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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Se i parassiti clandestini si lamentano, chi li mantiene cosa dovrebbe fare?

    Scontri a torino, milano, lamezia e gorizia

    Immigrazione, scatta la rivolta nei Cie
    La protesta contro le norme del pacchetto sicurezza


    Tra materassi bruciati e sciopero della fame

    Immigrazione, scatta la rivolta nei Cie - Corriere della Sera

    MILANO- Da Torino a Lamezia. Da Milano a Gorizia. Il passo della rivolta è breve. Materassi bruciati, sciopero della fame, lanci di oggetti. Così in quattro su 13 Centri di identificazione ed espulsione scatta la protesta. Gli immigrati puntano il dito contro le nuove norme del pacchetto sicurezza. Secondo la legge i clandestini possono essere trattenuti in questi centri fino a un massimo di 180 giorni. E loro no, non ci stanno.

    LE RIVOLTE - Quindi al via i disordini. Una sommossa cominciata a Gorizia il fine settimana scorso, continuata a Milano e Torino giovedì notte per poi approdare a Lamezia venerdì. La rivolta contagia gli immigrati che distruggono gli edifici. Sotto la Madonnina 14 persone sono state arrestate a causa degli scontri con le forze dell'ordine. Il centro di via Corelli è stato devastato tanto da rendere necessario trasferimento di una cinquantina di clandestini. A Torino una sessantina di uomini hanno divelto porte, bruciato i materassi e distrutto i letti. Poi è stato cominciato lo sciopero della fame. Mentre a Lamezia in 45 hanno appiccato un incendio. Quattro stranieri sono stati identificati come i promotori della protesta.

    LA LEGGE- Nel mirino delle rivolte ci sono le nuove normative approvate con il pacchetto sicurezza. La legge modifica il testo unico sull'immigrazione (decreto legislativo 286 del 25 luglio 1998), nel punto in cui indica che la convalida dell'espulsione comporta la permanenza dell'immigrato nel Centro per 30 giorni, prorogabili per ulteriori 30. Trascorso questo termine il questore fino a 120 giorni. Insomma una permanenza che può durare fino a sei mesi. E loro no, non ci stanno.

    14 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Se i parassiti clandestini si lamentano, chi li mantiene cosa dovrebbe fare?

    Cie, 14 arresti dopo la notte di proteste

    Alcuni immigrati hanno dato fuoco a materassi, rotto suppellettili, vetri e lanciato oggetti alle forze dell'ordine

    Cie, 14 arresti dopo la notte di proteste - Milano

    MILANO - Dopo le proteste, gli incendi e i danneggiamenti, arrivano gli arresti. È stata una vera rivolta quella avvenuta giovedì sera nel Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli, dopo le proteste del pomeriggio. Alla fine di una lunga nottata di tensione, senza però feriti gravi, la polizia ha arrestato 14 stranieri. Tutto è cominciato intorno all'ora di cena, quando alcuni immigrati hanno dato fuoco a materassi, distrutto suppellettili, vetri e lanciato oggetti contro le forze dell'ordine. Le accuse nei confronti degli arrestati (quattro nigeriane, una cittadina del Gambia, quattro marocchini, tre algerini, un ivoriano e un tunisino) sono di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e incendio doloso.

    GIORNATA DI TENSIONE - Tra agenti e carabinieri intervenuti per sedare i tumulti ci sono una ventina tra feriti leggeri e contusi. Gli incidenti sono cominciati intorno alle 19.30 quando, nel settore femminile, un gruppo di nigeriane ha cominciato a istigare altri stranieri e insieme hanno staccato dei termosifoni, rompendo panche e lanciando oggetti e pietre contro il personale del centro. Altri pezzi di materiale divelto sono stati lanciati sopra i tetti e presto la rivolta ha coinvolto altri due settori maschili, dove sono stati rotti altri vetri e tutte le suppellettili sono state gettate nel cortile e incendiate insieme ai materassi. Secondo la Questura, la rivolta sarebbe conseguenza del disappunto generale tra gli immigrati dopo che, giovedì, è stato notificato a 15 extracomunitari trattenuti nel Cie un decreto di prolungamento del trattenimento in base alle nuove norme sulla sicurezza. Intorno a mezzanotte, quando già la polizia era intervenuta in forze per sedare i tumulti, davanti al centro sono arrivati diversi esponenti dei centri sociali, che hanno urlato slogan contro le leggi sull'immigrazione e contro la polizia. La manifestazione è stata assolutamente pacifica e non ci sono state nuove tensioni.

    14 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Se i parassiti clandestini si lamentano, chi li mantiene cosa dovrebbe fare?

    Focus / Come cambia il continente

    Quando l’Europa si scoprirà musulmana

    Oggi gli islamici sono il 5 per cento della popolazione Entro il 2050 saranno uno su cinque. Il caso tedesco


    Quando l’Europa si scoprirà musulmana - Corriere della Sera

    BERLINO — Domenica d’agosto al Görlitzer Park, quartiere «alternativo» di Kreuzberg: giovani coppie con pargoli in carrozzina, gruppi di ragazzi tra musica tecno e birre, famiglie intorno ai barbecue. Würstel e bistecche sfrigolano sulla brace; qualcuno fa le cose decisamente in grande, sullo spiedo gira un animale intero. Non un maialino, ma una pecora. Donne con il velo, bambini dai capelli scurissimi, sonorità mediorientali.

