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Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Benvenuti in Eurabia

  1. #1
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    Predefinito Benvenuti in Eurabia

    LIBERO - Simona Verrazzo : " Un altro partito islamico. Olanda Mecca d’Europa "

    L’Olanda si conferma il paese del nord Europa dove i musulmani sono meglio organizzati a livello politico, nonostante l’ultraconservatore Partito della libertà di Geert Wilders sia riuscito a mandare quattro rappresentanti all’Europarlamento di Strasburgo.Il Partito musulmano olandese (Nmp) ha annunciato che presenterà suoi candidati alle elezioni municipali dell’anno prossimo in cinque Comuni: Almere, Noordoostpolder, Amsterdam, l’Aja e Rotterdam. Quest’ultima è da gennaio la prima città d’Europa a essere governata da un sindaco musulmano, il laburista Ahmed Aboutaleb, di origini marocchine.A dare l’annuncio è stato il leader del partito, Henny Kreeft, olandese convertito all’islam negli anni Novanta che nel 2007 ha fondato l’Nmp. La formazione ha natura confessionale, non a caso il programma politico sarà presentato dopo il 19 settembre: dopo la fine del Ramadan, il mese sacro ai musulmani che inizia il 21 agosto. Kreeft ha anche detto che l’Nmp si presenterà in altre cinque città, per un totale di dieci, ma non ha indicato quali. Un eventuale buon risultato del Partito musulmano olandese alle municipali del prossimo anno potrebbe avere un peso anche a livello nazionale, visto che nel 2011 si svolgeranno le elezioni legislative. In Finlandia, il Finnish Islamic Party sta invece avendo una vita travagliata. Fondato nel 2007 da Abdullah Tammi, convertito all’islam negli anni Settanta, oggi è un’organizzazione politica. Da due anni sta portando avanti una raccolta di firme per ottenere lo status di “partito” e concorrere alle elezioni. Nelle municipali del 2008 ha mancato l’obiettivo, ma ha già cominciato a muoversi per le legislative del 2011. Il “programma verde” (colore sacro all’islam) è improntato a un rigido fondamentalismo: il divieto di vendita degli alcolici nei negozi, l’esonero per gli studenti di materie non conformi all’islam, un codice di un abbigliamento non immorale ecc. In Danimarca non c’è un vero e proprio partito islamico, anche se un discorso lo merita la Liberal alliance, che nelle elezioni del 2007 ha ottenuto 5 seggi al Parlamento di Stoccolma. Uno dei suoi fondatori e leader è Naser Khader, di padre palestinese e madre siriana. Da 2 anni è deputato e in cima al suo programma ha messo la coesistenza tra i principi democratici occidentali e l’islam. È stato invece chiuso nel 2006 l’Islamic Party of Britain. Fondato nel 1989 da David Musa Pidcock, convertito all’islam nel 1975, l’unico successo elettorale è del 1990, quando si votò per rieleggere il deputato del distretto di Bradford North. Pidcock ottenne 800 preferenze e non entrò nella Camera dei comuni.


    Il FOGLIO - " Benvenuti in Eurabia, dove Maometto è già il più diffuso dei neonati"

