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  1. #1
    Ghibellino
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    Predefinito I Protocolli dei savi anziani di Sion


    Nei primi anni del Novecento iniziò a circolare in Europa un misterioso e controverso libro dal titolo “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Al suo interno veniva descritto con precisione il piano di conquista del mondo da parte della comunità ebraica, che si sarebbe dovuto realizzare attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.

    “Infiltrati come quinta colonna gigantesca nelle società cristiane gli ebrei lavorano a corromperne la fibra morale, pervertirne le tradizioni, distruggerne l’economia e sovvertirne le istituzioni. Banchieri, intellettuali, artisti, giornalisti, politici obbediscono a uno stesso disegno e si preparano a raccogliere il frutto del complotto”.

    "Mi è stato dato, da un amico personale ora defunto, un manoscritto il quale, con una precisione e chiarezza straordinaria, descrive il piano e lo sviluppo di una sinistra congiura mondiale, che ha il preciso scopo di. determinare lo smembramento inevitabile del mondo non rigenerato. Questo documento venne nelle mie mani circa quattro anni fa (1901) insieme con l'assoluta garanzia che è la traduzione verace di documenti (originali), rubati da una donna ad uno dei capi più potenti, e più altamente iniziati della Massoneria. Il furto fu compiuto alla fine di un'assemblea segreta degli "Iniziati" in Francia - paese che è il nido della "cospirazione massonica ebraica". A coloro che desiderano di vedere e udire oso svelare questo manoscritto col titolo di "Protocolli degli Anziani di Sionne"."

    Così inizia l'introduzione di Sergei Nilus (scrittore e mistico russo - 1862 - 1929 - n.d.r.) alla prima pubblicazione dei Protocolli nel 1905.

    Nel 1921, un giornalista del Times pubblicò un articolo nel quale affermava che i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” costituivano in realtà un falso, redatto dalla ‘Okhrana’, la polizia segreta zarista, che si era servita, cambiandone il contesto, di un libello satirico dal titolo “Dialogue aux enfers entre Machiavel et Montesquieu” (“Dialoghi all’inferno tra Machiavelli e Montesquieu”), scritto dal francese Maurice Joly per attaccare le mire espansionistiche di Napoleone II. Tutto ciò non fece che accrescere l’interesse attorno al documento che, nonostante l’articolo apparso sul quotidiano inglese, è stato, ed è tuttora, usato per screditare il popolo ebraico dinanzi all’opinione pubblica mondiale. Sono in molti, infatti, coloro che ancora oggi sostengono che il documento sia ‘vero’. Questo rappresenta indubbiamente un fatto su cui riflettere, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti internazionali.

    Dato che molta parte dei Protocolli sembra essersi realizzata (monopoli commerciali, nazioni indebitate, corruzione, strapotere della finanza, materialismo...) è difficile sostenere che questi fossero semplicemente un escamotage zarista per purgare gli ebrei in casa propria. Allo stesso tempo però è difficile credere seriamente che un gruppo di "alti iniziati ebraici", tanto segreti e potenti, abbiano scritto un così corposo atto d'accusa per poi lasciarlo incustodito facendoselo rubare e poi pubblicare.

    Personalmente propendo per una spiegazione che è una via di mezzo: i Protocolli contengono parte di un piano reale di conquista del potere ma sono scritti in modo tale da dare alcuni falsi bersagli e allo stesso tempo presentare false soluzioni.

    In Arabia Saudita, i testi scolastici ancora oggi trattano questo documento come un “fatto storico”, o ancora che Hamas (da poco alla guida della Palestina) fa riferimento esplicito nel suo Statuto ai Protocolli, considerandoli autentici (“Il piano sionista è senza limiti. Dopo la Palestina, i sionisti aspirano ad espandersi dal Nilo all'Eufrate. Quando avranno sistemato la regione, essi ripartiranno, aspireranno a ulteriori espansioni e così via. Il loro piano è contenuto nei Protocolli dei savi di Sion e la loro attuale condotta è la miglior prova di ciò che diciamo”).

