Pd spaccato anche sulle parole di Bossi:
scontro tra bersaniani e franceschiniani
Adinolfi: la destra è per Bersani, e non è un caso...
Di Traglia: no alla strumentalizzazione delle parole del Senatùr
ROMA (14 agosto) - Bastano poche ma sentite parole di Umberto Bossi per far esplodere la polemica nei ranghi del Pd, pressato tra i due fronti in vista della scelta della leadership: bersaniani contro franceschiniani. «Preferisco Bersani, è di Piacenza e conosce bene i problemi del lavoro» dice il leader della Lega.
«Si capisce che preferisce avversari tosti, Bossi è uno da combattimento» commenta Bersani intervistato da La7.
I franceschiniani attaccano. Mario Adinolfi accusa Bersani di voler costruire con la sua segreteria un «Pd-bocciofila» e di fare il «pieno dei consensi a destra, da Bossi fino a Storace». «Al posto suo - dice Adinolfi - mi chiederei in che cosa sto sbagliando». Nella stessa cordata Sergio D'Antoni («Franceschini che è senza ombra di dubbio un elemento unificante di cui l'Italia e il Pd hanno bisogno in questo momento») e Maria Teresa Armato usano l'opzione del senatur per dirsi sempre più convinti della scelta pro Franceschini. «La destra si sente più rassicurata da Bersani, un uomo con cui è più facile scendere a patti» afferma il deputato del Pd Enrico Farinone. Giorgio Merlo chiosa: «Tutta la destra tifa per Bersani segretario perché è per loro di grande interesse avere come interlocutore un vero partito socialdemocratico» in cui moderati e cattolici siano solo una «appendice».
I bersaniani rispondono. Attacca Stefano Di Traglia, responsabile comunicazione della mozione Bersani che parla di «strumentalizzazioni» da parte degli esponenti della mozione Franceschini. La preferenza per Bersani da parte del centro-destra dimostra che con la sua leadership «il Pd può avere più chance di attirare voti e simpatie degli elettori dell'altro schieramento che, se non sbaglio, è la premessa per diventare maggioranza». «Sempre meglio un leader capace di calamitare voti e consensi da altri partiti verso il proprio - conclude - piuttosto di altri che tendessero a fare il contrario. Fosse è questa - conclude - la vera vocazione maggioritaria di cui si parla?». «Franceschini prenda le distanze dalle dichiarazioni insultanti e denigratorie di Mario Adinolfi» dichiara Oriano Giovanelli, deputato ed esponente della mozione Bersani.
Controreplica di Adinolfi a Di Traglia e Giovannelli che si stupisce delle loro «reazioni nervose, ho solo sottolineato un fatto» dice «Bossi e la destra preferiscono Bersani. Non ho inventato nulla». Considera «divertente» l'idea di Di Traglia, «secondo cui Bersani allarga il consenso del Pd cominciando con il voto di Bossi e quello di Storace». Ma per Adinolfi «la verità è un filo più banale: il centrodestra tifa per Pierluigi perché è più tranquillo con lui alla segreteria del Pd al posto di Franceschini. In questi mesi si è visto quanto Dario sia stato indigesto a Berlusconi e ai suoi accoliti. Anche su questo - conclude - il popolo del Pd è chiamato ad esprimersi alle primarie».
Francesco Storace interviene: «Franceschini sta fresco se i suoi sponsor usano argomenti come quelli che leggiamo. La verità - conclude il leader della destra - è che va smontato il meccanismo ridicolo di elezioni primarie che consentono a chiunque di votare per la leadership di un partito». Un mese fa aveva annunciato che sarebbe andato a votare alle primarie del Pd perché anche lui "folgorato" a destra dall'intelligenza politica di Bersani.
Pd spaccato anche sulle parole di Bossi: scontro tra bersaniani e franceschiniani - Il Messaggero




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