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    Predefinito legislazione francese (1871)

    CARTA COSTITUZIONALE DEL REGNO DI FRANCIA – Anno Domini 1872


    PREAMBOLO

    Enrico V di Borbone, Re dei Francesi, richiamato sul Trono che fu dei suoi avi dalla libera decisione del popolo francese, accetta la corona che gli viene offerta.
    Di sua propria e libera volontà si dichiara disposto ad accettare, per sé ed i propri successori, questa Carta Costituzionale, frutto degli emendamenti che il Popolo Francese, per mezzo dei suoi rappresentanti ha voluto fare alle Carte Costituzionali del 1814 e del 1830, giurando di rispettarla sul proprio onore di Principe della Casa di Francia.



    DIRITTO PUBBLICO DEI FRANCESI


    Articolo 1.
    I Francesi sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di titoli o di rango.
    La nobiltà conserva i suoi titoli e diritti ereditariamente, senza pregiudizio per lo Stato.

    Articolo 2.
    Tutti i Francesi contribuiscono, senza eccezioni, alle spese dello Stato.

    Articolo 3.
    Tutti i Francesi sono ammissibili agli impieghi civili e militari, in piena uguaglianza tra di loro.

    Articolo 4.
    A tutti i Francesi è garantita la libertà individuale.
    Nessuno può essere posto sotto accusa né arrestato, se non nei casi previsti dalla legge, e nella forma che essa prescrive.

    Articolo 5.
    Tutti hanno diritto di professare la propria religione, ed ottiene per il proprio culto la stessa protezione.

    Articolo 6.
    I ministri della religione Cattolica, professata dalla maggioranza dei Francesi, e quelli delle altre religioni cristiane ricevono degli stipendi dal Tesoro del Regno.

    Articolo 7.
    Tutti i Francesi hanno diritto di pubblicare qualsiasi scritto.
    La censura è consentita solo in tempo di guerra, ed in forza di una legge.

    Articolo 8.
    Tutte le proprietà sono inviolabili.

    Articolo 9.
    Lo Stato può espropriare una proprietà per motivi d'interesse pubblico, nei casi previsti dalla legge, dietro la corresponsione di un'adeguata indennità.

    Articolo 10.
    Ogni indagine sulle opinioni politiche contrarie alla restaurazione della Dinastia è vietata.

    Articolo 11.
    La coscrizione militare è regolamentata da una legge votata a maggioranza assoluta.
    L'arruolamento di stranieri può essere consentito solo in base ad una legge che specificatamente lo autorizzi.

    DIRITTO PUBBLICO DELLA CORONA DI FRANCIA

    Articolo 12.
    La successione al Trono è regolata dalla Legge Salica.
    I discendenti di Filippo V di Spagna sono esclusi dalla successione.
    Il Re non può escludere alcuno dalla propria successione.
    La legge regola la Reggenza.

    Articolo 13.
    I titoli nobiliari sono attribuiti dal Re, sulla base dei requisiti previsti dalla legge.
    In caso di indegnità il Re può dichiarare decaduto dal titolo e dal rango la persona che si macchiasse di tali colpe di fronte alla Nazione.


    DEL GOVERNO E DEI POTERI DEL RE

    Articolo 14.
    La Francia è una Monarchia, la persona del Re è inviolabile.

    Il Re non è responsabile per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni sovrane, tranne che nel caso di tradimento.
    Il Potere Esecutivo appartiene al Re, che lo esercita tramite il Governo.
    I Ministri sono responsabili di fronte all'Assemblea Nazionale.

    Il Potere Esecutivo spetta al Governo, che si compone del Primo Ministro e dei Ministri.
    Il Re nomina il Primo Ministro, e su proposta di questo, i Ministri.
    Il Re può partecipare al Consiglio dei Ministri, ove questo accada lo presiede.

    Articolo 15.
    Il Re è il Capo dello Stato.

    Il Re può indirizzare messaggi all'Assemblea Nazionale, senza che questi diano origine ad un dibattito o ad un voto.
    Il Re nomina gli ufficiali generali dell'Esercito e della Marina.
    Può assumere personalmente il comando solo in base ad una legge dell'Assemblea Nazionale. Il Re nomina i Marescialli di Francia, e stabilisce la loro appartenenza alla Camera dei Pari.
    I Marescialli chiamati dal Re a far parte dell'insigne consesso dovranno rinunciare contestualmente alle funzioni di comando che esercitavano sino all'entrata nella Camera dei Pari Ove si rendesse necessario, per il verificarsi di esigenze belliche, il rientro nelle forze armate del Maresciallo in questione spetterà al sovrano la richiesta e alla Camera dei Pari la conferma del reintegro in servizio effettivo dell'ufficiale.

    Il Re, con il consenso dell'Assemblea Nazionale, dichiara la guerra.