    Inoltre l’Autorità Nazionale Palestinese (l’ANP) ha frequentemente usato i Protocolli nei media e nelle scuole per spiegare la politica odierna di Israele.

    Fonti:

    http://www.juliusevola.it/pdf/protocolli.pdf

    InStoria - I protocolli dei savi anziani di Sion

    ANTICORPI.info: Due Parole sui Protocolli dei Savi di Sion

    La prima edizione in lingua russa del 1905 de "I Protocolli dei Savi Anziani di Sion"porta sul frontespizio la scritta: "II grande nel piccolo, e l'anticristo come possibilità immediata di governo". II testo raccoglie i processi verbali delle riunioni segrete del congresso sionista svoltosi in Bale nel 1897. I Protocolli parlano di "un piano 'messianico' di governo dell'umanità, per assicurarne il benessere sotto la direzione vigilante e saggia del 'sovrano universale ebreo' ".

    Per chi volesse leggere integralmente i XXIV protocolli questo link riporta il testo integrale del libro.

    Il mio non vuol essere un lavoro puntuale di analisi dei Protocolli, quanto una estrazione del succo del testo, il quale è ben sintetizzato già nel primo protocollo, in cui si dice:

    Chi vuol regnare deve ricorrere all'astuzia ed all'ipocrisia. L'onestà e la sincerità, grandi qualità umane, diventano vizi in politica. Esse fanno perdere il trono più certamente che non il più acerrimo nemico. Queste qualità devono essere gli attributi delle nazioni Gentili, ma noi non siamo affatto costretti a lasciarci andare da esse. Il nostro diritto sta nella forza. La parola "diritto" rappresenta un'idea astratta senza base alcuna, e significa né più né meno che: "datemi quello che voglio perché io possa dimostrarvi in conseguenza che io son più forte di voi".

    Dove principia il diritto e dove termina? In uno Stato dove il potere è male organizzato, ove le leggi e le personalità del regnante sono resi inefficaci dal continuo liberalismo invadente, io mi servo di una nuova forma di attacco usando del diritto della forza per distruggere i canoni e i regolamenti già esistenti, impadronirmi delle leggi, riorganizzare tutte le istituzioni, e diventare così il dittatore di coloro i quali hanno spontaneamente rinunciato al loro potere conferendolo a noi. La nostra forza, nelle attuali traballanti condizioni dell'autorità civile, sarà maggiore di qualsiasi altra, perché sarà invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere più nessun attacco per quanto astutamente preparato. Dal male temporaneo, al quale siamo obbligati a ricorrere, emergerà il benefizio in un regime incrollabile che reintegrerà il funzionamento dell'esistenza naturale, distrutto dal liberalismo.
    Il fine giustifica i mezzi.


    Il testo segue questa linea di pensiero: gli ebrei avrebbero introdotto il liberalismo (e più avanti si inserisce anche il socialismo nello stesso ruolo, il tramite sarebbe la massoneria) nelle nazioni "gentili" per renderne più deboli le leadership, e così facendo essi avranno gioco nel conqustare tali nazioni.

    L'idea di base che si vuol impiantare nel lettore è: la democrazia è debolezza perchè espone agli attacchi del nemico; ne consegue che per sentirsi sicuri bisognerebbe affidarsi ad un autoritarismo.

    Il termine liberalismo è qui inteso come un mix che comprende libertà di stampa, di religione e di voto. Comprende quindi sia le ideologie di stampo propriamente liberali, che quelle di stampo socialista.

    Emblematiche sono le parole:

    I nostri principi sono altrettanto potenti quanto i mezzi coi quali li mettiamo in atto. Questo è il motivo per cui non solo con questi mezzi medesimi ma anche con la severità delle nostre dottrine, trionferemo ed assoggetteremo tutti i Governi al nostro Super-Governo. Basta che si sappia che siamo implacabili per prevenire ogni recalcitranza. Anche nel passato noi fummo i primi a gettare al popolo le parole d'ordine: "Libertà, uguaglianza, fratellanza".Parole così spesso ripetute, da quel tempo in poi, da pappagalli ignoranti accorrenti in folla da ogni dove intorno a quest'insegna. Costoro, ripetendole, tolsero al mondo la prosperità ed all'individuo la vera libertà personale, che prima era stata così bene salvaguardata, impedendo alla plebaglia di soffocarla.

