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  1. #1
    Super Troll
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    Predefinito Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Oggi è uscito un articolo sul Corriere della Sera di Ernesto Galli della Loggia che analizza la proposta politica di Grillo e le difficoltà che sta incontrando il suo movimento dopo il successo delle elzioni politiche e per una volta va detto che si tratta quantomeno di un analisi originale in cui si fa il paragone con il primo leghismo delle origini ( anche se l'articolo non è condivisibile al cento per cento) e non del solito articolo superficiale da quattro soldi in cui si fa il solito tifo o per il PD o per il PDL


    Se il carisma non basta
    LIMITI E CRISI DEL MOVIMENTO 5 STELLE
    Se il carisma non basta
    Ci sono alcune cose interessanti in comune tra la nascita del Movimento 5 Stelle e la nascita della Lega Nord (a parte l’assai maggiore velocità con cui si sta consumando la parabola del primo). Così come è interessante un aspetto della situazione italiana che le loro comuni difficoltà ci dicono.
    M5S e Lega nascono entrambi per impulso di due figure carismatiche, Beppe Grillo e Umberto Bossi, prive di qualunque background o curriculum di tipo politico. Sono loro due che s’inventano tutto, si creano un seguito personale e trascinano al successo la loro creatura. E lo fanno tutti e due attraverso una campagna di agitazione nelle piazze in cui mettono in campo un fortissimo e accattivante (a suo modo) elemento di fisicità personale: troppo forte per essere contenuto in qualsiasi schermo televisivo o per sopportare un qualunque «dibattito» (e infatti entrambi sostanzialmente disertano l’uno e l’altro). L’assenza nella loro immagine e nel loro discorso di qualunque tratto politico tradizionale li avvantaggia enormemente (così come all’inizio avvantaggia Renzi che però, obbligato a interloquire sempre di più con un organismo super politico come il Pd, riuscirà con sempre maggiore fatica a mantenere questo tratto e a non perdersi nella chiacchiera e nelle ritualità «politichesi »). È così infatti che essi riescono a intercettare la sacrosanta protesta dal basso—confusa, umorale, spesso violenta e volgare— di un’opinione pubblica stanca principalmente proprio delle forze politiche tradizionali e della loro enorme inadeguatezza. Nell’interpretare questa protesta li unisce ancora un elemento comune. Entrambi le danno uno sfondo utopico: Bossi il separatismo del Nord-nazione, Grillo il miraggio della Rete e della democrazia diretta all’insegna della trasparenza universale. Qui però iniziano per tutti e due i problemi: l’utopia, infatti, va bene per mobilitare, per spingere ad andare oltre l’oggi; ma se poi hai successo, è all’oggi, alla politica attuale, che in qualche modo devi inevitabilmente tornare.
    Un ritorno per il quale la Lega è comunque in un certo senso attrezzata. L’elemento territoriale della sua utopia di partenza le ha consentito in modo abbastanza naturale, infatti, di trasformarsi in un partito degli interessi locali, in un partito di sindaci e assessori, accettando a livello nazionale un ruolo puramente gregario: importante ma pur sempre gregario. È sul Movimento 5 Stelle, invece, che le contraddizioni mordono con maggiore furia.
    Quella certamente più evidente è la contraddizione tra carisma e leadership. Agitare una folla ed emozionare nei comizi è una cosa, guidare un gruppo di eletti al Parlamento in base a qualche strategia un’altra. Grillo ha mostrato di avere il carisma, ma sta mostrando di non sapere come trasformarlo in una leadership. Cioè in qualcosa che ha bisogno di almeno tre elementi: un’idea di fondo sufficientemente realistica delle cose da fare, riuscire a inventarsi una struttura organizzativa, e infine la capacità non già di farsi obbedire ma di convincere. Il passo dal carisma alla leadership non gli riesce probabilmente per un’insicurezza personale di fondo. Infatti, mentre egli ha assoluta padronanza del primo, per quanto riguarda la seconda, invece, è consapevole di non sapere neppure da dove si comincia.
    Nella difficoltà - oggi per il Movimento 5 Stelle e il suo capo, ieri per la Lega di Bossi - di trasformare un successo elettorale in una leadership in grado di animare una vera presenza politica capace di ulteriori sviluppi si scorge in realtà un dato rilevante della situazione italiana. E cioè che da decenni ciò che nasce dal basso come genuino movimento di protesta e di rinnovamento della politica non riesce in alcun modo a liberarsi del connotato intellettualmente elementare e ingenuamente protestatario, antropologicamente plebeo-piccolo borghese, con cui vede ogni volta la luce. Non a caso elegge rappresentanti (vedi i parlamentari grillini attuali o tanti della Lega) i quali brillano quasi tutti per pochezza concettuale mista a insulsa prosopopea, sicché alla fine ciò che nasce dal basso come qualcosa di «nuovo» e «contro», e magari ha un iniziale successo, è però fatalmente condannato a un tramonto più o meno rapido nelle mani di un padre-padrone carismatico desideroso di restare tale per sempre, anche se ormai inutile.
    Si sconta così il fatto che da questo «nuovo» le élites socio-culturali della Penisola sono ogni volta assenti. Ma non già solo perché tenute lontano dalla volontà del padre-padrone di cui sopra o dai meccanismi di consenso che egli produce. Sono assenti anche perché le élites italiane, pur se critiche, criticissime, delle condizioni del Paese e della qualità della sua classe politica accreditata - come da esse si ascolta sempre quando si sentono libere di esprimersi - tuttavia preferiscono l'immobilità. Hanno ereditato una sorta di timore atavico a schierarsi davvero all'opposizione del «sistema» nel suo complesso, a diventare fautrici di un vero rinnovamento. Hanno sempre timore di «esporsi», di mettersi in gioco senza paracadute, senza avere qualche forma di garanzia, come minimo un posto assicurato in Parlamento. Anche per questo in Italia è sempre così difficile mettere termine a ciò che non ha più ragione d'essere, spalancare le finestre, tentare strade diverse, inventare procedure inedite, chiamare gente nuova. Perché le élites del Paese, pure se a parole lo negano, in realtà sono come ostriche attaccate al passato, e le uniche novità che gradiscono sono quelle che vengono dall'alto: che però, come si sa, almeno qui da noi troppo spesso sono quelle famose novità che non cambiano nulla. Mentre ciò che ha in sé qualcosa davvero di nuovo finisce per avvizzire nella sua solitaria autoreferenzialità.
    Ernesto Galli della Loggia

