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  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito Bn, l'antica religione tibetana

    Bn (tibetano: བོན་) un'antica religione del Tibet e del Nepal, diffusa anche in alcune aree dell'India, del Bhutan e nelle province cinesi del Sichuan, del Gansu e dello Yunnan.
    Viene solitamente definita come religione legata allo sciamanesimo e all'animismo. Il suo fondatore considerato Tnpa Shenrab Miwoche, proveniente secondo la tradizione dalla "terra di Olmo Lungring", probabilmente nell'attuale Iran.
    Il Bn distingue tre fasi del proprio sviluppo: una orale, di "bon manifesto", in cui sarebbe stata prevalente la prassi dell'estasi oracolare e dei sacrifici, forse anche umani.
    Nella fase successiva, di "bon differente" si officiavano soprattutto culti funerari regali.
    Infine i testi sacri del bon riconoscono una terza fase di "bon trasformato", in cui si ammette l'influsso del pensiero buddhista. Quest'ultima l'unica fase storicamente accertabile del bon nella forma attuale e risale all'epoca dell'introduzione del buddhismo in Tibet (VII-VIII sec)
    Il Bn ha raggiunto la sua massima diffusione nell'area himalayana e subhimalaiana nel VII secolo dopo Cristo.
    Dopo la diffusione del buddhismo in Asia, si mescolato con quest'ultimo e oggi sopravvive in una serie di rituali e di usanze considerate compatibili con il buddhismo stesso.
    In Tibet esistono diversi monasteri buddhisti-bn, il maggiore dei quali il monastero di Menri, fondato nel 1405 da Nyammey Sherab.

    Bn - Wikipedia
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorr guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

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  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Bn, l'antica religione tibetana

    Il Bn Ri la montagna sacra della religione Bn e per i devoti rappresenta i tre aggregati di corpo, parola e mente di Tonpa Sherab, l’entit immortale che fond questa religione. Questa pagina illustra storia e leggenda, cosa si incontra in questo luogo e il percorso di pellegrinaggio.

    INDICE DEL CAPITOLO:
    - Il monte sacro della religione Bn
    - Kongpo, regione del Bn Ri
    - Il Bn Ri nella tradizione tibetana
    - Kora del Bn Ri
    - Luoghi di potere del Bn Ri
    Il monte sacro della religione Bn

    Nella regione del Kongpo ad est di Lhasa si erge il Bn Ri, la montagna sacra ai devoti del Bn, Olimpo degli sciamani tibetani. Amitaba organizza viaggi al Bn Ri seguendo diversi itinerari, sia per viaggiatori individuali che per gruppi; trovate un programma dettagliato collegandovi a: Bn Ri e Lhamo Latso.
    Il Bn Ri un’importante meta di pellegrinaggio per i tibetani dove molti monaci ed eremiti di questa antichissima religione sono tornati ad occupare i punti pi sacri, convinti che la potenza del luogo riesca ad aiutarli nelle pratiche meditative e nell’ottenimento di poteri sciamanici, ed grazie ai tenaci sforzi dei devoti che molti degli antichissimi luoghi di culto sono stati ripristinati. Giungono a questo sacro monte per il Kora (la circumambulazione rituale) sia i seguaci del Bn che i buddisti; questo l’unico sito dove entrambi eseguono il kora con un percorso antiorario: cita infatti la tradizione che quando uno dei Lama principali nella tradizione buddista tibetana, il Karmapa, inizi il pellegrinaggio in senso orario – la direzione usuale dei buddisti - venne bloccato da una tigre. La condivisione dei luoghi sacri da parte di queste due ramificazioni del misticismo tibetano deriva dalle radici comuni di molti rituali, simboli e molte delle profonde pratiche meditative sulla vacuit. I Bn si ritengono di origine pi antica del buddismo in quanto affermano di seguire gli insegnamenti del Buddha del ciclo cosmico precedente tramite la trasmissione ricevuta dal maestro Tonpa Shenrab. Cosa questa generalmente accettata, tanto che il Dalai Lama stesso considera i Bn una delle scuole del buddismo tibetano.
    (Per un maggiore approfondimento sulla religione Bn collegarsi a Il buddismo del Tibet e le sue scuole)Indice del capitolo
    Kongpo, regione del Bn Ri

