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  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito Miti della terra di Sumer

    Storia

    È probabile che Sumer sia stata la prima civiltà del mondo. La sua storia comincia all’incirca intorno al 5000 a.C., quando sorsero i primi villaggi, in una zona molto feritile; fu poi conquistata da Sargon di Agade, nel 2.370 a.C. e la sua civiltà fiorì fino al 2000 a.C., quando la regione fu conquistata dagli Amorrei.
    La civiltà sumera ha sviluppato una religione e una società che hanno influenzato sia i loro vicini, che i loro conquistatori.
    La scrittura cuneiforme sumera, la prima lingua scritta, è stata presa in prestito dai Babilonesi, che hanno anche preso molte delle loro credenze religiose.
    Tracce e paralleli dei miti sumeri si possono trovare nel libro della Genesi.
    Sumer era costituito da un insieme di città-stato, nella regione posta tra il Tigri e il basso corso dell’Eufrate, in quello che oggi è il sud dell’Iraq. Ognuna di queste città aveva suoi governanti, anche se già alla metà del IV millennio a.C. il capo della città dominante avrebbe potuto essere considerato il re della regione. Dividiamo la storia di Sumer in cinque periodi. Il periodo di Uruk, che ha visto il predominio della città di Uruk, appunto; il periodo di Jemdat Nasr; quello protodinastico; il periodo di Agade e il periodo di Ur, terza dinastia: un arco di tempo che va dal 3800 a.C., al 2000 a. C. circa.
    Il periodo di Uruk va dal 3800 a.C. al 3200 a.C. In quest’epoca è collocato il regno di Dumuzi, re pastore antidiluviano, che, dopo la sua morte, fu venerato come il dio delle messi di primavera. In questo periodo Uruk crebbe moltissimo, tanto che si stima che arrivasse al circa 45.000 abitanti. Era la città più grande della zona, anche se la città vecchia di Eridu a sud e Kish a nord le contendevano il primato. Uruk disponeva di un sistema di irrigazione molto efficiente e di vie di comunicazione che assicuravano l’approvvigionamento costante di materie prime per i suoi artigiani. Era al centro di una rete commerciale che si estendeva da quello che ora è il sud della Turchia orientale a quello che oggi è l'Iran.
    A Uruk furono edificati numerosi templi dedicati a Inanna, ricchi di mosaici e di affreschi. Questi edifici servivano anche a scopi civili, oltre che religiosi e il sommo sacerdote era sia capo spirituale, che temporale. Nei templi gli artigiani praticavano la loro attività commerciale e veniva conservato e distribuito il surplus di cibo.
    Il periodo di Jemdat Nasr va dal 3200 a.C., al 2900 a.C. È un periodo di stagnazione, durante il quale si presume sia avvenuta la più grande alluvione che mai abbia avuto luogo: il diluvio. Si tratta probabilmente di una inondazione dovuta allo straripamento del Tigri e dell’Eufrate, le cui conseguenze sono state amplificate dal fatto che la regione era coperta di paludi.
    Il periodo protodinastico va dal 2900 a.C., al 2370 a.C. È questo il periodo a cui risalgono i resoconti scritti più affidabili, anche se le gesta di alcuni dei grandi re di questa epoca sono state trasformate in racconti mitici e gli stessi re trasformati in divinità.
    Uno di questi re fu Etana, già re di Kish , che "tutte le terre stabilizzò", che diede origine alla prima dinastia di Kish e che governò su Sumer e sui territori vicini. I Babilonesi divinizzarono Etana, che, diceva il mito, era stato condotto in cielo sul dorso di una gigantesca aquila in modo che potesse ricevere la "pianta della nascita" di Ishtar (la loro versione di Inanna) e quindi potesse generare un erede.
    Nel frattempo, nel sud, fu fondata la dinastia di Erech, da Meskiaggasher, che, insieme con i suoi successori, è stato definito il “figlio di Utu”, il dio-sole. Dopo tre altri re, tra cui Dumuzi, il famoso Gilgamesh salì al trono di Erech, nel 2600 a.C. e fu coinvolto in una lotta per il potere nella regione con i re di Kish e con Mesannepadda, il fondatore della dinastia di Ur.
    Mentre Gilgamesh diventò un semidio, ricordato nei racconti epici, Mesannepadda risultò alla fine vittorioso in questa lotta e assunse il titolo di “Re di Kish”. Anche se le dinastie di Kish e Erech persero d’importanza, Ur non fu in grado di mantenere una forte presa su tutti di Sumer. L’intera regione era stata indebolita dalle lotte e le singole città-stato continuarono a mantenersi indipendenti.
    I sovrani di Lagash si dichiararono “Re di Kish” intorno 2450 a.C., ma non riuscirono a controllare stabilmente la regione, contrastati sul piano militare dal vicino Umma.
    Lugalzagesi, re-sacerdote di Umma dal 2360.C. al 2335 a.C., rase al suolo Lagash e conquistò Sumer, dichiarandosi “il re di Erech e della Terra”. Questo conflitto creò le condizioni per la conquista di Sumer da parte di Sargon di Agade.
    Sargon riunì sia Sumer, che la regione settentrionale di Akkad, sui cui, circa quattrocento anni più tardi, non molto lontano da Kish, sorse Babilonia. Probabilmente estese il suo regno dal Mar Mediterraneo al fiume Indo. Sargon costruì la città di Agade, stabilì in essa un grande un tribunale e fece edificare a Nippur un nuovo tempio. Il commercio di tutto il suo impero confluiva in Agade e la arricchiva, tanto che per un breve periodo diventò anche il centro della cultura mondiale.