    Attenzione a queste parole: nel passato loro avrebbero dato alla popolazione le parole d'ordine "Libertà, uguaglianza, fratellanza", ed avrebbero così soffocato la vera libertà personale, così ben salvaguardata nei tempi precedenti... interessante... da chi è stata così ben salvaguardata?

    Nel protocollo V la risposta:

    Ci diranno che il genere di potere assoluto che suggerisco non si confà col progresso attuale della civiltà, ma vi dimostrerò, invece, che è proprio vero il contrario.
    Allorquando i popoli consideravano i loro sovrani come l'espressione della volontà di Dio, si sottomettevano tranquillamente al dispotismo dei loro monarchi. Ma dal giorno in cui infondemmo nelle popolazioni il concetto dei loro diritti, esse cominciarono a considerare i Re come semplici mortali. Al cospetto della plebe la Santa unzione cadde dal capo dei monarchi, e quando ad essa togliemmo anche la religione, il potere fu gettato sulla via come pubblica proprietà e venne afferrato da noi. Oltre a ciò, fra le nostre doti amministrative contiamo quella di saper governare le masse e gl'individui per mezzo di fraseologie astute, di teorie confezionate furbamente, di regole di vita e di ogni altro mezzo d'inganno allettante.
    Tutte queste teorie, che i Gentili non comprendono affatto, sono basate sull'analisi e sull'osservazione unite ad una così sapiente argomentazione, che non trova l'uguale fra i nostri rivali, così come essi non possono competere con noi nella costruzione di piani di solidarietà e di azione politica. L'unica società da noi conosciuta che sarebbe capace di farci concorrenza in queste arti potrebbe essere quella dei Gesuiti. Ma siamo riusciti a screditare i Gesuiti agli occhi della plebe stupida per la ragione che questa società è un'organizzazione palese, mentre noi ci teniamo dietro le quinte, mantenendo il segreto della nostra.


    In pratica ci stanno dicendo che il mondo sotto l'alleanza Vaticano - Nobiltà era espressione di Vera libertà, ma il mondo dove è permessa la libertà di pensiero, o anche, più avanti nel testo, il diritto di voto dato al popolo, anzichè alle sole classi colte ed abbienti, si espone agli attacchi del nemico.

    I Gesuiti sarebbero gli unici che potrebbero invertire il trend e riportare il mondo agli antichi splendori, se non fosse che la propaganda ebraico - massonica - liberal - socialista ha provveduto a screditarli.

    Sorgono due considerazioni: 1) nel bene o nel male i Gesuiti devono quindi essere molto potenti e 2) ora che sappiamo chi è il cattivo e chi è il buono sappiamo con chi schierarci... o no?

    Non è uno schema ben collaudato?
    Non suona come un provvidenziale attentato di Al Queda qualche giorno prima di una importante elezione o dell' approvazione di una legge liberticida per combattere il terrorismo?

    I successivi Protocolli parlano nel dettaglio del piano, e questa parte sembra a dir poco profetica. Ne accennerò molto velocemente, lasciando ad ognuno il compito di andare a leggerseli e rimanere stupito dell' attualità: oltre al programma politico - culturale basato sulla debolezza intriseca della democrazia dove il popolo è diviso in fazioni create ad arte si parla di un programma finanziario che preveda una tassazione progressiva, di sostituzione della moneta corrente con altre forme di pagamento (ancora la moneta elettronica non era ipotizzabile), di crisi economiche indotte dalle politiche monetarie gestite da alcuni cartelli di banche private, prestiti ad interessi capestro agli stati, corruzione; tutto questo per portare ad un sommovimento tale da poter creare un nuovo ordine sulla scia di rivoluzione volutamente sobillate.

