la più antica tradizione religiosa del mondo. L’India poi aiuta le varie religioni etniche del globo, organizzando conferenze e riunioni.


    D. – Le Divinità baltiche sono tipicamente indoeuropee. Quanta importanza ha per voi la consapevolezza di una ‘parentela indoeuropea’?

    R. – Tale parentela è la chiara dimostrazione della condivisione di un ampio spazio religioso spirituale e della vicinanza che esiste tra questi popoli.


    D. – Romuva è nata sotto il comunismo, sta crescendo, dopo la legalizzazione del 1992, in regime democratico. Quali sono i vostri rapporti con lo Stato e con la politica?

    R. – Cerchiamo di non farci coinvolgere dalla politica, e ci fa piacere che a sua volta lo Stato non interferisca con noi.


    D. – La nostra rivista, già nel 1990, salutò l’indipendenza nazionale della Lituania e il riaffacciarsi del paganesimo in Lituania con un articolo, che ora proporremo come documento, dal titolo GLI DEI PROTEGGANO LA LITUANIA. Era firmato Picus, dal nome dell’antica divinità oracolare latina. Ha un qualche augurio per il paganesimo romano-italico e per la nostra terra, l’Italia?

    R. – Io prevedo che il rinascente paganesimo europeo porterà l’unità e un’autentica identità all’Europa. Le fedi romano-italica e baltica potranno allora tornare alleate come se la vecchia via dell’ambra fosse rinata.


    Intervista a cura di Sandro Consolato e Vittorio Vallemani
    Da “LA CITTADELLA” N° 20, ottobre-dicembre 2005

    La Cittadella tradizione romano-italica ? Leggi argomento - Romuva: la paganitas lituana
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  3. #3
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    Predefinito Re: Neopaganesimo baltico

    Religioni Baltiche

    Sono le religioni praticate dalle popolazioni dell'antica Prussia, Lituania e Lettonia, di supposta derivazione indoeuropea, con matrice persiana o indiana.
    Alcune forme religiose sono ancora praticate oggi, nonostante la cristianizzazione delle aree interessate tra il XII e il XIV secolo. Le divinita' di queste religioni sono praticamente le stesse, con differenze minime di nome e ruolo.

    _______________________________
    Religione Lettone

    Per gli antichi Lettoni, la divinita' principale era Dievs, Dio del cielo, creatore del mondo. Era visto come un fattore, dimorante nella fattoria celeste, che faceva visita ai contadini durante viaggi terreni e portava fertilita' a campi e animali.
    Con la cristianizzazione, il suo nome passo' ad indicare il Dio dei cristiani.
    Un'altra importante divinita' era Perkons (tempesta): originariamente Dio del tuono, passo' poi a divinita' della fertilita', dispensatore di pioggia e saette, e amministratore della giustizia e della morale.
    Quasi tutte le altre divinita' lettoni sono femminili. Saule e' la Dea del sole, vergine e madre allo stesso tempo, Zemes Mate e' la Dea madre della terra e Laima e' la Dea del destino e madre della fortuna. Quest'ultima, in cambio di offerte d'animali, protegge i campi e il bestiame degli uomini.
    Come in molte altre religioni, per i lettoni era usanza praticare sacrifici, su altari o sotto alberi sacri, differenziati per sesso: querce per gli uomini e tigli per le donne.
    Gli ultimi boschi sacri, pare vennero tagliati nel XVIII secolo.
    Religione Lituana

    Molto simile a quella Lettone, anche nei nomi delle divinita', che differiscono di poche lettere (es. Lettone Dievs - Lituano Dievas).
    Le divinita' principali erano Dievas, supremo essere del cielo, e Menùles, personificazione della luna.
    Poi abbiamo altre divinita' maschili e femminili.
    Perkunas, Dio del tuono e delle tempeste a cui era consacrata la quercia e nel cui onore ardeva nei boschi un fuoco perenne.
    Dimstipatis (signore della fattoria) Dio del focolare domestico al quale si immolavano polli.
    Per le Dee c'erano Saule, Dea del sole e Lima, che presiedeva alle vicende umane.
    Zemina, figlia di Saule e Menules rappresentava la fecondita' della terra: i lituani ogni sera recitavano una cantilena in suo onore, che terminava con un bacio alla terra.
    Zverine invece proteggeva i cani, ma dispensava anche fertilita'; per ottenerla, le venivano offerti sacrifici alla mattina e alla sera.
    Poi c'erano ancora Gabijà, Dea del fuoco, e Medeine, Dea delle lepri e del bosco.
    Infine, gli spiriti della morte erano chiamati Veles.
    La pratica dei sacrifici avveniva anche per i lituani nel bosco sacro, chiamato Alka, in cui come per i lettoni, querce e tigli avevano un significato speciale. Nelle celebrazioni, il sommo sacerdote (Kriwe) era l'incaricato della cura del fuoco, mentre altri officianti erano burvis (stregone) e zimlemis (indovino).

    Religione Prussiana

    La religione degli antichi prussiani, scalzata ufficialmente dal cristianesimo (con l'aiuto armato dell'ordine teutonico) nel sec. XII, dopo una lunga lotta.
    Per i prussiani il mondo, la natura e le sue manifestazioni erano di origine divina.
    La principale divinita' era Deiws o Deivas.
    Menins era il Dio della luna, Percunis quello del tuono e dei temporali, Potrimpus il Dio dell'acqua e Picullus dell'oscurita' e dell'inferno.
    Come divinita' femminili c'erano Kurke, o Curche, Dea della terra, della fertilita' e dei raccolti, e Laima, Dea del destino.
    Per quanto riguardava la vita ultraterrena, i prussiani ritenevano che chi era stato ricco, nobile o plebeo e povero in vita, lo sarebbe stato anche nell'aldila'.
    Per questo nelle cerimonie funebri, i possedimenti del defunto venivano cremati insieme a lui: oggetti e animali per i ricchi, gli arnesi da lavoro per i popolani.

    Luce di Strega - Antiche religioni europee
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