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  1. #1
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    Predefinito In difesa di ciò che è naturale

    In difesa di ciò che è naturale

    A destra, contro tutti i radicalismi



    Come natura crea, diceva una vecchia pubblicità televisiva. Ma erano ancora tempi, quelli, in cui le tradizioni, pur non da tutti fedelmente seguite, erano almeno dai più rispettate. Negli ultimi anni invece la società occidentale sembra essere volta a negare tutto ciò in cui i nostri padri hanno creduto o che hanno comunque considerato opportuno accettare.

    Oggi non solo non è ritenuto più possibile continuare a vivere come si è sempre vissuto, ma lo si ritiene anzi del tutto sbagliato. E la politica, in luogo delle tradizionali fratture tra destra e sinistra, scopre nuove divisioni, come quella tra “laici” e “cattolici”. Divisione strana, in quanto ciò che il radicalismo contemporaneo combatte era parte integrante della sinistra di ieri. Pronta ad infilzare la destra sulla democrazia, sul sindacato e sulla busta paga, ma non sul diritto di aborto. Non contro l'ora di religione nelle scuole.

    Rifiutare di concedere nuovi diritti individuali è considerato oggi tipico della destra più o meno estrema. Il liberalismo si alimenta dei diritti e chi è liberale non può opporvisi, pena essere scomunicato e messo nell'angolo riservato ai conservatori. Tuttavia chi combatte in difesa della vita o della famiglia non è detto che sia necessariamente cattolico, può essere benissimo una persona di buon senso.

    L'aborto non è infatti questione che riguardi soltanto i papaboys... Si può essere contrari in quanto ostili all'idea che una vita umana possa essere soppressa soltanto per i capricci di una femminista emancipata! Se si escludono infatti dal novero casi limite come l'incesto o lo stupro, la donna che intende abortire è infatti una donna che ha fatto del sesso consenziente e che una volta combinato il "guaio" intende far marcia indietro usando metodi alquanto sbrigativi. L’aborto andrebbe sconsigliato se non altro per favorire comportamenti sessuali più responsabili, ma chi si prende la briga di dirlo agli indisciplinati ragazzi di oggi?

    Vogliamo discutere delle “coppie di fatto”? Spiegatemi che senso ha il decidere di vivere insieme senza sposarsi. Non è forse solo il tentativo di tenersi lontani dai rischi e dalle responsabilità di una vita di coppia? Si dice: “Io non cono cattolico, per questo non mi sposo”. Embè? Sposati in municipio. Oppure: “Costa troppo, non me lo posso permettere”. Allora lascia stare i cerimoniali e accetta di vivere più modestamente l’evento. “Veramente io non credo nei legami stabili...” Ecco la verità che spunta fuori, il desiderio tutto moderno di fuggire la stabilità, l'impegno che ogni rapporto "serio" comporta. Invece no, si ragiona come bambini viziati: voglio essere libero, senza obblighi, senza mettere ipoteche sul mio futuro... Infatti, cos’altro sarebbe il divorzio breve se non l'assicurazione di poter vivere oggi insieme e domani chissà, liberi di troncare un rapporto e di iniziarne un altro, e un altro ancora, in una fatua ricerca della propria felicità che non avrà mai fine?

    Altra querelle non di poco conto riguarda il diritto di uccidere o semplicemente di morire... In questo caso i liberali e i radicali criticano la pena di morte definendola una barbarie, ma esaltano come una conquista civile l’eutanasia. I cattolici, dopo averci rimuginato a lungo su, si sono decisi che la vita è da considerarsi sacra sempre e comunque. La questione è spinosa perchè mettere fine ad una vita umana, in determinate condizioni, potrebbe rivelarsi come la scelta più ragionevole. Tuttavia c'è un ma, rappresentato dal fatto che viviamo - o meglio, dovremmo vivere - in un Paese cattolico. “Ma quando mai”, è la risposta stizzita, “questo è uno Stato laico!” Della serie, ognuno è libero di vivere come meglio crede, una sorta di anarchia legalizzata, un mondo di individualisti gelosi dei propri diritti e dimentichi di ogni minimo dovere comunitario. Ma una società, uno Stato, non si governa con l'anarchia. Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise. Non solo (e qui arriva la parte più sgradevole per molti): deve anche reggersi su dei miti comunemente riconosciuti. Uno spirito liberale non lo accetterà mai, tuttavia è appurato come alla base della convivenza umana vi sia la fede non la ragione. E’ la fede che spinge l'uomo a sacrificarsi per il proprio prossimo e questa fede per gli occidentali si chiama cristianesimo.

