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  • 1 Post By Haxel

Discussione: VI seduta del Senato - tema ricerca scientifica, fase di discussione libera

  1. #1
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    Predefinito VI seduta del Senato - tema ricerca scientifica, fase di discussione libera

    La discussione sul tema in oggetto avrà la durata di 72 ore, si chiuderà pertanto alle 08:00 del 31 maggio 2013.

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  2. #2
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    Predefinito Re: VI seduta del Senato - tema ricerca scientifica, fase di discussione libera

    la riform che il PCF ha in mente è la tutela dei nostri cervelli e favorire le opportunità di ricerca

    in breve:

    - ottenere forme di partecipazione democratica e di compresenza negliistituti di ricerca;
    - garantire l'efficienza e la qualificazione dei ricercatori;
    - promuovere la finalizzazione della ricerca alla crescita intellettuale ed economica di tutta la popolazione

    - esigenza di una posizione più decisa per lascienza e per il suo sviluppo, ai fini conoscitivi, produttivi, ambientali,internazionalisti;
    - libertà della scienza e rapporto tra fini e strumenti della ricerca;
    - rapporti internazionali, da svilupparsi in senso multilaterale per sottrarre l'Italia alla soggezione verso gli USA e per contribuire ad una reale uguaglianza fra le nazioni;
    - sedi in cui deve svolgersi la ricerca;
    - definizione dei soggetti della politica della ricerca
    Ultima modifica di Haxel; 28-05-13 alle 10:05
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  3. #3
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    Predefinito Re: VI seduta del Senato - tema ricerca scientifica, fase di discussione libera

    1. Meritocrazia e valutazione

    Dovrebbe essere ovvio che la meritocraziacostituisce la base di un sistema di ricerca che sceglie e promuove i capaci ei meritevoli. In Italia così non è, almeno negli organismi pubblici, dove criteriindipendenti dal merito, quali l'anzianità o l'appartenenza a gruppi di potere(accademico, politico, eccetera), hanno costituito e costituiscono elementiimportanti del reclutamento e della carriera. Basti a questo propositoricordare le promozioni ope legis, che hanno costellato la storiadell'università italiana. Sono tali di fatto anche i concorsi dedicati, magarisuccessivi alla messa in esaurimento dei ruoli, pratiche nefaste che hannocontribuito ad abbassare il livello medio delle istituzioni. La meritocrazia sibasa sulla capacità di valutare i singoli e le istituzioni, pubbliche eprivate, in assenza di conflitti d'interesse. Vi sono oggi criteri utili incampo scientifico per questo scopo: citazioni, fattore di impatto, brevettivenduti, finanziamenti competitivi da charities di qualità (comeAIRC-Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro o Telethon), industria,Commissione Europea, National Institutes of Health, eccetera. Si tratta diusare gli strumenti disponibili per valutare i singoli e le istituzioni(istituti, dipartimenti, facoltà, università, enti di ricerca pubblici eprivati), premiando chi fa o sceglie bene e punendo chi fa o sceglie male.

    2. Autonomia eresponsabilità dei singoli e delle istituzioni

    L'autonomia, la competizione e lacollaborazione, a livello dei singoli e delle istituzioni, costituiscono icardini di ogni sistema di ricerca moderno. Oggi è molto difficile per ungiovane ricercatore svilupparsi in Italia come scienziato indipendente. Lascarsità di fondi, l'incertezza e le caratteristiche dei meccanismi difinanziamento privilegiano, nel migliore dei casi, gli scienziati affermati,responsabili di grandi gruppi. A questa situazione hanno cercato di rimediarealcune charities (AIRC, Telethon) con programmi dedicati alla crescitaindipendente dei giovani. L'autonomia costituisce, o dovrebbe costituire, ancheil cardine della vita delle università e degli enti di ricerca pubblici. Ma nonvi è autonomia senza responsabilità delle proprie scelte. In sintesi, un sistemadi ricerca efficiente e competitivo è fondato sulla autonomia e sullaresponsabilità. Autonomia delle scelte (di persone e progetti) e responsabilitàrispetto alle loro conseguenze. Come detto, le istituzioni scientifiche sonofacilmente valutabili usando i criteri elencati sopra. Tra questi, ovviamentenon si può considerare il numero degli studenti promossi, nel caso diistituzioni universitarie! Ma la cosa più importante è far percepireimmediatamente che scelte fatte con criteri non di merito (anzianità,clientela, parentela) avranno a breve gravi conseguenze sul livello difinanziamento e sull'esistenza stessa del dipartimento, dell'università odell'ente di ricerca. Siamo fiduciosi che segnali forti innescherebbero inbreve tempo un meccanismo virtuoso.