    Roma. In Olanda il nome Mohammed è oggi il più usato fra i nuovi nati. L’inesorabile statistica, indice di una islamizzazione rampante, non arriva dal corsaro Geert Wilders, che con il suo Partito per la libertà è oggi in testa a tutti i sondaggi politici. Il dato viene dal servizio di intelligence nazionale, l’Svb. Nelle quattro più grandi città dei Paesi Bassi – Amsterdam, Rotterdam, l’Aia e Utrecht – Mohammed, con le variazioni di Mohammed e Muhammad, è il nome più diffuso tra i nuovi nati. Addirittura all’Aia, variazioni dei nomi del Profeta sono al primo, al secondo e al quinto posto. Ad Amsterdam Mohamed e Mohammed sono al primo e al quarto posto, staccando di gran lunga nomi tipicamente olandesi come Adam e Max. Le nuove statistiche sull’Olanda giungono in contemporanea con le invadenti proiezioni sulla presenza islamica nel Vecchio Continente. Nel 2050, un quinto degli europei sarà musulmano. Il venti per cento. Per essere più comprensibili, due persone su dieci. Non a caso di “bomba demografica a orologeria che sta trasformando il nostro continente” parla il quotidiano britannico Daily Telegraph, pubblicando i dati emersi dagli studi più aggiornati su questo fenomeno. Aggiunge anche, il Telegraph, che ad aggravare la situazione è il fatto che l’Unione europea sta del tutto ignorando questo trend rivoluzionario. Nella capitale belga Bruxelles, e nemmeno da poco, al primo posto nella classifica dei nomi più diffusi tra i neonati c’è proprio Mohammed. Fatta eccezione per il secondo nome più usato – l’ebraico Adam – i successivi cinque sono nell’ordine gli islamici Rayan, Ayoub, Mehdi, Amine e Hamza. Nella cattolicissima Austria Si calcola che, se la popolazione europea di fede musulmana è più che raddoppiata negli ultimi trent’anni, analogo raddoppio sarà registrato entro il 2015. E di lì, a salire, fino ad arrivare a quel 20 per cento globale. Fino a giugno le stime ufficiali calcolavano una presenza musulmana in Germania variabile dai 3,1 ai 3,4 milioni. Poi il ministero degli Interni ha diffuso un’indagine in base alla quale in Germania vivrebbero tra i 3,8 e i 4,3 milioni di fedeli islamici; oltre il 5 per cento della popolazione. Nel 1945 erano seimila, nel 1971 250 mila, nell’81 un milione e 700 mila. Nel 2026, stando all’inchiesta del giornalista americano Christopher Caldwell autore di un libro sull’Eurabia, i musulmani saranno per esempio maggioranza nella britannica Birmingham e ancor prima nella vicina Leicester. Un altro studio calcola inoltre che di questo passo questa popolazione supererà la non musulmana in Francia e in buona parte dell’Europa occidentale per la metà del secolo. Considerato anche il fatto che in città come la francese Marsiglia e l’olandese Rotterdam la percentuale islamica sia già ora del venticinque per cento, del venti nella svedese Malmö, del quindici a Bruxelles e del dieci a Londra, Parigi e Copenhagen. E ancora: in Austria, cattolica al novanta per cento nel Ventesimo secolo, l’islam sarà la religione maggioritaria nel 2050 almeno tra la popolazione al di sotto dei 15 anni. Nella Amsterdam del regista Theo van Gogh, ucciso da un islamista olandese, l’islam è oggi la prima religione professata dall’intera popolazione.



    Il FOGLIO - " Compagni che non sbagliano"



    Dietro al cimitero islamico di Kabul, in cima a una collina che un tempo era coperta di alberi ma poi la guerra civile ha reso completamente spoglia e brulla, c’è una piccola piscina costruita dai sovietici. “Ci nascondevamo tra gli alberi – raccontano gli afghani che allora erano bambini – per vedere le russe che facevano il bagno in costume”. Ma non erano invasori atei e comunisti? Vero, rispondono, ma per quanto possa sembrare blasfemo, almeno nelle città qualcosa di buono lo fecero: per esempio la scuola dell’obbligo anche per le bambine, in classi miste. Viene in mente la vasca sulla collina di Kabul a sentire la storia arrivata l’altroieri dalla Francia: una donna francese, Carole, convertita all’islam a 17 anni, si è presentata alla piscina pubblica di Emerainville coperta dalla testa ai piedi da un “burqini”, neologismo falso per un costume che del bikini non ha nulla e ha tutto del burqa, ma più fasciante per riuscire a nuotare. Il bagnino l’ha ovviamente bloccata (ovviamente perché lo dice il regolamento, non si entra in acqua vestiti), lei è andata alla polizia per denunciare la “discriminazione”. “Può darsi che il volto si veda con quel ridicolo costume, ma è ovvio che si tratta di una provocazione politica”, protesta André Gerin, parlamentare comunista che guida la commissione Legislativa per vietare che le donne islamiche girino con il velo sul volto. Non un leghista d’Oltralpe, non uno scherano di Le Pen. Un comunista per i diritti e la dignità delle donne, uno che torna a occuparsi di cose serie.


    La REPUBBLICA - " Yale non pubblica le vignette di Maometto "


    NEW YORK - "The Cartoons That Shook the World" della Yale University Press non conterrà le 12 vignette "blasfeme" su Maometto pubblicate nel 2005 in Danimarca, pur se l´argomento dello studio sono per l´appunto loro. E non conterrà nemmeno il Maometto dell´Inferno di Doré. Lo ha consigliato alla casa editrice un autorevole gruppo di esperti di Islam: troppo sangue per quelle vignette, troppe violenze. Di tutt´altro avviso molti intellettuali di Yale: è "codardia accademica".