    Dopo la morte di Sargon l’impero fu sconvolto dalle ribellioni. Naram-Sin, nipote di Sargon e terzo successore, represse le ribellioni con una serie di successi militari ed estese il suo regno. Si proclamò “Re dei quattro angoli del mondo” e si fece adorare come un dio. I Guti, un popolo di montagna, rasero però al suolo Agade e deposero Naram-Sin.
    Dopo pochi decenni, la presenza dei Guti diventò intollerabile per i Sumeri e Utuhegal di Uruk -Erech radunò un grande esercito e li cacciò.
    Uno dei luogotenenti di Utuhegal, Ur-Nammu, usurpò il suo potere e diede inizio alla terza dinastia di Ur, intorno al 2112 a.C.. Sconfisse la dinastia rivale di Lagash e ben presto acquisì il controllo di tutte le città-stato sumere. Stilò il primo codice di leggi e costruì la grande ziggurat di Ur, una specie di piramide a gradoni alta più di 60 metri e larga più di 200. La civiltà sumera, dopo circa un secolo di prosperità, crollò intorno al 2000 a.C. ad opera degli Amorrei. Un paio di città-stato mantennero la loro indipendenza per un breve periodo, ma tutti i Sumeri furono assorbiti nel nascente impero dei Babilonesi.

    Miti della terra di Sumer
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

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  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Cultura Situata lungo il fiume Eufrate, Sumer sviluppò un’agricoltura e un commercio molto fiorenti. Privati cittadini e i templi possedevano greggi di pecore e di capre e aziende agricole di cereali e di verdure. Le navi andavano su e giù per il fiume e per tutto il Golfo Persico, portando ceramiche e vari prodotti e riportando frutta e materie prime provenienti da tutta la regione, tra cui cedri dal Levante.
    Sumer è stata una delle prime civiltà alfabetizzate e ha lasciato molti documenti scritti di lezioni di scuola e di transazioni commerciali. Aveva forti eserciti, che con i loro carri e le loro falangi dominavano i popoli vicini.
    Religione
    La religione degli antichi Sumeri ha influenzato tutto l'Oriente. Non solo i suoi templi e ziggurat sparsi per la regione, ma la cosmogonia, la letteratura e i rituali hanno influenzato i popoli vicini a tal punto che possiamo trovare echi di Sumer nella tradizione giudaico-cristiana-islamica. Da questi antichi templi e in misura maggiore, con gli scritti cuneiformi di inni, miti, lamenti e gli incantesimi, archeologi e mitografi sono stati in grado di ricostruire il mondo religioso dei Sumeri.
    Ogni città ospitava un tempio, sede di un dio maggiore del pantheon sumero, come gli dei che controllavano le potenti forze che spesso dettavano il destino degli uomini. I capi della città avevano il dovere di compiacere la divinità protettrice della città, non solo per garantirsi la benevolenza di quel dio o di quella dea, ma anche per garantirsi la benevolenza delle altre divinità del consiglio degli dei. I sacerdoti hanno sempre avuto questo compito e lo hanno mantenuto anche quando il potere è passato ai re guerrieri. Il clero, infatti, ebbe sempre grande autorità perché preposto all’interpretazione dei presagi e dei sogni. Molti re rivendicarono di essere stati scelti dagli dei e quindi di governare per diritto divino. Sargon di Agade, ad esempio, sosteneva di essere stato scelto da Ishtar - Inanna.
    Il santuario centrale rettangolare del tempio, conosciuto come “cella”, era un altare di mattoni posto di fronte di fronte a una statua della divinità del tempio. Dalla cella partiva una lunga fila di stanze per i sacerdoti e le sacerdotesse. Questi edifici di mattoni di fango erano decorati con mosaici geometrici e affrescati con immagini di animali e figure umane. Questi complessi architettonici si sono evoluti in ziggurat torreggianti.
    Il tempio era composto da sacerdoti, sacerdotesse, musicisti, cantanti e prostitute sacre. Vi si tenevano tutti i giorni diversi rituali pubblici, sacrifici e libagioni. Si tenevano feste mensili e annuali, feste in occasione dell’inizio dell’anno. In una cerimonia, il re veniva sposato con Inanna, la dea della fertilità, dal risorto dio Dumuzi.
    La religione investiva anche la sfera privata. Nonostante gli dei preferissero la giustizia e la misericordia, avevano creato anche il male e la sfortuna. Un sumero poteva fare ben poco, al riguardo. Il meglio che si poteva fare nei momenti di difficoltà consisteva nel “far valere lamento e pianto, lacrime, confessando i peccati e le mancanze”. Il loro dio della loro famiglia o il dio della città avrebbe potuto intervenire in loro favore, ma non era assolutamente detto. Dopo tutto, l'uomo era stato creato con gli scarti, con quello che era rimasto dopo la creazione del mondo e alla fine della vita tutti erano destinati al mondo sotterraneo, un posto squallido e triste.

    Miti della terra di Sumer - Cultura e Religione
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  3. #3
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Cosmologia Da versi sparsi, inni e miti, si può delineare un quadro dell'universo (Anki) e della creazione secondo i sumeri. Il mare primordiale (Abzu) esisteva prima di ogni altra cosa e il cielo (a) e la terra (Ki) si sono formate da esso. Il confine tra cielo e terra era costituito da una volta massiccia (forse uno stagno) e la terra era un disco piatto. All'interno della volta era stata generata una sfera gassosa “lil”, l'atmosfera, le porzioni più luminose formarono le stelle, i pianeti, il sole e la luna.
