Successo a un collega di una ditta per la quale lavoravo qualche tempo fa.
Un taxi urta una macchina parcheggiata, il taxi fugge, un vicino di casa vede l'accaduto e riesce a notarsi il numero della targa solo parzialmente. Il proprietario della macchina parcheggiata al momento non era a casa.
Il giorno successivo il vicino lo trova, gli riporta l'accaduto. Il proprietario della macchina va in questura a sporgere denuncia.
Il poliziotto guarda nel suo computer dove ha accesso al registro della motorizzazione in tempo reale, quante macchine ci sono che corrispondo al numero di targa forniti e quanti di questi sono registrati come taxi, il computer da un solo risultato, il taxi del mio collega (che ho guidato anch'io).
Situazione apparentemente chiara, il procuratore chiede l'emissione di un decreto penale, che il giudice firma senza pensarci due volte e senza ulteriori indagini.
Patente revocata e confiscata sul momento e 30 giorni di galera (oppure 900€ di sanzione) per il collega.
Il decreto penale viene semplicemente recapitato nella cassetta delle lettera, senza raccomandata e se non si fa ricorso entro 2 settimane presso il tribunale, vale quanto una sentenza definitiva.
Il mio collega si ritrova da un giorno all'altro disoccupato, con il blocco di 3 mesi per il sussidio di disoccupazione perché "colpevole" della perdita del lavoro, prende un avvocato.
L'avvocato indaga presso la motorizzazione e fa domanda su quanti taxi erano registrati col quel numero di targa, quando si è verificato l'incidente e non quando è stata esposta la denuncia e guarda un po' i taxi erano due.
Il responsabile dell'incidente si è recato subito dopo alla motorizzazione a far cancellare il taxi dal registro, il taxi è stato successivamente anche trovato in un garage del proprietario, senza targa e con i segni dell'incidente.
Il mio collega non ha potuto lavorare per 4 mesi, non ha subito nessun risarcimento, tranne le spese affrontate per avvocato ecc.
Adesso ditemi se non è da spaccare la testa al giudice e a cassa cranica aperta, la si ricuce e lo si rimette a posto con l'aiuto di un medico, solo per potergliela rompere ancora una volta e questo lo si ripete finchè non muore di morte naturale. Poi lo si seppelisce anonimamente sotto un cesso pubblico.




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