    Benvenuti in Eurabia, dove Maometto è già il più diffuso dei neonati | LiberaliPerIsraele | Il Cannocchiale blog

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia


    È in gioco il futuro dell'Europa. Essa si trasformerà in "Eurabia", una parte del mondo musulmano? Rimarrà la distinta unità culturale che è stata nell'ultimo millennio? Oppure potrebbe dar vita a una sintesi creativa di due civiltà?
    La risposta riveste un'enorme importanza. L'Europa potrebbe costituire un mero 7 percento della massa continente mondiale, ma per 500 anni, dal 1450 al 1950, in bene e in male, essa è stata il motore globale di cambiamento. I suoi futuri sviluppi incideranno sull'intera umanità e specialmente su paesi figli, come l'Australia, che continuano a mantenere stretti e importanti legami con il Vecchio Continente.

    Prevedo che si materializzerà in fieri uno dei seguenti tre percorsi per l'Europa: un dominio musulmano, il rifiuto dei musulmani oppure un'armoniosa integrazione di essi.

    (1) Alcuni analisti reputano che una dominazione musulmana sia inevitabile. Oriana Fallaci ha rilevato che "l'Europa diventa sempre più una provincia dell'Islam, una colonia islamica". Mark Steyn arguisce che gran parte del mondo occidentale "non sopravvivrà al XXI secolo, vale a dire a un periodo che è già compreso nei confini temporali delle nostre vite, e gran parte di esso sparirà, inclusi parecchi, se non la maggior parte, dei paesi europei". A detta di tali autori, sono tre i fattori che argomentano a favore di una islamizzazione dell'Europa: la fede, la democrazia e un senso di retaggio.

    Il secolarismo che predomina in Europa, specie in seno alle élite, conduce all'allontanamento dalla tradizione giudaico-cristiana, alla desertificazione delle chiese e a vedere nell'Islam una fonte di richiamo. In totale contrasto, i musulmani ostentano un fervore religioso che si traduce in sensibilità jihadista, in una supremazia nei confronti di coloro che non sono musulmani e nella speranza che l'Europa sia in attesa di convertirsi all'Islam.

    Il contrasto nella fede presenta altresì delle implicazioni demografiche, con i cristiani che hanno in media 1,4 figli per donna, o circa un terzo in meno rispetto al numero necessario per mantenere la loro popolazione, e con i musulmani che godono di un tasso di natalità di gran lunga più elevato, anche se in calo. Amsterdam e Rotterdam finiranno per diventare, a partire dal 2015, le prime città europee la cui popolazione è a maggioranza musulmana. Intorno al 2050, la Russia potrebbe diventare un paese a maggioranza musulmana. Per assumere abbastanza lavoratori necessari a finanziare esistenti piani pensionistici, l'Europa necessita di milioni di immigrati e questi tendono ad essere in modo sproporzionato musulmani per motivi legati alla prossimità geografica all'Europa, ai legami coloniali e alle agitazioni che imperversano nei paesi a maggioranza musulmana.

    Inoltre, parecchi europei non amano più la loro storia, i loro usi e costumi. I sensi di colpa per il fascismo, il razzismo e l'imperialismo lasciano a molti la sensazione che la loro stessa cultura abbia meno valore rispetto a quella degli immigrati. Un simile auto-disprezzo ha delle dirette implicazioni per gli immigrati musulmani giacché, se gli europei rifuggono i loro costumi, per quale motivo gli immigrati dovrebbero adottarli? Se ciò viene aggiunto alle già esistenti esitazioni musulmane in merito a molti usi occidentali, specie riguardo ciò che concerne la sfera della sessualità, ne consegue che le popolazioni musulmane resistono strenuamente al processo di assimilazione.

    La logica di questo primo percorso induce a pensare che l'Europa diventerà un'estensione del Nord-Africa.

    (2) Ma il primo percorso non è inevitabile. Gli europei autoctoni potrebbero opporre resistenza alla sua materializzazione e dal momento che essi costituiscono il 95 percento della popolazione del continente possono in qualsiasi momento riprendere il controllo, se dovessero ravvisare nei musulmani una minaccia per un prezioso modo di vita.

