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    Ghibellino
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    Predefinito Intervista a Renato Del Ponte

    a cura di Luca Valentini


    1)Professor Renato Del Ponte, è universalmente riconosciuta la sua vicinanza, sia a livello personale sia tramite Arthos, storica rivista da Lei diretta sin dal lontano 1972, alla figura di Julius Evola, la cui attualità è spesso messa in discussione, da ambienti diversi. Quale è il suo pensiero in proposito?


    Ovviamente non concordo sull’inattualità, al contrario l’attualità degli insegnamenti di Evola consistono soprattutto nell’avere previsto – e analizzato nei particolari – con grande anticipo sui tempi, le caratteristiche della crisi attuale – sintomatica la sua nota definizione “demonia dell’economia” –, la quale non è peraltro, di sola natura economica, ma investe una disamina più organica delle fenomenologie globali del mondo moderno ed oltre; copre, cioè, tutti i piani dell’esistenza, ed è soprattutto di natura “spirituale”. E’ lì che va colta l’origine di tutto il male ed è lì che Evola pone i suoi distinguo e le possibili terapie. Pubblicata per la prima volta nel 1961 (ma concepita assai prima) Cavalcare la Tigre, opera non ben compresa nella sua portata sino a pochi anni fa, ora (e dovrei dire “purtroppo”) fa sentire nella sua immediatezza i reali termini del dilemma della crisi contemporanea e le sue possibili e difficili soluzioni. Ma esse possono nascere solo dal cuore dell’uomo e dal suo necessario “risveglio”.



    <>2)

    La maggior parte della mia produzione pubblicistica ha come lievito spirituale la lettura e l’approfondimento del pensiero di Evola, ma, almeno in apparenza, essa vi fa assai raramente riferimento diretto. Tuttavia, il libro mio ultimo (uscito nel Maggio 2012), che si intitola Nella Terra del Drago. Note insolite di viaggio nel Regno del Bhutan (Edizioni del Tridente, Treviso), recensito anche dal “Corriere della Sera” e dal “Foglio”, pur se Evola vi è citato solo una volta, ispirandosi, nella descrizione di certi asceti himalayani, alla evoliana Dottrina del Risveglio o, forse, anche allo Yoga o, piuttosto, a L’Uomo come Potenza, si specchia nelle riflessioni sul Buddhismo tantrico care al primo e all’ultimo Evola. Riflessioni che (e in questo mi ripeto) sfoceranno, guarda caso, in Cavalcare la Tigre: una espressione ricavata proprio da un concetto estremo orientale.



    <>3)<>4)




    Delle Edizioni Arŷa sono il principale collaboratore, nonché ispiratore d’iniziative. Fra le pubblicazioni più recenti ricordo il n°21 della nuova serie di “Arthos”, che festeggia il quarantennale della sua nascita con scritti improntati alla speciale occasione e contributi di saggisti di vaglia sul mondo dell’antico simbolismo. “Arthos” sorge come rivista di studi tradizionali a tutto tondo, dal momento che vi collaborano anche amici cattolici, buddhisti e agnostici (s’intende: non atei…) o, in ogni caso, chiunque vi può scrivere che faccia riferimento all’idea di Tradizione. E vorrei ricordare che era proprio questo lo spirito che animava l’antica romanità, quella di un Quinto Aurelio Simmaco, il quale, nel rispetto e nell’osservanza delle proprie tradizioni, invitava chi non la pensasse come lui ad osservare la volta stellata, che tutti ci racchiude e a tutti è comune. Per le Edizioni Arŷa è uscita nel 2012 l’importante raccolta di saggi evoliani Scritti sulla Massoneria volgare e profana(2° edizione accresciuta con molte appendici) ed entro il Giugno 2013 pubblicheremo (sempre a mia cura) una raccolta di lettere inedite di Adriano Romualdi ad un amico (1967-1971), corredata di documenti e appendici. E’ chiaro che questo testo (introdotto da Alberto Lombardo) avrà un carattere, oltre che storico, metapolitico.