    3. Flessibilità

    Il sistema diricerca Italia è caratterizzato da estrema rigidità, antitetica ad un sistemaefficiente e produttivo. Scarsi sono i livelli di mobilità all'interno delleistituzioni pubbliche o fra istituzioni pubbliche e private e spesso questirispondono più a criteri di aggiustamento interno che non a politiche diricerca fatte da istituzioni autonome e responsabili.
    E'fisiologico che in un sistema di ricerca moderno una parte significativa dellacarriera scientifica sia condotta senza "posto fisso" (tenure).D'altra parte non si può chiedere a giovani e validi scienziati di essereancora precari a 35 anni con stipendi di 800 euro al mese, in assenza di unvero mercato intellettuale offerto da industria ed enti accademici. Questo principiogenerale, che ci sembra evidente sulla base dell'esperienza di Paesi piùavanzati, deve essere assimilato ed adattato alla realtà corrente del nostroPaese. Ancora, ricordiamo a titolo di esempio che uno scienziato negli StatiUniti o in Gran Bretagna può basare il proprio salario, del tutto o in parte,su finanziamenti da lui ottenuti per progetti competitivi (grant), dove però loStato (attraverso agenzie come NIH-National Institutes of Health,DOE-Department of Energy, NSF-National Science Foundation, MRC-Medical ResearchCouncil, NASA, eccetera) costituisce uno sportello affidabile e costante, sucui si può contare per il presente e per il futuro, in un contesto dicompetizione sulla base della qualità. Niente di tutto questo avviene in Italia

    4. Massa critica

    In generale,la ricerca scientifica in aree altamente competitive richiede massa critica.Massa critica significa strutture di grandi dimensioni, condivisione diapparecchiature sofisticate e costose, banche dati e sistemi informativi efficienti,processi moderni, servizi di base, eccetera; significa anche, scendendo alivelli più spiccioli, una caffetteria dove ci si incontri e si discuta al difuori del laboratorio. La dimensione scientifica e umana di una grandeistituzione di ricerca non è sostituibile dalla telematica. Non è più, e inrealtà non è mai stato, il tempo per fondare piccoli istituti ubicati "inmezzo al nulla". I pochi istituti privati di ricerca accademica edindustriale dimostrano che questa strada è percorribile e con successo anchenel nostro Paese. E' necessario che anche le grandi istituzioni pubbliche simuovano in questa ottica.
    E' evidenteche il modello organizzativo che governa attività di questo tipo non può esserequello pletorico, consociativo e compromissorio delle università o degli entidi ricerca pubblici. Di nuovo, autonomia e responsabilità, e quindivalutazione, costituiscono le parole chiave del cambiamento, con modelli digestione ispirati agli organismi di successo nazionali ed internazionali.