    Questo impulso può già essere intravisto nella legislazione francese anti-hijab oppure nel lungometraggio Fitna di Geert Wilders. I partiti anti-immigrati guadagnano forza; in Europa sta prendendo forma un potenziale movimento a favore della popolazione autoctona, dal momento che i partiti politici contrari all'immigrazione focalizzano sempre più la loro attenzione sull'Islam e sui musulmani. Tra questi partiti: il British National Party, il Vlaams Belang in Belgio, il Front National in Francia, il Freiheitliche Partei Österreichs [il Partito della libertà] austriaco, il Partij voor de Vrijheid [il Partito della libertà] nei Paesi Bassi, il Dansk Folkeparti [Partito del popolo danese] e i democratici svedesi.

    Questi raggruppamenti probabilmente continueranno a crescere, man mano che le ondate migratorie raggiungeranno picchi ancor più elevati, con partiti tradizionali che pagheranno ed esproprieranno il loro messaggio anti-islamico. Se i partiti nazionalisti dovessere salire al potere cercheranno di ricusare il multiculturalismo, di contenere l'immigrazione, di incoraggiare il rimpatrio degli immigrati, di appoggiare le istituzioni cristiane, di aumentare il tasso di natalità degli europei autoctoni e tenteranno in larga misura di ristabilire i valori tradizionali.

    Probabilmente a ciò farà seguito un allarme musulmano. Lo scrittore americano Ralph Peters delinea uno scenario in cui "navi della marina militare americana gettano l'ancora e marine statunitensi giungono a riva a Brest, Bremerhaven, o a Bari per garantire un'evacuazione sicura dei musulmani d'Europa". Peters conclude che a causa della "inestirpabile malvagità" i suoi musulmani "hanno i giorni contati". Dal momento che gli europei "perfezionano il genocidio e la pulizia etnica", egli prevede che i musulmani "saranno fortunati se solo verranno deportati", e non uccisi. In verità, i musulmani sono preoccupati di un simile scenario, sin dagli anni Ottanta essi parlano apertamente di musulmani da inviare alle camere a gas.

    La violenza da parte degli europei autoctoni non può essere preclusa, ma gli sforzi nazionalisti molto probabilmente assumeranno toni meno violenti; se c'è qualcuno disposto a innescare la violenza, questi sono i musulmani. Essi hanno già preso parte ad atti di violenza e sembrano morire dalla voglia di lanciarsi in molti altri. Ad esempio, i sondaggi rilevano che circa il 5 percento dei musulmani britannici approva gli attentati terroristici del 7 luglio. In poche parole, una riaffermazione europea, probabilmente condurrebbe a una continua guerra civile, magari una versione più letale della sommossa francese dell'autunno 2005.

    (3) L'esito ideale sarebbe quello di europei autoctoni e di musulmani immigrati che trovano un modo per vivere insieme in armonia e creano una nuova sintesi. Uno studio redatto nel 1991 da Jeanne-Hélène e Pierre Patrick Kaltenbach, dal titolo La France, une chance pour l'Islam (La Francia, un'opportunità per l'Islam) ha promosso questo approccio idealistico. Malgrado tutto, questo ottimismo rimane l'opinione comunemente accettata, come proposto da un editoriale dell'Economist del 2006 che accantonava "almeno per il momento, la prospettiva dell'Eurabia come allarmismo".

    Così la pensano la maggior parte dei politici, giornalisti e accademici, ma ciò ha poche basi reali. Sì, gli europei autoctoni potrebbero riscoprire ancora la loro fede cristiana, fare più figli e tenere nuovamente in gran conto il loro retaggio culturale. Certo, essi potrebbero incoraggiare l'immigrazione non-musulmana e acculturare i musulmani che già risiedono in Europa. Sì, i musulmani potrebbero accettare l'Europa storica. Ma non solo simili cambiamenti non sono ancora in atto, le loro prospettive sono altresì vaghe. In particolare, i giovani musulmani coltivano lagnanze e nutrono ambizioni contrarie a quelle dei loro vicini

    Si può di fatto scartare l'ipotesi della prospettiva da parte dei musulmani di accettare l'Europa storica e di integrarsi in seno ad essa. Il columnist americano Dennis Prager concorda: "È difficile immaginare ogni altro scenario futuro per l'Europa occidentale che non sia quello di una consona islamizzazione o di una guerra civile".

