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    Predefinito Le "pietre mobili" della Valle della Morte

    Il mistero della Valle della Morte: la Nasa svela il fenomeno delle 'pietre mobili'


    ROMA - La Valle della Morte è uno dei posti più affascinanti del pianeta.
    Nella vasta area desertica che si estende per 225 chiometri, esiste un luogo che sfida la comprensione umana chiamato Racetrack Playa, un lago asciutto conosciuto in tutto il mondo per il cosiddetto fenomeno delle "pietre mobili".

    Nessuno che abbia messo gli occhi su di loro è stato in grado di decifrare il mistero di come queste rocce lentamente e invisibilmente si muovano attraverso il deserto, lasciando lunghe scie nella sabbia.
    Almeno per adesso.

    Ralph Lorenz della Johns Hopkins University, uno scienziato planetario, ha lavorato nel 2006 ad un progetto della Nasa per la creazione di stazioni meteo nella Valle della Morte, dove le condizioni meteorologiche sono abbastanza simili a quelle di Marte. Come quelli che erano stati lì prima di lui, Lorenz ha sentito il richiamo delle misteriose pietre mobili e ha deciso di provare a scoprire l'enigma dei loro movimenti.

    Ma neanche i sensori meteo sviluppati dalla Nasa sono stati in grado di risolvere da soli il mistero delle rocce.
    La vera svolta è arrivata quando Lorenz ha tovato il sito di quella che sembrava una collisione tra due delle misteriose pietre.
    Invece di sbattere l'una contro l'altra, le rocce non si erano toccate. Era come se una di esse avesse schierato qualche strano campo di forza che avesse deviato l'altra.

    Ma la spiegazione dei campi di forza non convinse Lorenz.
    Invece, la scoperta gli ricordò di un fenomeno di cui aveva letto che avviene nella regione artica.
    I massi nell'Artico sono a volte talmente imprigionati nel ghiaccio da guadagnare abbastanza spinta per galleggiare sul mare.
    Racetrack Playa durante l'inverno è intermittente coperto da lastre di ghiaccio e spolverate di neve, e secondo i dati meteo raccolti dallo scienziato, la zona poteva essere abbastanza fredda da favorire lo stesso fenomeno.

    Per confermare la sua tesi, Lorenz ha riprodotto un deserto ghiacciato sul bancone della sua cucina.
    Ha congelato una pietra su un pezzo di tupperware in una quantità sufficiente di acqua in modo che una parte della roccia sporgesse dal ghiaccio per poi posizionare la lastra ottenuta a "testa in giù" su un vassoio di acqua con la sabbia sul fondo.
    Il ghiaccio ha permesso alla pietra di galleggiare senza che essa toccasse la sabbia spostandosi solo con un delicatissimo soffio.

    In precedenza, gli scienziati avevano teorizzato che lastre enormi di ghiaccio bloccassero diverse rocce insieme e che venissero spinte dal vento attraverso il deserto.
    Tuttavia, i nuovi modelli matematici hanno calcolato che i venti dovrebbero essere a centinaia di miglia all'ora per spingere le pietre in questo modo.

    La teoria del dottor Lorenz indica che le rocce possono muoversi con solo una leggera brezza, sotto le giuste condizioni, perché il ghiaccio le fa galleggiare, riducendo drasticamente il loro attrito.

    Nonostante questa nuova spiegazione per il fenomeno delle "pietre mobili", molti visitatori continuano ad attribuire proprietà mistiche alle rocce di Playa Racetrack, secondo i quali magnetismo, alieni o campi energetici misteriosi le muovono. Alcuni dei più superstiziosi credono che le pietre abbiano proprietà magiche.

    Diregiovani.it

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    Predefinito Re: Le "pietre mobili" della Valle della Morte


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    Predefinito Re: Le "pietre mobili" della Valle della Morte

    DEATH VALLEY: ECCO PERCHÉ LE PIETRE SI MUOVONO DA SOLE




    Sono state un mistero per decenni, le rocce che "camminano" nel deserto lasciando dietro di sé lunghe tracce sul suolo arido della Death Valley, la valle della morte, in Nevada. Un vero e proprio mistero che ora sembra giunto ad una soluzione. Tante ipotesi sono state fatte nel corso del tempo per le celebri "sailing stone" o "moving rock", le pietre che si muovono, il fenomeno che riguarda la Death Valley, in California, e che catalizza l'attenzione di molti ricercatori.

    A rendere famosi i sassi del deserto californiano è l'inspiegabile attitudine al movimento delle rocce, le quali sembrano muoversi da sole, lasciando dietro di loro delle scie nella sabbia. Ora il mistero sembrerebbe risolto. La scoperta è stata spiegata da Richard Norris, paleoceanografo dell'Istituto di Oceanografia Scripps di San Diego, sulla rivista scientifica online Plos One.