    Ultima modifica di C@scista; 10-06-13 alle 12:24

  2. #2
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Rivendico la paternità di essere stato il primo ad aver creato il parallelismo tra la Lega e M5S ed indicandone anche le ragioni di similitudine sociale ed antropologica ben prima che si svegliasse anche galli Della Loggia ...
    Per il resto direi che il passaggio più azzeccato dell'articolo è quello in cui descrive l'identikit del grillino (e lo paragona - del tutto a ragione - all'identikit del leghista).
    Il passaggio in questione è il seguente:
    da decenni ciò che nasce dal basso come genuino movimento di protesta e di rinnovamento della politica non riesce in alcun modo a liberarsi del connotato intellettualmente elementare e ingenuamente protestatario, antropologicamente plebeo-piccolo borghese, con cui vede ogni volta la luce. Non a caso elegge rappresentanti (vedi i parlamentari grillini attuali o tanti della Lega) i quali brillano quasi tutti per pochezza concettuale mista a insulsa prosopopea, sicché alla fine ciò che nasce dal basso come qualcosa di «nuovo» e «contro», e magari ha un iniziale successo, è però fatalmente condannato a un tramonto più o meno rapido nelle mani di un padre-padrone carismatico desideroso di restare tale per sempre, anche se ormai inutile.
    Ultima modifica di Roberto essenziale; 10-06-13 alle 12:51

  3. #3
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Analisi interessante e molto acuta ma con un difetto di fondo: quello di dare troppo peso alle elites intellettuali, come se queste fossero una casta chiusa autogenerante. Il problema è in realtà che la pochezza degli eletti di questi movimenti è dovuta alla volontà dei leader di mantenere un controllo il più possibile stretto sulla propria creatura, sia per un senso di possesso sia normalmente per l'arroganza di essere i solo capaci di dare vigore e guida al progetto, evitando pertanto di eleggere persone troppo problematiche e/o ambiziose. In un certo senso Bossi tentò all'inizio di dare forza intellettuale al proprio progetto imbarcando Miglio, il quale aveva bisogno di una piattaforma per la propria idea federalista, ma era chiaro da subito che quei due prima o poi si sarebbero separati, come poi avvenne.
    Quando un movimento di protesta avrà con se le PROPRIE forze intellettuali, un vero progetto, una visione d'insieme, allora potrà davvero cambiare ogni cosa.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  4. #4
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Analisi interessante e molto acuta ma con un difetto di fondo: quello di dare troppo peso alle elites intellettuali, come se queste fossero una casta chiusa autogenerante. Il problema è in realtà che la pochezza degli eletti di questi movimenti è dovuta alla volontà dei leader di mantenere un controllo il più possibile stretto sulla propria creatura, sia per un senso di possesso sia normalmente per l'arroganza di essere i solo capaci di dare vigore e guida al progetto, evitando pertanto di eleggere persone troppo problematiche e/o ambiziose. In un certo senso Bossi tentò all'inizio di dare forza intellettuale al proprio progetto imbarcando Miglio, il quale aveva bisogno di una piattaforma per la propria idea federalista, ma era chiaro da subito che quei due prima o poi si sarebbero separati, come poi avvenne.
    Quando un movimento di protesta avrà con se le PROPRIE forze intellettuali, un vero progetto, una visione d'insieme, allora potrà davvero cambiare ogni cosa.

