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    Predefinito Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Qui posterò un pò di vecchi articoli per dimostrare che l' affare Eni-Gazprom per il gasdotto Blue Stream fu deciso nel 2006 da Romano Prodi, e non c'è stato soltanto quell' accordo economico tra l' Italia di Prodi e la Russia di Putin.
    Sentiamo le argomentazioni dei berluscones.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Energia e aerei, accordo Prodi-Putin

    Energia e aerei, accordo Prodi-Putin
    Intesa sul gas e sui jet regionali. Si farà anche una banca d' affari italo-russa

    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Italia e Russia sono decise a rilanciare la collaborazione in tutti i campi, a partire da quello dell' energia nel quale il principio guida sarà costituito dalla "reciprocità": aziende russe potranno entrare nel mercato italiano per vendere gas e ditte italiane potranno lavorare nei grandi giacimenti della Russia. Sono questi i punti fissati nella prima visita di Prodi a Mosca da Presidente del Consiglio durante il lungo incontro e la cena con Vladimir Putin al Cremlino. Punti che potranno anche servire da guida in vista del summit del G8 in programma dal 15 luglio a San Pietroburgo. Il primo risultato del nuovo clima di intesa che succede all' inverno dei sospetti sulle forniture di gas sembra essere l' intesa per la partecipazione dell' Eni ai lavori per ampliare il gasdotto Blue Stream. Si tratta del metanodotto che passa sotto il Mar Nero (costruito già da aziende Eni) e che congiunge direttamente la regione russa di Krasnodar con la Turchia (1250 chilometri di cui 385 sott' acqua). I lavori serviranno a portare più gas verso l' Europa meridionale e verso Israele senza dover passare sul territorio di Paesi che Mosca ritiene poco affidabili. Di questo e di altri progetti in comune hanno parlato in contemporanea l' amministratore delegato dell' Eni Paolo Scaroni e il suo omologo di Gazprom Aleksei Miller i quali hanno fatto concreti passi avanti sulla strada di un accordo generale. «Putin ha ripetuto più volte il legame della Russia con l' Europa e l' impegno del suo Paese ad assicurare le forniture di energia», ha detto un Prodi molto soddisfatto dopo l' incontro. I due Paesi poi agiranno di conserva per convincere gli ucraini ad immagazzinare più gas nei depositi in modo di prepararsi all' inverno. Dimenticata insomma la gaffe di Gazprom che il primo gennaio chiuse il rubinetto del gas all' Europa per «punire» l' Ucraina. Ora si guarda avanti in un clima di reciproca fiducia. Anche se resta il problema Cecenia «un problema che non può non essere sollevato», ha detto Prodi aggiungendo che si tratta di una divisione nota. La fiducia, per ora, non è condivisa da alcuni degli altri Paesi più industrializzati. Oltre al Blue Stream, altre intese sono già state raggiunte tra i due Paesi. Finmeccanica e Sukhoi costruiranno aerei assieme, con l' obiettivo di raggiungere una quota di mercato del 15% nel settore dei velivoli per brevi distanze (75/100 posti). L' italiana Sogin collaborerà con i russi allo smantellamento dei sommergibili nucleari, un programma del valore di 360 milioni di euro. In generale, la collaborazione tra i due Paesi punterà al raggiungimento di grandi intese che potranno fungere da catalizzatore per tanti piccoli accordi aggiuntivi, coinvolgendo le piccole e medie imprese italiane. Sarà costituita una banca d' affari italo-russa (per l' Italia il progetto sarà coordinato da Banca Intesa). Nel campo dell' energia, Gazprom vuole entrare nel mercato italiano vendendo direttamente gas. Contemporaneamente l' Eni, l' Enel e altri gruppi potranno lavorare in Russia. In quali campi? L' azienda elettrica è già presente a San Pietroburgo e potrà sviluppare nuove centrali. L' Eni ha molto da offrire al partner russo, come ha spiegato Scaroni. Intanto l' ammodernamento della rete di gasdotti che oggi fanno registrare forti perdite del prodotto in transito. Poi il campo della raffinazione: la Russia produce molto olio combustibile (con una domanda mondiale in forte calo) e poco gasolio pulito (sempre più richiesto). Quindi la migliore utilizzazione dei giacimenti esistenti con le tecnologie di cui l' Eni dispone. Infine la ricerca e lo sviluppo di nuovi giacimenti. Un settore nel quale però ci sono forti resistenze ad ammettere altri partner.

