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    Predefinito Sovranità monetaria e sovranità politica. L' italia sempre più preda della finanza.

    Italia Sociale
    INTERVISTE 2013

    Sovranità monetaria e sovranità politica.
    Italia sempre più alla deriva economica e politica e preda dell’alta finanza bancaria


    Federico Dal Cortivo ne ha parlato con il Prof. Antonio Pantano, studioso, scrittore, polemista e critico, della scuola del Maestro di Diritto Giacinto Auriti.

    D: Prof. Pantano dopo il governo cosiddetto "tecnico" di Mr. Monti, ecco ora quello delle larghe intese del giovane Letta, uomo del Gruppo Bilderberg, Commissione Trilaterale, Aspen Institute, Goldman Sachs, citando le più importanti affiliazioni. Un curriculum che ne fa una garanzia per i poteri sovranazionali che stanno letteralmente distruggendo quel poco di sovranità economica che ci era rimasta. Che ne pensa al riguardo?

    "Governo tecnico" il montiano? Sedicenti tecnici, ma tutti rigorosamente generati dal sistema delle "cupole" partitiche. Sopratutto chi è nell’"organico statale". E, come nella quasi totalità, chi è organico alle banche, che gestiscono le "cupole" delle fazioni nostrane. Continuità assoluta tra il governo Monti e il successivo con Letta minor. Lo dimostra il "sostegno formale" di parlamentari opposti, a livello "consociativo da Cln", anche con la presenza dei banchieri (che non si mostrano con nome e cognome). Ma soprattutto nei "fatti". E continuità col governo Berlusconi, formalmente disarcionato ma "amabilmente costretto" all’avvicendamento dai "poteri forti globalisti", nei quali è organico chiunque dorma al Quirinale. Tutto secondo la "costituzione vigente", redatta a suo tempo sotto tutela/dettatura da chi la guerra vinse.
    Letta minor, come lo zio, e come Monti, è "in regola" per la carriera "militante" nei club elitari che consorterie oligarchiche di affari hanno deputato a "guidare il mondo": Bilderberg, Trilateral, Aspen, tutte le esclusiviste logge massoniche di rito americano, che esercitano mediante i gruppi bancari "consolidati".
    La nostra "sovranità economica" è figlia obbligata della seconda guerra mondiale. Da decenni indico la nostra repubblichetta col nome di "Italyland". Come una modesta regione africana col suffisso "land", resa "colonia" dal sistema "occidentale" di marca anglo-americana, con l’alta sorveglianza sinergica della più globalista potenza che esista: lo stato vaticano. Organizzazione politica di massimo livello nel dominio mondiale, questa. La "religione" è "fumus" di comodo. Utile per controllare e guidare i fedeli. E non solo la cattolica. Il "trascendente" e lo "spirito" sono dettagli per la sola forma.
    Quindi, la "sovranità economica" italiana è stata gestita sempre dalle centrali affaristiche arroccate nella City ed a Wall Street. Ciò fu decretato irreversibilmente a Bretton Woods nel luglio 1944. E colà fu anche stabilita la "implosione" dell’Unione Sovietica a 45 anni. Il termine "implosione" fu rivelato da Gianni Agnelli in un convegno di "maggiorenti banchieri" cui partecipai nel 1994. Ne conservo il testo.

    D: Il "potere bancario" in nome del "debito pubblico" può ora finalmente agire liberamente in Italia, ha un governo e un Parlamento più che devoti, meglio definirli servili, può contare sull’appoggio incondizionato della BCE, del FMI, della Banca Mondiale, e per di più paga tasse solo sui bilanci di fine anno che lei definisce falsi. Chi sono gli attori principali e i trattati capestro che ci legano a queste strutture?

    Il "debito pubblico" è "falso in bilancio". Vero e totale. Invenzione di banchieri apolidi : così incassano interessi su "contratti finanziari imposti ai loro vassalli asserviti" che negli ultimi 68 anni esercitarono il potere. Oggi tutto diventa "palese". Milena Gabanelli, domenica 19 maggio 2013, ne ha fatto accenno in "Report" su Rai-3 tv. Centinaia di Comuni italiani hanno "debiti" per "derivati" verso la Banca Morgan e consociate per almeno 190 miliardi di euro (valore che per ora inizia ad emergere!); e quei debiti "rendono" allo affarista creatore sonori interessi annui! Gli italiani, narcotizzati per decenni, si "accorgono" di avere accollato un debito (dove erano i giornalisti di grido?), che viene corrisposto negli interessi a loro insaputa. Monti dirottò, appena dopo due mesi in incarico, 4, 6 miliardi di euro italiani al gruppo Morgan (ove opera suo figlio!). Una parte fu "girata" al gruppo ove era interessato un suo ministro. In silenzio. Era il 3 gennaio, sotto i "botti" di capodanno! La stampa nostrana tacque. In parlamento solo 5 deputati "interrogarono", ma il governo mai rispose. E continuò a far versare denaro vero all’estero, al di sopra di ogni frontiera formale. Magistratura e Guardia di finanza "usi obbedir tacendo". Così come NON si comportano con chi tentasse di varcare la frontiera con più di 10.000 euro in contanti! Ma ogni giorno miliardi di euro lasciano l’Italia in silenzio, per via telematica. Dissanguando l’economia nazionale. Ciò mediante (e per volere di) aziende bancarie e gestori della politica.

    Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e "succedaneo" della Banca Centrale Europea sono invenzioni di Bretton Woods. Keynes (la corretta pronuncia in italiano è "Chiins") fu l’inventore/dominus della lunga catena finanziaria che legò, soprattutto mediante la confraternita degli omosessuali della quale fu epigono, il futuro del mondo. Rammento le pagine, a proposito della omosessualità invadente ed arrembante con la seconda guerra mondiale, di Malaparte, ne "La pelle"! E i fatti si concretarono anche in Vaticano, col Montini.
    Così i trattati imposti anche in Europa, col pretesto di creare una "comunità" e poi una "unione" degli stati europei. Ciarpame di formale "marca democratica", che risponde SOLO a criteri vantaggiosi per i banchieri apolidi "liberisti".
    Oggi, sul globo, vige il più grande impero schiavista mai esistito. Sul quale mai tramonta il sole. Altro che Carlo V!
    Gli "attori" hanno nomi e cognomi. Ezra Pound indicò J.P.Morgan (morto a Roma il 31 gennaio 1913! E nessuno spiegò la "verità" su tale accadimento!) come "furfante tale che 100 affaristi ebrei non sarebbero stati alla sua altezza". Non questione di religione o "razza"! Morgan era protestante. Ma, in realtà, cinico speculatore in ogni campo delle attività umane. E organizzatore di guerre. Oggi, oltre gli immarcescibili Rothschild, che gestiscono e controllano nel mondo, sfruttandola, la sparuta pattuglia dei caparbi fedeli di religione ebraica, il clan del controllo della produzione è circoscritto dai "signori farmaceutici", dai "petrolieri" (arabi e non, oggi anche russi; non va dimenticato che il medico statunitense Hammer, comunista, fu gratificato fin da giovane da Lenin col monopolio del petrolio sovietico, che lo fece divenire miliardario!), dai "gassisti" sopratutto russi, dai "gestori di telematica e telecomunicazioni" (circolo chiuso), dai "produttori di armi", dai "giganti della alimentazione", e dai "monopolisti immobiliari". Tutti armonizzati da 12-15 "signori del denaro". Finanza ed assicurazioni condizionano l’umanità. Il loro "menù" quotidiano ordisce ogni conflitto bellico.
    Si piangono negli USA centinaia di morti ad ogni tornado, ad ogni inclemenza naturale, mentre interi stati di quella unione sono caratterizzati da gigantesca edilizia di "baracche" instabili nelle quali uomini rassegnati devono vegetare, tifando l’Obama del momento, in nome di un unico "dio denaro", che destina ogni energìa al bellicismo e ad improduttive ma costosissime ricerche spaziali, solo utili (data l’arretratezza sociale) ad accrescere la potenza capitalistica dei monopolisti. L’iconografia religiosa di quella "dottrina" è sintetizzata dalla carta moneta di 1 dollaro.

    Trattati "capestro"? Con la scusa del "pacta servanda", fingendo europeismo e socialità inesistente (il "welfare" è avvilito a vero "malaffare e malessere"), vigono trattati inumani ed aberranti, quali quelli di Maastricht e Lisbona, imposti. Maastricht è cumulo di aberrazioni distruttrici la sovranità nazionale. Ne conseguì il trattato di Lisbona, liberticida. Grazie ad esso fra qualche mese verrà abolita l’Arma dei Carabinieri, riferimento basilare e locale per la sicurezza dei nostri concittadini.

    D: Lei individua nella cessione della "sovranità monetaria" la totale perdita di quella politica ed economica dello Stato, ci illustri come ciò sia avvenuto per quanto riguarda l’Italia e successivamente in cosa consiste la "natura della moneta", un concetto spesso confuso e alterato volutamente.

    La seconda guerra mondiale fu attuata per cancellare il vero concetto di "Stato", sorto in Italia sulle ceneri del tentativo di "stato liberale" generato dalla "nomenclatura" oligarchica del "vecchio regime settecentesco": un paternalismo elitario condito con l’acqua santa del cristianesimo e l’incenso delle logge massoniche.
    Il nuovo "Stato" moderno e sociale fu intuizione maturata nell’animo di pochi, che Mussolini concretò.
    Stato moderno. Popolo e governo in unico spirito. Consenso basato su retta conduzione edificante, alla luce di leggi e codici insuperati. Criterio confuciano. Ma l’Italia soggiaceva alla ipoteca della dinastìa sabauda, legata ancor prima della unità territoriale al mercantilismo britannico ed alle sue logge massoniche rituali, che la imposero.
    Distrutto lo "Stato" col risultato della seconda guerra mondiale (in Germania ed in quasi tutta l’Europa si tentò di imitare lo "spirito nuovo italiano" nel corso degli anni ‘30), da noi i vincitori imposero la troika consociativa del vecchio massonismo co-aggiogata al vaticanismo (la democristianerìa è sinonimo di malaffare) ed alla "nuova ingenua ondata marxista" collegata all’esperimento sovietico, questo creato in chiave utopica e sperimentale, da finanzieri apolidi in vena "socialistica". Un "regime burletta", l’attuale, nel quale fu difficile annullare subito le conquiste sociali apportate in pochi anni dal Fascismo.
    La odierna "carta costituzionale" italiana è carente, traballante, illusoria, contraddittoria, monca e zoppa(anche se "obbligata" dalle conquiste sociali del Fascismo!); manca di basi morali e cardinali.
    Eppure l’Italia generò la più insuperata "Carta del Carnaro" nel 1920!

    D: Il SIMEC, ovvero la moneta alternativa ideata dal Prof. Auriti, un modo diverso per creare e far circolazione la moneta. Oggi è la BCE che decide la quantità di banconote da stampare nella zona di circolazione dell’euro, ma poi sono in maggioranza le varie banche centrali a stampare fisicamente il denaro, dopodiché gli euro vengono prestati ai relativi governi. Ci parli di questa moneta sulla quale è calata una coltre di silenzio.

    Il "simec" creato dal Maestro ed amico Giacinto Auriti fu atto provocatorio e dimostrativo. "Simbolo econometrico", analogo alla moneta. Surroga alla moneta, in assenza dello Stato, già allora in avanzata putrefazione. Simbolo monetario imperniato, localmente, per dimezzare costi generali e profitti scaturenti dalla circolazione monetaria ufficiale. Banca d’Italia s.p.a. fece sequestrare quel simbolo con l’invìo a Guardiagrele, ove si attuò, di 150 militi armati della guardia di finanza. Ridicolaggine da terrorismo non solo psicologico, tipico di chi prevarica piratescamente e sa di essere in difetto.
    Poi un pretore ammise la liceità del Simec.
    Il pezzo di carta "euro", oggi circolante in chiave monopolistica, non ha "copertura" di sorta; è senza garanzia. È un mero "titolo" graduato, analogo al biglietto del treno. Imposto agli europei, per legge creata da oligarchi, ad insaputa del popolo. Vale solo per convenzione, ma non ha valore intrinseco. Carta di bassa lega. Falsificarlo comporta appena il reato proprio, conseguente ad una legge – imposta, come ho spiegato - che lo "tutela", e che commina sanzione sproporzionata. Falsare la carta moneta "euro" non danneggia lo Stato ed il pubblico erario, e nemmeno l’azienda bancaria che lo stampa e lo pone in circolazione. Ha la stessa qualità di un volantino pubblicitario. Ma ha peggiore ruolo ammonitore: è monito di un debito inestinguibile. La BCE emittente lo pone in circolazione, "prestandolo" ai cittadini mediante lo Stato (cioè: i "furbacchioni" suoi gestori), che viene così ad essere indebitato. Ma in pratica concreta l’atto truffaldino dell’amministratore di un condominio che si appropria della titolarietà dei condomini. Truffa!
    Per la mera "qualità" di concessionaria alla emissione monetaria, la banca centrale europea (consorzio di varie banche nominalmente nazionali ma di proprietà di banchieri privati) si appropria direttamente di tutte le attività produttive europee che sono costrette a transazioni nella moneta imposta. Ed anche gli Stati – destinatari dei tributi e tasse raccolti – sono "obbligati" ad ossequiare e corrispondere tutta la sovranità monetaria alla banca (azienda privata) che ha sede a Francoforte. Azienda sovra nazionale: esentasse.