    Aggiungerei anche il fatto che sia Bossi che il Grillo hanno costruito le loro creature unicamente per fini di arricchimento personale e quindi tendono a sbranare chiunque ai loro occhi abbia le capacità per prendere in mano il loro "giocattolo miliardario" ...
    Ps visto come ha ringhiato il grullo ad indirizzo di Rodotà dicendogli "non mi ruberai la mia creatura ?" ...
    E ti credo ... da buon genovese contano le palanche mica le idee .. !!

  5. #5
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    il vero paragone va fatto con il partito nazioinalsocialista, molto piu' simile nei toni e nei contenuti



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  6. #6
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Trovo interessante l'articolo che in sintesi dice che non basta il desiderio di cambiamento per saper governare politicamente un paese; entrami gli schieramenti sono come certe ricette della bisnonna, tipo ventose oppure cannello di zolfo.
    Faranno anche effetto placebo ma il malanno col cavolo che lo tolgono eppure, forse per sfiducia nei medici , quei sistemi erano in uso ancora una manciata di decine d'anni fa.

  7. #7
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    la lega si è sempre basata sull'odio razziale....

    cosa del tutto estranea al M5S...solito articolo spazzatura

    l'unica realtà è che, come ho sempre detto, grillo sbaglia a pensare che il popolo voglia giustizia e onestà

    il popolo è stupido ignorante e complice del sistema...al popolo piace il nano e piace l'idea che un criminale possa farla franca..

    quello è il popolo italiano ed ecco perchè merita una grande tragedia e poi da quello, si potrà ripartire...ma bisogna arrivare alla fame prima, quella VERA

  8. #8
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Citazione Originariamente Scritto da Airbus Visualizza Messaggio
    la lega si è sempre basata sull'odio razziale....

    cosa del tutto estranea al M5S...solito articolo spazzatura

    l'unica realtà è che, come ho sempre detto, grillo sbaglia a pensare che il popolo voglia giustizia e onestà

    il popolo è stupido ignorante e complice del sistema...al popolo piace il nano e piace l'idea che un criminale possa farla franca..

    quello è il popolo italiano ed ecco perchè merita una grande tragedia e poi da quello, si potrà ripartire...ma bisogna arrivare alla fame prima, quella VERA
    Se non e' bastata la WW II......c'e' da dire che ce la siamo cavata meglio dei crucchi, purtroppo

  9. #9
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    L'ho letto con piacere ma non l'ho trovato molto originale, il paragone con la Lega è venuto in mente un pò a tutti.

    Interessante però la distinzione tra leadership e carisma, è una cosa a cui già pensavo ma l'articolo m'ha aiutato a mettere in fila le idee.

  10. #10
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    Predefinito Re: Una volta tanto un'analisi originale di un giornalista sul Grillismo

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto essenziale Visualizza Messaggio
    Aggiungerei anche il fatto che sia Bossi che il Grillo hanno costruito le loro creature unicamente per fini di arricchimento personale e quindi tendono a sbranare chiunque ai loro occhi abbia le capacità per prendere in mano il loro "giocattolo miliardario" ...
    Aspetterei a dire che l'interesse fosse economico fin da subito, e comunque è tutto da confermare.
    Riterrei molto più probabile che la spinta iniziale fosse stata semplicemente la pretesa di essere i soli ad aver capito, un esercizio di autonicensamento e di esaltazione nel trovarsi al comando della folla, che ha spinto ad andare sempre più avanti finoa perdere il controllo della realtà.
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