Caccia alla spia, si riuniscono deputati M5S
Grillo contro Rodotà: "ottuagenario miracolato"
Incontro alla Camera per stanare il 'traditore' che ha svelato informazioni riservate. Lombardi torna alla carica: "Confermo: chi passa mail è una m.". Il leader sul suo blog si scaglia contro i 'maestrini dalla penna rossa' che dopo le comunali hanno criticato il Movimento. Nuove accuse ai partiti: "Bloccano le riforme"
Il capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi (ansa)
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ROMA - È fissata per le 160 la riunione alla Camera dei deputati M5S dopo il caso della spia che ha diffuso le mail interne del Movimento. L'incotro serve per fare il punto della situazione e discutere su quale tattica adottare per stanare l'infiltrato. Ieri era stata proprio la capogruppo del Movimento, Roberta Lombardi, a denunciare con parole piuttosto pesanti la persona che ha consegnato ai giornali informazioni interne. Intanto il leader del Movimento si scaglia contro i 'maestrini dalla penna rossa' che dopo le comunali hanno criticato il M5S. L'attacco è diretto soprattutto contro Stefano Rodotà, che Grillo, in un post del suo blog, definisce come "un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra". Solo qualche mese fa, Grillo aveva candidato e sostenuto Rodotà per il Quirinale. Ora l'idillio sembra finito.
Critiche indigeste. Forse a incrinare il rapporto tra i due anche per il fatto che il giurista ha dichiarato in un'intervista che Grillo ha compiuto degli errori, pensando che la Rete potesse bastare per vincere: "Nell'ultima campagna elettorale Grillo è partito dalla Rete, poi ha riempito le piazze
reali con lo Tsunami tour, ma ha ricevuto anche un'attenzione continua dalla televisione. La Rete non funziona nello stesso modo in una realtà locale o su scala nazionale. Puoi lanciare un attacco frontale, ma funziona solo se parli al Paese", ha detto Rodotà, secondo cui alle ultime elezioni "hanno perso i due grandi comunicatori: Grillo e Berlusconi". Poi ha aggiunto: "Le indicazioni di Grillo e Casaleggio non bastano più. Un movimento nato dalla Rete, che ha svegliato una cultura politica pigra, una volta entrato in Parlamento deve cambiare tutto. E non può dire ai parlamentari: non dovete elaborare strategie. I parlamentari dovrebbero avere la libertà di esercitare il proprio mandato". E ha concuso: "Dare la colpa agli elettori è una spiegazione che non spiega nulla".
Lombardi di nuovo all'attacco. Anche oggi Lombardi ha ribadito, con ancora maggiore decisione, il concetto: "L'ho scritto e lo confermo: chi tra i deputati passa mail del gruppo e stralci di riunioni dell'assemblea alla stampa togliendoci anche la libertà di parlare tra noi tranquillamente è una merda", ha scritto su Facebook. "Notiziona eh?" ironizza la deputata che annota: "Mentre la Commissione Ue ci fa fintamente uscire dalla procedura di infrazione, ma ci commissaria ancora una volta, mentre il governo guadagna tempo con finte riforme costituzionali, posticipo dell'Imu con caos nelle dichiarazioni e traccheggiamenti su aumento Iva, mentre un'azienda italiana al minuto chiude, la notizia del giorno è la Lombardi che scrive che chi da mesi passa mail riservate e manda sms in tempo reale durante le nostre riunioni alla stampa è una merda..... ma - osserva - che notizia è?".
