PER LA GIOIA DI PULLOWER
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Per i jihadisti di al-Nusra sono “martiri”. Per le forze di sicurezza di Damasco, mercenari. Per gli altri non possono che essere dei terroristi.
Nei due anni di iniettata guerra in Siria - con il terrore, le stragi e gli attentati - si contano a centinaia gli stranieri, catturati o uccisi dalle forze di Damasco, arruolati tra i ribelli per far cadere l’unico Stato nazionale del vicino Oriente ancora laico e pluralista. Di tutte le nazionalità. Occidentali, turchi, o fondamentalisti islamici.
Il reclutamento avviene di consueto nelle moschee tenute dagli imam più estremisti, più fondamentalisti. O direttamente dai “servizi” militari dei vari Paesi ostili al governo di coalizione di Damasco guidato dal Baath.
Di solito, nel dare la notizia della cattura o dell’uccisione di cittadini occidentali, i media “democratici” tacciono sul come o perché tali persone siano state “rapite”, “imprigionate”, o “uccise” magari, come è capitato a ormai ben quattro “giornalisti italiani, dopo aver passato illegalmente la frontiera “con i ribelli”. Di più: denunciano - se sequestrati dai terroristi - “l’inazione di Damasco per liberarli”; se colti con il kalashnikov in mano, gli stessi media embedded spacciano il fatto come una “montatura del regime”. Ma i coperchi, tali bugiarde sub-canaglie, non riescono a costruirli.
Il caso della trentatreenne americana Nicole Lynn Mansfield, uccisa mentre tentava con due complici occidentali, uno britannico, l’altro non identificato, di insediare una postazione terroristica nei pressi di un impianto militare, è sintomatico.
Nei vari lanci dei media made in Usa & West, si definisce la vicenda “oscura”. Intanto “Fbi” e Dipartimento di Stato “indagano” sulla sua morte anche se nel suo “corredo” oltre a vari armamenti, c’era la sua carta d’identità del Michigan e i suoi stessi familiari hanno confermato la sua “jihad”.
Qualcuno sussurra che di fronte alla morte occorre la pietà. Ma questi martiri-mercenari-terroristi, la pietà la possono chiedere soltanto alle loro vittime. A coloro che hanno ucciso.
Naturalmente non è, questa, certo, la posizione della Bonino...
Di sicuro è la nostra.




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