    Ognuna delle quattro maggiori divinità sumera è associato a una di queste regioni.

    An
    , dio del cielo, era stato il dio principale del pantheon prima del 2500 a.C., ma in seguito la sua importanza diminuì.
    Ki è probabilmente il nome originale della dea della terra, il cui nome spesso appare come Ninhursag (regina delle montagne), Ninmah (la signora splendete), o Nintu (la donna che ha partorito).
    Sembra probabile che An e Ki siano stati i progenitori della maggior parte degli dei.
    Secondo il racconto “Gilgamesh, Enkidu e gli inferi”, nei primi giorni sono state create tutte le cose necessarie. Cielo e terra sono stati separati. An ha preso il cielo, Enlil la terra, Ereshkigal gli inferi ed Enki salpò dopo di lei.
    Nammu
    è la dea degli abissi acquatici, il mare primordiale. Lei può essere la prima di divinità all'interno della cosmologia sumera perché ha dato alla luce il cielo e la terra. È anche descritta sia come madre di tutti gli dei, che come la moglie di An. È la madre di Enki. Chiede ad An di creare servi per gli dei e segue le sue istruzioni per creare l’uomo, con l'aiuto di Nimmah - Ninhursag.
    Ninhursag
    (Ki, Ninmah, Nintu) è la madre terra. Ki è il suo nome originale, anche se con più frequenza appare come Ninhursag (regina delle montagne), Ninmah (la signora splendente), o Nintu (la donna che ha partorito). Il più delle volte è considerata la sorella di Enlil, ma in alcune tradizioni è la sua sposa.
    È nata come montagna cosmica unificata con An, da Nammu, e poco dopo la loro unione genera Enlil.
    Nei primi giorni, come Ki, era stata separata dal cielo (An) ed era stata portata via da Enlil. Lei e An sono stati i progenitori della maggior parte degli dei. Si unisce poi con Enlil e con l’assistenza di Enki genera il mondo vegetale e la vita animale.
    Lei (come Nintu) portò la dea Ninsar da Enki, che a sua volta generò la dea Ninkur, che a sua volta generò Uttu, dea delle piante. Uttu generò otto nuovi alberi con Enki, ma quando questi mangiò i figli di Uttu, Ninhursag gli inflisse otto maledizioni e scomparve. Dopo essere stata convinta da Enlil ad annullare la sua maledizione, Ninhursag partorì otto nuovi figli di Enki, che cancellarono il dolore per la perdita dei primi.
    È la dea madre e, come Ninmah, assiste nella creazione dell’uomo. Enki, essendo stato incaricato da Nammu di creare servi per gli dèi, spiega come fare a Nammu e a Ninmah e aiuterà a modellare l’uomo con l’argilla. Prima di iniziare il lavoro lei e Enki bevettero troppo ad una festa e si ubriacarono: formarono allora sei versioni malfatte di uomo ed Enki, a sua volta crea anche un uomo malformato, che non riesce a mangiare.
    Enlil
    (signore di ”lil”) nacque dall’unione di An e Ki. Enlil era adorato come dio dell'aria e signore del pantheon almeno dal 2500 a.C., quando il suo tempio Ekur a Nippur era il centro spirituale di Sumer.
    Nei primi giorni si è separato dalla terra (Ki) e ha assunto la maggior parte dei poteri di An. È glorificato come “il padre degli dei”, “ il re del cielo e della terra”, ”il re di tutte le terre”.
    Enlil crea l’alba, induce la crescita delle piante e la bontà. Inventa anche strumenti agricoli come l’aratro e il piccone. Senza la sua benedizione, una città non potrebbe sopravvivere.
    Il più delle volte è considerato il marito di Ninlil, con Ninhursag come sua sorella, ma alcune tradizioni sostengono che Ninhursag è sua moglie.
    È anche stato esiliato negli inferi (Kur) per lo stupro di Ninlil, sua sposa, ma è tornato con il primo frutto della loro unione, il dio della luna Sin (conosciuto anche come Nanna).
    Ninlil lo segue in esilio come sua moglie. Si unisce tre volte con Ninil negli inferi e generano tre divinità malvagie: Meslamtaea, Nergal e Ninazu.
    Enlil ed Enki, a Enki sollecitano la dea Asnian a creare fattorie e campi per il grano e la dea Lashar a creare il bestiame. Assegnano a Lahar spazi di terreno per prendersi cura degli animali e ad Ashnan spazi per crescere i raccolti. Le due divinità agricole si ubriacano e cominciano a combattere e tocca a Enlil ed Enki risolvere il loro conflitto
    Enlil crea due divinità: il pastore Enten e l’agricoltore Emesh. Nacque però una controversia tra Emesh e Enten su chi dovesse essere riconosciuto come “agricoltore degli dei” e Enten ebbe la meglio.
    Enki
    è figlio di Nammu, il mare primordiale. È il signore dell’Abzu (l'abisso d’acqua) e della saggezza. Un tempo era conosciuto come En-Kur, signore degli inferi, che erano contenuti nell’Abzu. Ha lottato con Kur, come riportato nel preludio di “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi”, ha vinto e ha reclamato il titolo di “Signore del Kur” (il regno). È un dio delle acque, della creazione e della fertilità. Ha inoltre conseguito il dominio sulla terra.