Grillo non risparmia colpi. "Dopo le elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche, c'è un fiorire di maestrini dalla penna rossa. Sono usciti dalle cantine e dai freezer dopo vent'anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami Pdmenoelle o Sel, non c'è differenza". Grillo non risparmia colpi e, dopo Rodotà, prende di mira Renzi, Bersani, Veltroni e perfino con Pippo Civati, esponente Pd accreditato di condurre un'operazione per accogliere transfughi grillini in Parlamento."Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di se stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo", si legge nel post dal titolo 'I maestrini dalla penna rossa'. Poi tocca a Bersani:"C'è poi lo smacchiatore di bettola in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle larghe intese è del M5S quando il Pdmenoelle ha fatto l'impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà. Belìn, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto e ci viene venduto da Floris come Wellington a Trafalgar". Niente sconti nemmeno per 'Topo Gigio Veltroni': "È stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte". Infine la new entry: "Pippo Civati, che ha votato Napolitano, non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto". E conclude: "Maestrini che vedono la pagliuzza negli occhi del M5S, pagliuzza che spesso non c'è neppure, e non hanno coscienza della trave su cui sono appoggiati".
Le reazioni. ''C'è un clima da guerra fredda: si respira nelle dichiarazioni di un nervosissimo Grillo e dei suoi (che parlano di spie, nemmeno fossimo a Berlino Est) e nei ripetuti richiami all'ordine all'interno del Pd (e del Pd più elle, perché anche a destra volano gli stracci)' è la risposta di Pippo Civati, che sul suo blog precisa: ''Nessuno intende sabotare proprio nulla: nessun complotto, nessun retroscena. Solo l'attività di un parlamentare (anzi, di molti) che si confrontano sulle cose a cui tengono''. ''Un dibattito che è naturale si apra su alcune questioni, tra persone che si sentono in sintonia, tra Pd, M5S e Sel. E che non pregiudica le magnifiche sorti e progressive del governo con il Pdl'' scrive ancora il deputato che 'dialoga' con i 'grillini' e che rivendica questo ruolo: ''La domanda che sorge spontanea è: che cosa siamo lì a fare?''.
Nuove accuse ai partiti. Ma non solo i singoli sono oggetto degli strali del leader M5S, che è tornato ad attaccare i partiti, responsabili di bloccare le riforme: "Pdl, Pd,Lega, Scelta Civica con Monti gettano la maschera. I rappresentanti della partitocrazia, hanno bocciato al Senato le proposte di riforma contenute nella mozione del Movimento 5 Stelle", ha scritto Grillo sul suo blog, commentando il voto di Senato e Camera che ha bocciato la mozione del M5S. "Sul voto il capogruppo Vito Crimi ha chiesto ed ottenuto voto separato su ogni parte - si legge sul blog - 'In modo da permettere ad ogni gruppo parlamentare di esprimersi in maniera separata su ogni singola proposta. Ma tutte sono state inspiegabilmente bocciate. Hanno gettato la maschera'. Al primo punto il MoVimento 5 Stelle chiedeva 'ancora prima di iniziare il percorso di riforme sulle forme di Stato o di governo, di indire un referendum consultivo d'indirizzo con diritto voto esteso ai 16 ennì. Un referendum da svolgere 'su vari punti sull'opportunità di modificare e in quale modo la Costituzione in parti importanti, con un dibattito approfondito anche nelle scuole di almeno 6 mesi'".
"Bocciata - prosegue Grillo - anche la proposta che indirizzava il Parlamento a procedere in tempi rapidi ad una limitata riforma della seconda parte della Costituzione con la riduzione del numero dei deputati e dei senatori, la riduzione del numero dei consiglieri regionali, la soppressione delle Province, l'accorpamento di Comuni, l'introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum, l'eliminazione di ogni quorum per il referendum abrogativo, la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello pari a due, la previsione dell' incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva, sulle leggi di iniziativa popolare, un termine perentorio entro cui il Parlamento abbia l'obbligo di esaminarle. Terzo e ultimo punto 'affrontare le riforme esclusivamente nelle sedi parlamentari proprie in rispetto agli articoli 72 e 138'".
Caccia alla spia, si riuniscono deputati M5S Grillo contro Rodotà: "ottuagenario miracolato" - Repubblica.it




Il capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi (ansa)
0 la riunione alla Camera dei deputati M5S dopo il caso della spia che ha diffuso le mail interne del Movimento. L'incotro serve per fare il punto della situazione e discutere su quale tattica adottare per stanare l'infiltrato. Ieri era stata proprio la capogruppo del Movimento, Roberta Lombardi,
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