    Che Berlino sia tra le città tedesche con la presenza più consistente di musulmani non è una novità: chiunque sia passato dalle parti di Checkpoint Charlie sa che da lì in poi si spalancano le porte di Kreuzberg, culla storica del punk rock teutonico e ufficiosa (ma non troppo) capitale della comunità turca. Che, a sua volta, costituisce la fetta più consistente dell’islam nel Paese.

    Quello che nemmeno i tedeschi sapevano, però, è che i conti potrebbero non tornare. Fino a giugno le stime ufficiali calcolavano una presenza musulmana variabile dai 3,1 ai 3,4 milioni. Poi il ministero degli Interni ha diffuso un’indagine in base alla quale in Germania vivrebbero tra i 3,8 e i 4,3 milioni di fedeli islamici; oltre il 5% della popolazione. Nel 1945 erano 6.000, nel 1971 250.000, nell’81 un milione e 700 mila.

    Una tendenza, quella confermata dai dati tedeschi, che è ormai condivisa da buona parte dell’Europa, e alla quale il Daily Telegraph ha di recente dedicato un approfondimento dal titolo allarmistico: «Europa musulmana, la bomba demografica a orologeria che sta trasformando il nostro continente ».

    Qualche cifra: la popolazione musulmana nell’Unione è più che raddoppiata nell’ultimo trentennio e raddoppierà di nuovo entro il 2015. Secondo l’Istituto per le politiche migratorie degli Stati Uniti, nel 2050 sarà di fede islamica un cittadino europeo ogni cinque. E per l’economista Karoly Loran, autore di uno studio commissionato dal Parlamento europeo, è già musulmano il 25% degli abitanti di Marsiglia e Rotterdam, il 20% di quelli di Malmö, il 10% dei parigini e dei londinesi.

    Il sociologo Marzio Barbagli, da anni impegnato nello studio dei fenomeni migratori, conferma: «Nel suo ultimo libro, Reflections on the devolution in Europe, Christopher Caldwell calcola che nella Ue ci siano complessivamente 15 milioni di musulmani: soprattutto in Francia, Germania e Gran Bretagna. In maniera documentata, abbraccia la tesi allarmata fatta propria da altri studiosi e giornalisti, tra cui Oriana Fallaci».

    Una tesi simile a quella sostenuta qualche anno fa dallo storico e orientalista Bernard Lewis, per il quale nell’arco di 50-80 anni l’Europa sarebbe diventata un Paese arabo. «Alla base — spiega Barbagli — c’è il concetto per cui la religione islamica finirà per prevalere su quella cristiana, perché gli europei sono ormai secolarizzati, tolleranti, relativisti, sempre più incerti dal punto di vista dei valori». Una lettura da cui il sociologo dissente: «Ci sono, al contrario, esperienze storiche che fanno pensare come, pur avendo caratteristiche particolari, i valori di questa religione finiranno per subire le stesse trasformazioni vissute dal cristianesimo ».

    I musulmani, a contatto con la cultura europea, andrebbero a loro volta incontro a un mutamento. «Ad esempio sulla fecondità: mettono al mondo più figli, è vero, ma la forbice si sta fortemente riducendo». Barbagli ricorda un’indagine da lui svolta in Emilia Romagna, «sui bambini nati in Italia da famiglie musulmane: ebbene, quanto più tempo avevano passato nel nostro Paese, tanto meno era probabile che frequentassero i luoghi di culto dell’islam. Il processo è lento, a volte impercettibile, ma avviene».

    E i dati tedeschi lo dimostrano: se solo il 4% dei musulmani interpellati nel corso dell’inchiesta si dichiara «per nulla religioso», il velo (tra i punti più spinosi del dibattito sull’integrazione) non viene mai indossato dal 69% delle musulmane di prima generazione e dal 70,7% di quelle di seconda; la quasi totalità degli studenti frequenta sia le classi miste di educazione fisica che le ore di educazione sessuale.

    Il quadro, insomma, sembra decisamente più roseo di quanto farebbero intendere le invocazioni alla jihad risuonate nei giorni scorsi al processo contro il «gruppo della Sauerland», la presunta cellula terrorista islamica guidata dal tedesco convertito — in Germania, già nel 2006 erano 14.300 — Fritz Gelowicz. Buone notizie arrivano anche (nonostante alcune polemiche interne) dalla Conferenza sull’islam creata nel 2006 per facilitare il dialogo tra governo e comunità musulmana: «L’islam—così il ministro degli Interni Wolfgang Schäuble (Cdu) — è ormai da tempo parte integrante del nostro Paese». Una dichiarazione che, per la portavoce del Consiglio centrale dei musulmani in Germania (e membro della Conferenza) Nurhan Sokyan, «ha smosso la coscienza di molti, anche tra i musulmani. Io stessa sono diventata più consapevole del fatto che, come parte della Germania, abbiamo il dovere di impegnarci».