    Dragosei Fabrizio


    Pagina 15
    (21 giugno 2006) - Corriere della Sera

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Concluso a Bari il vertice Prodi-Putin "Maggiore cooperazione sull'energia" - esteri - Repubblica.it

    BARI - Energia, industria aerospaziale ma anche i conflitti in Afghanistan e in Kosovo e i diritti umani: sono questi i principali temi affrontati oggi a Bari nel vertice intergovernativo tra il premier Romano Prodi e il presidente russo Vladimir Putin. Un incontro, ha detto Prodi nel pomeriggio, nella conferenza stampa congiunta tenuta al Teatro Comunale Piccinni, che si è rivelato "straordinario ed è la migliore testimonianza della partnership strategica fra l'Italia e la Russia". Una partnership che l'Italia intende allargare, ha sottolineato Prodi assicurando che non verrà posta "alcuna barriera agli investimenti russi in Italia".

    Dopo il vertice i due presidenti hanno raggiunto a piedi il Castello Svevo, per una visita al monumento. E al Castello Svevo sono stati siglati i dieci accordi oggetto dei vari incontri tra ministri e con i rappresentanti di diverse importanti aziende private, dall'Eni alle Ferrovie.

    Tra i temi principali del summit, ha riferito Prodi in conferenza stampa, quello dell'energia, a partire dall'intesa tra Eni e Gazprom, che, ha sottolineato il premier, "è un modello". Prodi ha aggiunto che si è anche trattato con grande interesse dell'intesa tra Alenia e Sukoi.

    I due presidenti hanno discusso a lungo anche dei costi delle energie e delle fonti rinnovabili. "Abbiamo condiviso la necessità di rafforzare i rapporti tra l'Unione Europea e la Russia, possibilmente con un accordo e una partnership di cooperazione più ampia possibile, anche per l'energia", ha concluso Prodi, spiegando che si è parlato dei diritti civili e della libertà di stampa.

    Tra i temi di discussione anche i conflitti di rilevanza mondiale. "E' impossibile risolvere con la forza i conflitti", ha osservato Putin durante la conferenza stampa rispondendo alla domanda di un giornalista e riferendosi a Iran, Afghanistan, Kosovo e "altri focolai". "Abbiamo parlato lungamente dell'Afghanistan e della necessità di uno sforzo internazionale per poter riportare la pace e costruire una conferenza di pace", ha aggiunto Prodi.

    Tre gli accordi bilaterali tra ministri. Nella mattinata, contemporaneamente al vertice tra Putin e Prodi, si sono tenuti numerosi summit tra i titolari italiani e russi della Difesa, dell'Economia, della Famiglia, dell'Università, delle Attività Produttive e degli Esteri.

    "Oggi abbiamo fatto un importante passo avanti per definire il primo accordo con la Russia sulle adozioni internazionali. L'Italia è pioniera in questo e per questo dobbiamo procedere con cautela perchè sarà un accordo tipo per tutti gli altri Paesi", ha detto il ministro della Famiglia, Rosi Bindi, a conclusione dell'incontro con il collega russo Andrei Fursenko. Bindi ritiene che l'accordo definitivo possa essere firmato prima di agosto a Mosca.

    Anche il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa si è mostrato molto soddisfatto dell'incontro durato circa 50 minuti, con il ministro russo Alexey Kudrin: "Un ottimo incontro", ha commentato sinteticamente, rispondendo alle domande dei giornalisti.

    Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha riferito di aver discusso con il collega russo "di come intensificare un rapporto già intenso, per quanto riguarda la cooperazione internazionale e che tocchi aspetti particolari come la criminalità organizzata". Si è inoltre affrontata la questione della "cooperazione civile", ha detto Mastella.

    In mattinata, in coincidenza con l'arrivo delle delegazioni italiana e russa, si è svolta a Bari una manifestazione di protesta in piazza Ferrarerse, al di là della cosiddetta zona rossa, non lontano comunque dalla sede degli incontri del vertice intergovernativo. La manifestazione era promossa dal "Cccp", come ironicamente si sono chiamati i "comitati che contraccolgono Putin". L'iniziativa, con palloncini e uno striscione a tutela dei diritti umani, è stata promossa dai giovani comunisti di Rifondazione comunista ed alcune organizzazioni studentesche ed universitarie. Tutto si sta svolgendo tranquillamente e pacificamente con volantini e slogan per la Cecenia, i diritti umani e la libertà di stampa.

