Centrostudi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 60/13 del 13 giugno 2013, Sant’Antonio daPadova
Rassegna stampa del 13.06.2013
“Hommen” al Roland Garros:
http://www.youtube.com/watch?v=GlC7z-q90vg#

Le strategie fantozziane dei governi italiani
30/5/2013 - Li avevamomandati in Germania dando loro 500 euro a testa per risolvere l'emergenzaprofughi seguita alla guerra in Libia, adesso ce li riprendiamo gratis. Enrico Letta avrebbe dato la suadisponibilità a riprendersi indietro i profughi africani partiti nel mese dimarzo dal nostro Paese verso la Germania. La notizia è riportata dalsettimanale Bild che riferisce una dichiarazione del portavoce delministero degli Interni tedesco: "Abbiamo la promessa che l'Italia siriprenderà i profughi". A partire dal primo marzo ai profughi che hannolasciato i centri di accoglienza è stato dato un contributo di 500 euro,un titolo di viaggio equipollente al passaporto e il permesso di soggiorno permotivi umanitari. Il documento permette agli stranieri di spostarsi anche inaltri Paesi europei dell'area Schengen,ma solo per tre mesi. Ecco quindi che i migranti tornano in Italia. Gliimmigrati sono circa un migliaio e si trovano tra Amburgo e Monaco di Baviera.Il giornale sottolinea che comunque ad accollarsi le spese di viaggio in aereodovranno essere i laender tedeschi nei quali i migranti sono nel frattempogiunti, poichè "in caso di ritorno in bus o in treno c'è il rischio chescendano lungo il percorso". (…)
Profughi, tornano dalla Germania L'Italia gli aveva dato 500 euro per andar via - letta, profughi, migranti, germania - Libero Quotidiano

Iraq: altri migliaia di morti grazie alla democrazia esportata
1/6/2013 -Secondo quanto riferisce l’Afp, l’Onu ha esteso stamattina un bilancio dellevittime di violenza in Iraq nel solo mese di maggio. Il rapporto delle NazioniUnite parla di 1.045 morti e 2.397 feriti, in netto aumento rispetto al meseprecedente, che pure era stato falcidiato da oltre settecento morti violente,il dato più alto degli ultimi 5 anni.
Rapporto Onu: a maggio in Iraq oltre mille morti | Direttanews.it
I sudditi della repubblica: senza casa e senza speranza
3/6/2013 - Altre67.790 famiglie italiane rischiano di finire in strada. Il ministerodell’Interno ha diffuso i dati sugli sfratti del 2012 che raccontano con lacinica freddezza dei numeri il dramma dell'onda lunga della crisi che stacolpendo duramente chi non ha mai avuto soldi per comprare una casa e ora nonha nemmeno più i mezzi per pagarne l’affitto. E’ il volto degli sfrattati, ilvolto più buio di dodici mesi da paura, tra tasse sulla casa schizzate allestelle e indici di disoccupazione troppo elevati per non denunciare unmalessere profondo. È un esercito di persone, sempre più numeroso ovunque,da Milano a Palermo. Nel 2012 sono stati emessi 67.790 nuovi provvedimenti, il6,18% in più del 2011. Per la prima volta hanno superato la soglia dei 60milagli sfratti per morosità, quelli dovuti alla incapacità di pagare da partedell’inquilino, sono a quota 60.244 e rappresentano l’88,86% delle nuove sentenzeemesse. E questo è ancora nulla perché ancora si devono far sentire gli effettidell’azzeramento del finanziamento del fondo sociale per gli affitti,cancellato per il 2013 con un colpo di mano a sorpresa lo scorso dicembre. Arischio ci sono altre 300 mila famiglie che vanno ad aggiungersi alle centinaiadi migliaia di persone che hanno ricevuto un ordine di lasciare la loro casanegli anni scorsi. (…) Non ci riesce la politica, se non in pochi, limitaticasi (…). Ci riescono sempre meno anche le famiglie, il welfare super-garantitodelle mamme e dei papà che finora hanno tenuto in piedi l’Italia: i tagli allepensioni e le tasse sulle case hanno messo in ginocchio anche loro. (…)
http://www.lastampa.it/2013/06/03/italia/cronache/gli-italiani-in-ginocchio-che-occupano-gli-alloggi-n544elMUjehgX59DbOuCcK/pagina.html