    E così, i 30 delegati—metà di nomina governativa, metà scelti tra le varie associazioni presenti sul territorio o tra i «liberi battitori» dell’islam tedesco, sia laico che religioso—proseguono nel loro faticoso cammino verso l’integrazione: la formazione di imam e insegnanti entro i confini tedeschi, la costruzione (e il controllo) delle moschee, gli spazi per le sepolture… «Perché il problema vero — conclude Barbagli — non è l’islam, ma appunto il modello di integrazione. Il rischio è che si ripeta quanto accaduto a Parigi nel 2005, con la rivolta delle banlieues: giovani con la nazionalità francese, stessi diritti (sulla carta) dei loro coetanei, in realtà bloccati dal punto di vista della mobilità sociale. Ecco, questo potrebbe accadere ancora, anche nella stessa Germania. Ma le differenze religiose, qui, non c’entrano più».

    Gabriela Jacomella

    13 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Se i parassiti clandestini si lamentano, chi li mantiene cosa dovrebbe fare?

    Cie di Torino, notte di disordini
    La Croce Rossa: «C'è una regia»


    Gli ospiti stranieri protestano contro le nuove norme sulla sicurezza. Nei giorni scorsi le rivolte negli altri centri

    Cie di Torino, notte di disordini La Croce Rossa: «C'è una regia» - Corriere della Sera

    TORINO - Una notte di disordini. Non si ferma la protesta nel Centro di identificazione ed espulsione di Torino. Anche qui, come in altri Cie, gli ospiti stranieri contestano l'entrata in vigore delle norme sulla sicurezza che allungano i termini di permanenza degli immigrati da 60 a 180 giorni. Nella struttura inaugurata nel 1999 in corso Brunelleschi, alcuni ospiti stranieri sono saliti sul tetto delle palazzine alloggi. Altri hanno divelto una porta interna, che hanno poi smontato per ricavarne alcune sbarre di metallo. L'intervento della polizia è stato immediato: in pochi minuti l'area è stata messa in sicurezza. Recuperati anche i bastoni. Quasi in contemporanea uno straniero è salito sul tetto di una palazzina, autolesionandosi alle braccia e alle gambe. Un gesto imitato, intorno alle 3, da un altro gruppetto di trattenuti, che per alcuni minuti sono saliti sul tetto della palazzina mensa.

    LA CROCE ROSSA - Secondo il commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, il sovraffollamento dei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) «non è una novità. È una realtà. E c'era anche prima del pacchetto sicurezza. Mi rimane però difficile non pensare - afferma - che le proteste di questi ultimi giorni non abbiano una regia visto che avvengono contemporaneamente». «Sicuramente - aggiunge all'Ansa - queste proteste sono collegate fra loro. Del resto, le persone hanno i cellulari e possono avere contatti con l'esterno. È ovvio che stare in questi centri non deve essere facile. C'è un dato oggettivo: le persone non possono disporre della loro libertà. Che non possano uscire è un dato di fatto». La presenza della Cri nei Cie è stata più volte contestata. «Sono critiche fuori luogo. A me non interessa l'aspetto politico della questione - ha osservato Rocca - ma la massima assistenza umanitaria che riusciamo a fornire nelle strutture. A me interessa che di fronte ad una necessità legata ai diritti umanitari ed alla protezione umanitaria, il nostro intervento sia efficace e pronto. Gli operatori della Cri sono i latori di un diritto e si adoperano perché i centri siano il più vivibile possibile, nel rispetto e nello spirito dei principi della Croce Rossa. Ecco perché la nostra presenza è essenziale nei Cie e permette il rispetto dei diritti umani».

    15 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Se i parassiti clandestini si lamentano, chi li mantiene cosa dovrebbe fare?

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Cie di Torino, notte di disordini
    La Croce Rossa: «C'è una regia»


    Gli ospiti stranieri protestano contro le nuove norme sulla sicurezza. Nei giorni scorsi le rivolte negli altri centri

    Cie di Torino, notte di disordini La Croce Rossa: «C'è una regia» - Corriere della Sera


    15 agosto 2009
    Effettivamente vi è una regia.

    Adesso si è fatta la legge contro l'immigrazione.
    Tutti a battere le mani alla lega.

    Ma tutti questi arrestati dove li mettono?.

    Nascono disordini, tutti nel medesimo giorno.
    La gente si spaventa ed allora il problema si risolve accettandoli tutti.

    La lega imprecherà ma salverà la faccia, e la globalizzazione ringrazia.

    Si minaccerà che da quei centri può nascere una rivolta ed allora bisogna perdonare tutti.

    Mille manfrine vengono fate dalla compagnia partitocratica di teatro che da lavoro a tutti i politici, però nessuna spiega come mandare molti extracomunitari non integrati a casa?.

    Provocazione per provocazione , perché non paghiamo tutti i politici per un certo periodo, aboliamo le province, comunità montane, enti inutili e con i denari incominciamo a pagare i viaggi aerei?.

    Poi un giorno bisognerà promulgare la legge di correità politica e relativi pignoramenti. Ma adesso è ancora presto.

 

 

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