    D: Questo sistema usurocratico che sta distruggendo la ricchezza dell’Italia non è un dogma, il fine ultimo a cui deve tendere l’umanità, se diamo uno sguardo al passato per quanto l’Italia ci fu l’esempio concreto della Repubblica Sociale Italiana dove l’allora Ministro delle Finanze Domenico Pellegrini Giampietro operò in moda da porre sotto il controllo dello Stato la Banca d’Italia e di fatto la moneta, oggi privata. In che modo nonostante una guerra in corso fu possibile questo?

    Usurocrazia! Neologismo coniato da Ezra Pound da almeno 80 anni. Il Poeta Pound non aveva "studiato" dottrine economiche nelle scuole classiche e tradizionali, ma, con le "antenne del profeta e del Poeta", approdò alla vera natura della moneta, individuando gli scaltri monopolisti della gestione ed emissione. Azione che si protrae da secoli. Codificata nel 1694, nel sistema "occidentale". Per neghittosità e rinuncia degli Stati.

    Domenico Pellegrini Giampietro, pur se docente universitario, ebbe due esperienze di governo. Sottosegretario alle Finanze nell’ultimo governo "reale" di Mussolini, fino al 25 luglio 1943. Ministro delle Finanze nel primo governo repubblicano italiano, ultimo diretto da Mussolini, che fu anche Capo dello Stato. Stretto dalle necessità, gestì entrate per 54 miliardi ed uscite per circa 350 miliardi, anche a causa dell’impegno verso il Reich germanico contratto dal governo Badoglio appena insediato (tra il 27 luglio ed il 3 agosto 1943). Pagamento ogni mese di 3, 5 miliardi per l’apporto militare di tre divisioni germaniche operanti sul suolo italiano; che Badoglio effettuò già dall’agosto 1943. A metà settembre 1943 (dopo l’inganno del fatale giorno 8) divennero 18 le divisioni germaniche combattenti sulla penisola italiana contro l’invasore Alleato. Il 29 settembre si insediò il nuovo governo della Repubblica d’Italia che, con proprietà, si proclamò Sociale. Cresciuto l’impegno, i germanici pretesero 7 miliardi mensili da ottobre 1943, poi 10 miliardi mensili per il 1944, e 12 per il 1945.
    Pellegrini Giampietro commissariò la banca d’Italia (totalmente trasferita al Nord, nei territori ancora non invasi dagli Alleati), che aveva forzieri stracolmi di liquidità in ragione della gestione della tesoreria statale, oltre enorme riserva aurea (questa promessa da Badoglio alla Germania, in cambio della sicurezza personale sua e dei Savoja), della quale il 18% di pertinenza della Svizzera, per impegni di 10 anni prima. (Sulla storia successiva della riserva aurea c’è da rabbrividire! Se ne appropriarono gli Alleati il 5 maggio 1945! E i fumosi "studi" recenti di Bankitalia confermano!)
    Come naturalmente avrebbe fatto ogni buon padre di famiglia, ed ogni governante SERIO, Pellegrini asservì allo Stato la società per azioni Banca d’Italia (che era di proprietà di istituti ed enti statali e pubblici), ed utilizzò i suoi giganteschi depositi monetari appena necessario. Il 28 aprile 1945, alla invasione e sopraffazione Alleata del territorio della Repubblica Sociale Italiana, Pellegrini lasciò agli invasori attivo di bilancio per 20, 9 miliardi di lire, come certificò anche il 25 agosto 1945 la commissione del senato USA presieduta dal senatore Winkersham, in "ispezione" in tutta l’Europa, commentando che solo nella Italia repubblicana (al sud era "in sonno" il sedicente "regno" mantenuto dagli Alleati occupanti) aveva trovato floridezza bancaria diffusa, malgrado le distruzioni della guerra. Ne ho pubblicato da anni; e nel 2009 posi questi dati nel volume (oggi alla seconda edizione) "Ezra Pound e la Repubblica Sociale Italiana".
    Ora, dopo aver celebrato il 10 settembre 2011 nel municipio di Brienza ove nacque, sto preparando un copioso testo su Domenico Pellegrini Giampietro.


    D: Prof.Pantano dove vede oggi nel mondo le aree di maggior resistenza al sistema bancario usurocratico e in che modo si manifestano?

    Imperversano molti casi di fuoruscita dal sistema usurocratico universale. Cito a caso: Islanda. Ungheria. Argentina. Qui i Kirchner, marito prima, vedova Cristina poi, hanno demolito la sudditanza al Fondo monetario mondiale. Si tratta di avere "senso di responsabilità" ed amor di Patria. Cosa che in Europa non è possibile, e tantomeno in Italia, vera colonia degli USA anche militarmente (con 113 basi extra territoriali), in forza dello sciagurato e vessatorio "patto atlantico NATO", che obbliga i militari italiani a servire i narcotrafficanti in Afganistan, i petrolieri in Irak, gli affaristi in balcania (antica follia di Wilson dal 1920), e la falsa funzione di "peace-keeping" in Libano e altrove, che è mero e vero stato di guerra, in barba al dettato (assai aleatorio e formale) della vigente costituzione italiana, che finge di ripudiarla.

    La manifestazione del potere usurocratico è quotidiana. I notiziari radio e tivù vertono sugli affari e gli andamenti di borsa. Giornalisti allocchi e prezzolati istupidiscono gli ascoltatori con "guadagni e ribassi" che non riguardano il popolo, ma toccano solo gli speculatori. Vige ora l’assillo dello "spread" tra i rendimenti sui titoli di stato (btp, cct, bot). tedeschi e gli italiani, anni di tormento, mai proposto prima quanto la differenza era sul 20%!
    Pound sentenziò: "i sifilitici della borsa". Le inconcepibili scommesse di avidi patiti di un gioco perverso non devono condizionare la vita dell’umanità!
    Se all’ippodromo vince un cavallo o nei campi di calcio emerge una squadra, nulla viene in tasca al pensionato, allo studente, al lavoratore, al malato, allo scienziato, al cittadino normale! Patologìa mentale! Non economia e finanza.
    L‘economia è prodotto dell’arte di creare, fare, generare, anche sognare, non della frustrazione di chi inganna il prossimo, mediante aleatori pezzi di carta! I bari del gioco delle tre carte DEVONO essere incarcerati in eterno! Invece, nel mondo, sono al potere! Roosevelt fu un emblema, per tale patologìa, ma ebbe precedente in Wilson, fantoccio creato dal banchiere Morgan per far lievitare il neonato partito democratico, mentre finanziava il partito repubblicano, creandone la divisione. E ciò è ritenuto da storiografi imbroglioni la quintessenza della "democrazia"!