    Ma quale di questi due rimanenti percorsi intraprenderà il continente? Prevederlo è difficile poiché la crisi non ha ancora colpito. Ma potrebbe non essere lontana. Nell'arco di un decennio, forse, l'evoluzione del continente diventerà chiara man mano che i rapporti tra l'Europa e i musulmani prenderanno forma.

    La natura senza precedenti della situazione europea rende altresì una previsione estremamente difficoltosa. Nella storia non è mai successo che un'importante civiltà si sia dissolta pacificamente, né mai un popolo è insorto per reclamare il proprio patrimonio. Le eccezionali condizioni in cui versa l'Europa rendono difficoltoso comprendere, tentare di ignorare e praticamente impossibile fare delle previsioni . Con l'Europa noi tutti entreremo in una terra sconosciuta.

    The Australian
    Pezzo in lingua originale inglese: Europe or Eurabia?

    Il Legno storto - Europa o Eurabia?

  3. #3
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    Su Notizie, analisi, documenti sulla Chiesa cattolica, a cura di Sandro Magister del 19 maggio 2009, Sandro Magister titola: «L’Eurabia ha una capitale: Rotterdam». E prosegue: «Qui interi quartieri sembrano Medio Oriente, le donne camminano velate, il sindaco è musulmano, nei tribunali e nei teatri si applica la sharìa». Nel presentare, poi, il lungo articolo (che vale la pena di leggere), aggiunge: «L’Olanda è un test di verifica straordinario. È il paese in cui l’arbitrio individuale è più legittimato ed esteso – fino al punto di consentire l’eutanasia sui bambini –, in cui l’identità cristiana si è più dissolta, in cui la presenza musulmana cresce più spavalda». Eh, a certuni il «giogo di Cristo», pur «leggero e soave», è sembrato insopportabile. Si godano quello di Maometto.

    Eurabia | Rino Cammilleri - Antidoti contro i veleni della cultura contemporanea

  4. #4
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    Verona come Parigi. Due città stessi problemi di integrazione culturale. E visto che è estate stavolta la disputa è sul costume da bagno. Nella città scaligera l'abbigliamento di una donna musulmana in piscina ha creato qualche perplessità. Al posto del classico "due pezzi" o del costume intero infatti, la signora indossava un "burkini".

    L'hanno battezzato "burkini", ma il costume da bagno indossato da una donna musulmana in una piscina di Verona non ha proprio nulla della sensualità del "classico due pezzi". E' una tuta-abito composta infatti da pantalone fino alla caviglia, tunica lunga e cappuccio a coprire testa collo e spalle. La scena ha sollevato curiosità, perplessità e anche qualche protesta tanto da spingere il direttore dell'impianto a chiedere alla donna la composizione del tessuto del "burkini" per verificare se fosse a norma per poter essere usato in una piscina pubblica.

    "Certo, anche Federica Pellegrini si tuffa in vasca fasciata e pure gli istruttori di subacquea sono completamente avvolti dalla tuta - spiega Christian Panzarini, il responsabile dell'impianto - ma in questo caso alcune mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano impauriti". La giovane musulmana non è stata allontanata - riferisce l'Arena, il giornale della città scaligera - ma il direttore le ha chiesto di fargli conoscere, anche via mail, le specifiche dell'etichetta. A parigi invece sono stati più intransigenti: una musulmana di 35 anni, presentatasi in piscina con il "burkini" è stata fatta uscire dalla vasca.

    Islam, in piscina col "burkini" Sorpresa e proteste a Verona - cronaca - Repubblica.it

  5. #5
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    io prevedo quattro destini per l'occidente
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    addio libertà, democrazia, per quel poco che ne è rimasta grazie ai socialisti e company

  6. #6
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    Israstina? la fusione d'Israele e Palestina?

  7. #7
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    Cavoli...speriamo smettano di darvi retta e inizino a usare qualche anticoncezionale...magari ogni tanto un'abortino...
    “Io sono un principe libero ed ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare"

  8. #8
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    Predefinito Rif: Benvenuti in Eurabia

    Citazione Originariamente Scritto da Samuel "Black" Bellamy Visualizza Messaggio
    Cavoli...speriamo smettano di darvi retta e inizino a usare qualche anticoncezionale...magari ogni tanto un'abortino...
    Perché? Loro stanno vincendo perché tra noi molti la pensano come te.

    carlomartello

 

 

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