    <>5)

    A nome del M.T.R. (Movimento Tradizionalista Romano) ho partecipato nell’Agosto 2010 al Congresso Internazionale del WCER, svoltosi proprio in Italia, a Bologna, e debbo evidenziare come la situazione generale non sia propriamente entusiasmante. Ognuno si muove su linee diverse perché diversa è la situazione culturale, storica e religiosa dei singoli paesi. Pochi sono i tratti comuni, anche se è possibile un’intesa di massima. Molto meglio della Grecia vedo i Paesi Baltici, come Lituania e Lettonia, e persino slavi (Ucraina e Russia). Vorrei ricordarle che non sono i numeri che contano, ma la preparazione culturale e il livello spirituali di ciascuno: è la qualificazione che conta e, in genere, siamo ad un livello piuttosto basso. In Italia, poi, a tacere di certe deprecabili frange “stregonesche” operanti soprattutto nel Veneto, e che squalificano tutto un ambiente, dopo alcune premesse che parevano buone, la situazione ha subìto ultimamente un’involuzione, anziché svilupparsi e questo per il ben noto difetto nazionale: l’individualismo sfrenato e il pressapochismo. Certe porte che sembravano aprirsi si stanno chiudendo. Pauci optimi conservano tuttavia le linee portanti di una Tradizione che, nonostante tutto, è destinata a perpetuarsi anche nei nostri tempi che, come si è detto, sono sempre più difficili.


    <>6)

    Mi pare che i lavori di Andrea Carandini (suffragati da importanti scoperte archeologiche) dimostrino proprio il contrario per Romolo. Non così la pensa Carandini per Enea, ma il complesso cultuale di Lavinio e altre importanti scoperte e studi portano a differenti risultati. Certamente non si potrà mai trovare una “prova provata” definitiva di quanto affermo, ma vi siamo molto vicini, soprattutto per Romolo. Una disciplina poco frequentata, ma utile per un approccio corretto al problema è quella del diritto sacro romano, dal momento che tutti i documenti rimastici (purtroppo assai scarsi) di quanto concerne il diritto della religione romana rimandano ad un’antichità remota e sono quanto di più serio e autentico la stessa antichità ci abbia trasmesso. E’ per questo motivo che me ne sono più volte occupato in numerosi interventi tenuti in Campidoglio dal 2001 al 2011, nella fausta occasione del Natale di Roma e in libri come La Città degli Déi (Ecig, Genova 2003) e “Favete Linguis!” (Arŷa, Genova 2010) o Ambrosiae Pocula (Il Tridente, Treviso 2011).


    <>7)<>8) come il nome di tale repellente individuo possa figurare nell’ambito di questa intervista. Differente è il discorso per Valerio M. Manfredi, che ho anche conosciuto di persona. Si tratta di uno stimato docente di Storia Classica e un abile narratore di tradizioni a noi care. E’ giusto che abbia avuto un successo (e molto denaro…) coi suoi romanzi e con un film derivato da uno di questi. Ma posso dire che dal punto di vista che a noi interessa, cioè quello tradizionale, tutto si ferma qui, perché anche questo autore fuoriesce (e di gran lunga) da quello che dovrebbe essere il nostro orizzonte.



    <>9)

    Mentre a Roma il ex-sindaco filoisraeliano Alemanno, già seguace di Rauti e consorte di sua figlia (ultra integralista cattolica esaltatrice dei briganti borbonici) ha celebrato a modo suo la farsa di un 21 Aprile da operetta, esiste però chi ancora si premura di seguire le antiche tradizioni. E a questo punto, in mezzo a tanto pessimismo, voglio fornire una nota di speranza. Finché ci sarà in Italia un solo abitante del sacro suolo in grado di celebrare – secondo il giusto rito e con animo puro – la santa ricorrenza del Dies natalis Urbis Romae o, altrimenti detta, la festa delle Palilia (e con essa tutte le principali ricorrenze del Kalendarium) – ed io posso affermare che ciò si verifica in più di un focolare di gens italica – non tutto potrà essere perduto sul sacro suolo della Terra Italia.