    D: Uscire dall’euro, da Maastricht, dall’Unione Europea, nazionalizzare le banche ecc. Quali sono a suo avviso le misure che uno Stato italiano, degno di questo nome, dovrebbe prendere immediatamente per porre fine allo sciacallaggio in atto?

    L’euro è un "dettaglio". Imposto da 60 anni di malandrino "lavorìo massonico" anti europeo. Una moneta inconsistente. Ma una "misura convenzionale", purtroppo vigente da 11 anni. Uscirne o no, è problema di decima linea.
    L’Unione Europea, falsità vigente, è la massima camicia di forza impostaci.
    Anche il deputato grillino M5S Carlo Sibilia, il 21 maggio scorso, s’è accorto, con denuncia in parlamento (tentato di ostacolo dalla infastidita e biliosa presidente) che i "maggiorenti" dell’unione europea sono fantasmi imposti da estranei e mai eletti dal popolo; ma collegati, con il Bilderberg, a Letta boy, alla Bonino, a Draghi ed a Monti, che della confraternita sono membri.
    Nella "democrazia vigente" il popolo è ingannato ogni 5 anni a fingere di approvare i governanti con un tratto di matita, una "croce" che si accolla sulle spalle, per sanzionare le malefatte altrui, che non hanno "obbligo di rendiconto".
    Il "Fascismo dispotico" statuì, nella Repubblica Sociale Italiana, il Manifesto di Verona in 18 punti, nel novembre 1943, ove nel 3° si scrisse: "La Costituente Repubblicana dovrà assicurare al cittadino, al soldato, lavoratore e contribuente, il diritto di controllo e di responsabile critica sugli atti della pubblica amministrazione".
    La vigente carta costituzionale italiana tace, e demanda al sonnolento ufficio della Corte dei Conti l’ipotetico controllo. Burocrazia da basso impero bizantino.

    Il nòcciolo è nello "Stato".
    Quello vigente, creato dagli Alleati, non è "stato". Mai lo fu. Cadavere che si trascina da 68 anni. Finge di esistere il 2 giugno, con i banchetti retorici – riservati ai clan liturgici -nei giardini del Quirinale. Lo sciacallaggio è una delle sue caratteristiche. Come il furto quotidiano perpetrato dai politicanti di mestiere, consociativi a destra, a sinistra e convergenti al centro. Furto mai contrastato e sanzionato dalla magistratura.
    Le aziende bancarie (gli imbroglioni le chiamano "istituti"!) sono sovra nazionali. Redigono senza controllo i bilanci, ed evadono il fisco. Mai hanno emesso fatture e scontrini fiscali per gli oneri di spesa da loro incassati in danno del cliente! Se la loro "prima nota" fosse controllabile ogni giorno (e in epoca di telematica, ciò è attuabile in "tempo reale"!), si vedrebbe che trasferiscono moneta (cioè linfa necessaria alla produzione) all’estero in "tempo reale", da 68 anni, in "paradisi fiscali" o in "terre di conquista" (come la Cina e l’India) per convenienza dei loro gestori.

    Il "popolo" ignora, narcotizzato, si appaga degli imbonitori, degli intermediari, dei sindacalisti. E chi contesta è additato da "fascista" dalle masse belanti dei gestori delle piazze. Come si è fatto per Ezra Pound, per Giacinto Auriti, e per pochi altri onesti illuminati.

    Si ritiene erroneamente che l’attuale "Europa" sia capeggiata dalla Germania. Falso! Tutto è una tragicommedia di affarismo monetario! I "patti di stabilità" sono scene della commedia degli inganni. Un sindaco, pur avendo denaro in tesoreria, NON può nemmeno svolgere l’ordinaria manutenzione! IMBECILLITA’ da paranoici del denaro!
    Governare è, oggi, solo "tassare"!

    Ieri, 80 anni fa’, in Italia si edificavano città e villaggi, case e scuole per il popolo, si bonificava la terra e si creavano strade, porti e ferrovie, si educavano i giovani e i non istruiti, si portava cultura con i teatri nei più sperduti villaggi, si eseguivano musiche dotte ed edificanti nelle piazze e nei molti luoghi deputati, si creavano asili per l’infanzia e scuole e università, si concertava la produzione agricola ed industriale, ed il commercio era controllato e calmierato nei prezzi.
    L’Accademia d’Italia era centro dei massimi intelletti e faro per la Nazione. Arti, cultura, ricerca erano vette del vivere quotidiano.
    Oggi gli intelletti capaci sono costretti tutti ad emigrare!
    La soluzione è nello "Stato". Da creare di nuovo, dalle radici.

    Poi, le banche. Da far soggiacere alla insuperata legge bancaria del 1936 (R.D.L. 24 settembre 1936-XIV, n. 1858), maturata dalle precedenti impostate tra il 1923 ed il 1927, poi definita nel 1937 e convertita dalla legge del 7 marzo 1938, n. 141. Leggi che il presidente USA Roosevelt fece copiare appena eletto, per riemergere dalla crisi pilotata del 1929 (crisi che non toccò l’Italia governata dal regime fascista!), inviando da noi suoi tecnici, per poi far varare il suo Glass-Steagall Act, che i falsari nostrani (economisti, storiografi, politicanti e gazzettieri) indicano come unico riferimento di salvezza oggi. Quella legge italiana demandò a pochissime (quattro!) banche i rapporti con l’estero e la funzione di banche di "affari", e a tutte le altre, la funzione di raccolta e custodia del risparmio e di corresponsione di prestiti e mutui. Tutto sotto il controllo della "banca centrale", a sua volta obbediente e controllata dallo Stato, questo perché vero rappresentante i cittadini (al contrario di ciò che oggi avviene!).

    Necessita quindi uno Stato vero, dotato di autorevolezza ed onestà, governato con trasparenza e da uomini moralmente ineccepibili. Come non può essere nel regime attuale italiano, vertente sulla conclamata mafia di potere e sulle bande affaristiche, collegate ad analoghe oltre frontiera.