    La regione del Kongpo in Tibet, situata ad est delle antiche province di U ed a sud del Kham, sempre stata considerata remota ed irta di pericoli; un territorio scarsamente abitato, solcato da profonde gole immerse nella foresta dove scorrono possenti fiumi, confinante a sud con le inestricabili giungle delle aree tribali dell’Arunachal Pradesh. Le saghe tibetane raccontano che difficilmente una persona poteva avventurarvisi con la speranza di fare ritorno, sia per le intrinseche difficolt ambientali che per la ferocia dei seppur scarsi abitanti. Quest’aura di tremenda pericolosit ha alimentato secoli di storie e leggende, tanto che ancora oggi permane un senso di timore: se si chiede consiglio a una persona di Lhasa per un viaggio nel Kongpo probabile che dica di stare molto attenti e di non accettare bevande o cibo dalla gente del posto: c’ rischio di essere avvelenati e divorati… Paradossalmente, proprio nel Kongpo che, oltre al Bn Ri, si trova un altro dei principali monti sacri del Tibet, lo Tsari, anch’esso meta di importanti pellegrinaggi, ed alcuni importanti eremi!
    I cinesi, approfittando anche del clima relativamente mite della piana formata dal fiume Nyang Chu, hanno penetrato la regione stabilendo un importante centro amministrativo e militare a Bayi e recentemente hanno costruito anche un nuovo aeroporto sulle sponde dello Tsang Po. La strada che arriva da Lhasa ottima e cos oggi possibile arrivare alle porte del Kongpo facilmente. Lasciata Bayi alle spalle, dove la sera tra le case piastrellate con pessimo gusto dai cinesi si possono ammirare palme di plastica illuminate a festa (…!), anacronistica testimonianza di una cultura che in questi luoghi aliena, si torna in contatto con il Tibet.
    Indice del capitolo
    Il Bn Ri nella tradizione tibetana

    Il Bn Ri un gruppo di monti costituito da pi cime, le cui tre principali sono il Mu Ri, il Lha Ri e lo Shen Ri, tutte tra i 4500 e i 4600 metri di quota. L’ambiente naturale cambia con la quota e l’orientamento cardinale: sulle vette si trovano pasture dove vivono gli yak e sui versanti si infittiscono le foreste, con grandi rododendri himalaiani nelle parti pi alte e pini d’alto fusto fin quasi alla base delle valli, molto fitti nei versanti a nord e piuttosto radi verso sud, dove fluisce lo Tsangpo, e verso ovest, dove fluisce il Nyang Chu, con zone anche aride vicino alle sponde di questi due fiumi.
    Per la religione Bn questi monti rappresentano un paradiso mitico e il punto di potere principale della tradizione: il luogo di pellegrinaggio pi venerato. Le tre cime principali sono ritenute la manifestazione degli aspetti del corpo, della parola e della mente di Tonpa Shenrab cos montagna nel suo insieme viene sentita come la presenza del grande Maestro e visualizzata come un mandala, la cui base fisica sono cinque grotte di meditazione e cinque laghi che si dice essere posti nelle viscere dei monti; le grotte furono create da Tonpa Shenrab e utilizzate dai suoi vicini discepoli che vi lasciarono tracce della loro presenza, e pare che gli adepti Bn adottino specifiche pratiche meditative adatte alla peculiare energia di ciascuna. Si dice anche che in queste grotte ci siano tutt’ora dei Terma, i ‘tesori nascosti’ della tradizione tibetana e sembra che nel 1986 nei pressi della vetta del Shen Ri, dopo una particolare cerimonia, sia stato estratto un testo sconosciuto attribuito a Tonpa Shenrab. Ma per la maggior parte dei pellegrini l’aspetto principale del kora sta nel percorrere i luoghi legati a fatti e vicende della tradizione recitando gli opportuni mantra, acquisendo con questo un merito e auspicando di porre le condizioni causali per una rinascita fortunata; le pratiche esoteriche, gelosamente conservate, sono di pertinenza solo di pochi adepti.
    La presenza di Tonpa Sherab al Bn Ri fu dovuta alla saga tra il Maestro e Khyabpa Lagring, il pi potente demone del Tibet. Secondo la tradizione Bn Tonpa Shenrab era giunto per convertire i tibetani alla nuova religione, e per questo aveva lottato duramente con le forze del male che dominavano questa parte di mondo. Il demone, nel corso di un lungo confronto magico, aveva rubato dei cavalli del Maestro e per bloccarne l’inseguimento aveva materializzato una montagna nera lungo lo Tsangpo. Tonpa Shenrab dissolse il monte del demone e gener al suo posto il Bn Ri, motivo per cui questo considerato una manifestazione della mente del Maestro. La contesa termin con la sottomissione del demone che propose un’ultima prova: se Tonpa Shenrab fosse riuscito a trapassare i suoi sette scudi con una sola freccia si sarebbe convertito alla religione. Cos avvenne, e nel punto in cui venne scoccata la freccia sgorg una fonte d’acqua; questo ora uno dei punti del kora del Bn Ri toccati con venerazione dai pellegrini.
    Anche l’origine della dinastia reale del Tibet, che la leggenda tramanda essere di provenienza divina, intrecciata con l’epica di questi monti: il primo re, Nyatri Tsempo, discese dal cielo con una corda posandosi sul Lha Ri, la cima chiamata anche Picco Divino che dimora di Ama Yongma, una divinit femminile di protezione; vicino alla vetta si trovano in rilievo su di un masso le sacre impronte di questa leggendaria figura. Drigum Tempo, il primo re non immortale, che non fece ritorno al cielo risalendo la magica corda che collegava i re Bn alle terre pure, seppellito ai piedi del monte, vicino alla confluenza dei fiumi Nyang e Tsangpo.Indice del capitolo
    Kora del Bon Ri