    Il Re è Sovrano e Gran Maestro degli Ordini Reali dello Spirito Santo e di San Michele.
    Il Re è Gran Maestro dell' Ordine Civile di Merito della Legion d'Onore.
    Il Re è Gran Maestro degli Ordini Militari Di San Luigi, di San Lazzaro e del Monte Carmelo, Dell'Istituzione Militare e del Giglio.
    Ciascun Ordine conserva e mantiene le sue prerogative e le sue proprieta' secondo la legge nazionale.

    Articolo 16.
    Il Governo, con l'autorizzazione del Re, firma i trattati di pace, d'alleanza e di commercio, che devono essere ratificati dall'Assemblea Nazionale.
    Il Governo, sulla base delle disposizioni di legge, nomina i funzionari dell'amministrazione pubblica.
    Il Re emana i Regolamenti, predisposti dal Governo, necessari all'esecuzione delle leggi.

    Articolo 17.
    Il Potere Legislativo è esercitato dall'Assemblea Nazionale, dalla Camera dei Pari e dal Re, mediante la ratifica.

    Articolo 18.
    La proposta delle leggi appartiene al Governo ed ad ogni Deputato.

    Articolo 19.
    Una legge è approvata se ottiene il voto della maggioranza dei presenti, a meno che la Costituzione non prescriva una maggioranza diversa.

    Articolo 20.
    Il Re può rifiutare la ratifica ad una legge.
    Se la legge viene nuovamente votata nella sessione successiva la ratifica sarà un atto dovuto.

    Articolo 21.
    La Lista Civile è fissata, per tutta la durata del regno, alla prima seduta dell'Assemblea Nazionale dopo l'incoronazione del Re.



    DELLA CAMERA DEI PARI


    Articolo 22.
    La Camera dei Pari è parte del potere legislativo.
    I Pari hanno iniziativa legislativa, e non possono modificare il Bilancio dello Stato votato dall'Assemblea Nazionale.
    Le modifiche alla Costituzione sono esaminate dopo che siano state votate dall'Assemblea Nazionale, e richiedono per essere approvate la maggioranza assoluta dei seggi.

    Articolo 23.
    La Camera dei Pari apre e chiude le sue sessioni contemporaneamente all'Assemblea Nazionale.
    Fà eccezione il caso in cui sia riunita per esercitare le sue funzioni giudiziarie.

    Articolo 24.
    La Camera dei Pari è composta da un numero non limitato di Pari.
    Ne fanno parte di diritto i Membri della Famiglia Reale e i Principi di Sangue, ove raggiungano la maggiore età.

    Ne fanno parte su designazione I Marescialli di Francia, chi sia stato Primo Ministro e non sia contemporaneamente membro dell'Assemblea Nazionale e chi abbia un titolo nobiliare pari o superiore a quello di Marchese.

    Dalla legislatura successiva a quella in cui è approvata questa Costituzione l'appartenenza all'Assemblea Nazionale comporta la rinuncia a sedere nella Camera dei Pari.
    Un Pari può essere membro del Governo.

    Articolo 25.
    La Camera dei Pari si dà il proprio Regolamento.
    Le sedute della Camera dei Pari sono sempre pubbliche.

    Articolo 26.
    La Camera dei Pari ha esclusivo potere di giudizio in materia penale sui propri membri.
    [ai fini del gioco la Camera dei Pari vota sempre come l'Assemblea Nazionale, tranne nel caso di modifiche costituzionali per le quali useremo l'estrazione del Lotto]




    DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE


    Articolo 27.
    L'Assemblea Nazionale è formata da seicento Deputati.
    I Deputati sono attribuiti a ciascun Dipartimento in proporzione alla popolazione.
    Nessun Dipartimento può essere privato della sua rappresentanza, per alcuna ragione.
    In forza di questa necessità non possono essere fissati limiti quantitativi della rappresentanza.

    Articolo 28.
    I Deputati sono eletti per cinque anni.
    Le elezioni si devono tenere entro tre mesi dalla fine della legislatura.

    Articolo 29.
    Le modifiche alla legge elettorale devono essere votate a maggioranza assoluta.
    Tuttavia la legge non può eliminare il collegio come base del sistema elettorale francese.

    Articolo 30.
    Nessuno può candidarsi all'Assemblea Nazionale se non ha compiuto i venticinque anni d'età e non ha gli altri requisiti richiesti dalla legge.

    Articolo 31.
    Sono elettori tutti i Francesi di sesso maschile che abbiano compiuto i venti anni d'età, e che non abbiano commesso qui reati per cui la legge prevede l'esclusione dalle liste elettorali.

    Articolo 32.
    La fissazione dei confini dei collegi elettorali è assegnata ad una commissione elettorale indipendente dal Governo.
    Le commissioni elettorali sono nominate dal Re, sulla base dei requisiti stabiliti dalla legge.