    Notate le parole precise al protocollo XXI:

    Ma quando la commedia è finita, rimane il fatto che vi è un grosso debito, e che per pagarne gli interessi il governo deve ricorrere ad un nuovo prestito, il quale alla sua volta non annulla il debito dello Stato; ma anzi lo aumenta. Quando la capacità governativa di prendere in prestito è esaurita, gli interessi dei nuovi prestiti debbono essere pagati con nuove tasse; le quali non sono altro che nuovi debiti contratti per coprirne altri.

    I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Dicono sia un falso, tutto sta ad intendersi sulla parola falso. Quel che è certo è che le conclusioni si attanagliano perfettamente a questi tempi che stiamo vivendo.

    PS: prima che qualche demmmmmmmmocratico si agiti per niente, la vendita di questo libro è perfettamente LEGALE in Italia.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  3. #3
    vae victis
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION

    La strategia ebraica per la conquista del mondo

    di Andrea Laruffa

    .

    Nei primi anni del Novecento iniziò a circolare in Europa un misterioso e controverso libro dal titolo “I Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Al suo interno veniva descritto con precisione il piano di conquista del mondo da parte della comunità ebraica, che si sarebbe dovuto realizzare attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.



    “Infiltrati come quinta colonna gigantesca nelle società cristiane gli ebrei lavorano a corromperne la fibra morale, pervertirne le tradizioni, distruggerne l’economia e sovvertirne le istituzioni. Banchieri, intellettuali, artisti, giornalisti, politici obbediscono a uno stesso disegno e si preparano a raccogliere il frutto del complotto”. Le parole di Sergio Romano spiegano in maniera molto chiara quelli che erano gli obiettivi di questa di società segreta e i mezzi tramite i quali si sarebbero dovuti realizzare.



    Il libro è stato ripreso per giustificare molte delle azioni antisemitiche messe in atto nel corso del nostro secolo. Dai pogrom russi ai lager nazisti, fino alle più recenti manifestazioni di odio nei paesi mediorientali, i Protocolli sono stati spesso impugnati dagli antisemiti per fomentare il disprezzo nei confronti del popolo ebraico. Tanto per intenderci, Hitler nel suo “Mein Kampf”, fa ricorso a questo documento per legittimare l’eliminazione, anche fisica, degli ebrei.


    Nel 1921, un giornalista del Times pubblicò un articolo nel quale dimostrava che i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” costituivano in realtà un falso, redatto dalla ‘Okhrana’, la polizia segreta zarista, che si era servita, cambiandone il contesto, di un libello satirico dal titolo “Dialogue aux enfers entre Machiavel et Montesquieu” (“Dialoghi all’inferno tra Machiavelli e Montesquieu”), scritto dal francese Maurice Joly per attaccare le mire espansionistiche di Napoleone II. Tutto ciò non fece che accrescere l’interesse attorno al documento che, nonostante l’articolo apparso sul quotidiano inglese, è stato, ed è tuttora, usato per screditare il popolo ebraico dinanzi all’opinione pubblica mondiale. Sono in molti, infatti, coloro che ancora oggi sostengono che il documento sia ‘vero’. Questo rappresenta indubbiamente un fatto su cui riflettere, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti internazionali.


    Il dibattito attorno ai Protocolli dunque oggi non verte tanto sull’autenticità del documento (che effettivamente è esistito, tanto da essere tradotto in quasi tutte le lingue del mondo), quanto sulla sua veridicità, sul fatto cioè che il suo contenuto sia realmente il piano di conquista del mondo ideato e redatto da parte di una società segreta capeggiata da rabbini in tale anno e in tale luogo. Nonostante la maggior parte degli esperti è unanime oggi nel definire i Protocolli un ‘falso’, c’è ancora chi sostiene che in realtà non solo il documento sia veritiero, ma che proprio in questi anni esso stia trovando l’apice della sua applicazione concreta. La questione è quindi molto delicata.