    Egli è il custode dei Me, le leggi divine.
    Le Me sono state scritte da Enlil a Ekur e affidato a Enki affinché lo custodisse e lo facesse conoscere al mondo, a cominciare da Eridu, il suo centro di culto. Portò il Me a Ur, Meluhha e Dilmun e diede ordine al mondo con i suoi decreti.
    Le Me sono dei decreti fondamentali della divinità, sui cui principi sono basate istituzioni sociali, le pratiche religiose, le tecnologie, i comportamenti, i costumi e i rapporti umani della civiltà sumera. Le Me sono state originariamente raccolte da Enlil e poi affidate ai Enk, con l’incarico di farle conoscere nelle città sumere, a cominciare da Eridu e continuando con Ur, Meluhha e Dilmun . Così si racconta nel poema ”Enki e l'ordine mondiale”, che descrive anche dettagliatamente i compiti delle varie divinità minori.
    Inanna, che è il nume tutelare di Uruk , desidera aumentare la sua influenza e la sua gloria portando le Me ad Urk. Si reca ad Eridu, al santuario di Enki, sulla sua "barca del cielo" e chiede le Me, che offre poi trionfalmente a Uruk.
    Le Me, non sono un qualcosa di unico, ma sono una somma di tante Me, che sono rappresentate come oggetti fisici e Inanna è in grado di mostrarli al popolo di Uruk, dopo averli portati fin lì con la sua barca. Alcuni di loro sono strumenti musicali; altri sono tecnologie come i cesti o sono astrazioni come “vittoria”. Non è chiaro nel poema come siano stati immagazzinati, trasportati e resi visibili.
    Non tutte le Me sono desiderabili o positive: tra queste ci sono “la distruzione delle città”, “il tradimento”, “la discordia”, “l’odio”, che i Sumeri consideravano mali inevitabili della vita.

    Miti della terra di Sumer - Cosmologia
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  4. #4
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Le sette divinità che decidono il destino Oltre alle quattro divinità principali, ce ne sono centinaia di altre. Un gruppo di sette “decide il destino” e cioè An, Ninhursag, Enlil ed Enki e altre tre, Nanna, suo figlio Utu , il dio del sole e della giustizia e la figlia di Nanna, Inanna, dea dell’amore e della guerra.
    Nanna
    (Sin, Suen, Ashgirbabbar) è un altro nome per il dio della luna Sin. Egli è stato concepito dopo che Enlil stuprò Ninlil. Nanna viaggia attraverso il cielo sulla sua Gufa (una piccola canoa fatta di ramoscelli intrecciati), con le stelle e i pianeti intorno a lui. Nanna è stato il nume tutelare di Ur ed è poi diventato re di quella città per volere di An e di Enlil. Si recò a Nippur in barca, fermandosi in cinque città lungo il percorso. Quando arrivò a Nippur, offrì doni a Enlil e lo implorò di garantire che la sua città, Ur, sarebbe stata benedetta, prospera e non sarebbe stata allagata.
    Nanna ha sposato Ningal e i due hanno concepito Inanna e Utu. Riposa negli Inferi ogni mese e lì decreta il destino dei morti.
    Ha nominato suo rappresentante mortale Ur - Nammu, che dà inizio alla terza dinastia di Ur.
    Utu
    è il figlio di Nanna e Ningal e dio del sole e della giustizia. Va negli inferi, alla fine di ogni giorno. Di solito è raffigurato con raggi di fuoco che escono dalla sue spalle e dalle sue braccia e porta un coltello dalla lama seghettata.
    Ha aiutato Dumuzi nella sua fuga dai demoni Galla, aiutandolo a trasformarsi assumendo diverse forme.
    Su ordine di Enki, porta anche l’acqua per irrigare Dilmun, il giardino del paradiso, il luogo dove sorge il sole.
    È responsabile della “Terra dei Viventi”
    Inanna
    è la dea dell'amore e della guerra. In “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi” si dice che una donna piantò l’huluppu, l’albero sacro, nel giardino della dea Inanna, ma l’uccello Anzu fece il nido per i suoi giovani tra le sue fronde, Lilith scavò la sua casa nel suo tronco e un serpente si nascose tra le sue radici. Inanna chiese aiuto a Utu per scacciare gli ospiti sgraditi, ma Utu non la aiutò. Chiese allora aiuto a Gilgamesh, che abbatté l’albero e con il suo legno costruì un trono e un letto per Inanna. Più tardi, Inanna cercò di fare di Gilgamesh il suo amante, ma questi la respinse.
    Lilith
    , la vergine nera, viene identificata con ki-sikil-lil-la-ke, donna demoniaca, in lingua sumera ed appare nella storia “L'albero huluppu”. In questa versione Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell'Eufrate, che è stato sradicato dall’erosione dell’acqua e lo pianta nel suo giardino con l'intenzione di utilizzare il suo tronco per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l’albero è cresciuto, non può essere utilizzato.
    Quindi un serpente, che non può essere incantato fece il suo nido tra le radici dell'albero huluppu;
    l'uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell'albero e la vergine nera Lilith costruì la sua casa nel tronco.

    Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto pianse a dirotto e chiamò in aiuto il fratello Utu, che non la aiutò e allora si rivolse a Gilgamesh, eroe dotato di una forza prodigiosa, che uccise il serpente . L'uccello Anzu fuggì con i suoi piccoli verso le montagne e Lilith fuggì verso i luoghi selvatici.