    (14 marzo 2007) Torna su

  4. #4
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Accordo Putin-Prodi sull'energia

    Premier: Roma spingera' su Ucraina per scorte strategiche

    (ANSA) - MOSCA, 20 GIU - Accordo Putin-Prodi sull'energia: la Russia puo' entrare nel mercato energetico italiano, l'Italia puo' estrarre gas e petrolio russi.Lo ha detto il presidente Putin dopo un incontro con il premier italiano al Cremlino. Prodi, confermando la maggiore collaborazione tra i 2 Paesi, ha espresso 'preoccupazione per il fatto che l'Ucraina non provvede ad aumentare le riserve strategiche di gas' e ha annunciato che Roma cerchera' di spingerla in tale direzione per metterci al sicuro in inverno.


    20/06/2006 19.47

  5. #5
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    http://www.repubblica.it/2006/06/sez...ia-russia.html

    Mosca, Prodi incontra Putin
    Accordo sul mercato energetico

    MOSCA - Un accordo sull'energia, per consentire alle compagnie russe di entrare nel mercato italiano e a quelle italiane di estrarre gas e petrolio russi, e una intesa preliminare per giungere alla creazione di una banca d'affari comune. E' questo il primo bilancio dell'incontro che si è svolto oggi al Cremlino tra Vladimir Putin e Romano Prodi.

    In un clima amichevole, con Prodi che rilancia il "modello vodka e caviale per i nostri rapporti bilaterali" e Putin che non trattiene ripetuti elogi al presidente del consiglio italiano - "Il nostro ospite è un uomo politico di grande autorevolezza e influenza tra i politici sul piano nazionale e europeo" - i due leader tracciano un percorso teso ad agevolare investimenti nel campo dell'energia.

    In sostanza l'intesa si tradurrà nella possibilità per le compagnie russe di entrare nel mercato energetico italiano nel campo del consumo, in cambio della possibilità delle compagnie italiane di estrarre gas e petrolio russi.

    Parlando di energia Prodi non ha negato le preoccupazioni dovute all'atteggiamento dell'Ucraina
    che "non sta provvedendo ad aumentare le scorte strategiche. Speriamo che lo faccia per evitare il rischio che un nuovo inverno rigido provochi conseguenze come nell'inverno scorso".

    Prodi ha anche detto che l'Italia eserciterà "tutta la persuasione" sull'Ucraina "perchè l'accumulazione di riserve avvenga nei tempi, nei modi e nelle quantità necessarie per metterci al sicuro per tempo per il prossimo inverno".

    Nessuno dei due leader ha fatto cenno ai contatti che si stanno intensificando tra Eni e Gazprom, le due compagnie nazionali, ma nella sostanza dai due presidenti è arrivato il "disco verde" all'iniziativa imprenditoriale.

    Quanto alla ipotesi di una banca d'affari comune il premier ha spiegato: "Lavoriamo ad una banca cinquanta e cinquanta tra operatori italiani e russi per guidare ed aiutare l' aumento degli investimenti incrociati, indispensabili per far crescere i rapporti economici tra i nostri paesi".

    (20 giugno 2006)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=68144

    Vladimir Putin con Romano Prodi

    Bari, 14-03-2007

    Si e' concluso il lungo incontro bilaterale, durato oltre un'ora, tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e il presidente russo Vladimir Putin alla prefettura di Bari. Un colloquio dedicato ai temi bilaterali e dominato dalle questioni energetiche.

    Il capo del Cremlino ha svolto "una lunga analisi settoriale sulle varie componenti energetiche", affrontando cosi' tutti i dossier piu' strettamente economici aperti. Prodi e Putin hanno infatti parlato degli accordi Eni-Gazprom; dell'accordo tra Alenia e Sukoy, dell'accordo tra Enel e Rosatom anche per la costruzione di centrali nucleari in Russia e paesi terzi, non chiedera' lo sviluppo della collaborazione nei sistemi bancari.

    "Il presidente Putin si e' mostrato molto informato e preciso", hanno riferito fonti presenti al colloquio.
    Piu' in particolare per l'accordo tra Alenia e Sukoy i due leader si sono trovati d'accordo nel ritenere che "e' una occasione unica sia per la Russia che per l'Italia di entrare in questo segmento di mercato".
    L'incontro tra Prodi e Putin nella prefettura di Bari si e' svolto con l'ausilio degli interpreti e alla presenza solo dei piu' stretti collaboratori dei presidenti.
    Concluso il bilaterale Prodi e Putin si sono spostati al castello svevo, dove, raggiunti da tutti gli altri ministri, si sono riuniti per una plenaria.