    Da una parte si è scoperto che i Protocolli hanno sicuramente attinto gran parte del suo contenuto da un precedente libello satirico, oltre che da altri documenti antisemiti; dall’altra c’è la sconcertante constatazione che alcuni punti preconizzati nei Protocolli siano oggigiorno talmente vicini alla realtà da far sorgere in alcuni almeno il dubbio che qualcosa di ‘vero’ al suo interno ci sia. Ma cerchiamo di capire meglio cosa sono e da dove provengono i Protocolli dei Savi Anziani di Sion.



    La fonte originale dei Protocolli è, come già detto, un pamphlet satirico francese di Maurice Joly del 1864 (“Dialoghi all’Inferno tra Machiavelli e Montesquieu”, che traeva ispirazione da un precedente romanzo di Eugene Sue, “I Misteri del Popolo”, nel quale si parlava di un immaginario complotto per sovvertire l’ordine mondiale. Tuttavia in nessuno di questi due testi vengono menzionati gli ebrei. Il libro di Joly fu proibito in Francia e ripubblicato qualche tempo dopo in Belgio.

    Nel 1868 Hermann Goedsche, antisemita tedesco e spia per conto della polizia segreta di Prussia, incluse alcune parti del libello di Joly nel suo “Biarritz”, scritto sotto lo pseudonimo di “Sir John Retcliffe”. Nel capitolo “Il cimitero ebraico a Praga e il Consiglio dei Rappresentanti delle Dodici Tribù di Israele”, inventò una un’assemblea di rabbini che si riunisce una volta ogni cent’anni per pianificare una sovversiva cospirazione ebraica. Il libro fu tradotto anche in russo, e proprio in Russia trovò la sua massima diffusione.



    La polizia segreta imperiale dello zar, l’ “Ochrama”, in seguito all’assassinio di Alessandro II, sfruttò infatti il libro di Goedsche per screditare quei riformatori liberali e quei rivoluzionari che stavano rapidamente guadagnandosi il sostegno popolare, in particolare tra le minoranze oppresse come gli Ebrei russi. Il testo fu impugnato dai reazionari e dalle forze zariste capeggiate da Nicola II che, spaventati come detto dal crescente emergere del movimento rivoluzionario e progressista, diedero vita alla prima versione dei Protocolli, che furono pubblicati a puntate, nel 1903, sul quotidiano di San Pietroburgo La Bandiera.

    Il contenuto dei documenti costituiva il pretesto ideale per mettere a segno quella serie di violenze e sopraffazioni conosciute con il nome di “pogrom”, e accreditare contemporaneamente la colpa del crescente malcontento ad una immaginaria cospirazione ebraica. Ma il testo era destinato ad assumere contorni ancora più ampi, che giungono fino ai giorno nostri.



    Nel 1905, infatti, Sergej Nilus, un prete mistico antisemita, pubblicò i Protocolli, nella loro versione integrale, come appendice ad un suo libro dal titolo “Il Grande nel Piccolo: la venuta dell'Anticristo ed il Regno di Satana sulla Terra”, nel quale sosteneva che il documento era il risultato degli incontri dei “savi anziani di Sion” avvenuti fra il 1902 e il 1903. Contemporaneamente emersero i primi dubbi circa la veridicità di quanto sosteneva Nilius, dal momento che quest’ultimo disse di essere entrato in possesso dei documenti nel 1901.



    Dalle parole di Nilus: “Nel 1901, tramite un mio conoscente riuscii a procurarmi un manoscritto che rivelava con insolita perfezione e chiarezza il corso e lo sviluppo del complotto segreto giudeo-massonico che avrebbe dovuto condurre questo mondo malvagio alla sua fine inevitabile. La persona che mi consegnò questo manoscritto mi aveva garantito che si trattava di una traduzione fedele dei documenti originali rubati da una donna ad uno dei più importanti ed influenti leader massonici durante un incontro segreto in Francia – il beneamato nido del complotto massonico”. Ciò non poteva essere possibile dal momento che Nilus sosteneva di essere entrato in possesso dei resoconti delle riunioni prima che le riunioni stesse, a detta dell’ autore, erano avvenute.



