Che cos’è l’Alter Summit?
Il 7 e 8 giugno, invitiamo tutti i movimenti e le organizzazioni sociali europee all’Alter Summit di Atene.
Questo evento sarà organizzato con i movimenti sociali greci, il sostegno delle organizzazioni della società civile, i sindacati, le ONG, con personalità politiche e culturali provenienti da tutta Europa.
L’Alter Summit ad Atene sarà un passo in avanti nella costruzione di una maggiore convergenza tra i movimenti che si oppongono alle politiche anti-sociali e anti-ecologiche attualmente promosse dai governi e dalle istituzioni europee.
Sarà un incontro altamente simbolico, dal momento che la Grecia è il laboratorio del austerità distruttiva e le cosiddette politiche di competitività, può anche diventare il laboratorio della resistenza contro l’austerità.
Sarà l’occasione per sottolineare che la lotta dei movimenti sociali greci è quella di tutta l’Europa e mostrare la solidarietà delle organizzazioni e dei movimenti europei verso le lotte greche.
Sarà anche l’occasione per presentare il manifesto dell’Alter Summit, esprimendo le proposte di alternativa del movimento sociale contro la crisi, per ricordare le lotte degli ultimi anni e per proporre un programma di azione comune. Una serie di rappresentanti di alto livello delle lotte, dei sindacati, dei movimenti politici o sociali verranno e mostreranno il loro sostegno e l’impegno per un’Europa veramente democratica.
Ma questo Vertice dei popoli e il suo Manifesto avrà senso solo se prenderà radici nelle concrete lotte settoriali e nazionali e se una grande vastità di organizzazioni e movimenti parteciperanno al processo dell’ Alter Summit.
Che cos'è l'Alter Summit? - Alter Summit
ALTER SUMMIT
Anche la Fiom ad Atene contro l'austerity
Alter Summit raccoglie ad Atene un fronte ampio ed eterogeneo, rintracciabile solo nell'esperienza dei Forum sociali, ma con una novità a mio avviso significativa. La novità di maggior rilievo di questo evento non è nelle analisi sulla crisi e i suoi responsabili, né nelle pur interessanti proposte di merito contenute nel manifesto dei popoli, ma nel fatto che queste analisi e proposte si esprimano come una piattaforma comune ed esplicitamente europea, e che Alter Summit si proponga come motore di un processo di convergenza fra le diverse soggettività oggi in campo nei vari paesi contro le politiche liberiste e antidemocratiche della Troika, un processo per costruire una azione europea con obiettivi e modalità condivisi, capace di cambiare il corso della politica europea.
L'asimmetria di potere fra i pochi che prendono le decisioni e i molti che ne patiscono le conseguenze esprime efficacemente la crisi sostanziale della democrazia parlamentare, ma evidenzia altresì il problema della impotenza politica dei movimenti antiliberisti, pur a fronte di una caduta di credibilità e di consenso, più o meno ampia in tutta Europa, verso le attuali isitituzioni europee e verso e i tradizionali partiti politici che si alternano ai Governi nazionali.
Tutti i misfatti e le responsabilità del capitale finanziario e delle grandi multinazionali sono noti fin nei minimi dettagli, l'indignazione verso banchieri e politici è generalizzata, il consenso alle politiche di austerità è basso in tutta Europa, eppure pare non ci siano alternative possibili, comunque non abbastanza credibili e forti da imporsi.
La Fiom parteciperà ad Atene con lo stesso intento con cui ha promosso la manifestazione del 18 maggio: richiamare l'urgenza del cambiamento necessario e contribuire con la propria iniziativa e le proprie poposte alla costruzione di un movimento di massa capace di cambiare il segno sociale dell'agenda politica europea, riscrivendola intorno alle parole chiave di democrazia, beni comuni lavoro, diritti, uguaglianza, solidarietà, parole in grado di restituire senso alla parola futuro anche per i tanti giovani oggi disoccupati o prigionieri della precarietà.
