LE PIRAMIDI DI MONTEVECCHIA (Lecco)

Circa 30 km a nord di Milano s’incontrano le colline di Montevecchia in provincia di Lecco.
Colline coperta da fitti baschi e che fanno parte del Parco Regionale denominato appunto di "Montevecchia e della Valle del Curone" ed istituito nel 1980 per salvaguardare, tra l’altro, i valori archeologici dell’area.
In mezzo ai boschi del parco abbiamo testimonianze uniche
In questa zona infatti si è trovato, tra l'altro, il più antico insediamento dell'intera Lombardia del popolo di Neanderthal, risalente a 62.000 a.c. (per altre località in cui sono presenti le loro tracce vi consiglio di visitare Angera o se preferite un viaggio tra leggende, fantasia e storia, andate a Lagopesole).
Ritornando a Montevecchia, la zona è ricchissima dal lato archeologico e la sua pecularità risiede nel riscontro di un'interrotta presenza umana da 60.000 anni fa ad oggi.
Qui in mezzo ai boschi si possono trovare le testimonianze di tutte le popolazioni che si sono avvicendati su questi territori, forse anche perché nella vegetazione e nell’ ambiente favorevole si è conservato ciò che in altri luoghi l’uomo e la sua presenza hanno distrutto.
Ed allora andate a scoprire la storia e la mitologia che hanno attraversato questi luoghi discendendo nel tempo dall'epoca barocca a quella medievale, dalle fastose e ricche testimonianze Romane a quelle degli Etruschi, dai Celti dell'Età del ferro a ..... TRE PIRAMIDI di età ancora da definire.
Si proprio piramidi che fino a poco tempo fa sono sfuggite alle rilevazioni effettuate nella zona.
Stiamo parlando della zona all'interno del perimetro del parco che interessa un costone collinare posto dietro la collina di Montevecchia.
In un'epoca imprecisata, ma databile oltre il 4000 / 4500 avanti cristo, le colline sono state modellate, con un’opera imponente di asportazione di centinaia di tonnellate di roccia, fino a realizzare un complesso di tre piramidi, ed ancor più incredibilmente, disponendole con le stesse proporzioni che hanno le più famose piramidi egiziane di Giza.
Come nota il professor Di Gregorio, la disposizione pressoché rettilinea delle tre piramidi brianzole richiama esattamente la disposizione delle tre stelle centrali (la cosiddetta cintura) della costellazione di Orione, replicata nelle ben più celebri piramidi egizie della Piana di Giza, ovvero Cheope, Chefren e Micerino.
Incredibile la visione che sarebbe stata possibile alla fine dei grandiosi lavori effettuati: tre piramidi di nuda roccia che spiccano sulla vegetazione sottostante.
Fantastiche queste piramidi di Giza in Brianza, copie di quelle più famose ? o viceversa ?
Replicate dalle originali di Giza, qualcuno che ipotizza siano state realizzate con strumenti e tecniche al di fuori dell’epoca, si azzarda ad immaginare la possibilità di un supporto visivo-progettuale dall’alto del cielo.
Questa ipotesi, come potete facilmente immaginare, entusiasmò e catturò immediatamente l’interesse degli ufologi, degli amanti del mistero.
Certo che questa zona di Brianza, la valle del Curone, conta i più antichi insediamenti umani della Lombardia (alla cascina Bagaggera sono stati ritrovati resti dell’uomo di Neandhertal, risalenti a 60.000 ani fa), inoltre vari ritrovamenti fanno ritenere che, almeno 5.000 anni fa, qui si celebrassero riti collegati al ciclo delle costellazioni simili a quelli celebrati dagli antichi Egizi.
E da ciò immaginare che qualche astronave, in quell’epoca primordiale della storia umana, sia atterrata per uno o più incontri ravvicinati del terzo tipo, il passo è davvero breve. Oltretutto questa è sempre stata una zona famosa per gli avvistamenti (consulta la mappa mondiale degli avvistamenti).
Come dicevamo le piramidi brianzole replicano in proporzione impressionante la posizione delle tre piramidi egizie e la disposizione siderale delle tre stelle della cintura di Orione: Alnitak, Alnilam e Mintaka.
Se volete esplorare altri collegamenti tra Italia ed Antico Egitto fate un salto qui
La prima piramide è quella a sud ed è la più frequentata dai turisti: sulla sommità è presente uno spiazzo sulla sommità con una decina di cipressi innestati sul terreno, a pianta circolare.
La seconda, quella centrale, conosciuta come Belvedere Cereda, non è praticabile come la prima, perchè è proprietà privata ed è circondata da una palizzata in legno.
L’identificazione della terza, più a nord est, è invece meno facile, in quanto ricoperta di bosco di carpini e querce: il rilievo aereo tuttavia consente di posizionare e qualificare questa terza realizzazione piramidale con maggiore precisione e certezza.
Ma non fermatevi in queste zone e proseguite la visita dei dintorni tutti ricchi di testimonianze stupefacenti che ci permettono di ricostruire un’epoca attraversata da popolazioni antiche, dagli uomini di Neandhertal, a possibili migrazioni provenienti dall’anatolia e dai popoli Celti con la loro aura di magia e trascendenza che colpisce ancora il nostro immaginario.
Andate a visitare gli altri luoghi e misteri della Lombardia ma anche delle regioni limitrofe e proseguite questo viaggio tra fantasia, leggende, storia ma soprattutto in luoghi da visitare per la loro bellezza ....e i loro misteri.

Piramidi in Brianza