    Fu istituita da parte del neo-eletto presidente del Consiglio dei Ministri russo Pyotor Stolypin un’indagine per verificare se effettivamente il documento di Nilus corrispondeva o meno alla realtà dei fatti. L’indagine tuttavia fece emergere l’inganno ( il fatto che i Protocolli erano stati abilmente redatti dai servizi segreti), e indusse lo Zar Nicola II a ordinare il ritiro immediato del libro dalla circolazione, in quanto “una buona causa non può essere difesa con mezzi sporchi”. Nonostante il divieto, come spesso accade per i testi ‘proibiti’, le ristampe dei Protocolli iniziarono a diffondersi a macchia d’olio, non solo in Russia ma in tutta l’Europa e successivamente anche negli Stati Uniti.



    In un anno, nel 1920 esattamente, solo in Inghilterra andarono esaurite cinque edizioni del libro, mentre dall’altra parte dell’Atlantico il magnate Henry Ford ne finanziò la pubblicazione per 500.000 copie, citando spesso il testo come una prova di un’ipotetica minaccia ebraica (“L'unica affermazione che mi interessa fare a proposito dei Protocolli è che essi si accordano perfettamente con ciò che sta succedendo nel mondo. Hanno sedici anni di vita e spiegano perfettamente gli avvenimenti accaduti fino ad ora”).



    Nel 1921, l’intera storia dei Protocolli fu ricostruita da Lucien Wolf e ripresa dal quotidiano inglese Times, che definiva il testo un “falso letterario” (“A literary forgery”). Nello stesso anno, un libro che documentava per intero il broglio fu pubblicato negli Stati Uniti da Hermann Bernstein. Ma nonostante le prove della falsificazione e la dettagliata demolizione di tutto il contenuto del libello, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion continuarono ad essere considerati dagli antisemiti di tutto il mondo come una prova importante e attendibile della volontà di un ribaltamento dell’ordine mondiale da parte del popolo ebraico.



    Siamo tutti a conoscenza di ciò che la Storia ci ha insegnato riguardo le persecuzioni a cui sono stati sottoposti gli ebrei in questo secolo. E’ inutile stare a ricordare i lager nazisti, i pogrom russi e le leggi antisemitiche promulgate durante la dittatura fascista. Ciò che in questo contesto è utile tuttavia sottolineare è come questo documento, definito dai più come un ‘falso’, sia tutt’oggi ritenuto veritiero e attendibile da molte persone, e proprio per questo utilizzato impropriamente per giustificare odio e violenza nei confronti del popolo ebraico.



    E’ importante ricordare che il padiglione iraniano della Fiera del Libro di Francoforte del 2005 (e questa ancora non è Storia) aveva in esposizione una copia dei Protocolli, così come è importante ricordare che in Arabia Saudita, i testi scolastici ancora oggi trattano questo documento come un “fatto storico”, o ancora che Hamas (da poco alla guida della Palestina) fa riferimento esplicito nel suo Statuto ai Protocolli, considerandoli autentici (“Il piano sionista è senza limiti. Dopo la Palestina, i sionisti aspirano ad espandersi dal Nilo all'Eufrate. Quando avranno sistemato la regione, essi ripartiranno, aspireranno a ulteriori espansioni e così via. Il loro piano è contenuto nei Protocolli dei savi di Sion e la loro attuale condotta è la miglior prova di ciò che diciamo”).



    Per lo stesso motivo, è importante sottolineare che l’Autorità Nazionale Palestinese (l’ANP) ha frequentemente usato i Protocolli nei media e nelle scuole sotto il suo controllo e alcuni accademici palestinesi hanno presentato il falso documento come un complotto sul quale è basato il Sionismo, o che il 25 gennaio del 2001 il quotidiano ufficiale dell'ANP, Al-Hayat al-Jadida, ha citato i Protocolli nella sua pagina dedicata alla “Educazione politica nazionale” per spiegare la politica odierna di Israele.



