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  1. #1
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    Predefinito La riforma della costituzione

    Ripropongo anche qui questo mio pezzo postato una settimana fa sul nazionale, intorno alla riforma della costituzione di cui si parla e sull'opportunità di modificarla in questo periodo.
    _______________________________________________

    Ci troviamo nel bel mezzo di una delle crisi economiche più gravi dal dopoguerra eppure sembra che i nostri amati partiti facciano di tutto per non uscirne.
    Durante tutta la campagna elettorale, giustamente, i temi più importanti di cui si è parlato sono stati il lavoro e le tasse, contornati da qualche tema folkloristico quali matrimonio gay, ius soli e costi della politica.

    Ok, sono sempre i soliti temi da 60 anni, ma considerata la gravità della situazione, si è quasi sperato che questa volta facessero sul serio.
    Un altro argomento su cui hanno insistito molto tutti i partiti, è stato "mai con il nemico".
    Ovviamente rispettare questa promessa è diventato molto difficile visti i risultati delle urne, dopotutto non è niente di scandaloso che le parti decidano di governare insieme in tempo di crisi.
    In Italia abbiamo avuto un governo DC-PCI subito dopo la guerra, in Germania ricordiamo l'esperienza della grossa coalizione ed esperimenti simili li abbiamo visti anche in altri paesi.

    Abbiamo quindi un governo, che se non gode di grande fiducia tra gli elettori, che mai avrebbero voluto vedere i propri rappresentanti governare con il nemico che abbiamo imparato ad odiare negli ultimi 20 anni, gode di una larghissima maggioranza in parlamento, in entrambe le camere.
    Da notare la legge di proporzionalità inversa che vige, più il governo è odiato dal popolo, maggiore è la fiducia che ha alle camere.

    Benissimo, dopo più di 3 mesi dalle elezioni e dopo più di 3 mesi di stupendi ai parlamentari buttati nel cesso (per una volta concedetemi di fare il grillino), sembra sia tutto pronto per partire.
    Finalmente si passerà ai fatti e si cercherà di fare qualcosa per questa maledetta crisi economica.

    Invece apro il giornale e si parla di presidenzialismo, riforme della costituzione ecc. Addirittura tra una settimana sarebbe già pronto il decreto.
    Ora io non voglio fare il partigiano a tutti costi che difende la costituzione ad oltranza, ma vorrei fare alcune considerazioni:

    In campagna elettorale qualcuno ha mai parlato di riforma della costituzione?
    Dopo una campagna elettorale basata sull'odio per l'avversario politico, nonostante la necessità di fare un governo di coalizione dettata dalla crisi economica, ha senso riscrivere la costituzione che invece dovrebbe essere espressione dell'unità popolare?

    In che modo l'economia del paese potrà beneficiare oggi di questa riforma?
    Se è vero che una riforma costituzionale si può scrivere in una settimana, è altrettanto vero che occorrono almeno 1 anno e mezzo prima di vederla approvata.
    Quindi dovrà passarne di acqua sotto i fiumi prima che il paese possa godere dei benefici dell'elezione diretta del presidente.

    Vogliamo riformare la costituzione?
    Va benissimo, ma allora che i partiti si candidino proponendo chiaramente le riforme costituzionali che intendono fare.
    Questo parlamento non è stato votato per cambiare la costituzione.
    Ultima modifica di Venom; 11-06-13 alle 21:06
    Io non mi sento italiano,
    ma per fortuna o purtroppo lo sono.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: La riforma della costituzione

    COMUNICATO DELLA DIREZIONE NAZIONALE DELL’ AMI

    La DN dell’ AMI, ribadisce , alla vigilia del voto definitivo sul procedimento in deroga di revisione costituzionale tutte le osservazioni e perplessità espresse nel documento dello scorso luglio e invita il Parlamento a :

    • Dare priorità alla riforma della legge elettorale recuperando il necessario rapporto di fiducia e responsabilità che deve intercorrere fra eletti ed elettori nonché alla disciplina democratica della vita interna e del finanziamento dei partiti .
    • Limitare la revisione costituzionale alla razionalizzazione del bicameralismo , ivi inclusa le riduzione del numero dei parlamentari e alla risistemazione del titolo V, rinviando la questione della forma di governo alla convocazione dei un’assemblea costituente .
    • Prevedere comunque il referendum confermativo anche se non richiesto
    • Rilanciare anche in vista del semestre italiano di presidenza dalla UE la prospettiva federalista rafforzando l’autorevolezza istituzionale dell’ Italia con la determinazione di fare ritornare l’Unione Europea allo spirito di Maastricht che oggi appare smarrito e contraddetto rispetto all’ispirazione di una comunità di destino


    I Mazziniani richiamano l’esigenza di dare in ogni caso piena attuazione alla Costituzione vigente soprattutto con riferimento ai principi della prima parte che sono ormai per tanti versi lettera morta

