È Firenze la città col maggior consumo a ottobre 2012 di cocaina, con 9,5 dosi al giorno su 1.000 abitanti. Seguono Napoli con 9,1, Roma con 8,7, Milano con 6,5. Un piccolo giallo intorno ai dati diffusi stamane dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, che davano in testa Roma (dove fra l'altro alta è l'attenzione per ovvi motivi di carattere elettorale) ma in serata il Dipartimento ha precisato: stando alle analisi sulla presenza della cocaina nelle acque reflue di alcune grandi città italiane, è il capoluogo toscano ad avere il nient'affatto invidiabile primato. Dall'analisi risulta che nel 2012 la quantità di cocaina rintracciata in Italia è aumentata dopo un calo dell'anno precedente, e che la concentrazione è molto più alta nelle regioni del Centro rispetto a quelle del Sud e del Nord. I consumi di coca sono più consistenti al Centro, per poi calare al Nord e ancora di più al Sud. Interessanti anche i dati sulla cannabis, che invece segnalano un primato di concentrazione nelle acque reflue al Nord, seguito dal Centro e quindi dal Sud; stesso andamento per i consumi. Si conferma in generale il trend di diminuzione dei consumi di tutte le sostanze, per quanto riguarda la popolazione generale (16-64 anni), che dura dal 2008. La droga prevalente resta la cannabis, ma la maggior parte delle persone che usano droghe fanno anche abuso di alcol.


Analizzando la fascia di età degli studenti (15-19 anni) invece, il consumo di cannabis è in aumento. Invertito il trend di una diminuzione dei decessi per overdose, prevalentemente di eroina: nel 2012 si sono verificati 390 casi a fronte dei 362 del 2011 (+7%). Umbria e le Marche le regioni più colpite, “probabilmente a causa dell'offerta particolarmente capillare e pesante. Dove c'è offerta si stimola la domanda, aumenta il numero dei consumatori e quindi il numero di morti” spiegano dal Dipartimento per le politiche antidroga di Palazzo Chigi.