    Una fonte nella storia che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è L'alfabeto di Ben-Sira, intitolato a Yeshua ben Sira (II secolo a.C.), scritto nel X secolo d.C.
    Nel libro si narra che Lilith in un primo momento provocò Adamo e gli tenne testa, ma fu costretta ad abbandonare il Giardino dell'Eden, a testimonianza della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno su quello che nell’Alfabeto è chiamato “mondo dell'impurità”, conosciuto anche come “l'altro lato”.
    Ella disse. “'Non starò sotto di te” ed egli disse, “e io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra”.
    Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell'uomo e non avendo toccato l’Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.
    In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai e con vari demoni sulle sponde del Mar Rosso e generò gli Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith ed Egli mandò a cercarla tre angeli, Senoy, Sansenoy e Semangelof. Quando i tre angeli trovarono Lilith e le ordinarono di tornare, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo perché si era contaminata con i demoni e che non aveva nulla da temere dagli angeli perché era immortale. Gli angeli minacciarono allora di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni e Lilith promise che non avrebbe toccato i discendenti di Adamo ed Eva, se solo fossero stati pronunciati i nomi dei tre angeli.
    Utu, fratello di Inanna, cercò di far sposare la dea con Dumuzi, il pastore, ma lei inizialmente lo respinse, preferendo l’agricoltore. Allora Dumuzi le assicurò che i suoi genitori erano buoni come lei e lei cominciò a desiderarlo. Quando i due ebbero consumato il loro rapporto, le piante e i cereali cominciarono a crescere. Dopo aver trascorso molto tempo nel letto matrimoniale, Inanna si proclamò dea della guerra e diede ordini agli eserciti seduta sul trono. Su richiesta Ninshubur, gli conferì il potere sulla fertilità delle piante e degli animali.
    Inanna, dà vita ad una vicenda che ricorda il mito greco delle stagioni, il mito di Persefone. Si propone di assistere le esequie di Gugalanna, il Toro Celeste, marito della sorella Ereshkigal. Prende delle precauzioni prima di partire, raccomandando alla sua serva Ninshubur di chiedere aiuto a Enlil, a Nanna o Enki se non avesse dovuto tornare dal suo viaggio negli inferi. Inanna bussa alla porta esterna del Kur, il mondo sotterraneo e dice al custode, Neti, che è un aiutante della regina Ereshkigal e questi le consente di passare attraverso le sette porte degli inferi. Dopo ogni cancello, deve togliersi gli ornamenti e gli articoli di abbigliamento, fino a che, dopo il settimo cancello, Inanna rimane nuda e si trova intrappolata negli inferi. Per salvarsi, condanna il proprio marito Dumuzi a prendere il suo posto, ma Dumuzi fugge, inseguito dai demoni.
    Quando viene infine catturato e condotto nel sottomondo, la sorella di Dumuzi, Geshtinanna col suo pianto commuove Inanna ed Ereshkigal, che accettano che Dumuzi resti negli inferi solo per sei mesi e che per i restanti sei mesi dell'anno Geshtinanna prenda il suo posto, servendo come scriba e “contabile” col nome di Belet-seri, giustificando in tal modo l'alternarsi delle stagioni.
    Geshtinanna divenne in seguito dea della vite e del vino: il suo nome è traducibile, infatti, come "Vite del cielo" (Ĝeštin.an.ak). Come per la storia greca del rapimento di Persefone, questo mito è legato al cambiamento delle stagioni, alla nascita delle piante dal terreno con il ritorno di una divinità del raccolto dal mondo sotterraneo. Geshtinanna è anche associata con la crescita, ma mentre fratello sovrintende al raccolto del grano durante la primavera, lei sovrintende alla raccolta dell’uva in autunno.


    Miti della terra di Sumer - Le sette divinità che decidono il destino
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Altri dèi Al livello successivo ci sono cinquanta “dei grandi.”
    Annuna
    , An bambino, che vive nel Dulkug o Du-ku, il “tumulo santo”, nero e verde. Nella “Discesa di Inanna negli inferi” gli Anunnaki sono identificati come i sette giudici degli inferi.
    Ereshkigal
    è la regina degli inferi e domina sui demoni, come è scritto in “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi”. Ha un palazzo con sette porte e di lì devono passare coloro che entrano Kur.
    Era sposata con Gugalanna, il Toro del Cielo, ed è la sorella maggiore di Inanna. Quando Inanna sconfina nel suo dominio, Ereshkigal fa in modo che Inanna sia costretta a togliersi le vesti per passare altre le sette porte e e poi:
    “Fissato su Inanna l’occhio della morte, pronunciò contro di lei parole d’ira. Lanciò contro di lei il grido della colpa e la colpì. Trasformò Inanna in un cadavere e la appese a un gancio sulla parete”.
    Più tardi, quando arrivano i messaggeri di Enki, lei si lamenta per il dolore e quando essi mostrano comprensione per il suo dolore (per la morte del marito) si mostra benevola. Così, quando le chiedono di portar via il cadavere di Inanna, lei acconsente.
    Nergal
    è il secondo figlio di Enlil e di Ninil e regna sul Kur con Ereshkigal. dove ha un palazzo e la riverenza dovuta da chi la visita. È più importante nella letteratura babilonese.