    Uno Stato vero potrà pesare sull’Unione Europea, anche se minata dalle bassezze burocratiche "popolari-socialiste" che la avvelenano dalla nascita. Pesare fino a condizionarne l’indirizzo.

    Utopia? Le masse paiono svegliarsi. Oggi si balbetta – con profonda e crassa ignoranza – di "signoraggio", confondendo il termine con lo strapotere delle banche. Ma gli accadimenti sono in evoluzione. Al di sopra delle ridicole campanilistiche fazioni di destra e sinistra.
    Fino a qualche mese fa’ si attendeva l’instaurazione di un qualsiasi governo, a causa della rassegnazione che ormai condiziona gli italiani, condotti alla rovina da chi finge di gestire la cosa pubblica unicamente applicando tasse e balzelli inumani.
    Proprio Ezra Pound, nel 1935, nel trattato di filosofìa "Guide to Kulchur" (Guida alla cultura) indicò "Malattia" la "IMBECILLITÀ del sistema di tassazione"! E il fallimento, professionale, didattico, morale di questa genìa di governanti è stato ribadito dal governo Monti e dai suoi componenti, gabbati per tecnici, ma inetti, e dal successore governo attuale, ripartito tra i proverbiali incapaci – ma affaristi – che da generazioni dominano in Italia. O "Italyland".

    Euroepeanphoenix.it


    ANTONIO PANTANO

    Studioso, scrittore, saggista, polemista, critico, nato a Verona nel 1938, pubblicò dal 1952 migliaia di articoli su riviste e giornali, in tutto il mondo, ora dilaganti in internet per diffusione di altri. È facondo conferenziere, anche mediante radio e televisione. Legge, interpreta e porge al pubblico gli autori classici, insegnando a professionisti.
    Fin da giovane frequentò la gigantesca opera di Ezra Pound (che collaborò con circa 70 scritti a due "giornali ribelli" èditi e diretti da Edoardo Pantano, il padre, tra il 1943 ed il 1945). La studiò e propose con scritti e lavori diffusi in tutto il mondo. Per il centenario della nascita del Grande inventò e promosse molti convegni - su scala nazionale - negli anni Ottanta del XX secolo.
    Negli anni Novanta, cooptato, fu col Maestro di diritto Giacinto Auriti (Guardiagrele, 1926 - Roma, 2006) nella docenza di "valori giuridici e monetari" presso la scuola eretica creata e diretta da Auriti nella università statale di Teramo-Atri, ove attuò la prima cattedra al mondo sulle analisi ed il magistero dei criteri economici e monetari di Ezra Pound.
    Scrive e vive per scrivere. Ragiona e lotta contro la burocrazìa e l’idiozìa banale dei politicanti.
    Coadiuvò l’amico professore Auriti nella presentazione al Senato della Repubblica Italiana del Disegno di legge n. 1282, del 31 gennaio 1995, per la "Sovranità monetaria popolare", sottoscritto da 18 senatori di opposti partiti.


    01/06/2013



    Ultima modifica di Avanguardia; 02-06-13 alle 11:17
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

    •   Alt 

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    Predefinito Re: Sovranità monetaria e sovranità politica. L' italia sempre più preda della finanz

    Come Don Chisciotte - FU DAVVERO BLACKROCK A ISPIRARE IL "CAMBIO DI SCENA" DEL 2011 IN ITALIA ?


    DI MARIA GRAZIA BRUZZONE
    Underblog
    La RocciaNera negli opachi intrecci fra fondi di investimento e megabanche che si stanno comprando tutto.

    Il nuovo Limes su Chi ha paura del Califfo? è in edicola, puntualissimo e subito ripreso da tv e social media. Meno attenzione è stata data al numero precedente dedicato a Moneta e Impero (l’impero del dollaro, naturalmente) che proponeva, fra gli altri, un pregevole pezzo su “BlackRock, il Moloch della finanza globale”: un “fondo di fondi” americano con 30mila portafogli e $4,100 miliardi di asset ($4,652 secondo l’ultimo dato SEC, dic 2014) che non solo non ha rivali al mondo, ma è una delle 4-5 ‘istituzioni’ che ricorrono tra i maggiori azionisti delle principali megabanche americane, come vedremo.