    A creare questo particolare effetto sarebbe lo strato di ghiaccio che si forma in inverno sulla Racetrack Playa, un lago asciutto della "Valle della Morte". Potrà sembrare strano nel luogo tra i più caldi del pianeta, ma in inverno la temperatura scende di parecchi gradi sotto lo zero. La poca acqua che ricopre la Racetrack playa nella stagione fredda gela di notte, formando uno strato di ghiaccio estremamente sottile. Durante lo scioglimento diurno le sottili ma resistenti lastre di ghiaccio che galleggiano sono in grado, sotto la spinta di una leggera brezza, di spostare le rocce che poggiano sul fango morbido. Pochi millimetri alla volta, che diventano nel corso di diversi giorni lunghe 'passeggiate' attraverso il deserto.

    Il fenomeno era stato teorizzato ma non ancora osservato. I ricercatori della Scripps Institution of Oceanography dell'Università di San Diego hanno posizionato una stazione meteo e una telecamera per riprendere quanto succede durante un lungo periodo di tempo: per la prima volta hanno registrato il movimento delle rocce e ne hanno tracciato lo spostamento attraverso gps. Norris ha registrato lo spostamento di 224 metri di un sasso tra dicembre 2013 e gennaio 2014, rilevando che di notte in inverno la superficie del lago asciutto si copre di uno strato di ghiaccio spesso tra 3 e 6 millimetri. Quando il ghiaccio si scioglie nella tarda mattinata e si spezza in placche, queste - spinte dal vento che soffia a 14-18 km all'ora - spostano i sassi che si muovono a una velocità molto bassa: 2-5 metri al minuto. Ecco perché nessuno ha mai visto dal vivo i sassi muoversi.

    "È stato l'esperimento più noioso della mia vita", ha confessato Norris commentando lo studio del fenomeno che per decenni ha arrovellato gli scienziati. Come facevano centinaia di massi pesanti anche 300 chili a spostarsi da soli? Per rispondere alla domanda, ci sono volute ore e ore di noiosissimi appostamenti in uno dei posti più desolati del pianeta.



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    Predefinito Re: Le "pietre mobili" della Valle della Morte

    Pezzi di 300 kg possono muoversi di centinaia di metri

    Valle della morte: risolto il mistero dei «sassi ambulanti

    Un sottilissimo strato di ghiaccio nelle mattine d’inverno fa scivolare e pattinare i massi della Death Valley sotto l’azione del vento

    Paolo Virtuani

    Si erano scomodati gli alieni con raggi traenti, venti impetuosi che si alzano all’improvviso con la forza di uragani, magnetismo, gravità capovolta e altri strani fenomeni. Invece la risposta era più semplice: un sottilissimo strato di ghiaccio che, quando si rompe in fase di scioglimento, fa scivolare i «sassi ambulanti» della Valle della morte. Più o meno come una stone di curling quando viene lanciata. Solo che a differenze di queste, lasciano le tracce della loro traiettoria sulla sabbia di un lago asciutto nella Death Valley, chiamato non a caso Racetrack Playa.


    L’esperimento più noioso

    «È stato l’esperimento più noioso della mia vita», ha confessato Richard Norris, paleoceanografo dela Scripps Institution di San Diego, che per primo ha spiegato su Plos One del 27 agosto il fenomeno che da decenni (le prime segnalazioni risalgono infatti agli anni Quaranta) ha arrovellato gli scienziati. Come facevano centinaia di massi pesanti anche 300 chili a spostarsi da soli? La risposta è stata ottenuta grazie all’uso di Gps e di un filmato in time-lapse che ha catturato un sasso mentre si spostava il 20 dicembre 2013, una giornata in cui si sono mosse oltre una sessantina di pietre. Ci sono però volute ore e ore di noiosissimi appostamenti in uno dei posti più desolati del pianeta.


    Ghiaccio sottile

    Norris - che ha registrato lo spostamento di 224 metri di un sasso tra dicembre 2013 e gennaio 2014 - ha trovato che di notte in inverno la superficie del lago asciutto si copre di uno strato di ghiaccio spesso tra 3 e 6 millimetri. Quando il ghiaccio si scioglie nella tarda mattinata e si spezza in placche, queste - spinte dal vento che soffia a 14-18 km all’ora - spostano i sassi che si muovono a una velocità molto bassa: 2-5 metri al minuto. Ecco perché nessuno ha mai visto dal vivo i sassi muoversi.


    Caldo e freddo

    Nonostante nella Valle della morte sia stata registrata la temperatura più alta da quando esistono le misurazioni (56,7 °C a Furnace Creek il 10 luglio 1913), in alcune zone in inverno può scendere sotto lo zero e far ghiacciare la poca acqua presente. Il ciclo invernale di gelo e disgelo è quindi ciò che fa muovere i sassi di Racetrack Playa. Mistero risolto.

    (29 agosto 2014)

    Valle della morte: risolto il mistero dei «sassi ambulanti» - Corriere.it - © RIPRODUZIONE RISERVATA
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 13-09-14 alle 04:01
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

 

 

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