    Ninlil
    era la promessa sposa di Enlil e la figlia di Nunbarshegunu, la vecchia di Nippur. Enlil l’ha violentata ed è stato poi bandito negli inferi (Kur). Lei lo segue negli inferi, dove dà alla luce il dio della luna Sin (Nanna). Hanno altri tre figli nel mondo inferi: Meslamtaea, Nergal e Ninazu, che abbandonano nel Kur.
    In alcune tradizioni Ninlil è la sorella di Enlil, mentre è Ninhursag la sua sposa. )
    Ningal
    è la moglie di Nanna e la madre di Inanna e Utu.
    Nanshe
    è una dea della città di Lagash che si prende cura di orfani e di vedove. Essa cerca, inoltre la giustizia per i poveri e dà l’auspicio del nuovo anno. È assistita da Nibada e da suo marito, Haia.
    Nidaba
    è la dea della scrittura e la divinità protettrice della edubba (gli archivi di palazzo). È un’assistente di Nashe.
    Ninisinna
    (Nininsinna) è la dea protettrice della città Isin.
    Ninkasi
    ("La donna che riempie la bocca") è la dea della birra e dell’alcol , che nasce “fresca di acqua frizzante”. È uno degli otto figli concepiti da Ninuhrsag per Enki: è nata in risposta al dolore di Enki e Ninhursag dichiara che lei dovrebbe essere la dea che “sazia il cuore”, o “che soddisfa il desiderio”.
    Ninurta
    è il figlio di Enlil ed è una divinità guerriera, il dio del vento del sud. In "Le gesta e le imprese di Ninurta” è la divinità che si propone di distruggere Kur.
    Kur costringe inizialmente Ninurta alla fuga, ma quando Ninurta torna all’assalto, Kur viene distrutto e perde le acque dell’Abzu, inondando i campi di acque impure. Ninurta costruisce gli argini dell’Abzu accatastando pietre sul cadavere Kur e fa poi defluire queste acque nel Tigri. L’antagonista di Ninurta è il demone Asag, nero e verde, generato da An e da Ki e che aveva generato una prole mostruosa con Kur.
    Ashnan
    , “la gentile cameriera”, è una dea del grano.
    Lahar
    è la dea del bestiame.
    Emesh
    è stato creato da Enlil ed è il dio responsabile dell’agricoltura. Litiga con Enten, suo fratello e chiede di essere il “contadino degli dei”, ma quando i giudici danno ragione a Enten, Emesh gli porta doni e si riconcilia con lui.
    Enten
    è un dio pastore, “il contadino degli dei”. Litiga con suo fratello Emesh e vince la disputa con lui.
    Uttu
    è la dea della tessitura, dell'abbigliamento e delle piante. È figlia di Enki e Ninkur e genera otto nuovi alberi per Enki. Quando poi Enki mangia i suoi figli, Ninhursag l0 maledice con otto ferite e lei scompare.
    Enbilulu
    , “il conoscitore” dei fiumi è il dio del Tigri e dell'Eufrate.
    Ishkur
    è il dio responsabile dei venti. È responsabile del “blocco del cuore d’argento del cielo”. È identificato con il dio accadico, Adad .
    Enkimdu
    è il dio dei canali e dei fossi.
    Kabta
    è il dio del piccone.
    Mushdamma
    è il dio delle costruzioni e delle case.
    Sumugan
    , “il dio della montagna”, è il dio della vita animale e vegetale della piana di Sumer.

    Miti della terra di Sumer - Altri dèi
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  6. #6
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Semidei ed eroi mortali
    Dumuzi (Tammuz) è un pastore, figlio di Enki e di Sirtur e quindi è un semidio. Sovrintende alle stalle, agli ovili, al latte e al grasso. Ha un palazzo a Kur e coloro che entrano Kur gli devono rendere omaggio. È il marito di Inanna. In vita, era il re pastore di Uruk.
    Ziusudra
    (Ziusura). Nella versione sumera della storia del diluvio, Ziusudra, figlio di Ubartutu (o di Shuruppak) è informato della decisione degli dei di distruggere il genere umano. Sopravvive al diluvio, ai venti e ai temporali a bordo di una grossa barca. La tempesta dura sette giorni, prima che Utu disperda le acque. Ziusudra fa allora sacrifici in onore di Utu,An ed Enlilk, che gli donano la vita eterna.
    Gilgamesh
    è un semidio, figlio del re-eroe Lugalbanda e della dea Ninsun. Gilgamesh, potrebbe essere stato un re storico di Erec, durante la prima dinastia di Ur. Fu anche il signore di Kulab e fratello di Inanna, secondo alcune tradizioni. Era “il principe amato di An" e “chi compie atti eroici per Inanna”.
    In "Gilgamesh e Agga", il re Agga di Kish invia un ultimatum a Erech. Gilgamesh cerca di convincere gli anziani che Erech dovrebbe saccheggiare Kish in risposta, ma gli anziani vogliono prendere tempo. Gilgamesh allora espone il problema alla gente della città, che accetta di prendere le armi. Agga cinge d’assedio Erech e Gilgamesh resiste con l’aiuto del suo servo, Enkidu. Manda allora un soldato attraverso le linee di Agga. Il soldato viene catturato e torturato e mentre questo accade, Gilgamesh scavalca le difese dell’accampamento di Agga, che, colto di sorpresa, capitola. Gilgamesh accetta benevolmente la resa di Agga e gli concede di tornare nella sua città.