    Evidentemente la realtà non è uguale per tutti. C’è sempre chi chiude un occhio su ciò che non vuole vedere. Come ho detto ad inizio articolo, oggi non si dibatte più sul fatto dell’autenticità dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion, un documento che per quanto ‘falso’ è tuttavia esistito, quanto sulla ‘veridicità’ delle sue affermazioni. Ciò è di estrema importanza, anche se, in un periodo di tensione ideologico-religiosa come è il nostro attuale, preoccupa, più che i dibattiti sulla sua veridicità, il fatto che questo testo stia conoscendo in molte parti del mondo una “seconda giovinezza”.

    InStoria - I protocolli dei savi anziani di Sion

  4. #4
    Ghibellino
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Il discorso e la sottile differenza tra verità e veridicità è quanto mai attuale verso questo libro che i detrattori definiscono libello. Io sinceramente non ho elementi per dare un giudizio sul fatto che Nilus lo abbia materialmente ricevuto dalle mani di un "savio" o da altri della "congrega", può darsi di si come può darsi di no, a mio parere non esiste, in questo caso, "la pistola fumante", la prova regina. Vero o meglio sicuramente indirizzato sulla veridicità dei fatti è quanto riportato nei Protocolli sugli sviluppi mondiali futuri, quindi i casi sono due: o Nilus era un mago che prevedeva i tempi ed i fatti oppure quanto scritto, vero o verosimile che fosse, si poggiava su delle realtà indiscutibili. Nei paesi islamici, gli unici che possono permettersi una critica verso il sionismo, i Protocolli sono considerati verosimili ed è anche interessante porre l'accento sul fatto che, comunque, i Protocolli non sono anti ebraici ma anti sionisti e la differenza esiste, eccome se esiste.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  5. #5
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Piccolo contributo!

    http://www.doncurzionitoglia.com/

    Date una occhiata, io ho avuto il piacere di assistere a delle sue conferenze, sull'argomento, strepitoso.
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  6. #6
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Dicono sia un falso, tutto sta ad intendersi sulla parola falso. Quel che è certo è che le conclusioni si attanagliano perfettamente a questi tempi che stiamo vivendo.

    PS: prima che qualche demmmmmmmmocratico si agiti per niente, la vendita di questo libro è perfettamente LEGALE in Italia.
    Grazie per queste nuove pirlate.

  7. #7
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Grazie per queste nuove pirlate.
    Bentornato Raimondino, sentivamo la mancanza della profondità dei tuoi interventi.

    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  8. #8
    Canaglia
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Citazione Originariamente Scritto da Ringhio Visualizza Messaggio
    Bentornato Raimondino, sentivamo la mancanza della profondità dei tuoi interventi.

    Sai, ogni tanto bisogna cambiare aria per disintossicarsi dalle pirlate che scrivete. Vedo che adesso il tuo nuovo guru è DonNitoglia.
    Il prossimo articolo che posterai smentirà le tesi Galileiane? Mi aspetto questo da un revisionista come te...

  9. #9
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Citazione Originariamente Scritto da Raymond la Science Visualizza Messaggio
    Sai, ogni tanto bisogna cambiare aria per disintossicarsi dalle pirlate che scrivete. Vedo che adesso il tuo nuovo guru è DonNitoglia.
    Il prossimo articolo che posterai smentirà le tesi Galileiane? Mi aspetto questo da un revisionista come te...



    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  10. #10
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    Predefinito Re: I Protocolli dei savi anziani di Sion

    Ovviamente il consiglio non è indirizzato ai revisionisti ma chi fosse interessato alla genesi di questa ed altre amenità , può leggere un libro di facile lettura ma esaustivo sull'argomento.

    Sarà vero. La menzogna al potere. Falsi, sospetti e bufale che hanno fatto la storia - Buonanno Errico - Libro - IBS - Einaudi - Einaudi. Stile libero extra

 

 
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