    <>10)<>11)

    Certamente quella “decadenza umana ed etica” di cui Lei parla si è manifestata in alcune personalità “minori” dell’ambiente, dal momento che (e questo è opportuno sottolinearlo) il MTR non è nato da una realtà univoca, ma è frutto storico di tre differenti componenti con approcci e pratiche diverse e che solo in parte hanno col tempo acquisito iniziative comunitarie, soprattutto nell’organizzazione pratica. E’ pure possibile che una certa pratica “esterna” cultuale, non bene intesa, abbia peggiorato le cose. Ma posso garantire che per quanto riguarda la componente, a cuisin dall’origine, mi riferisco (attiva da oltre quarant’anni), fenomeni del genere non si sono manifestati. E in quanto alla cosiddetta “legittima trasmissione spirituale”, non stiamo parlando qui di pratiche di tipo iniziatico, ma di altro genere e su cui non possiamo qui soffermarci. Per quanto concerne la Tradizione Romana, vorrei proprio sapere chi oggi (salvo forse qualche “ guenoniano” in mala fede) possa dare giudizi del genere e in base a quali sue pretese di “legittimità” spirituale.



    <>12) Infine, entrando nel merito e nel tecnico, ricordando il pericolo paventato da Piero Fenili su Politica Romana circa la formazione di larve psichiche a seguito di certe ritualità pagane, ma anche l’utilizzo da parte di compiante personalità storiche del tradizionalismo romano come Salvatore Ruta e Gianfranco Barbera di una sorta di ascesi ausiliaria, spesso associata alle tecniche descritte in Ur o alle meditazioni di uno Scaligero, ritiene sia necessario – anche non dimenticando diversi casi di dissociazione psichica avvenuti in un certo neopaganesimo ultramoderno – un percorso di rettificazione e di centramento animico e sottile, che accompagni la pratica cultuale gentilizia? La ringraziamo del tempo che ha dedicato ad Ereticamente.


    Forse Piero Fenili (che molto bene ho conosciuto) parla di esperienze di cui lui ha fatto direttamente prova quando ebbe frequentato (per un certo tempo) il “Gruppo dei Dioscuri”, molti componenti del quale (è cosa assai nota), se non perirono tragicamente, finirono in un vortice psichico. Sono al corrente solo in minima parte delle pratiche un tempo in uso nel Gruppo interno di Salvatore Ruta (peraltro sempre da me molto stimato), pratiche che tuttavia non hanno riguardato né me né componenti della Gens Pico – Martia. Gianfranco Barbera neanche so chi sia o sia stato…Si, ritengo utile e necessario quel percorso di rettificazione a cui Lei accenna, ma posso assicurare che il MTR che io conosco è sempre stato ben lontano da qualsivoglia pratica di deteriore spiritualismo, poiché la Tradizione Romana, nella sua essenzialità, esige estrema chiarezza di gesti e di operazioni e soprattutto (e qui credo di ripetermi) assoluta purezza d’animo e di intenti

    EreticaMente: Intervista a Renato Del Ponte per Ereticamente
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

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  2. #2
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Un copia-e-incolla completo no?

    Poi, che atteggiamento è:
    In Italia, poi, a tacere di certe deprecabili frange “stregonesche” operanti soprattutto nel Veneto, e che squalificano tutto un ambiente, dopo alcune premesse che parevano buone, la situazione ha subìto ultimamente un’involuzione, anziché svilupparsi e questo per il ben noto difetto nazionale: l’individualismo sfrenato e il pressapochismo.
    "a tacere". E intanto ne parla, e ne dice male.. ..

    Gianfranco Barbera neanche so chi sia o sia stato
    Ultima modifica di Cirilletto; 18-06-13 alle 06:01
    La sua innata benevolenza nei confronti delle persone avrebbe fatto in modo di derivare la sua naturale accondiscendenza come decisione.

  3. #3
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Citazione Originariamente Scritto da Cirilletto Visualizza Messaggio
    Un copia-e-incolla completo no?

    Poi, che atteggiamento è:
    "a tacere". E intanto ne parla, e ne dice male.. ..
    Se vuoi postare "meglio" del sottoscritto sei il benvenuto.
    Riguardo agli "stregoni" veneti si riferisce ovviamente a Simeoni e alla sua Federazione Pagana e non posso dar torto a Del Ponte anche se, pur con tutto il rispetto per il professore, non mi trova molto d'accordo una certa "spocchia" intellettuale tipica di un paganesimo elitario.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Se vuoi postare "meglio" del sottoscritto sei il benvenuto.
    Non capivo se il cutup sia voluto o meno, ma mi sembra che postare l'intervista completa l'avrebbe resa più leggibile.
    Comunque no, non avrei postato l'intervista a del Ponte.