    5. Il reclutamento dei cervelli: per un sistema aperto

    La mobilitàcostituisce un elemento essenziale della ricerca scientifica. L'attenzione e lasensibilità del mondo politico e mediatico in questo settore si sonofocalizzate sul tema del "rientro dei cervelli". Si tratta di unaquestione seria e importante, ma riteniamo sia fuorviante trasmettere ilmessaggio che tutte le difficoltà si riducano a questo. Riteniamo che il veronodo sia quello della costruzione di un sistema aperto, in cui salari, laboratori,accesso ai finanziamenti e possibilità di carriera, siano confrontabili conquelli europei o americani, e consentano, anzi stimolino, la venuta discienziati dall'estero. Riteniamo che non aiutino la ricerca nazionale irientri virtuali, fatti di qualche settimana l'anno di insegnamento in Italia edi una attività scientifica che ha il suo centro in istituzioni estere.Situazioni di questo tipo sono di regola inconcepibili in grandi istituzioni diricerca normali, al di là delle Alpi o dell'oceano Atlantico. Il sistema chenoi auspichiamo dovrebbe attrarre ricercatori, italiani e non, nella fase dimassima creatività e produttività, offrendo condizioni che consentano loro diesprimersi. Solo in un contesto di questo tipo il rientro degli Italiani, chehanno motivazioni aggiuntive per lavorare in questo Paese, sarebbe veramentesignificativo ed avrebbe un ruolo strategico.
    Infineriteniamo che un Paese come il nostro dovrebbe porsi in modo organicol'obiettivo di attrarre cervelli da Paesi, europei e non, meno sviluppatiscientificamente. Il modello deve essere quanto è successo negli Stati Uniti enell'Europa sviluppata nei confronti di molti scienziati italiani, inclusialcuni estensori di questo Manifesto. Avere un flusso di giovani ricercatori,dedicati e aggressivi, costituisce un potente impulso per il sistema ricercadel Paese ospitante, ma aiuta anche lo sviluppo del Paese di provenienza,costruendo legami di collaborazione, permettendo lo scambio di tecnologia erestituendo al Paese di origine ricercatori formati. Cosa sarebbe ad esempio laricerca scientifica degli Stati Uniti o della Gran Bretagna senza l'inventiva ela dedizione dei postdoc italiani (o europei in generale), indiani, giapponesi,eccetera? Vogliamo ricordare che attualmente un giovane postdocextracomunitario che desideri lavorare nel nostro Paese è obbligato asottostare a pratiche burocratiche assurde e senza confronto, in un contestonel suo insieme umiliante.

    6. Il finanziamento

    Finanziare laricerca non è un lusso ma una necessità. Solo una classe dirigente miope non sirende conto che la ricerca (insieme all'istruzione) è il pilastro su cui sicostruisce il futuro e la prosperità di un Paese. Il nanismo industrialeitaliano deriva, oltre che da altri fattori, dalla nostra storica incapacità dicostruire sistemi industriali complessi e globali, alimentati dall'innovazionequale fattore propulsore dello sviluppo.

    7. Ricerca accademica e ricerca industriale

    La ricercaapplicativo-industriale costituisce un elemento portante di un sistema diricerca moderno ed efficiente. In molti settori è difficile sviluppare ricercadi base competitiva in assenza di collaborazioni con l'industria, e, viceversa,non si fa trasferimento industriale senza un retroterra di solida e sanaricerca di base. Protezione della proprietà intellettuale, imprenditorialitàaccademica, rapporto tra industria innovativa e accademia sono elementifondamentali di un sistema di ricerca efficiente. Altrettanto importante è la trasparenzadi questi rapporti di collaborazione rispetto ai possibili conflitti diinteresse e la condivisione di regole (per esempio riguardo la responsabilitàintellettuale dei dati e la loro pubblicazione) che garantiscano i ricercatoridal rischio di subordinazione a interessi esclusivamente commerciali anziche'prevalentemente scientifici.
    Infine, inquesto contesto è interesse, non solo dell'industria, che il sistema di governoincentivi la ricerca industriale con una politica fiscale coerente, non ambiguae continua nel tempo.
    Ultima modifica di Haxel; 28-05-13 alle 10:12
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    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Re: VI seduta del Senato - tema ricerca scientifica, fase di discussione libera

    Gli obiettivi ed i principi di riferimento sono senz'altro condivisibili

 

 

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