mercoledì 12 giugno 2013 / Ylenia Daniello*
Droghe, la Fini-Giovanardi torna alla Consulta: “Illegittimità costituzionale”
Finalmente. Sotto il profilo della legittimità costituzionale, è giusto o no punire allo stesso modo lo spaccio e la detenzione sia delle droghe “leggere” che di quelle “pesanti”? Questa, in sintesi, è la questione che la terza sezione penale della Cassazione, avendo accolto in parte il ricorso presentato da un 46enne originario di Palermo, condannato a 4 anni di reclusione e ad una multa di 20 mila euro per essersi rifornito di quasi 4 kg di hashish, ha rimandato ieri ai giudici della Consulta, chiamati ora ad esprimersi sulla correttezza dell’equiparazione delle sanzioni disposte dalla legge sulla droga Fini-Giovanardi .
La difesa in pratica ha sollevato in Cassazione la questione di legittimità costituzionale della norma sulla base del fatto che l’eliminazione della distinzione “e il rilevantissimo aumento delle pene edittali” per le condotte che riguardano le droghe leggere ”non sarebbe conforme nè al principio di proporzionalità rispetto al disvalore espresso dalla condotta incriminatrice, ne’ all’esempio di proporzionalità predisposto a livello comunitario”.
In quest’ordinanza si sottolineano anche gli escamotage usati per fare approvare questa legge ”di fatto nemendabile, eludendo le regole ordinarie del procedimento legislativo”. In particolare, denuncia come ”il vulnus al sistema di ripartizione delle competenze normative costituzionalmente configurato potrebbe derivare anche dal cosiddetto abuso della prassi, da tempo invalsa, con cui il governo presenta, nella prima lettura parlamentare dell’articolo unico del disegno di legge di conversione, un maxi emendamento innovativo rispetto al contenuto originario del decreto legge, al fine di sostituirne parzialmente o interamente il testo e sul quale sara’ poi posta la questione di fiducia”.
In questo modo, avvisa la Cassazione, ”il contenuto della legge di conversione viene svincolato da quello del decreto legge, ed è possibile approvare con un solo voto, con una discussione ridotta al minimo e senza possibilita’ da parte dell’assemblea di votare emendamenti, una disciplina legislativa del tutto nuova e completamente sganciata dal contenuto originario del decreto”.
In pratica nel 2006 si fa approvare un Decreto Urgente a fiducia x il sovvenzionamento delle Olimpiadi invernali, a questo si aggiungono le modifiche alla già contestata e superata dalla cultura della società 309/90 (Jervolino Vassalli) in materia di stupefacenti. In questo modo si è andata a modificare una legge importante bypassando totalmente l’iter Parlamentare previsto dalla costituzione, impedendo quindi il normale svolgimento di una discussione in merito, la possibilità di emendare il testo, e si è quindi legiferato in materia sanitaria/sociale/giudiziaria senza una qualsiasi discussione parlamentare.
Ora, tralasciando per un attimo il metodo con la quale fu approvata, è fuori discussione il fatto che sia una delle principali cause del sovraffollamento delle nostre carceri insieme alla Bossi/Fini e alla ex Cirielli. Ed è anche fuori discussione il fatto che l’aumento della criminalizzazione rispetto ai consumatori abbia innescato in Italia dal 2006 in poi una vera e propria caccia alla streghe, sfociando a volte anche nella violazione dei diritti umani. In questi 6 anni di applicazione abbiamo visto giovani portati in carcere x pochi grammi di hashish o poche piantine di marijuana, non fare più ritorno alle loro case, abbiamo appurato sulle nostre vite che il proibizionismo uccide, che l’ignoranza e la paura uccidono.
La Fini-Giovanardi va quindi abrogata, cancellata, sotterrata. Occorre riaprire la discussione in Parlamento partendo da nuovi paradigmi: legalizzazione delle sostanze leggere, e regolamentazione della coltivazione domestica, programmi di riduzione del danno per quelle pesanti, accesso immediato alle terapie con la cannabis per i pazienti. Oggi, a distanza di sei anni aspettiamo un pò giustizia per chi in questi anni si è solo veduto sottrarre diritti in favore delle repressione, perchè non è più accettabile che in un paese civile si continui a rischiare la propria vita, i propri sogni, il proprio futuro per pochi grammi di fumo o per qualche piantina di marijuana.
*resp. politiche sulle sostanze SEL
Droghe, la Fini-Giovanardi torna alla Consulta: ?Illegittimità costituzionale? ? Sinistra Ecologia Libertà
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