Terroristi islamici in Siria: dai Balcani con furore
3/6/2013 - Sarebbero decine, senon centinaia, i volontari musulmani che hanno lasciato le loro case neiBalcani per unirsi ai guerriglieri siriani che combattono contro Basharal-Assad.
Secondo un’inchiesta del quotidiano elvetico Le Temps infatti svariate decinedi giovani islamici aspiranti combattenti sono partiti da Bosnia-Erzegovina, Kosovo,Albania e Serbia meridionale al fine di arruolarsi tra le file della resistenzasiriana. Raggiungere la Siria dalla penisola balcanica infatti non èparticolarmente complicato: dopo essere arrivati ad Istanbul, i guerriglieri sidirigono verso la città di Antiochia, che si trova nella Turchia meridionalesul confine siriano, dove, con l’aiuto dei ribelli, attraversano il valico diBab al-Hawa, già più volte preso di mira dai bombardamenti delle forzegovernative, ed entrati in Siria possono finalmente arruolarsi tra i ranghi delgruppo di insorti di Jabhat al-Nusra, la succursale locale di al-Qaida. Benchéi numeri riguardanti le partenze per la Siria non siano confermabili è invececerto che il fenomeno è reale; nei loro paesi di origine infatti si ha giànotizia dei primi caduti in combattimento, già elevati al rango di martiridagli estremisti islamici che affollano alcune regioni dei Balcani, come adesempio il Kosovo, e che già in passato si sono resi protagonisti di atrocitàcompiute contro la popolazione civile, specialmente durante la guerra con cuivenne smembrata la Jugoslavia tra il 1991 ed il 1995 e nel biennio ’98-’99proprio in Kosovo. (…) L’incitamento alla guerra santa arriva oggi da internet:è infatti attraverso siti di ispirazione wahabita, un movimento islamicoradicale, che vengono arruolati i nuovi combattenti da inviare in Siria,sostenuti economicamente da donazioni di ricchi islamici residenti nellapenisola balcanica e dal flusso ininterrotto di denaro che arriva dal Qatar. (…)

http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=29385

Democrazia saudita
6/6/2013- Riyadh - Nel regno saudita vige la Sharia e i condannati vengono decapitaticon la sciabola come vuole la legge coranica. Tuttavia, sempre meno personeintraprendono la "carriera" di boia, compito che prevede un duroaddestramento all'uso della spada e sangue freddo. Secondo una circolare deldipartimento di Giustizia le persone in grado di utilizzare la sciabola sonoormai molto poche. Le giurisdizioni si contendono i boia, che spesso compionoviaggi in tutto il Paese per presenziare alle esecuzioni pubbliche, bloccandodi fatto il sistema giudiziario. Per velocizzare le esecuzioni, in aprile ildipartimento di Giustizia ha diffuso una circolare in cui autorizza i tribunalia ricorrere alla fucilazione, specificando che tale modalità non è contraria aiprecetti islamici. La penuria di "boia" non ferma però leesecuzioni in Arabia Saudita. (…) L'Arabia Saudita è l'unico Paese almondo dove la condanna a morte può essere eseguita con la decapitazione inpubblica piazza. La pena capitale nel regno è prevista per icolpevoli di omicidio, rapina a mano armata, stupro e traffico di droga,ma anche per stregoneria e sodomia. Non meno crudeli sono le condanne percrimini minori, come il furto e il reato di opinione, che oltre al carcere,prevedono il taglio della mano o del piede e la fustigazione in piazza. Direcente ha fatto discutere il caso di due uomini, un libanese e un saudita,condannati a sei anni di carcere e 300 frustate per aver spinto una giovaneragazza a convertirsi al cristianesimo.
http://www.asianews.it/notizie-it/Per-il-gran-numero-di-esecuzioni,-in-Arabia-Saudita-mancano-i-boia-28133.html

Siria: distruzione e profanazionedel monastero greco-cattolico di Sant'Elia
7/6/2013 - Beirut - La battagliafra ribelli ed esercito per la conquista di Al-Qusair ha distrutto la città,ridotta ormai a un cumulo di macerie. Degli 30mila abitanti, di cui 3milacristiani, presenti prima dell'inizio della guerra civile, solo 500 restanonelle proprie abitazioni. Dalle immagini diffuse dalla Bbc le vie appaionodeserte. La maggioranza parte delle case e degli edifici pubblici sono crollatisotto i colpi di mortaio, o sono stati trasformati in depositi di armi dallemilizie anti-Assad, che per oltre un anno hanno occupato la città. L'assedionon ha risparmiato nemmeno moschee e chiese, per secoli esempio dellaconvivenza pacifica fra musulmani e cristiani. Diversi edifici ortodossisarebbero state dissacrate dagli stessi ribelli islamici durante la loropermanenza, come confermano alcuni testimoni a Lyse Doucet, inviata della Bbc eprima giornalista straniera ad essere entrata ad Al-Qusair. La corrispondentedell'emittente britannica descrive lo stato di abbandono del santuariogreco-cattolico di S. Elia, simbolo della comunità cristiana locale. In questimesi i ribelli si sono accaniti contro l'edificio, che appare crivellato dicolpi di artiglieria. Sul pavimento giacciono sparsi decine di oggetti diculto. Alle pareti sono ancora appese alcune icone e statue, ma la maggiorparte risulta sfregiata e mutilata, segno di una distruzione pianificata e noncasuale. (…)
http://www.asianews.it/notizie-it/Sulle-chiese-di-Al-Qusair-i-segni-della-guerra-contro-Assad-e-dell'odio-religioso-dei-ribelli-28144.html