    Il Kora (circumambulazione rituale) richiede almeno 24 ore di cammino, un percorso di oltre 60 chilometri che segue il contorno della montagna lungo i fiumi Khoro, Nyang e Tsangpo e si collega dallo Tsangpo al Khoro attraverso il passo del Bn Ri, in un punto vicinissimo alla vetta dello Shen Ri. Non presenta eccessive difficolt di acclimatazione in quanto la base delle valli dove si possono porre i campi oscilla tra i 2900 e i 3100 metri e il punto pi alto sfiora i 4400 metri. Il periodo dell’anno migliore da aprile a ottobre e il maggior numero di pellegrini si incontra a maggio. Le piogge pi frequenti sono tra met giugno e luglio. La maggior parte del percorso avviene lungo strade fortunatamente poco trafficate: una sterrata che segue il corso dei fiumi Nyang Chu e Tsang Po e l’altra asfaltata che scende dal passo di Serkhyem verso Nyangtri lungo il fiume Khoro, che si segue tra Tagdrosa Darbong e Kuschuk. Le parti di sentiero sono assolutamente magnifiche, attraverso diversi tipi di foresta e densi boschi di rododendro nelle parti pi alte, con grandiosi punti panoramici. Per via dei lunghi tratti su strade il kora completo pi adatto a persone che ne condividano il senso del pellegrinaggio e ricerchino i molti luoghi legati a tradizione e leggenda, piuttosto che a dei puri amanti del trekking. Per gli amanti della natura che non abbiano uno specifico interesse culturale il nostro consiglio di cimentarsi con la traversata del passo del Bn Ri e percorrere il sentiero che porta agli interessanti monasteri immersi nelle foreste alle pendici a nord ovest del monte (Gyeri, Sigyal e Tagtse). Il transito da questi tre monasteri non d’obbligo per i pellegrini che possono limitarsi alla circumambulazione della montagna, risparmiando cos circa 4 ore di cammino; ma una visita di questi siti irrinunciabile per chi desideri un incontro con la tradizione Bn.
    Nella nostra esperienza il punto di partenza migliore per il kora il monastero di Kuschuk, nei pressi di Nyangtri, lasciando cos per la fase finale il forte dislivello che porta al passo del Bn Ri. Molti pellegrini tibetani iniziano invece dal villaggio di Menri, affrontando subito la salita al passo. Lungo il percorso non si dispone di hotel o guest house e bisogna quindi essere forniti di vettovaglie e attrezzatura da campo; con una opportuna pianificazione non necessario utilizzare animali da carico, in quanto possibile far arrivare le jeep nei punti prescelti. Una tempistica ottimale prevede due giorni da Kuschuk a Drakar Zhabje, alla base del passo, avendo modo di visitare anche i monasteri del versante nord ovest, il terzo giorno per scavalcare il Bn Ri La (4380 metri) e un’ultima mezza giornata per completare il kora. La salita al passo comporta un dislivello di almeno 1400 metri (se si pone il campo nel punto pi alto) e la discesa al punto di campo pi vicino di 1130 metri, un percorso di circa 7 ore di cammino. Per tempi e distanze meglio non competere con i pellegrini tibetani: loro svolgono usualmente l’intero kora in due giorni e alcuni addirittura ci riescono in uno solo! Molti lo percorrono pi volte, possibilmente almeno 13; nel 2006 abbiamo incontrato una monaca che si stava cimentando con lo straordinario obbiettivo di compierne 1000, avendone gi fatti pi di 700…Indice del capitolo
    Luoghi di potere del Bn Ri

