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Mitchell
Michele Boldrin: "Ecco dove trovare 14 miliardi per tagliare le tasse" | Fare per Fermare il Declino
Pubblicato: Mer, 05/06/2013 - 10:45 • da: Redazione di Fermare il Declino
(AGENPARL) - Roma, 05 giu - “Mentre il governo Letta discute a vanvera di tasse o ne rinvia il pagamento, senza trovare le coperture, il Paese continua a declinare”. Lo dichiara Michele Boldrin, economista e nuovo presidente di Fare per Fermare il Declino. “Ma le coperture ci sono. Ecco due provocazioni, che tanto tali non sono”, continua Boldrin. “Lo Stato italiano spende ogni anno circa 40 miliardi per le pensioni di invalidità e, come tutti sanno (anche se per opportunismo o calcolo politico fanno finta di ignorare) almeno un quarto di questa cifra viene percepita da chi non ne avrebbe alcun diritto. Questo fenomeno crea almeno tre gravissimi danni”, spiega: “Innanzitutto, ruba (letteralmente) risorse destinate a chi avrebbe realmente diritto a un sostegno sociale; in secondo luogo, crea una distorsione nel sistema del welfare, perché usa uno strumento (la pensione di invalidità) al posto di altri eventuali sussidi più appropriati; infine, crea una rete di connivenze e clientelismi legati all’abuso nell’erogazione illecita di queste pensioni”.
“Ebbene, la mia proposta”, prosegue Boldrin, “è semplice e drastica: prendere atto che il sistema è deviato e risanarlo alla radice stabilendo che tra due anni le attuali pensioni di invalidità cesseranno di essere erogate. Contemporaneamente, occorrerà permettere per tempo, a chiunque ritenga di averne i requisiti, di ottenere una nuova pensione di invalidità che verrà riconosciuta a chi presenterà una nuova documentazione sanitaria, rilasciata da strutture al di sopra di ogni sospetto (es. ospedali militari o altre strutture pubbliche controllabili), certificante l’effettivo stato di salute dei percettori. Distinguendo chi ha realmente bisogno”, dice il presidente di Fare, “da chi invece perpetra un reiterato furto ai danni della collettività, si eliminerà un abuso che ogni anno costa ai contribuenti almeno 10 miliardi di euro”. “La seconda proposta è di ridurre progressivamente”, dichiara Boldrin, “i sussidi statali alle imprese, che invece di sostenere quelle efficienti finiscono nella quasi totalità a poche grandi entità, scarsamente efficienti e quasi totalmente controllate dalla mano pubblica. Il totale di questi sussidi, stimato dalla commissione Giavazzi è di circa 27 miliardi di euro l’anno. Una loro riduzione, nell’arco di cinque anni, al ritmo di quattro miliardi all’anno, porterebbe a un risparmio di 20 miliardi. Tagliando questi sussidi totalmente improduttivi, che hanno l’unico scopo di alimentare il carrozzone pubblico e tutta la sua piramide di clientele, si libererebbero 4 miliardi di euro già a partire dal prossimo anno”, afferma.
“Due sole mosse, per risparmiare quattro miliardi l’anno dal 2014 e più di dieci l’anno dal 2015: ecco come Letta”, secondo Boldrin, “potrebbe uscire dall’impasse sull’IVA e iniziare finalmente a ridurre IRES e IRAP sulle imprese veramente produttive che ne vengono oggi strangolate”. “Ma invece di affrontare i problemi economici del paese, che si risanano solo demolendo sprechi ed eccessi dell’apparato pubblico, il Presidente del Consiglio preferisce sollevare il dibattito sulle riforme istituzionali”, conclude Boldrin, “e sul semipresidenzialismo, ennesima foglia di fico dietro cui celarsi per evitare di affrontare i problemi reali del paese che sono anzitutto quelli causati da questo stato inefficiente, parassita e troppo costoso”.