    E non solo di queste: era anche il maggior azionista di DeutscheBank - la banca tedesca che nel 2011 ritirò per prima i suoi capitali investiti in titoli italiani, spingendo il nostro paese sull’orlo del ‘baratro’ e nelle braccia del governo Monti - rivelaLimes – nonché grande azionista delle prime banche italiane, e di altre imprese. Sull’ influenza politica della RocciaNera non solo a Wall Street ma nella stessa politica di Washington insiste del resto l’articolo (di Germano Dottori, cultore di studi strategici alla Luiss).
    Ma chi è, cos’è BlackRock, a cui l 'Economist ha dedicato una copertina? Come si colloca nel paesaggio finanziario globale?
    IL CONTESTO. E’ quello della finanziarizzazione e globalizzazione dell’economia.
    Il valore complessivo delle attività finanziarie internazionali primarie è passato dal 50% al 350% del Pil globale dal 1970 al 2010, raggiungendo i $280mila miliardi – solo il 25% del quale legato agli scambi di merci. Mentre il valore nozionale dei ‘derivati’ negoziati fuori dalle Borse ( Over The Counter) a fine giugno 2013 aveva raggiunto i 693mila miliardi di dollari. Una gran parte sono legati al mercato delle valute. E al Foreign Exchange Market o Forex, si scambiano mediamente 1.900 miliardi di dollari al giorno. Fin qui Limes.
    La deregolamentazione galoppa, cominciata con Margaret Thatcher e Ronald Reagan, spinta dalle megabanche che inventano nuovi prodotti finanziari e puntano a eliminare ogni barriera così da rafforzare il loro primato e dilatare il loro dominio sul mondo, dove nuovi paesi stanno velocemente emergendo. Nascono e prosperano gli hedge fund, i fondi a rischio speculativi, società di investimento, spesso collegati alle banche, innanzitutto anglosassoni. Nel 1986 la City londinese è del tutto deregolamentata.
    Due gli atti fondamentali, entrambi sotto la presidenza del Democratico Bill Clinton alla fine degli anni ’90 che portano a compimento la deregolamentazione neoliberista della finanza. Il secondo meno noto del primo.
    A. L’abolizione del Glass -Steagall Act che dagli anni ’30 separava le banche commerciali dalle banche d’affari, voluto dal presidente F.D.Roosevelt per ridimensionare lo strapotere di Wall Street all’origine della Grande Crisi del 1929. La sua abolizione “Fu come sostituire i forzieri delle banche con delle roulettes”, ironizza il giornalista investigativo Greg Palast.
    B. La cancellazione simultanea da parte del WTO delle norme che in ogni paese potevano ostacolare il trading dei derivati, il nuovo gioco ad alto rischio a cui le megabanche volevano assolutamente giocare, la gallina dalle uova d’oro. L’abolizione di ogni controllo sui derivati che aprì i mercati a quei prodotti contrattati ‘fuori Borsa’, compresi gli asset tossici, la decise per tutti il World Tradig Organization– egemonizzata dagli Usa, che di solito si occupa di scambi di merci – su impulso dell’allora segretario al Tesoro Larry Summers e delle principali megabanche, che vennero persino invitate a fare lobby in vista del voto decisivo ( qui Palast con l’appunto dell’assistente di Summers, il futuro segretario al Tesoro Tim Geithner).
    BLACKROCK NASCE E CRESCE in questo clima. (Torniamo a Limes). Basata a New York comincia a operare nel 1988, autonoma nel 1992, subito protagonista nella finanza internazionale. Passo dopo passo. Con “una sapiente strategia di dilatazione delle attività che l’ha portata ad acquisire posizioni ovunque le interessasse, comprando piccoli quantitativi di azioni in banche e imprese”. Piccoli ma crescenti. “Entrando nel mercato sia dei venditori di assets sia degli acquirenti di attività, fino a gestire $4100 miliardi – $4652 è l’ultima cifra ufficiale – di azioni, obbligazioni, titoli pubblici, proprietà: pari al Pil di Francia+Spagna”. Più del doppio del Pil italiano.
    E ‘fa politica’.
    A. Entra nel capitale di due delle maggiori agenzie di rating, Standard & Poors (5,44%) e Moodys (6,6%), ottenendo la possibilità di influire sulla determinazione di titoli sovrani, azioni, e obbligazioni private e di poter incidere su prezzo e valore delle attività che essa stessa acquista o vende.
    B. Comincia a operare nell’analisi del rischio, la vendita di ‘soluzioni informatiche’ per la gestione di dati economici e finanziari diventa il comparto n. 1 del suo business, elaborando dati che - a differenza di quelli delle agenzie di rating - “incorporano anche pesanti elementi politici”, scrive Limes.
    C. Sfrutta la crisi del 2007-8 sia per rafforzarsi sia per accreditarsi presso il potere politico americano. Nel 2009 il Segretario al Tesoro Geithner prima consulta la Roccia Nera, poi le chiede di valutare e prezzare gli asset tossici di una serie di istituti come Bear Stearns, AIG, Morgan Stanley. Compiti che BlackRock esegue, “agendo alla stregua di una sorta di Iri privato”. Nel 2009 fa anche un colpo grosso, acquistando Barclays Investment Group, col suo carico immenso di partecipazioni azionarie nelle principali multinazionali, vedi oltre.
    D.Sviluppa la capacità di informare, formare e se nel caso manipolare i propri clienti, utilizzando tecniche e software non diversi da quelli impiegati da Google (di cui ha il 5,8%) o dalla NSA per sondare gli umori della gente”. Si serve della piattaforma Aladdin, almeno 6000
    computer in 12 siti più o meno segreti, 4 dei quali di nuova concezioni, ai quali si rapportano 20.000 investitori sparsi per il mondo”.
    E. Crea un centro studi d’eccellenza, il BlackRock Investment Institute, che elabora analisi qualitative che tengono in considerazione anche variabili politico-strategiche (esempi). Sempre più “grande fondo di investimento interessato al profitto ma anche alla stabilità, sicurezza e prosperità degli Stati Uniti”, sottolinea Limes. Spende in lobbying $1milione l’anno, aggiungiamo.
    Il fondatore e leader Larry Fink “non fa mistero di essere un fervente democratico” e in buoni rapporti col presidente Obama, scrive il post, ma secondo altre fonti in realtà Fink frequenterebbe’ circoli prediletti da repubblicani neoconservatori. E’ ‘Il più importante personaggio della finanza mondiale’ ma, nonostante questo, ‘virtualmente uno sconosciuto a Manhattan’ “( Vanity Fair citato da Europa quotidiano).
    BLACKROCK E GLI EVENTI ITALIANI DEL 2011. Il super-fondo “svolse probabilmente un ruolo molto importante nel precipitare la crisi del debito sovrano italiano che travolse nel 2011 il governo presieduto dal governo Berlusconi. Lo spread fra Bund tedeschi e i nostri Btp iniziò infatti a dilatarsi non appena il Financial Times rese noto che nei primi sei mesi di quell’anno Deutsche Bank aveva venduto l’88% dei titoli che possedeva, per 7 miliardi di euro”. Così Limes. “Molti videro un attacco al nostro paese ispirato da Berlino e dai poteri forti di Francoforte, aggiunge”, citando articoli di allora.