Terra Santa: documentario suicristiani palestinesi sopravvissuti al sionismo
Sonopassati sessantacinque anni da quando lo Stato di Israele ha proclamato la suaindipendenza. Sessantacinque anni in cui i Palestinesi celebrano la memoriadella “naqba”, la catastrofe: l’esproprio e l’esilio dalle proprie terre e laperdita della libertà. Un conflitto,quello israelo-palestinese, che ha radici antiche, profonde ed articolate,ma che spesso viene “semplificato” in uno scontro tra ebrei e musulmani. Inrealtà, guardandolo da un punto di vista religioso, c’è un terzo elemento che gioca un ruolo fondamentale nel quadro dellaTerra Santa: i cristiani. Arabi di origini e quindi palestinesi diappartenenza, i discendenti della prima comunità di Cristo, per quanto scarsinel numero (tra l’1% e il 2% dell’intera popolazione), sono assai preziosi. Araccontare la loro storia è “The stones cry out”, docu-film dell’italiana Yasmine Perni. Cresciuta in Mediooriente per il lavoro del padre, la regista e giornalista romana è tornata daqualche anno in Terra Santa. La decisione di raccontare su pellicola la storiadei palestinesi dal punto di vista della minoranza cristiana nasce da unavisita alla Basilica della Natività di Betlemme e dalla riflessione sulla difficile situazione della comunitàche dal quel luogo è nata. Nasce così il film, che si può suddividere nelletappe che delineano il triste percorso di questa terra: dalla Nakba del 1948alla guerra dei sei giorni del 1967, poi la prima Intifada (1987-1988), laseconda Intifada (2000), ed avanti fino ai giorni nostri. Il documentario èsupportato da video storici, documenti ed interviste a testimoni, a personalitàecclesiali che raccontano la propria esperienza.
http://www.tsdtv.it/blog/2013/06/08/il-prezioso-ruolo-dei-cristiani-nel-conflitto-israelo-palestinese/
Trailerdel film: http://www.youtube.com/watch?v=9YyuujIgIZE

Santa Madre Russia
11/62013 - - La Duma (Camera bassadel Parlamento russo) ha passato in ultima lettura la legge che vieta lapropaganda omosessuale tra i minori e che di fatto sanziona comportamentiomosessuali in pubblico. Il tutto mentre venivano fermati sotto il Parlamentooltre 30 attivisti del movimento LGBT, che hanno protestato contro discussionesulla legge che sinora era stata approvata solo a livello locale in alcunecittà.
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20130611_00260_NE.shtml

Bergoglio paragona i"tradizionalisti" ai pelagiani e li irride
12/6/2013- (...) Bergoglio ha poi condiviso con i religiosi, secondo la trascrizione delcolloquio, due «preoccupazioni». Una è la «corrente pelagianache c'è nella Chiesa in questo momento». Un riferimento ad alcuni «gruppirestauratori». «Ne conosco alcuni, mi è capitato di riceverli a Buenos Aires.Uno ha l'impressione di tornare indietro di 60 anni! Prima del Concilio...». IlPapa avrebbe quindi riferito questo episodio: «Quando mi hanno eletto, horicevuto una lettera da uno di questi gruppi e mi dicevano: "Santità, leoffriamo questo tesoro spirituale, 3.525 rosari". Non dicono preghiamo perlei, chiediamo... ma questo tenere una contabilità...».
http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/gay-gay-gay-francesco-francis-francisco-25578/

“Mache disastro, io mi maledico, ho scelto te - un rabbino - per amico”
12/6/2013- Tra i presenti all’udienza generale di oggi, anche un gruppo di ebrei ecristiani che in questi giorni partecipano, a Castel Gandolfo, a un incontroper l’approfondimento della dimensione spirituale del dialogo, organizzato dalMovimento dei Focolari. Tra loro, anche il rabbino Abraham Skorka, responsabiledel Seminario rabbinico latinoamericano di Buenos Aires. Adriana Masotti gli hachiesto di raccontare qualcosa sull’amicizia che lo lega a Papa Francesco,un’amicizia nata fin da quando il Pontefice era arcivescovo della capitaleargentina:
R. – Es una amistad muyfuerte...
E’ un’amicizia moltoforte, è un’amicizia molto sincera, è un’amicizia dove, a livello personale, sivuole dare insieme, offrire un messaggio per la comunità di Buenos Aires e, inultimo, per l’umanità in generale: un messaggio di dialogo, un messaggio diricerca di conoscenza, di elevazione spirituale per il fatto di camminareinsieme. Non è stata una casualità che abbiamo scritto un libro di dialogoinsieme, né è stata una casualità che abbiamo registrato 30 programmi per ilcanale dell’arcivescovato. (…)
http://www.news.va/it/news/il-rabbino-skorka-racconta-la-sua-amicizia-con-pap

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http://federiciblog.altervista.org/
http://www.centrostudifederici.org/