    24 NOVEMBRE 2013

    L' APPELLO LA VIA MAESTRA | novefebbraio.it

  3. #3
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    Predefinito Re: La riforma della costituzione

    la posizione dell' Associazione Mazziniana sulla riforma del Senato

    La riforma del Senato
    La riforma del Senato è un tema ricorrente della storia costituzionale italiana. Anche ai tempi della monarchia, quando la Camera Alta era di nomina regia, si discusse a lungo su come conferire al Senato una diversa base rappresentativa, senza tuttavia approdare a nulla. All`Assmblea costituente, da un lato il monocameralismo era minoritario, dall`altro le opzioni diverse, da quella regionalista a quella neo-corporativa, furono avanzate con molta timidezza. Ne è venuto fuori un bicameralismo sostanzialmente perfetto, a parte la diversa soglia d`età dell`elettorato sia attivo che passivo, di cui da subito si cominciarono a denunciare i ritardi e le disfunzioni. É paradossale che oggi i tempi della riforma si stringano senza richiamare quel dibattito, ma soltanto sulla spinta di trovare un rimedio ad un sistema elettorale che produce un parlamento a doppia maggioranza magari risparmiando sui cosiddetti costi della politica.

    Della spinta riformatrice va senz`altro colto l`obiettivo essenziale di concentrare il rapporto fiduciario e di snellire il procedimento legislativo, ma non per questo essa va presa per buona in tutte le sue componenti. Innanzitutto, non si vede perché rinunciare al principio elettivo. Solo per risparmiare come se le elezioni fossero i famosi ludi cartacei di cui si parlava nel ventennio? Attenzione a non confondere i costi della politica con i costi della democrazia! D`altra parte, un`assemblea di secondo grado sarebbe così poco rappresentativa da risultare inutile. Non convince poi per niente l`idea di puntare sulle regioni e le autonomie locali. Si rischia o di accrescerne i poteri o di farne un mero pennacchio. Lasciando da parte un modello che non ci appartiene e che è ormai un detrito storico dell`ubriacatura federalista di marca leghista fortunatamente ormai esauritasi, sarebbe piuttosto il caso di partire dal chiedersi a che cosa possa servire oggi per l`Italia una Camera Alta e come essa possa integrarsi con la Camera dei deputati che verrebbe fuori dal nuovo sistema elettorale in una visione integrata della rappresentanza politica nazionale. Considerata largamente superata l`antica impostazione della Camera di ripensamento della legislazione anche a causa del sempre crescente spazio rivendicato dalla legislazione europea, quel che oggi mancherebbe all`Italia, avendo invece incentrato sulla Camera dei deputati il rapporto fiduciario e quindi la formulazione dell`indirizzo politico della maggioranza, è un Senato delle garanzie costituzionali, vale a dire un`assemblea elettiva a cui affidare funzioni di riequilibrio rispetto alla maggioranza parlamentare uscita dal confronto tra le coalizioni. Il nuovo Senato, che potrebbe essere composto da cento membri eletti con la proporzionale pura in un collegio unico nazionale con voto di preferenza, assicurerebbe in tal modo un diritto di tribuna a tutte le forze politiche senza scalfire la governabilità e conserverebbe una dimensione nazionale della rappresentanza, mentre la nuova legge elettorale prevede collegi molto piccoli per la Camera dei deputati. Questa complementarietà, resa finalmente possibile dalla concentrazione in una sola camera del rapporto fiduciario con il Governo, si esprimerebbe in modo sostanziale sul piano delle funzioni che il nuovo Senato dovrebbe assolvere:

    a) voto a maggioranza dei due terzi delle riforme costituzionali, salvo ricorso a referendum;

    b) elezione dei giudici della Corte costituzionale, dei componenti del CSM e di tutte le autorità indipendenti di spettanza del Parlamento;

    c) richiamo delle leggi approvate dalla Camera in tutte le materie riferibili a principi costituzionali, con possibilità di proporvi emendamenti e di chiederne una seconda votazione da parte della stessa Camera, entro il tempo limite di un mese;

    d) controllo dell`attuazione delle leggi al fine di proporne eventuali modifiche all`altro ramo del Parlamento, a cui dovrebbe essere assicurata una sorta di corsia privilegiata;

    e) potere di inchiesta parlamentare attivabile su richiesta di un terzo dei componenti.

    Un siffatto Senato delle garanzie avrebbe non solo il merito di razionalizzare il sistema parlamentare nazionale, ma anche quello di far tacere tutte le critiche di plebiscitarismo che si vanno levando da più parti, oltre a quello di ricondurre nel più tradizionale alveo le funzioni del Presidente della Repubblica, da tempo chiamato a ruoli di supplenza che non sono gestibili nei tempi lunghi senza conseguenze sgradevoli. Non avrebbe invece molto senso riservare ad una camera priva del potere fiduciario le materie regionali e locali che sono invece strettamente legate alla funzione di governo che deve restare responsabile difronte alla sua maggioranza parlamentare.