    Passeggiare attorno a questi monti porta a contatto con una moltitudine di luoghi di grande importanza nella tradizione Bn; citandone solo alcuni dei principali, nell’ordine in cui si incontrano sul cammino partendo da Kuschuk:
    il monastero di Kuschuk: nel tranquillo giardino fiorito cinto da un muro ornato da ruote mani, spinte dalla gente del villaggio e dai pellegrini, si erge un millenario pino himalaiano che fu piantato personalmente da Tonpa Shenrab, il fondatore della religione; il prezioso seme gli era stato consegnato da una divinit di protezione, Kuntsang Tsemo. Questo albero il pi venerato della tradizione, simbolo sia dell’origine della vita che del suo sostegno, fonte di longevit e poteri magici.
    Il monastero di Gyeri, posto su di un colle tra bucolici villaggi, dove vivono alcuni monaci e molte monache, una tranquilla comunit di praticanti Bn.
    Il monastero di Sigyal Gonchen, che sorge isolato su di un panoramico costone nella foresta, dove si rifugia una piccola comunit di monaci; proseguendo lungo il crinale sopra il Gompa vi il sito di un venerato cimitero celeste.
    Il monastero di Tagtse Yungdrungling, eretto in una valle protetta dalla foresta, tra vegetazione rigogliosa e fiori di ogni genere; nei pressi si trovano una svastica Bn che si dice essersi autogenerata dalla roccia e un peculiare menhir naturale, considerato una manifestazione delle Dakini.
    La fonte d’acqua che si gener nel punto dove Tonpa Shenrab scagli la freccia che trapass i sette scudi del demone Khyabpa Lagring, ottenendo con questo la vittoria finale nel confronto magico con le forze del male.
    Il principale cimitero celeste del Bn Ri, dove un cumulo di terra segna il punto in cui giace il re Drigum, che secondo la leggenda fu il primo della dinastia dei re tibetani a non essere immortale e a non fare ritorno al cielo.
    La stele di Sanalek dell’VIII secolo, nei pressi del villaggio di Yungdrung, che sanciva i diritti dei re del Kongpo.
    Drakar Zhabje: in un luogo discreto del bosco, semplicemente ornato da sciarpe rituali, si trovano le impronte sulla roccia di Tonpa Shenrab e dello zoccolo del cavallo della protettrice Kuntsang Tsemo, impresse per commemorare la vittoria sul demone Khyabpa Lagring.
    Lungo la salita al passo del Bn Ri si incontrano innumerevoli luoghi, tra cui: l’eremo di Dzong Khyung dove vivono alcune monache; il trono di meditazione di Tonpa Shenrab (Sherab Shuktei); il cimitero dell’albero (Thangshing Durtro); i massi con le offerte per il Bardo fatte con piccoli legni intagliati a stregua di scalette – per auspicare ai defunti una felice uscita dal Bardo, lo stadio intermedio tra rinascite; la grotta di Takla (Takla Drubphuk) una delle grotte di meditazione pi importanti del monte; Bardo Trang, due rocce con uno stretto passaggio attraverso cui passano i pellegrini, una prova che li aiuter a trovare una rinascita fortunata; la roccia dove ci si siede per abbandonare i propri atti negativi e rialzarsi purificati (Dikpa Phabsa).
    Sulla discesa, Dikto Taksa, dove vengono lasciate pietre intrise delle proprie tracce karmiche negative con lo scopo di liberare la mente.
    Il tempio di Tagdrosa Darbong.

    Tibet, il Bon Ri
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  3. #3
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    Predefinito Re: Bn, l'antica religione tibetana

    non sei obbligato ad intervenire, anzi se devi dire minkiate sei pregato di sloggiare

    la moderazione
    Ultima modifica di Gianky; 09-06-13 alle 18:47

 

 

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