Un motivo di speranza ci viene dalle manifestazioni dei giorni scorsi, da Lisbona a Francoforte, così come dalla vera e propria rivolta popolare di Istanbul. Queste lotte sono il segno della vitalità e potenziale ampiezza dei movimenti e della opposizione popolare alla dittatura dei mercati e alle politiche di rigore finanziario e di privatizzazione dei beni comuni. Non si spiegherebbe l'ampiezza e la virulenza della protesta di Istanbul senza la consapevolezza popolare che dietro la decisione di sacrificare quel parco c'è un governo che in modo sempre più brutale e autoritario rappresenta solo l'interesse di una elite economico finanziaria. E a questo ci si ribella!
* Ufficio internazionale Fiom
IL MANIFESTO 2013.06.06 - Anche la Fiom ad Atene contro l'austerity
Atene non è sola: dal 7 al 9 giugno l’Altersummit
Sarà il primo grande evento di mobilitazione in Grecia dopo il disastro imposto dalla Troika. E già solo per questo l'Altersummit ha un valore: renderà visibile la solidarietà europea alla divisione generata dalle politiche europee. Per mettere al centro la solidarietà, precondizione di qualsiasi progetto alternativo alle politiche di austerità nel nostro continente, si stanno anche verificando le condizioni per arrivare ad Atene con un convoglio di aiuti sanitari. Un aiuto concreto per gli ambulatori sociali che assistono le migliaia di persone che con il lavoro hanno perso pure il diritto alla sanità pubblica. Ma anche e soprattutto una provocazione politica e culturale. È un anno che si lavora all'idea dell'Altersummit. L'obiettivo non è solo realizzare un incontro partecipato e visibile, ma dare le basi a una alleanza permanente capace di superare la frammentazione che ha caratterizzato questa prima fase di resistenza alla gestione della crisi da parte dei potentati europei. Sarà un esperimento coraggioso e anche senza rete, che prova a mettere insieme intellettuali, economisti, società civile, personalità, con i sindacati e anche con la politica, su un terreno condiviso di iniziativa comune su alcuni punti di piattaforma urgenti e possibili: e per questo è in lavorazione un Manifesto che verrà lanciato ad Atene. Il miscuglio dei promotori è interessante: oltre a persone provenienti dai movimenti, Susan George per prima, fra i promotori si trova Jan Kavan - ex primo ministro della Repubblica Ceca e ex presidente della Assemblea Generale dell'ONU - e il filosofo Slavoj Zizek. C'era anche Stephane Hassel, il mitico autore di ‘Indignatevi’ scomparso da poco. E poi c'è una lunga serie di sindacati: la Confederazione Europea, il Sindacato Europeo dei Servizi Pubblici, il sindacato francese, portoghese, i sindacati belgi, quelli di Ungheria e Serbia, insieme alla CGIL. E anche alcuni sindacati autonomi. Insieme a loro la rete degli Economisti Atterrees e la rete Roosevelt 2012 formata da personalità autorevolissime che chiedono all'Europa di fare ciò che fece al tempo il Presidente Usa, investendo sul pubblico e sullo sviluppo di fronte alla crisi. Anche il format non sarà quello tipico dei Forum: l'Altersummit di Atene vedrà importanti sessioni in plenaria, e solo in ultimo si dividerà in alcuni gruppi di lavoro tematici, per approfondire un possibile piano di lavoro comune sui punti condivisi. In Grecia, naturalmente, ad accoglierci ci sarà anche Syriza, il principale partito dell'opposizione, che nei sondaggi sembra essere attualmente il primo partito del paese. Un soggetto nuovo e particolare, nato dalla convergenza di soggetti politici e di movimenti sociali, quelli con i quali abbiamo condiviso Genova e Firenze nel decennio scorso. A differenza di quello che qui in Italia è stato spesso detto di loro, sono pienamente europeisti - e per questo vogliono una altra Europa. Hanno offerto un punto di riferimento progressista e democratico nel momento della dissoluzione del Partito Socialista, scomparso sotto il peso della burocrazia, della corruzione e dell’acquiescenza ai diktat della troika. E oggi sono impegnati in prima persona a dare una mano alle esperienze indipendenti di mutuo soccorso comunitario che anche l'Arci sostiene. Saranno giornate interessanti, quelle di Atene. Da vedere e da vivere. Chi può, si tenga libero dal 7 al 9 giugno. La nostra delegazione servirà anche a dire, una volta di più, che «Atene non è sola».
