TRE ARRESTI A GUSPINI
Stupro di gruppo nel circolo di Rifondazione
Luciano Onnis
Prima di violentarla l'hanno fatta ubriacare: in carcere gli aggressori GUSPINI. L'hanno fatta bere tanto, fino a ubriacarla. Poi la violenza di gruppo, con la poveretta sottoposta per circa mezz'ora ad abusi sessuali. Teatro dello stupro il circolo Arci Pesca Fisa «Renzo Laconi», sezione di Rifondazione comunista, in via Carbonia. I tre presunti violentatori sono stati arrestati tre ore dopo dai carabinieri nelle loro abitazioni. In carcere sono finiti il gestore del circolo, Marcello Bovio, 39 anni, il disoccupato Francesco Caligola, 55, e l'operaio Stefano Saiu, di 52, tutti di Guspini. Sono accusati di violenza sessuale di gruppo, aggravata dalle condizioni di inferiorità della donna, dovuta all'abuso di bevande alcoliche. Il pubblico ministero Luca Forteleoni ha convalidato l'arresto e disposto per i tre accusati la detenzione nel carcere di Buoncammino, a disposizione del Gip. I carabinieri di Guspini e della compagnia di Villacidro, diretti dal capitano Marco Keten, non hanno dubbi sulla loro colpevolezza. Hanno messo assieme le prove che non lascerebbero scampo ai violentatori: la testimonianza della vittima e di altre persone non direttamente coinvolte nei fatti, e soprattutto i referti medici e le tracce biologiche trovate dai Ris sul luogo dello stupro e sugli abiti della donna. L'episodio è stato illustrato ieri mattina dal capitano Keten in conferenza stampa. E' stato piuttosto avaro di particolari: «Lo impongono la delicatezza del caso e l'obbligo di tutela della persona offesa».
Questo per sommi capi, come racconato dagli investigatori, l'incubo che ha visto protagonista e vittima una donna di Guspini, fra i 40 e i 45 anni, con una vita abbastanza disordinata. Avantieri sera, poco prima delle 22, è entrata nel circolo «Renzo Laconi» di via Carbonia. All'interno, seduti ai tavolini a giocare a carte e bere birra, una decina di soci. Passa il tempo e il circolo si svuota. A mezzanotte, assieme al gestore Marcello Bovio, fanno ancora atto di presenza (e di bottiglia) Francesco Caligola, Stefano Saiu e la donna. Lei è ormai sbronza, forse quello che volevano i tre rimasti con lei a bere. Le serrande del circolo vengono abbassate e all'interno si consuma lo stupro, con la donna incapace di opporsi. La violenza dura mezz'ora, poi le serrande si risollevano per poi richiudersi definitivamente. Il branco si scioglie, ciascuno a casa sua. La donna viene invece lasciata lì, sul marciapiedi di via Carbonia. E' barcollante, discinta, in stato confusionale. Passa una pattuglia dei carabinieri del paese, i militari si fermano e chiedono alla donna cosa le sia accaduto. Fra mezze frasi e singhiozzi, emerge la violenza sessuale subita nel circolo. La donna fornisce indicazioni precise sull'identità dei suoi violentatori, poi viene accompagnata all'ospedale di San Gavino. Raccolte le prove necessarie e accertata la veridicità del racconto della donna, i carabinieri di Guspini e i colleghi di Villacidro bussano nelle abitazioni dei tre indiziati e se li portano via in manette, destinazione il carcere di Buoncammino a Cagliari.
(13 agosto 2009)
Stupro di gruppo nel circolo di Rifondazione | L'espresso




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