    Riguardo agli "stregoni" veneti si riferisce ovviamente a Simeoni e alla sua Federazione Pagana e non posso dar torto a Del Ponte anche se, pur con tutto il rispetto per il professore, non mi trova molto d'accordo una certa "spocchia" intellettuale tipica di un paganesimo elitario.
    Uno può avere cento ragioni per essere in disaccordo con Simeoni o Barbera, ci mancherebbe, però c'è modo e modo di esprimerle.. ..mi pare una caduta di stile, ecco.
    La sua innata benevolenza nei confronti delle persone avrebbe fatto in modo di derivare la sua naturale accondiscendenza come decisione.

  5. #5
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Citazione Originariamente Scritto da Cirilletto Visualizza Messaggio
    Non capivo se il cutup sia voluto o meno, ma mi sembra che postare l'intervista completa l'avrebbe resa più leggibile.
    Comunque no, non avrei postato l'intervista a del Ponte.


    Uno può avere cento ragioni per essere in disaccordo con Simeoni o Barbera, ci mancherebbe, però c'è modo e modo di esprimerle.. ..mi pare una caduta di stile, ecco.
    No no è io che sono "imbranato"..............

    Riguardo alle intervisti e agli articoli postati non sempre si condividono ma sono fatti, da parte mia, per avviare delle discussioni.
    Riguardo a Simeoni non nascondo una certa mia diffidenza ma senza preclusione e sempre pronto a cambiare idea. Un certo paganesimo "elitario" non mi appartiene.
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Tipico. Verso un'intervista ricca di spunti ci si limita solo a fare polemica.

  7. #7
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Citazione Originariamente Scritto da Carlos Wieder Visualizza Messaggio
    Tipico. Verso un'intervista ricca di spunti ci si limita solo a fare polemica.
    Citazione Originariamente Scritto da Cirilletto Visualizza Messaggio
    non avrei postato l'intervista a del Ponte.
    Non ci sarebbe stata alcuna "polemica".
    La sua innata benevolenza nei confronti delle persone avrebbe fatto in modo di derivare la sua naturale accondiscendenza come decisione.

  8. #8
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Metodo interessante. Non si polemizza solo a condizione di eliminare alla radice l'oggetto della polemica. cvd

  9. #9
    Vagabondo del karma
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Forse mi esprimo in maniera troppo stringata, e questo potrebbe portare a dei fraintendimenti.

    Non avrei postato l'intervista non in quanto intervista a del Ponte (che non conosco personalmente e contro cui non ho nulla) ma proprio perché contiene -a mio avviso- un caduta di stile da parte del professore.
    Ripeto, uno può avere tanti motivi per trovarsi in disaccordo con Tizio e/o con Caio, ma credo che la diversità di vedute non giustifichi la mancanza di rispetto, e Tizio e Caio non vadano liquidati con
    squalificano tutto un ambiente
    o
    neanche so chi sia o sia stato
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  10. #10
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    Predefinito Re: Intervista a Renato Del Ponte

    Citazione Originariamente Scritto da Cirilletto Visualizza Messaggio
    Forse mi esprimo in maniera troppo stringata, e questo potrebbe portare a dei fraintendimenti.

    Non avrei postato l'intervista non in quanto intervista a del Ponte (che non conosco personalmente e contro cui non ho nulla) ma proprio perché contiene -a mio avviso- un caduta di stile da parte del professore.
    Ripeto, uno può avere tanti motivi per trovarsi in disaccordo con Tizio e/o con Caio, ma credo che la diversità di vedute non giustifichi la mancanza di rispetto, e Tizio e Caio non vadano liquidati con o
    Del Ponte è una delle figure più autorevoli e di lungo periodo del 'paganesimo' in Italia, e l'intervista è ricca di spunti. Se per te basta quel punto per squalificarla, che dire. Il solito personalismo che trionfa su tutto e tutti. Altro che paganesimo...

 

 
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