    Il cristianesimo ha permesso all’Occidente di svilupparsi attraverso 2 millenni di storia che hanno offerto al mondo una civiltà che non ha eguali, per quanto i multiculturalisti si ostinino a obiettare il contrario. Direi che solo per questo il giocattolo che abbiamo meriti di non saltare in aria a vantaggio di un altro che nessuno sa nè quanto durerà, nè dove ci porterà. Questa è ragionevolezza, questo è puro buon senso, roba non per filosofi ma per la gente comune.

    Allora, si diceva, il cristianesimo (da noi cattolicesimo) non accetta che di propria volontà si possa mettere fine alla vita di qualcuno. Principio discutibile, in quanto la messa a morte di un individuo può essere ritenuta necessaria per uno Stato che intenda con ciò preservare la propria comunità da un male peggiore. Ma nei casi in cui questa necessità non vi fosse, quando la persona in questione non fosse un pericolo per la comunità, ebbene allora perchè lo Stato dovrebbe mettersi di traverso a chi ritiene sacra la vita umana? Perchè dovrebbe privilegiare le ragioni dell’individuo rispetto a quelle della sua comunità? Perchè è liberale? Non mi sembra una risposta sufficiente. Uno Stato non si regge su astrazioni, ma su compromessi realistici. Allora mettiamola così: il rifiuto dell’eutanasia è una concessione che lo Stato fa alla Chiesa per quanto di buono essa rende alla collettività. Una concessione che ci si aspetta poter essere ricambiata al momento opportuno, secondo quel do ut des, la politica di compromesso che il Trono e l'Altare hanno seguito con successo per vari secoli e che tuttora la politica liberale sottobanco insegue per evitare spiacevoli lacerazioni sul piano della cultura e della società.

    Purtroppo i liberali contemporanei hanno dimenticato la ragionevolezza dei loro padri a vantaggio di un’ostinata, astratta, razionalità. I diritti. L'uguaglianza. L'individualismo. Il comunismo. Il femminismo. L'ecologismo. Tutte astrazioni volte a scardinare pezzo a pezzo la vecchia società tradizionale, abituata a considerare giusto solo ciò che è naturale.

    Nascere uomo e donna è naturale come vivere e morire, e non esiste una “terza via” nè sul piano dell’essere come del sesso. Ci si sposa perchè il fine dell'esistenza umana è quello di raggiungere una superiore complementarietà attraverso il congiungimento con l'altra metà, e attraverso di essa mettere al mondo una discendenza che porti avanti il nostro testimone su questa terra quando ormai non ci saremo più. Si dà uno Stato perchè sia difeso l'ordine e si limiti la guerra, che nel mondo è naturale perchè l’uomo è il nemico dell’uomo. Infine, si crede e si prega perchè è la finitezza dell'essere umano a far sì che questi sia proteso immancabilmente a rapportarsi con l'infinito...

    Una società retta è una società che non volta le spalle alle tradizioni, alle consuetudini e ai pregiudizi, semplicemente perchè questi aiutano a vivere. E a vivere meglio. Le consuetudini ci aiutano a camminare più spediti, in quanto ci permettono di usare con sicurezza ciò che è già stato consolidato dai nostri antenati. Oltretutto, il rapportarsi ad una consuetudine permette all’uomo di sentirsi non più individuo senza radici quanto membro di una ben data comunità. Ovvero, una comunità naturale non presuntuosamente creata dal singolo a propria immagine, ma soggetta alle leggi del sangue, della cultura e del territorio. E' ciò per cui ci scopriamo simili, invece che uguali oppure diversi.

    Anche i tanto vituperati pregiudizi si rivelano delle solide pezze d'appoggio quando si è impossibilitati a esprimere un proprio giudizio. Purtroppo però si è deciso presuntuosamente di farne a meno a vantaggio dell'opinione. Il pregiudizio della libertà irresponsabile.