    Ecco gli accordi firmati a Bari, oltre alle intese tra Alenia aeronautica e Sukhoi per il 'Superjet 100' e a quello tra Enel e Rosatom, sono state firmate anche quelle bancarie tra Intesa Sanpaolo, Mediobanca e la russa Vtb Bank, per l'apertura di alcune linee di credito.

    Finmeccanica e ferrovie russe hanno invece dato il via libera a una collaborazione per il settore trasporti e in particolare per la collaborazione ad un elettrotreno regionale in Russia.

    Il ministero della Difesa ha stipulato un accordo intergovernativo per la protezione della proprieta' intellettuale nell' ambito della cooperazione tecnico-militare, mentre per favorire lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nel Sud Italia l'Universita' di Foggia ha stretto un'intesa con partner russi.

    Due infine le iniziative legate al settore della cultura, la prima riguarda un programma di collaborazione per il biennio 2007-2009, siglato dal ministro degli Esteri italiano Massimo
    D'Alema e dall' omologo russo, il secondo riguarda un protocollo d'intesa per creare il centro scientifico e culturale dell'Hermitage a Ferrara.

  7. #7
    ABF
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    A parte che i rapporti Eni-Gazprom sono ben precedenti al precedente governo, peccato che Romano Prodi non li abbia inserito ed inglobati in un sia pur timido tentativo di indipendenza nazionale. L'attuale governo si sta muovendo a 360 gradi (vedi rapporti con Cina, Libia e Turchia) e non a caso l'amasciatore USA in Italia si è in almeno due circostanze lamentato di tutto questa intraprendenza berlusconiana.
    Ti giro un pezzo, pensa te..., preso da un sito di orientamento marxista.






    08.08.2009 - Gli Stati Uniti, il gasdotto South Stream, Berlusconi e la sinistra



    di Matteo Pistilli. Gli interessi statunitensi in Eurasia portano una certa "sinistra" ad opporsi al progetto South Stream.




    Non che non lo avessero già spiegato bene o che la questione non fosse chiara come il sole, ma venerdi 7 agosto, giorno dopo la firma dell’accordo fra Turchia e Russia che consentirà la costruzione del gasdotto South Stream nel Mar Nero, la “sinistra” italiana per bocca del quotidiano “l’Unità” ha definitivamente chiarito la sua posizione.



    “La Banda del Tubo” titola in prima pagina; e spiega: “Berlusconi sensale dell’affare del secolo tra Putin ed Erdogan. Joint- venture per far fuori l’Europa e l’America”.



    E’ questa la posizione ufficiale della sinistra italiana: si schiera “senza se e senza ma” a sostegno del progetto concorrente a quello russo, ossia il Nabucco, che ammettono sia sostenuto dagli Usa (e dall’ interesse dell’Unione Europea).

    Da cosa discenda l’interesse dell’Unione Europea è un mistero che non è dato sapere: che la burocrazia di Bruxelles si sia accodata al progetto americano non ci stupisce, visto il grado di sottomissione politica che segna questa organizzazione, sempre pronta ad obbedire, anche perché senza sovranità politica, militare ed economica non può fare altro, alla potenza egemone occidentale, che addirittura vuole trasformare la Nato nell’esercito dell’UE.

    Ma la questione è invece abbastanza chiara: il gas si trova ad est, direttamente in Russia o in territori molto prossimi in cui la Russia stessa, naturalmente, esercita la sua influenza; dopodichè per raggiungere la parte occidentale dell’Europa deve passare sui vari spazi europei, dei quali di importanza fondamentale è la Turchia. In più questo progetto è sviluppato al cinquanta per cento dall’italiana Eni. Chi potrebbe avere il coraggio di dire che un progetto sovrano come il South Stream, in quanto è opera degli stessi attori europei, non fa gli interessi dell’Europa?

    In realtà le scelte hanno natura tutta politica: gli Usa hanno interesse nel creare un altro gasdotto, che passa attraverso gli stati da lei controllati e che riesca ad indebolire la naturale potenza russa. Si deve assolutamente riflettere sul significato che può avere un progetto del genere: perché gli Stati Uniti che sono in un altro continente vogliono dettare legge (e ci riescono) sulle scelte energetiche dell’Europa e dell’Asia?