    Probabilmente non era così.
    L’articolo rivela infatti che il potente istituto di credito tedesco aveva allora un azionariato diffuso, il 48% del capitale sociale era detenuto fuori dalla Repubblica Federale, e il suo azionista più importante era proprio BlackRock con il 5,1% .
    (Peraltro oggi la Roccia Nera detiene in Deutsche Bank una quota ancor maggiore, il 6,62% - è il maggior azionista seguito da Paramount Service Holdings, basato alle Isole Vergini Britanniche, al 5,8% - dati ufficiali dic.2014 Alla pari con una fondazione di Panama e l’ex primo ministro del Qatar riferiva la SEC americana ma a giugno vedi qui. E qui un quadro più aggiornato e articolato ma che sembra coincidere solo in parte).
    “Si può escludere che il fondo non abbia avuto alcuna parte in una decisione tanto strategica come quella di dismettere in pochi mesi quasi tutti i titoli del debito sovrano di un paese dell’UE? Se attacco c’è stato non è detto che sia stato perpetrato dalle autorità politiche ed economiche della Germania” sostiene il post, sottolineando l’opacitàdei mercati finanziari.
    “E’ un fatto – continua - che a picchiare più duramente contro i nostri titoli a partire dall’autunno 2011 siano proprio Standard& Poors e Moodys, piuttosto che Fitch (la terza agenzia di rating)”.
    Un’ipotesi interessante, quella di Limes. Che getta una luce nuova su tanta parte della narrazione di questi anni sulla Germania, l'Europa e i PIIGS, a partire dalle polemiche di quell'agosto bollente, con Merkel e Sarkozy fustigati da Giuliano Amato sul Sole24Ore - Amato che in quel 2011 era fra l'altro senior advisor proprio di Deutsche Bank (e chissà che senza la decisione di Deutsche Bank di vendere i titoli di Stato di Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna, la tempesta finanziaria non sarebbe iniziata).
    Un'ipotesi realistica, che apre altri interrogativi, sugli intrecci fra potere finanziario e politico, sul “potere sovrano” degli stati, anche della potente Germania. E sulla composizione azionaria di questi istituti - banche varie, fondi, superfondi: di chi sono? Chi decide che cosa, al di là dei luoghi comuni ripetuti delle narrative ufficiali? Proviamo solo ad aprire qualche spiraglio qua e là. Cominciando dalla banca tedesca.
    L’ANGLO-AMERICANIZZAZIONE DI DEUTSCHE BANK e la trasformazione dell' istituto nato nel 1870, da banca che storicamente ha per missione il finanziamento dell’industria a banca che genera metà dei suoi profitti dal trading di derivati, valute, titoli, cartolarizzazioni, è storia non troppo lontana. Risale a quando, col crollo dell’URSS, l’attenzione della finanza angloamericana si concentra sull’Europa. E avviene a seguito di misteriosi omicidi.
    Alfred Herrhausen, presidente della banca e consigliere fidato del cancelliere Khol aveva in mente uno sviluppo della mission tradizionale e stilò addirittura un progetto di rinascita delle industrie ex comuniste, in Germania, Polonia e Russia. Andò persino parlarne a Wall Street. Venne improvvisamente freddato fuori dalla sua villa, a fine 1989. Si disse dalla RAF, magari invece dalla Stasi, come qualcuno scrisse, o da altri.
    Stessa sorte tocca al suo successore, un altro economista che si era opposto alla svendita delle imprese ex comuniste elaborando piani industriali alternativi alla privatizzazione. Ucciso nel 1991 da un tiratore scelto.
    Dopo di lui a Deutsche Bank - alla sua sede londinese - arriva uno squadrone di ex Merril Linch, compreso il capo che diventa presidente, riorganizzando tutto in senso ‘moderno’, anche troppo? La banca che deve portare sfortuna, perché anch’egli muore, a soli 47 anni in uno strano incidente del suo aereo privato. Va meglio al suo giovane braccio destro, Anshu Jain, un indiano, jainista, passaporto britannico, cresciuto professionalmente a New York, tutt’oggi presidente della banca diventata prima al mondo per quantità di derivati, spodestando JPMorgan: è esposta per 55.000 miliardi, 20 volte il Pil tedesco, a fronte di depositi per 522 miliardi.
    LO SCONTRO COL POTERE POLITICO. “Quanto è pericoloso il potere di mercato delle maggiori banche di investimento?” Se lo chiedeva due anni fa lo Spiegel riportando un durissimo scontro fra Deutsche Bank e il ministro tedesco dell’ Economia Wolfgang Schauble. Scriveva il settimanale: “Un pugno di società finanziarie domina il trading di valute, risorse naturali, prodotti a interesse. Migliaiaia di investitori comprano, vendono, scommettono. Ma le transazioni sono in mano a un club di istituti globali come Deutsche Bank, JP Morgan, Goldman Sachs. Quattro banche maneggiano la metà delle transazioni di valute: Deutsche Bank, Citigroup, Barclays e UBS.
    BLACKROCK COMPRA IN ITALIA (o l’Italia?) “Un’altra ragione che dovrebbe farci prestare attenzione alla Roccia Nera è che ha messo radici in molte realtà imprenditoriali nel nostro paese”, scrive Limes. “Che si sta comprando l’Italia”, titolava più spiccio Europa quotidiano , quando un certo allarme si spargeva nel Bel Paese ( qui l'Espresso).
    A fine 2011 la Roccia aveva il 5,7% di Mediaset, il 3,9% di Unicredit, il 3,5% di Enel e del Banco Popolare, il 2,7% diFiat e Telecom Italia, il 2,5% di Eni e Generali, il 2,2% di Finmeccanica, il 2,1% di Atlantia(che controlla Autostrade) eTerna, il 2% della Banca Popolare di Milano, Fonsai, Intesa San Paolo, Mediobanca e Ubi.
    E oggi? Molte di queste quote sono cresciute e BlackRock è ormai il primo azionista di Unicredit col 5,2%, il secondo azionista di Intesa-SanPaolo, col 5%. Al 5% anche la partecipazione di Atlantia, al 9,4% sarebbe quella di Telecom. “Presidi strategici che permetteranno a BlackRock di posizionarsi al meglio in vista delle privatizzazioni prossime venture invocate da molti ‘per far scendere il debito’” scrive Limes.
    La nuova ondata, dopo quella del 1992-93 a prezzi di saldo, seguita alla brutale speculazione sulla lira che ne aveva tagliato il valore del 30%? La Grecia c’è già dentro, ma resiste. La crisi dei PIIGS a che altro serve se no?
    NON E’ IL SOLO. Aggiungiamo che State Street Corporations, un altro colosso americano, non un fondo di investimenti ma una storica ‘banca di custodia’ basata a Boston che nel 2003 aveva acquistato la divisione Securities di Deutsche Bank, nel 2010 ha comprato l’ attività di “banca depositaria” di Intesa SanPaolo(custodia globale, controllo di regolarità delle operazioni, calcoli, amministrazione delle quote dei fondi e di servizi ausiliari come gestione dei cambi e del prestito di titoli, qui Sole24Ore ).
    BLACKROCK E GLI INTRECCI CON LE MEGABANCHE. La Roccia Nera di chi è, chi sono i suoi azionisti principali? Cercando nel web ci si ritrova in un labirinto di scatole cinesi, un terreno opaco e cangiante.