ArciReport, 9 aprile 2013
Atene non è sola: dal 7 al 9 giugno l’Altersummit | ARCI associazione di promozione sociale





Sarà il primo grande evento di mobilitazione in Grecia dopo il disastro imposto dalla Troika. E già solo per questo l'Altersummit ha un valore: renderà visibile la solidarietà europea alla divisione generata dalle politiche europee. Per mettere al centro la solidarietà, precondizione di qualsiasi progetto alternativo alle politiche di austerità nel nostro continente, si stanno anche verificando le condizioni per arrivare ad Atene con un convoglio di aiuti sanitari. Un aiuto concreto per gli ambulatori sociali che assistono le migliaia di persone che con il lavoro hanno perso pure il diritto alla sanità pubblica. Ma anche e soprattutto una provocazione politica e culturale. È un anno che si lavora all'idea dell'Altersummit. L'obiettivo non è solo realizzare un incontro partecipato e visibile, ma dare le basi a una alleanza permanente capace di superare la frammentazione che ha caratterizzato questa prima fase di resistenza alla gestione della crisi da parte dei potentati europei. Sarà un esperimento coraggioso e anche senza rete, che prova a mettere insieme intellettuali, economisti, società civile, personalità, con i sindacati e anche con la politica, su un terreno condiviso di iniziativa comune su alcuni punti di piattaforma urgenti e possibili: e per questo è in lavorazione un Manifesto che verrà lanciato ad Atene. Il miscuglio dei promotori è interessante: oltre a persone provenienti dai movimenti, Susan George per prima, fra i promotori si trova Jan Kavan - ex primo ministro della Repubblica Ceca e ex presidente della Assemblea Generale dell'ONU - e il filosofo Slavoj Zizek. C'era anche Stephane Hassel, il mitico autore di ‘Indignatevi’ scomparso da poco. E poi c'è una lunga serie di sindacati: la Confederazione Europea, il Sindacato Europeo dei Servizi Pubblici, il sindacato francese, portoghese, i sindacati belgi, quelli di Ungheria e Serbia, insieme alla CGIL. E anche alcuni sindacati autonomi. Insieme a loro la rete degli Economisti Atterrees e la rete Roosevelt 2012 formata da personalità autorevolissime che chiedono all'Europa di fare ciò che fece al tempo il Presidente Usa, investendo sul pubblico e sullo sviluppo di fronte alla crisi. Anche il format non sarà quello tipico dei Forum: l'Altersummit di Atene vedrà importanti sessioni in plenaria, e solo in ultimo si dividerà in alcuni gruppi di lavoro tematici, per approfondire un possibile piano di lavoro comune sui punti condivisi. In Grecia, naturalmente, ad accoglierci ci sarà anche Syriza, il principale partito dell'opposizione, che nei sondaggi sembra essere attualmente il primo partito del paese. Un soggetto nuovo e particolare, nato dalla convergenza di soggetti politici e di movimenti sociali, quelli con i quali abbiamo condiviso Genova e Firenze nel decennio scorso. A differenza di quello che qui in Italia è stato spesso detto di loro, sono pienamente europeisti - e per questo vogliono una altra Europa. Hanno offerto un punto di riferimento progressista e democratico nel momento della dissoluzione del Partito Socialista, scomparso sotto il peso della burocrazia, della corruzione e dell’acquiescenza ai diktat della troika. E oggi sono impegnati in prima persona a dare una mano alle esperienze indipendenti di mutuo soccorso comunitario che anche l'Arci sostiene. Saranno giornate interessanti, quelle di Atene. Da vedere e da vivere. Chi può, si tenga libero dal 7 al 9 giugno. La nostra delegazione servirà anche a dire, una volta di più, che «Atene non è sola».
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