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  • 1 Post By Sergente Romano

Discussione: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

  1. #1
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    Predefinito Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

    Ultima modifica di Sergente Romano; 04-06-13 alle 22:58
    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
    Noi siamo Greci…



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    Predefinito Re: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

    Niente grande Salento. Il Salento finisce nella provincia leccese e pochi comuni brindisini e tarantini. Nel corso degli anni settanta le provincie di Brindisi e Taranto decisero di prendere un'autonomia culturale lecce centrica. Dal punto di vista linguistico-culturale la frattura tra le tre provincie della vecchia Terra d'Otranto è troppo grossa.

  3. #3
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  4. #4
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    Predefinito Re: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

    In griko "alla bua" significa l'altra cura

  5. #5
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    Predefinito Re: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012


  6. #6
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    Predefinito Re: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

    Citazione Originariamente Scritto da mirkevicius Visualizza Messaggio
    (EL)
    « Kalì nifta! Se finno ce pao;
    plaja 'su ti 'vo pirta prikò
    ce pu pao, pu sirno, pu steo
    'sti kkardìa-mu panta sena vastò. »
    (IT)
    « Buona notte, ti lascio, vado via
    dormi tu, ché io parto dolente
    ma ove io vada, fugga o stia
    ti porto sempre nel mio cuore. »
    Matinata (o Kali Nifta, Καληνύχτα) è una serenata grika il cui testo è stato composto dal poeta calimerese Vito Domenico Palumbo (1854-1918).

    La canzone è talmente diffusa da potersi considerare patrimonio popolare della Grecia Salentina.

    Il brano è una struggente serenata d'amore che un innamorato - affacciato alla propria finestra - canta alla propria amata, mentre pensa intensamente a lei. Sebbene l'uomo nutra un profondo sentimento per lei, portandola sempre nel cuore ovunque vada, l'amore non è minimamente corrisposto. Ciò causa in lui una profonda e intensa sofferenza.



    Καληνύφτα







    Kalinifta - MAGNA GRAECIA - YouTube
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    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
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  7. #7
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    Predefinito Re: Le Radici Ca Tieni - concerto del 1 maggio 2012

    Citazione Originariamente Scritto da mirkevicius Visualizza Messaggio
    Lu Rusciu te lu Mare


    Lu Rusciu te lu Mare” è un canto popolare, nato a Gallipoli molti secoli fa, che narra dell’amore impossibile tra una nobildonna e un soldato. A contrastare la storia d’amore la differenza di ceto sociale tra i due amanti, in un’epoca in cui nessuno poteva sottrarsi al proprio ruolo e ai propri doveri. L’autore per far capire quanto grande fosse questo divario sociale ricorre a degli efficaci paragoni, per esempio mette a confronto la parola “marita” utilizzata un tempo nelle occasioni ufficiali e formali con la forma dialettale “’nzuru”, utilizzata dalle persone umili, allo stesso modo la figlia del re porta con se un fiore, simbolo regale, mentre al soldato spetta un modesto ramo di palma, lei parte per la Spagna e lui per la Turchia. Ma nonostante queste forti differente lui sente comunque un amore talmente forte nei confronti della nobildonna da giurarle amore eterno.
    “Lu Rusciu te lu Mare” è stata portata a nuova vita solo nel 1978 per mano di Luigi Cardigliano originario Ugento, ma che in quegli anni viveva a Firenze in un clima culturale molto vivo e particolare. Dal 1974 al 1980 infatti si era riunito nella città toscana, un gruppo di giovani studenti provenienti dal sud d’Italia (Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna) che ogni notte si riunivano in Piazza della Signoria o vicino agli Uffizi, per cantare e ballare tutti insieme i canti delle proprie tradizioni popolari, in una festosa collettività etnica dove ognuno ritrovava le proprie radici e si arricchiva dal confronto e dallo scambio con gli altri.
    Lontano dalla madre patria ecco allora che “Lu Rusciu te lu Mare” riuscì ad emergere da secoli di silenzio.
    Oggi si possono ascoltare in giro per feste e sagre ben tre diverse versioni della stessa ballata.
    L’originale, dal ritmo lento, una seconda versione è nata ad opera dello stesso Cardigliano, che introdusse un ritmo più intenso, eseguendo il pezzo senza l’ausilio di strumento musicale ma sovrapponendo tre o quattro voci per creare delicate sonorità. Inoltre Cardigliano aggiunse l’ultima strofa.
    Nel 1993/94 un amico di Luigi Cardigliano, Bruno Spennato di Melissano, appartenente al gruppo degli “Alla bua” che nasceva in quegli anni, reinterpretò di nuovo “Lu Rusciu te lu Mare” in una terza versione ancora più veloce e aggiunse un’ulteriore strofa che dava un finale tragico alla storia dei due amanti: “Lu Rusciu te lu Mare è mutu forte, la fija te lu re se tae la morte”.
    Questa ultima versione ebbe un discreto successo, diventando la versione più famosa de “Lu Rusciu te lu Mare”, quella che ancora oggi si sente cantare in giro per il Salento, durante le feste e che in cui molti vi si riconoscono a tal punto da indicarla come canto rappresentativo e ufficiale di tutto il Salento.


    ”Lu Rusciu te lu Mare” in Dialetto Salentino
    Nu giurnu scei ‘ncaccia a li paduli
    E ‘ntisi le cranonchiule cantare.
    A una a una le sentia cantare
    Ca me pariane a mie Lu Rusciu te lu Mare.
    Lu Rusciu te lu Mare è troppu forte
    La fija te lu re se tae la morte.
    Iddha se tae la morte e jeu la vita
    La fija te lu re sta se marita.
    Iddha sta se marita e jeu me ‘nzuru
    La fija te lu re porta nu fiuru.
    Iddha porta nu fiuru e jeu na parma
    La fija te lu re sta va ‘lla Spagna.
    Iddha sta va la Spagna e jeu ‘n Turchia
    La fija te lu re è la zita mia.
    E vola vola vola vola vola
    E vola vola vola palomba mia
    Ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare
    Ca jeu lu core meu te l’aggiu ddare.


    ”Lu Rusciu te lu Mare” tradotto in Italiano
    Un giorno andai a caccia per le paludi
    E idii le ranocchie gracidare.
    A una a una le sentivo cantare
    Mi sembravano il rumore del mare.
    Il rumore del mare è molto forte
    La figlia del re si da la morte.
    Lei si dà la morte e io la vita
    La figlia del re ora si marita.
    Lei si marita e io mi sposo
    La figlia del re porta un fiore.
    Lei porta un fiore e io una palma
    La figlia del re parte in Spagna.
    Lei parte in Spagna e io in Turchia
    La figlia del re è la fidanzata mia.
    E vola vola vola vola vola
    E vola vola vola colomba mia
    Che io il cuore mio te lo devo dare
    Che io il cuore mio te lo devo dare.




    LU RUSCIU TE LU MARE Alla Bua - Notte della Taranta 2011 Concerto Live - YouTube



    sr
    …perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati, così lontani da casa, hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la Civiltà.
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