    Azionista n. 1 di BlackRock, nel prospetto di Yahoo finanza (il più chiaro, dic.2014) col 21,7% è PNC Financial Services Group Inc. , antica banca di Pittsburg, la 5°per grandezza negli Usa, pur meno nota. PNC era proprietaria della RocciaNera fino al 1999, racconta Bloomberg (nov 2010, parla di PNC e Bank of America che ne vendono quote). Azionisti n. 2 e 3 sono Norges Bank, la Banca Centrale di Norvegia, e Wellington Management Co., altro fondo di investimenti, di Boston (2100 investitori istituzionali in 50 paesi, $869 miliardi di asset, investimento minimo $5 milioni, per dire).
    Poi però tra gli azionisti ‘istituzionali’ - i più rilevanti - troviamo State Street Corporation, FMR-Fidelitye Vanguard Group (ancora una società di investimenti, gestisce $3000 miliardi di assets), fondata nel 1977 dal presidente di quella Wellington a cui appare legata in varie combinazioni. Le stesse quattro società Vanguard, BlackRock, State Street e FMR-Fidelity con Wellington sono gli unici azionisti istituzionali di PNC! Non solo.
    I magnifici quattro. Queste quattro società si ritrovano con varie quote fra gli azionisti delle principali megabanche. I“Big Four” li chiamava un post in cui ci siamo imbattuti tempo fa, riproposto negli ultimi anni da vari blog. Un titolo di sapore complottista (“Le grandi famiglie che governano il mondo”) e la scoperta che era apparso nel 2011 anche suPravda.ru, induceva ai peggiori sospetti. Scansando i pregiudizi abbiamo fatto delle verifiche.
    Ebbene, i Big Four effettivamente costituiscono un nucleo sempre presente nelle maggiori banche ‘sistemiche’. Non solo le prime quattro – JP Morgan, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo - ma anche in banche d’affari come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of NY Mellon.
    Le stesse State Street, Vanguard e BlackRock, FMR-Fidelity che non sono propriamente banche tranne la prima, sembrano possedersi a vicenda.
    A ricorrere nell’azionariato istituzionale di questi istituti ci sono anche altre società e banche, ma i magnifici quattro non mancano mai. Neppure nella compagine azionaria di Moodys e di Standard& Poors ( del gruppo Mc GrawHill che la controlla, dove tra i 4 spicca FMR-Fidelity, vedi anche qui).
    In America e anche in Europa, a quanto pare.
    BARCLAYS, PER ESEMPIO. Prendiamo Barclays, la megabanca britannica che risale al 1690.
    ( trai suoi azionisti, accanto ai soliti BlackRock, Vanguard, e a Capital Research & Management ce n’è uno speciale, col 6,18%, : Qatar Holding LLC, sussidiaria del fondo sovrano qatarino specializzata in investimenti strategici . La stessa holding qatarina è anche maggior azionista di Credit Suisse, seguita dall’ Olayan Group dell' Arabia Saudita che ha partecipazioni in una caterva di società di ogni genere, mentre nell’altra megabanca elvetica, UBS , si ritrova BlackRock, una sussidiaria di JPMorgan, una di Singapore e la Banca di Norvegia di cui sopra, ma non divaghiamo troppo).
    Ebbene Barclays Investment Group compariva tra i grandi azionisti di BlackRock, e viceversa, ma PRIMA della crisi del 2008. Dopo, non più, almeno in apparenza. Così racconta un post di Global Research (di Matthias Chang), che propone tabelle interessanti che mostrano come nel 2006 ‘Barclays Octopus'- come la chiamava il post - fosse davvero la piovra che allarga i suoi tentacoli ovunque . Insieme alla sua alleata State Street.
    Barclays IG era tra i maggiori azionisti di 10 grandi banche (n.1 di Bank of America, n.2 di Wells Fargo, n.3 di Wachovia, e poi JP Morgan Bank of New York Mellon ecc), mentre State Street era in buona posizione in 7 di queste). Presente poi nell’azionariato di banche d’affari (da Goldman Sachs a Merril Linch, Morgan Stanley, più Lehman e Bear Sterns poi stritolate dalla crisi). Nonché presente in un lungo elenco di multinazionali di ogni genere americane ed europee, compresi i grandi contractors della Difesa , senza dimenticare le miniere, di ogni genere.
    DOPO la crisi, che ha parecchio rimescolato le carte dell’élite finanziaria dell’1%, concentrandola ulteriormente, il paesaggio muta. Barclays Global Investors, comprata nel 2009 da BlackRock (questo post indica la RocciaNera come salvatore di un fondo in fallimento -SIV- dietro il quale allude ci fosse BGI ) sparisce dalle tabelle.
    Ricorrono invece i “Magnifici Quattro”- come abbiamo verificato anche noi. In ascesa in particolare State Street – segnala il post - che ha scalzato l’alleato con $19.000 miliardi di assets in custodia e amministrati, e $1,9 in gestione. BlackRock che nel 2006 aveva appena svoltato il trilione di $ di assets, dal 2010 al 2014 cresce ancora fino a $4600 miliardi. In ascesa anche Vanguard Group (anche in Deutsche Bank).
    E’ solo un pezzetto del mosaico, la punta dell’iceberg, avvisa il post. E invita a riflettere sugli spostamenti, a “seguire i soldi”, come si dice in gergo poliziesco, e a “esaminare i giocatori”. Chi c’è dietro? “Scopritelo voi, se lo scrivessi io passerei per un cospirazionista”.
    PRIVATIZZARE/ACQUISIRE I BENI DEGLI INDEBITATI. Senza dilungarci ulteriormente, segnaliamo che attraverso il crescente indebitamento degli Stati queste megabanche e/o superfondi collegati già azionisti di multinazionali stanno entrando nel capitale di controllo di un numero crescente di banche, imprese strategiche, porti, aeroporti, centrali e reti energetiche.
    Solo per bilanciare l’espansione dei Cinesi?
    Un processo che va avanti da anni, accelerato molto dalla “crisi” del 2007-8 e dalle politiche controproducenti comel’austerità, che sempre più si rivela una scelta politica. Evidentissimo nei paesi del Sud Europa, Grecia in testa, ma presente anche altrove e negli stessi Stati Uniti, come segnalato a varie riprese dal blogger Matt Taibbi ( es qui) e dall’economista americano (‘di sinistra’) Michael Hudson - titolo di un post/intervista del 2011 "Greece now, US soon", ultimo Greece: Austerity for the bankers”, un'intervista.
    ("Non è la Germania contro la Grecia. E’ la guerra delle banche nei confronti del lavoro. La continuazione del Thatcherismo e del neoliberismo")

    Del resto nel 2011 l a rivista scientifica New Scientist traendo spunto da un vasto e serissimo studio svizzero sullaconcentrazione dell’economia globale (con dati del 2007 però) raccontava che 147 corporations controllano il 40% dell’economia globale ed elencava le prime 50, la maggioranza delle 20 al top erano banche.

    Maria Grazia Bruzzone
    Fonte: www.lastampa.it
    Link: http://www.lastampa.it/2015/04/13/bl...bL/pagina.html
    13.04.2015
    1
    Ultima modifica di Avanguardia; 15-04-15 alle 16:38
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

  3. #3
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    Predefinito Re: Sovranità monetaria e sovranità politica. L' italia sempre più preda della finanz

    Liberali: non sottovalutare quanto siano disgustosi, o ti stupiranno. (Hermes)
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