    Mr. Right
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  2. #2
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    Predefinito Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio

    Vogliamo discutere delle “coppie di fatto”? Spiegatemi che senso ha il decidere di vivere insieme senza sposarsi. Non è forse solo il tentativo di tenersi lontani dai rischi e dalle responsabilità di una vita di coppia?
    No

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  3. #3
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Originariamente Inviato da Mr. Right

    Vogliamo discutere delle “coppie di fatto”? Spiegatemi che senso ha il decidere di vivere insieme senza sposarsi. Non è forse solo il tentativo di tenersi lontani dai rischi e dalle responsabilità di una vita di coppia?


    Citazione Originariamente Scritto da Malandrina Visualizza Messaggio
    No


    Ma più che altro.. ma che cazzo te ne fotte.
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  4. #4
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    Ma più che altro.. ma che cazzo te ne fotte.
    Che me ne fotte? Che razza di domanda è? :mmm:

    Se non dovesse fottermene non mi interesserei di politica! iaociao:
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  5. #5
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    Predefinito Rif: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Altra querelle non di poco conto riguarda il diritto di uccidere o semplicemente di morire... In questo caso i liberali e i radicali criticano la pena di morte definendola una barbarie, ma esaltano come una conquista civile l’eutanasia. I cattolici, dopo averci rimuginato a lungo su, si sono decisi che la vita è da considerarsi sacra sempre e comunque. La questione è spinosa perchè mettere fine ad una vita umana, in determinate condizioni, potrebbe rivelarsi come la scelta più ragionevole. Tuttavia c'è un ma, rappresentato dal fatto che viviamo - o meglio, dovremmo vivere - in un Paese cattolico. “Ma quando mai”, è la risposta stizzita, “questo è uno Stato laico!” Della serie, ognuno è libero di vivere come meglio crede, una sorta di anarchia legalizzata, un mondo di individualisti gelosi dei propri diritti e dimentichi di ogni minimo dovere comunitario. Ma una società, uno Stato, non si governa con l'anarchia. Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise. Non solo (e qui arriva la parte più sgradevole per molti): deve anche reggersi su dei miti comunemente riconosciuti. Uno spirito liberale non lo accetterà mai, tuttavia è appurato come alla base della convivenza umana vi sia la fede non la ragione. E’ la fede che spinge l'uomo a sacrificarsi per il proprio prossimo e questa fede per gli occidentali si chiama cristianesimo.

    In quanto liberale e anarchico, come già anticipi nel tuo intervento, non accetto questo passaggio. Dal mio punto di vista, la tua frase "Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise" è incompleta; la mia versione sarebbe: "Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise per quanto riguarda la gestione della cosa comune". E la mia vita non è "cosa comune". E' mia. Pertanto se io decidessi di mettere fine alla mia vita, sarebbe solo affar mio.

    Purtroppo il problema è annoso:

    Se io fossi costretto a letto come un vegetale, senza speranza, vorrei morire all'istante, perché la vita è mia e ne voglio disporre come più mi aggrada. Tu, invece, vorresti mantenermi in vita con ogni mezzo, perché la vita non è mia, ma della comunità, o di Dio.

    Chi ha ragione? Tutti e nessuno. Non esiste una verità assoluta. Quindi vincerà il più forte.

  6. #6
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    Predefinito Rif: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    In quanto liberale e anarchico, come già anticipi nel tuo intervento, non accetto questo passaggio. Dal mio punto di vista, la tua frase "Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise" è incompleta; la mia versione sarebbe: "Una comunità in quanto tale deve osservare delle regole condivise per quanto riguarda la gestione della cosa comune". E la mia vita non è "cosa comune". E' mia. Pertanto se io decidessi di mettere fine alla mia vita, sarebbe solo affar mio.

    Purtroppo il problema è annoso:

    Se io fossi costretto a letto come un vegetale, senza speranza, vorrei morire all'istante, perché la vita è mia e ne voglio disporre come più mi aggrada. Tu, invece, vorresti mantenermi in vita con ogni mezzo, perché la vita non è mia, ma della comunità, o di Dio.

    Chi ha ragione? Tutti e nessuno. Non esiste una verità assoluta. Quindi vincerà il più forte.

    Io sono uno strenuo difensore del diritto di proprietà, tuttavia ritengo che questa - a cominciare dalla nostra vita - sia un dono datoci affinchè lo amministrassimo e non lo possedessimo come meramente "nostro". Infatti tutto ciò che abbiamo prima o poi saremo costretti a perderlo. In quanto "polvere siamo, e polvere ritorneremo".

