Questa che propongo è una considerazione davvero banale su ciò che a un profano appare dalla divulgazione scientifica o pseudotale presente nelle pubblicazioni accessibili ai più. Non una scoperta del fuoco, ma forse è utile farla. Non certo da ora, la ricerca medica in ambito neurale e cerebrale sta approfondendo dla tematica del condizionamento biochimico dei comportamenti: la tendenza a certi comportamenti (abbastanza numerosi a parere mio) risiederebbe nella caratteristica di alcuni neurotrasmettitori e di altre caratteristiche prettamente fisiche del soggetto. Di più: la natura fisica del tratto comportamentale viene spesso evidenziata e posta all'origine del comportamento concreto messo in atto. Tizio Caio ha ucciso la moglie perché certi suoi neurotrasmettitori erano sballati, non è colpa sua; Sempronio Tarquinio tiranneggia i suoi compagni di classe perché ha problemi alla ricezione degli impulsi in una certa area del cervello; e così via, includendo anche comportamenti percepiti come commendevoli.
Ciò che voglio dire è che mi sembra che si stia attuando una completa deresponsabilizzazione sulla scorta di motivi biomedici: la libera volontà dell'uomo che conduce a comportamenti più o meno forieri di conseguenze è messa in disparte, se non del tutto oscurata da questa nuova forma di Destino che sono le dotazioni fisiche immodificabili dall'uomo. "Il cervello è fatto in una certa maniera, QUINDI il soggetto si comporta in questo modo".
Questa tendenza proposta non solo dagli organi di "informazione" (gran parte delle mie considerazioni derivano dalle pagine di divulgazione scientifica del Corriere della Ser-v-a e dai servizi scientifici dei telegiornali), ma anche da altri canali di opinion-making, anche insospettabili o non attinenti: esempio banalissimo, le serie televisive, soprattutto americane.
La volontà di ricondurre il tutto al dato biomedico forse è rassicurante, in un certo senso, quando ci si trova a doversi confrontare con, poniamo, delitti particolarmente efferati o sanguinosi, ma secondo me è pericoloso per due ordini di motivi. Il primo è quello a cui accennavo poco sopra: la responsabilità dell'uomo nasce dalla sua libertà di determinazione, e questa libertà di determinazione sembra essere sempre più negata, con conseguente diminuzione della responsabilità; inoltre sembra creare un dio onnipotente in armonia con lo spirito dei tempi, che esime la gente dal dovere di pensare e di decidere, tanto il comportamento più o meno cattivo è ricondotto all'azione di questa o quella sostanza chimica in questa o quella parte del cervello.




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