Nell’estate del 2010, la ricerca per una cura del cancro fece un significativo passo avanti. Al Perelman Center for Advanced Medicine presso l’Università della Pennsylvania, USA, due medici avevano sperimentato una nuova possibile terapia su tre pazienti con leucemia in stato avanzato e ormai incurabile. La tecnica consisteva nell’impiego dell’ingegneria genetica in laboratorio su linfociti T provenienti dai sistemi immunitari di ciascun paziente, allo scopo di favorirne la prolificità e l’aggressività contro le cellule tumorali, per poi immetterle di nuovo nell’organismo. Andando oltre le loro più ottimistiche previsioni, la terapia riuscì a ridurre significativamente la dimensione del tumore. Qualche settimana dopo, divenne evidente che in almeno due dei tre pazienti era in corso una completa remissione. Oggi, due di loro sono ancora vivi e non mostrano tracce di recidive. Un terzo è morto qualche mese dopo. Ma una risposta così rapida in due casi su tre già dalla prima sperimentazione non era mai stata ottenuta prima.

Cancro, più vicina la terapia con linfociti T ingegnerizzati | Scienze fanpage