    In “Gilgamesh e la Terra dei Viventi”, Gilgamesh, addolorato per la morte che vede nella sua città, decide di andare nella “Terra dei viventi”. Lo dice a Enkidu e fa un sacrificio a Utu , che si occupa di quella terra e lo informa delle sue intenzioni. Il dio fa allora uscire dal suo tempio sette guardiani - eroi. Gilgamesh recluta cinquanta uomini per accompagnarli. Scavalcano sette montagne, abbattendo gli alberi lungo la strada per trovare il “cedro del suo cuore”. Gilgamesh cade poi in un sonno profondo, presumibilmente dopo l’incontro con Huwawa, custode della vegetazione della montagna ed Enkiduri lo sveglia. Gilgamesh fa prigioniero Huwawa, gli mette un anello al naso e gli lega le braccia. Huwawa si ribella e Endiku lo decapita. Gilgamesh si irrita per lo scoppio d’ira di Enkidu.
    In “Gilgamesh, Enkidu e gli inferi”, Inanna chiede aiuto a Gilgamesh quando il suo huluppu viene infestato. Gilgamesh abbatte l’albero e con il suo tronco costruisce un trono e un letto per lei. In cambio del favore, Inanna costruisce per lui una pukku e una mikku, due oggetti simbolici di grande valore, probabilmente un tamburo e una bacchetta, strumenti musicali di carattere sacro nell'antica Mesopotamia. Gilgamesh li lascia fuori, va a dormire e quando si sveglia non riesce a trovarli: erano caduti negli inferi. Enkidu si offre allora di discendere agli inferi per recuperarli, ma nel farlo non segue i consigli di Gilgamesh per poter ritornare alla luce e rimane prigioniero nell’oltretomba. Gilgamesh prega il dio Enki di poter ancora un’ultima volta parlare ad Enkidu e viene esaudito: Enki intercede presso Nergal, signore dell'oltretomba, che permette all’anima di Enkidu di uscire temporaneamente dal Kur.
    In "Gilgamesh e il Toro del Cielo", Gligamesh respinge le avances di Inanna, che, arrabiata, invia il "Toro del Cielo" a devastare Erech.
    In "Morte di Gilgamesh", Gilgamesh è destinato a morire da Enlil, ma anche ad essere imbattibile come guerriero. Quando muore, la moglie e i servitori fanno offerte per Gilgamesh alle divinità degli inferi. Gli viene dato un palazzo nel mondo sotterraneo e viene venerato come dio minore dei morti. Suo figlio e successore fu Ur-lugal o Urnungal.
    Enkidu
    è servo ed amico di Gilgamesh. Lo assiste nel liberare Erech dall’assedio di Agga e accompagna Gilgamesh e i suoi soldati nel viaggio nella “Terra dei Viventi”. Il corpo principale del racconto Gilgamesh include un viaggio per il mondo sotterraneo. Enkidu entra nella “Grande Dimora” attraverso un cancello, al fine di recuperare la pukku e la mikku donati da Inanna. Rompe molti tabù del mondo sotterraneo, usa vestiti puliti e sandali, buon olio, un'arma, fa rumore e si comporta in modo poco rispettoso. Per queste violazioni è immobilizzato dal “grido degli inferi”. Enki permette alla sua ombra di parlare un’ultima volta con Gilgamesh.
    Gugalanna
    (Gugal-ana) è il marito di Ereshkigal e “il Toro del Cielo”.
    Huwawa
    è il “guardiano del cedro del cuore” nella “Terra dei viventi”, Huwawa ha denti di drago e testa di leone; emette un rombo come l’acqua di alluvione; ha enormi zampe con artigli e una folta criniera. Ha vissuto in una casa di cedro. Sembra che abbia attaccato Gilgamesh, Enkidu e compagni. Fu decapitato da Endiku.
    Namtar
    , ”Fate”, è il demone responsabile della morte. Non ha mani, né piedi e non mangia e non beve.
    Hubishag
    o Ningishzida è il dio dell'alba
    Neti
    è lo scriba di Kur.


    Miti della terra di Sumer - Semidei ed eroi mortali
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  7. #7
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    Gli inferi Il mondo sotterraneo dei Sumeri traspare, in qualche misura, da una composizione sulla morte e sulla vita dopo la morte del re e signore della guerra Ur-Nammu. Dopo essere morto sul campo di battaglia, Ur-Nammu arriva nell’oltretomba e offre vari doni e sacrifici per i “sette dèi” degli inferi: Nergal , Gilgamesh , Ereshkigal, , Dumuzi , Namtar, Hubishag e Ningishzida, ciascuno nel proprio palazzo. Offre anche doni a Dimpimekug e alla “scriba degli inferi”, che gli assegna il suo posto. Alcuni dei morti si rivolgon a lui per essere suoi servi e Gilgamesh, il suo amato fratello, gli spiega le regole e i regolamenti degli inferi.
    Su una tavoletta è scritto che il sole, la luna e le loro rispettive divinità, riposano nell’oltretomba, al termine del loro viaggio: il sole alla fine del giorno e la luna alla fine del mese.
    Utu e Nanna “decidono il destino dei morti”, mentre si trovano nell’oltretomba.
    La famiglia, dopo aver mangiato il pane e bevuta l’acqua per spegnere la sete degli eroi morti, pregava gli dei degli inferi per il proprio bene e per il bene dei propri morti.