    In ballo c’è il controllo del globo, in quanto la maggior parte delle risorse energetiche mondiali si trovano in Eurasia ed è infatti l’eterno obiettivo degli Usa quello di entrare nel controllo di questa zona: le varie guerre che negli anni si sono succedute, e l’odierna strategia di destabilizzazione in Iran, Pakistan, Turchia hanno come scopo quello di estendere l’egemonia statunitense sul continente, a scapito della sovranità dei popoli che vi vivono.

    Che in questa strategia rientri anche l’Italia lo conferma la stessa “Unità” quando, dopo aver citato una fonte diplomatica che considera quasi una “mission impossibile” la mediazione raggiunta fra Turchia e Russia, la stessa fonte spiega: la “diffidenza del presidente Obama nei confronti del premier Berlusconi era fondata su valutazioni politiche e non su differenze caratteriali”. Questo per confermare come sia chiaro il ruolo del governo italiano, che si è sbilanciato più di una volta a favore del progetto sostenuto dalla Russia, e che per questo motivo è visto con sospetto dal potere di Washington, non abituato a lampi di sovranità nelle scelte.



    In definitiva, il gasdotto South Stream, figlio degli interessi dei popoli che vivono in Europa (meglio, Eurasia) è certamente da sostenere, e non bisogna essere abbagliati dal fanatismo di parte e criticare a prescindere: quando poi, soprattutto, chi accende questo fanatismo, come per esempio il quotidiano di “sinistra” “l’Unità”, non è contrario al progetto per una semplice opposizione al governo Berlusconi, ma proprio perché pende dalle labbra degli Stati Uniti e dei poteri capitalisti internazionali (vedi anche Murdoch) , ne approva ogni loro progetto e tenta di creare opinioni favorevoli a questi in Italia.



    La crisi economica, e la crescita di nuovi Stati nell’arena internazionale stanno fiaccando l’unipolarismo a guida statunitense, e quindi stanno nascendo nuove possibilità per i popoli del mondo di auto governarsi in sovranità senza badare come prima agli ordini di Washington; un nuovo multipolarismo avanza e bisogna smarcarsi da quei centri di interesse che continuano a perpetuare la supremazia Usa a discapito della sovranità e gli interessi dei popoli; bisogna scegliere risolutamente da che parte stare: o con l’Eurasia ed il multipolarismo, o con l’egemonia mondiale statunitense, con tutte le devastazioni e guerre che ne conseguono.



    ***

    Un’appendice particolare merita il presidente del Nabucco: Joschka Fischer



    Questo, nel sessantotto attivissimo esponente “rivoluzionario”, poi verde-ambientalista, oggi è a capo del progetto Nabucco; esso è membro del Council on Foreign Relations, la fondazione privata dei Rockefeller, che è praticamente il centro dove si teorizza la politica estera statunitense e da dove nascono sia il gruppo Bilderberg che la Trilateral (giganti del capitalismo e del liberismo sfrenato). Oltre a confermarci la totale sottomissione agli interessi Usa, questo ci fa notare come il percorso individuale di alcuni famosi personaggi, che dal liberale sessantotto sono passati alla fine ideologica della politica rappresentata dai verdi e dagli ambientalisti, oggi siano fautori di interessi petroliferi e capitalistici statunitensi… non si pensi ad un’eccezione, è la regola.

    postato da: RIPENSAREMARX alle ore 14:27 | link | commenti (2)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Bravo Avanguardia,sentiamo che dicono
    i destri.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Solito pressapochismo destro-terminale.

    Romano Prodi fu costretto dalle contingenze ad agire così pena l'avere il paese col culo a terra e senza energia.

    Silvio Berlusconi, anche durante il mandato 2001-2006, aveva coltivato ottimi rapporti con Vladimir Putin e rafforzato i rapporti fra Russia e Italia.
    Ci siamo già scordati di Pratica di Mare?

  10. #10
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    Predefinito Rif: Fu Romano Prodi a decidere la collaborazione ENI-Gazprom per il Blue Stream

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Solito pressapochismo destro-terminale.

    Romano Prodi fu costretto dalle contingenze ad agire così pena l'avere il paese col culo a terra e senza energia.

    Silvio Berlusconi, anche durante il mandato 2001-2006, aveva coltivato ottimi rapporti con Vladimir Putin e rafforzato i rapporti fra Russia e Italia.
    Ci siamo già scordati di Pratica di Mare?
    D'Alema da Ministro degli Esteri continuò pienamente la linea già tracciata da Berlusconi, ci fu una seria convergenza.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

 

 
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