Gallipoli, massacrato dai rapinatori
Muore dopo nove mesi di agonia

di Francesco OLIVA
GALLIPOLI - Non ce l’ha fatta l’imprenditore gallipolino Giovanni Mauro, rimasto in coma quasi nove mesi dopo una violenta rapina subita lo scorso 19 settembre. Il cuore del 69enne, ormai indebolito, ha cessato di battere poco dopo mezzogiorno di ieri nella casa di cura privata “Villa Verde” di Lecce, dove l’imprenditore si trovava ricoverato. Mauro era ormai tenuto in vitagrazie alle macchine che lo alimentavano artificialmente e, negli ultimi mesi, aveva subito un forte e vistoso dimagrimento. Al capezzale dell’imprenditore sono arrivati la moglie e i suoi tre figli che, in questi mesi, sono rimasti sempre vicini all’uomo. Alla spicciolata, già dalla tarda mattinata di ieri, sono giunti anche parenti ed amici dell’imprenditore che si sono stretti al dolore della famiglia di Mauro in queste difficili ore vissute con estrema riservatezza e compostezza. La salma dell’imprenditore non è stata consegnata ai familiari per celebrare le esequie perché, già nel tardo pomeriggio di ieri, il corpo di Mauro è stato trasferito presso la camera mortuaria dell’ospedale “Vito Fazzi” a disposizione dell’autorità giudiziaria. Con ogni probabilità, già nelle prossime ore, verrà eseguita, come atto dovuto, una ricognizione cadaverica.

L’aggressione si verificò nell’abitazione di campagna di Mauro, in contrada “Macchiaforte”, nella zona della Baia Verde, a sud di Gallipoli. Le tracce del 69enne si erano perse sin dalla mattina di quel 19 settembre scorso quando il cellulare dell’uomo iniziò a squillare a vuoto. Fu un nipote dell’anziano a trovare il corpo di Mauro ormai agonizzante con una profonda ferita in testa provocata, con ogni probabilità, da un oggetto contundente. Dalle tasche di Mauro vennero portati via il cellulare e il portafoglio e l’auto dell’imprenditore, (una Renault Kangoo), venne ritrovata parcheggiata all’interno del cortile con il finestrino del passeggero abbassato. Anche quella mattina, secondo quanto accertarono gli investigatori, Mauro si era recato presso una cava per sovrintendere ad alcuni lavori per poi spostarsi nella sua abitazione. Da allora non si ebbero più sue notizie. Fino all’intervento del nipote. L’imprenditore fu immediatamente trasportato presso il “Vito Fazzi” dove venne anche sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Per il successivo aggravarsi delle condizioni di salute, Mauro venne trasferito presso la casa di cura “Villa Verde”.

Il 69enne, capostipite di una famiglia di imprenditori noti, nella città jonica, nel settore dell’estrazione di pietra dalle cave, era molto conosciuto e stimato per il suo carattere mite e generoso. Un uomo, in sostanza, dedito al lavoro e alla famiglia. Le indagini, avviate dagli agenti del Commissariato gallipolino, guidati dal dirigente Emilio Pellerano, sono state rese ancor più difficili anche per questa irreprensibile condotta di vita di Mauro. Nell’immediatezza del fatto, infatti, non furono raccolte testimonianze che abbiano potuto consentire una ricostruzione dell’accaduto anche se, sin da subito, l’ipotesi maggiormente battuta dagli investigatori è stata quella di una rapina sfociata in tragedia. L’imprenditore, infatti, sarebbe stato malmenato e lasciato in fin di vita impossibilitato a poter chiedere soccorsi. A distanza di mesi il tragico epilogo di un fatto di sangue ancora tutto da decifrare.


Lunedì 03 Giugno 2013 - 13:49 Ultimo aggiornamento: 21:16