    La versione sumera di Gilgamesh include un viaggio negli inferi. Nel prologo, Enki attraversa l’oltretomba per salvare Ereshkigal, dopo che è stata relegata nel Kur ed è assalito da delle creature con delle pietre. Anche il corpo principale del racconto comprende un viaggio negli inferi. Enkidu entra nella “Grande Dimora” attraverso un cancello, al fine di recuperare la pukku e la mikku di Gilgamesh.
    Quando Enlil visita gli inferi, deve superare la sorveglianza di un guardiano, ed èseguito da un “uomo del fiume” e da un “uomo della barca”, che si comportano come custodi..
    Anche Inanna scende nell’oltretomba, in una vicenda che ricorda quella della greca Persefone.

    Miti della terra di Sumer - Gli inferi
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  8. #8
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    Predefinito Re: Miti della terra di Sumer

    La Bibbia e i miti sumerici Tracce della religione sumera sopravvivono ancora oggi e si riflettono negli scritti della Bibbia.
    In Ezechiele (08,14), si parla di una divinità sumera: il profeta vede le donne di Israele piangere per Tammuz ( Dumuzi ) durante un periodo di siccità.
    Come scritto nella Genesi, i Sumeri dicono che il mondo si è formato dagli abissi acquatici e che il cielo e la terra sono divinamente separati l’uno dall'altro da una cupola solida.
    Il secondo capitolo della Genesi introduce il paradiso dell’Eden, un luogo che è simile al Dilmun sumerico, descritto nel mito della “ Enki e Ninhursag”. Dilmun è una terra luminosa, santa e pura. È benedetto da Enki e trabocca d’acqua dolce. Enki lo riempie di lagune e palme. Ingravida Ninhursag e genera otto nuove piante. Eden, “in Oriente” ( Genesi 2,08 ), è un fiume che “sale” per formare quattro fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate. È una terra molto rigogliosa e ha alberi da frutto. ( Genesi 2,9-10 ).
    Nella seconda versione della creazione dell’uomo “il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e così l’uomo divenne un essere vivente”. Enki e Ninmah (Ninhursag) usano un metodo simile per creare l’uomo. Nammu , regina degli abissi e madre di Enki, invita Enki a “impastate” il “cuore della creta che è sopra la Abzu” e a “darle forma”.
    Tornando a Enki e a Ninhursag , troviamo un parallelo possibile con la creazione di Eva. Enki ha mangiato le piante che sono state generate da Ninhursag ed è stato maledetto da Ninhursag, che gli ha inferto una ferita per ogni pianta che ha mangiato. Enlil chiede a Ninhursag di porre rimedio al danno che è stato fatto da Enki. Si unisce di nuovo con lei e gli genera otto nuovi figli, ciascuno dei quali è la cura per una delle sue ferite. Quello che cura la sua costola si chiama Ninti, il cui nome significa la regina di mesi, la signora della costola, o colei che fa vivere. Questa vicenda richiama quella di Eva. Nella Genesi, Eva è creata da una costola di Adamo e il suo nome è legato alla parola ebraica fieno o di vita.
    Nel prologo di “Gilgamesh, Enkidu e gli Inferi” troviamo il predecessore dell’albero della conoscenza del bene e del male, l’huluppu. Questo albero non contiene solo un serpente scaltro, ma anche Lilith, la prima moglie di Adamo.
    Un’altra analogia riguarda la caduta dell’uomo, dopo la cacciata dall’Eden ed è la mancanza di dolori del parto per coloro che vivono nel Dilmun (l’Eden). In particolare, Ninhursag partorisce in nove giorni, non in nove mesi.
    I litigi tra il pastore e l’agricoltore, come nel caso di Lahar e Ashnan o di Enten e di Emesh sono simili per certi aspetti alle dispute tra Caino e Abele. Nelle versioni sumeriche, sembra che non ci sia nessuna uccisione, ma non conosciamo la storia completa di Lahar e di Ashnan.
    I dieci patriarchi della Genesi nati prima del diluvio hanno vissuto molto a lungo, la maggior parte di loro più di 900 anni. Il settimo patriarca, Enoch, visse solo 365 anni prima che gli fosse consentito di “camminare con Dio”. La fonte sacerdotale o eloista enumera dieci patriarchi, mentre la fonte la fonte jahvista, che è anteriore e risale al X - IX secolo A.C. enumera solo sette patriarchi prima di Noè e cioè, includendo anche Noè, otto patriarchi antidiluviani. L'ottavo re antidiluviano della successione dei re sumeri visse per centinaia di anni.
    Una forte analogia si riscontra nelle storie bibliche e sumere del diluvio. Nella versione sumera, Ziusudra, uomo pio, è informato della decisione degli dei di distruggere il genere umano e si salva dal diluvio a bordo di una grossa barca. Il diluvio di Noè dura a lungo, mentre quello di Ziusudra dura sette giorni ed egli non riceve un patto da Dio, ma la vita eterna.
    Per quanto riguarda il Nuovo Testamento, molti trovano analogie tra Dumuzi e Gesù perché Dumuzi è un re pastore ed è risorto dai morti. Il periodico ritorno di Dumuzi dagli inferi, però, non è un evento isolato, nella letteratura sumerica. Anche sua sorella Geshtinanna e la dea Inanna risorgono periodicamente. La morte e la rinascita costituiscono un tema comune a molti miti agricoli, dove il ritorno della divinità coincide con il ritorno alla vita delle piante

    Miti della terra di Sumer - La Bibbia e i miti sumerici
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