    A questo punto, per il bene del Paese, occorre uscire dalla semplicistica contrapposizione tra fretta e rinvio alle calende greche. Non si smonta un sistema bicamerale con un colpo d`accetta, soprattutto quando si può arrivare comunque rapidamente ad una soluzione migliore, solo che si affronti il problema obiettivamente e non come uno slogan. Ha ragione chi vede un freno alla ripresa dell`Italia nella vetustà dei gangli istituzionali ma, per non far peggio, ci si deve muovere in un`altra direzione logica rispetto a quello imboccata.

    Mario di Napoli
    Presidente nazionale dell`Associazione Mazziniana Italiana

  4. #4
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    Predefinito Re: La riforma della costituzione

    Se si vuole fare una buona riforma costituzionale, bisogna partire dai veri difetti che la nostra Costituzione ha manifestato nel corso del tempo, che sono essenzialmente 2.

    ------------------------------------------------------

    1)

    Nel 1948 la Costituzione disegnava un regionalismo alquanto timido; le regioni, infatti, potevano legiferare solo in alcune materie e solo nell'ambito di un'apposita legge cornice.

    Insomma se tra le materie di competenza regionale vi era l'agricoltura, bisognava aspettare che il Parlamento approvasse una legge cornice che stabilisse nel dettaglio l'ambito nel quale le regioni potessero legiferare nel settore agricolo e i principi generali a cui attenersi. Di conseguenza le regioni venivano ad essere degli inutili doppioni del Parlamento, che di fatto con le leggi cornici legiferava anche sulle materie regionali.

    Un'altra conseguenza era che i contenziosi tra le regioni e lo stato sulla competenza legislativa erano relativamente pochi (le leggi cornice erano più dettagliate della Costituzione e qundi c'erano meno dubbi) e di scarsa importanza (vista la poca autonomia sostanziale delle regioni); tali contenziosi potevano quindi essere gestiti abbastanza agevolmente dalla Corte Costituzionale.

    Con la riforma del 2001 non solo si è aumentata la competenza legislativa delle regioni (tutte le materie fatta eccezione di quelle espressamente riservate allo stato), ma soprattutto nelle loro materie queste hanno ottenuta piena libertà di legiferare (abolizione delle leggi cornice). Di conseguenza sono aumentate notevolmente (oltre ogni previsione) i contenziosi tra lo stato e le regioni intasando letteralmente la Corte Costituzionale di ricorsi di consistente importanza (vista la grande autonomia sostanziale ottenuta dalle regioni in molte materie).

    L'aumento di tale contenzioso è dovuto al fatto che ci si è accorti che nella realtà si verifica spesso che una legge presenta al suo interno aspetti inerenti alle materie di competenza statale e aspetti inerenti alle materie di competenza regionale.

    Al di là delle dichiarazioni di facciata, tutto il mondo politico è d'accordo con l'idea che tale problematica si deve risolvere con l'istituzione di una camera delle regioni, i cui membri, indipendentemente se eletti dal popolo o dai consiglieri regionali, debbono essere eletti su candidatura personale e non su liste di partito.

    Ad esempio se una regione deve eleggere 6 rappresentanti allora tutti i politici locali di maggior rilievo (sindaci, presidenti di provincia, consiglieri regionali, ecc...) si presentano a livello personale e vengono votati per le loro caratteristiche personali ed i risultati pratici raggiunti. I 6 più votati sono eletti e non possono cumulare la carica di senatore con le altre cariche.

    Questo potrebbe benissimo portare regioni molto a sinistra ad avere 3 senatori di sx e 3 di dx, e viceversa nelle regioni molto a destra, falsando la rappresentanza politica. Tuttavia questo non sarebbe un errore poichè il nuovo Senato sarebbe camera non politica, ma di rappresentanza territoriale.

    ------------------------------------------------------

    A questo punto tutte le leggi si suddividerebbero in 3 grandi categorie:
    A) le leggi che contegono solo materie regionali;
    B) le leggi che contengono sia materie regionali che nazionali;
    C) le leggi che contengono solo materie nazionali.

    Le leggi della categoria A sarebbero approvate solo dalle regioni.

    Le leggi della categoria C sarebbero approvate solo dalla Camera dei Deputati oppure da entrambe le camere, ma dando alla camera l'ultima parola;

    Le leggi della categoria B sarebbero approvate da entrambe le camere, secondo l'attuale sistema.

    ------------------------------------------

    Saluti.
    Ultima modifica di Matt 76; 21-03-16 alle 17:35 Motivo: Estetica

 

 

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