    PS: Concordo con te che la vittoria finale nella nostra società arriderà al più forte, ovvero: l'individuo-massa.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Che me ne fotte? Che razza di domanda è? :mmm:

    Se non dovesse fottermene non mi interesserei di politica! iaociao:


    Le abitudini degli uomini, le loro necessità ecc. ecc. mutuano nei secoli e tutto questo a prescindere da Mr. Right.

    In effetti a milioni di persone di Mr- Right e di quello che pensa non gliene può fregare di meno.

    Oggi giorno sempre più persone sentono il bisogno di un legame diverso dal matrimonio, non si tratta di dieci, venti, cinquanta o solo mille persone, ma parliamo di una fetta significativa della nostra popolazione.

    A prescindere da Mr.Right, in quanto nella loro vita Mr. Right non è contemplato, non conta un cazzo e quindi sinceramente non ha neppure voce in capitolo nella programmazione della loro vita.

    Mr. Right pensa di aver diritto di dire a queste persone che bisogni hanno, o di cosa sia giusto o sbagliato per loro ??

    Ok lo faccia.

    ma non si stupisca o non si meravigli Mr. Right se si sente rispondere..

    Ma che cazzo vuoi ?
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

  8. #8
    .
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    Oggi giorno sempre più persone sentono il bisogno di un legame diverso dal matrimonio, non si tratta di dieci, venti, cinquanta o solo mille persone, ma parliamo di una fetta significativa della nostra popolazione.
    Se le coppie di fatto vogliono essere tali di diritto non hanno che da formalizzare la propria posizione anziché voler essere riconosciute di fatto come delle coppie di diritto.

    Non esiste ragione alcuna per pagare collettivamente la pensione di reversibilità a persone che non hanno formalizzato il proprio status davanti al sindaco.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Supermario Visualizza Messaggio
    Le abitudini degli uomini, le loro necessità ecc. ecc. mutuano nei secoli e tutto questo a prescindere da Mr. Right.

    In effetti a milioni di persone di Mr- Right e di quello che pensa non gliene può fregare di meno.

    Oggi giorno sempre più persone sentono il bisogno di un legame diverso dal matrimonio, non si tratta di dieci, venti, cinquanta o solo mille persone, ma parliamo di una fetta significativa della nostra popolazione.

    A prescindere da Mr.Right, in quanto nella loro vita Mr. Right non è contemplato, non conta un cazzo e quindi sinceramente non ha neppure voce in capitolo nella programmazione della loro vita.

    Mr. Right pensa di aver diritto di dire a queste persone che bisogni hanno, o di cosa sia giusto o sbagliato per loro ??

    Ok lo faccia.

    ma non si stupisca o non si meravigli Mr. Right se si sente rispondere..

    Ma che cazzo vuoi ?
    Pensi che non abbia il diritto anch'io, come tutti, di dire al mondo ciò che ritengo giusto o sbagliato? Mi stupisco che tu, da liberale, questo diritto vorresti togliermelo. iaociao:
    SADNESS IS REBELLION

  10. #10
    Liberale Cattivo
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    Predefinito Rif: Re: In difesa di ciò che è naturale

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Pensi che non abbia il diritto anch'io, come tutti, di dire al mondo ciò che ritengo giusto o sbagliato? Mi stupisco che tu, da liberale, questo diritto vorresti togliermelo. iaociao:


    Dove leggi che voglio toglierti questo diritto ?

    Ti ho scritto che se pensi di stabilire ( tu e chi altri ) cosa sia giusto, per me e per altri milioni di persone, ti sbagli di grosso, parti male già in partenza.

    Oggi il bisogno di regolarizzare altre forme di convivenza è una necessità comune a centinaia di migliaia di cittadini in Europa.

    Non è più un fatto che riguarda una piccola cerchia di "disadattati".

    Questo meccanismo potrà essere rallentato, da chi, come te, pensa di poter regolamentare, dirigere la vita delle persone attraverso lo stato, la coercizione, le forze dell' ordine, i giudici ecc. ecc.

    Ma ormai è una storia trita e ritrita, i tempi cambiano, come cambiano le usanze e le persone.

    E' solo questione di tempo.
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