
Originariamente Scritto da
trenta81
di Matteo Unterweger
Non più solo «caldamente consigliata». Per i triestini, la raccolta differenziata dei rifiuti diventerà a breve un obbligo vero e proprio. Regolamentato e, in caso di violazioni, collegato a sanzioni. Così, il Comune di Trieste vuole avvicinare per la fine del 2010 l’agognata quota del 30% di materiali riciclabili sul totale delle immondizie prodotte nell’arco di un anno (poco più di 100mila tonnellate), dall’attuale 20,8%.
IL REGOLAMENTO Questo cambiamento di status della differenziata è compreso nella bozza del nuovo «Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani ed assimiliati e la pulizia del territorio del Comune di Trieste». Semplificando: «Regolamento dell’� igiene urbana», disciplinata al momento dalla vecchia raccolta di norme risalente al dicembre del 1990 e ancora in vigore.
ESERCIZI Si tratterà di una sorta di condizione da tolleranza zero anche per gli esercizi commerciali e quelli pubblici, i locali per intenderci, nello specifico per quanto concerne gli imballaggi di carta e cartone. Al riguardo, infatti, il Comune istituirà un percorso specifico - avvalendosi sempre del servizio affidato ad AcegasAps - per la raccolta porta a porta. Va subito chiarito infatti che l’obbligatorietà si legherà indissolubilmente ai provvedimenti stabiliti dall’amministrazione per garantire ai gestori, come a tutti i cittadini, la dotazione degli strumenti utili a comportarsi in maniera virtuosa e rispettosa dell’ambiente. «Il regolamento si muove nell’ottica della sensibilizzazione, che continueremo a sostenere pure con apposite campagne informative - afferma l’assessore comunale allo Sviluppo economico, turismo e società partecipate Paolo Rovis, anticipando alcuni dei contenuti del testo -. Si è scelto di obbligare sì, mettendo però a disposizione gli strumenti adatti. Ecco perché, dalla sua approvazione, questa parte del nuovo regolamento entrerà in vigore solo nel momento in cui il Comune avrà completato la messa a punto di tutto il lavoro di organizzazione e dotazione».
GLI STRUMENTI L’azione del Municipio sarà, in effetti, duplice. Non solo, l’allestimento della raccolta porta a porta degli imballaggi di carta e cartone nei negozi e nei locali, ma anche l’ampliamento del numero di campane ecologiche in città. Saranno oltre 1300 i nuovi contenitori per vetro e lattine, plastica e carta e cartone che verranno sistemati sul territorio triestino fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010. Oltre a ciò, 200 (sui 2000 totali) bottini di grandi dimensioni finora riservati alla raccolta di rifiuti solidi urbani indifferenziati saranno convertiti, con il necessario adattamento, alla «differenziata». In tutto, 1500 unità che andranno a raddoppiare il numero complessivo attuale.
L’ITER È probabile che, per quel periodo, il nuovo regolamento sia stato già approvato, visto che la giunta inizierà a esaminarlo a inizio settembre. Poi, toccherà a circoscrizioni, commissioni e Consiglio comunale pronunciarsi. Un percorso che impegnerà almeno un mese. Una volta concluso l’iter, la parte sanzionatoria non potrà essere effettivamente operativa fino all’effettivo completamento della dotazione degli strumenti.
LE ISOLE «Stiamo provvedendo a una mappatura del territorio assieme ad AcegasAps - spiega ancora Rovis -, per rivedere la redistribuzione delle isole ecologiche in base alle situazioni di maggiore emergenza, sempre nel rispetto del limite di distanza imposto dalla legge, fissato in un massimo di 250 metri fra abitazione e bottini. Potrà accadere che qualche famiglia si trovi le campane a 40 metri dal portone di casa invece che a 10, ma non più di questo». Le isole ecologiche, composte da quattro contenitori (quello per i rifiuti solidi urbani, più i tre colorati per la differenziata), dovrebbero diventare così un migliaio. Oggi sono la metà.
SANZIONI Chi verrà sorpreso violare l’obbligo di differenziare le immondizie, sarà multato, una volta a pieno regime il nuovo corso. Come pure i commercianti che ometteranno di seguire le indicazioni sugli imballaggi. Le cifre delle sanzioni specifiche non sono state ancora individuate. Le verifiche del Comune, come già in passato, viaggeranno pure sull’altro binario, interessando tramite le Guardie ambientali anche l’operato dell’AcegasAps, «che ha dovuto pagare oltre 30mila euro nel 2008 per episodi di mancata o carente prestazione di servizio», aggiuge Rovis.
VANTAGGI L’aumento della differenziata ridurrà il numero di rifiuti solidi urbani in arrivo al termovalorizzatore, che così potrà accoglierne altri da fuori città per trasformarli in energia elettrica. «Considerati i più alti contributi in entrata per la maggiore percentuale di raccolta differenziata e le spese inferiori per una minore opera di smaltimento, questi nostri interventi non avranno nessun costo per il Comune. E - chiude Rovis - non determineranno aumenti della Tarsu». Argomento quanto mai attuale, visto il recente decreto sull’illegittimità degli aumenti e la lettera inviata dal sindaco Roberto Dipiazza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
(13 agosto 2009)
Rifiuti, parte la differenziata obbligatoria | Il Piccolo