    Articolo 33.
    Sono vietate le candidature in più collegi, ed in collegi al di fuori del Dipartimento dove si risiede.

    Articolo 34.
    L'Assemblea Nazionale si dà il proprio Regolamento, votato a maggioranza assoluta.

    Articolo 35.
    Le sedute dell'Assemblea Nazionale sono pubbliche. Possono essere tenute sedute segrete solo in tempo di guerra, e solo su richiesta di almeno un quarto dei suoi membri.

    Articolo 36.
    L'Assemblea Nazionale costituisce delle Commissioni Permamenti per lo svolgimento dei propri lavori.

    Articolo 37.
    Nessuna imposta può essere riscossa se non sia prevista da una legge.

    Articolo 38.
    Il Bilancio del Regno è votato ogni anno.

    Articolo 39. L'Assemblea Nazionale si riunisce in due sessioni ordinarie ogni anno.
    La prima sessione inizia il 15 settembre e dura novanta giorni, la seconda sessione inizia il 15 gennaio e dura centocinquanta giorni.
    Il Governo può richiedere la convocazione di una sessione straordinaria per la durata di quindici giorni.

    Articolo 40.
    L'Assemblea Nazionale può votare, a maggioranza assoluta, una mozione di censura nei confronti del Primo Ministro. In tale caso il Re, sentito il Presidente dell'Assemblea Nazionale, nomina un nuovo Primo Ministro.

    L'Assemblea Nazionale può votare una mozione di censura anche nei confronti di un singolo Ministro, senza che ciò comporti la fine del Governo.

    Articolo 41.
    Il Re può sciogliere con un anno di anticipo l'Assemblea Nazionale, tale termine può essere derogato solo in caso di richiesta contenuta in una mozione approvata dalla maggioranza assoluta dei membri dell'Assemblea Nazionale.

    Articolo 42.
    In caso di guerra l'Assemblea Nazionale, con legge votata a maggioranza assoluta, può essere prorogata di un anno.

    Articolo 43.
    Un Deputato non può essere arrestato senza l'autorizzazione dell'Assemblea Nazionale, o fuori sessione con quella dell'Ufficio di Presidenza, salvo che in flagranza di delitto o in esecuzione di una sentenza definitiva.

    Articolo 44.
    I cittadini hanno diritto di presentare petizioni scritte all'Assemblea Nazionale. Le petizioni presentate da almeno un millesimo degli elettori devono essere discusse entro il termine della legislatura.

    Articolo 45.
    Il Primo Ministro ed i Ministri possono essere membri dell'Assemblea Nazionale. Qualora non ne siano membri hanno sempre accesso all'Assemblea Nazionale, ed hanno il diritto di tenere discorsi.




    DELLA GIUSTIZIA


    Articolo 46.
    La Giustizia emana dalla Nazione, ed è amministrata in nome del Re.

    I giudici sono nominati dal Re, sulla base delle disposizioni di legge.

    Articolo 47.
    I giudici sono inamovibili
    Fanno eccezione i giudici di pace che possono essere destituiti dal Re su proposta motivata delle autorità locali, secondo la presente legislazione.


    Articolo 48.
    L'organizzazione giudiziaria, civile, penale e di commercio, attualmente esistente è mantenuta.
    Solo una legge potrà introdurre modifiche.

    Articolo 49.
    Nessuno può essere distolto dal giudice naturale.

    Articolo 50.
    E' vietata la creazione di tribunali straordinari.

    Articolo 51.
    Tutti i dibattimenti sono pubblici.
    Fanno eccezioni i casi in cui, con ordinanza del tribunale, si dichiari che tale pubblicità è pericolosa per l'ordine pubblico o il buon costume.

    Articolo 52.
    L'istituto dei giurati è conservato.

    Articolo 53.
    La pena della confisca dei beni può essere irrogata solo per il reato di tradimento.

    Articolo 54.
    Il Re può fare grazia, tranne che per il reato di tradimento.

    Articolo 55.
    La Corte di Cassazione propone al Re una terna di candidati per ogni posto vacante di giudice nei Tribunali e nelle Corti d'Appello.

    Il Re sceglie i giudici da sostituire della Corte di Cassazione in una terna che gli è proposta da tutti i Presidenti delle Corti d'Appello.

    Articolo 56.
    Il Re è giudicato dall'Assemblea Nazionale, e può essere condannato solo con la maggioranza dei due terzi dei seggi.




    DELLE GARANZIE DELLO STATO


    Articolo 57.
    Il debito pubblico è garantito. Qualunque impegno contratto dallo Stato è inviolabile.

    Articolo 58.
    Gli Ordini Reali Militari e Civili sono mantenuti e posti sotto la protezione della Nazione e del Sovrano, con le regole attualmente vigenti.

    Articolo 59.
    Le colonie e le dipendenze del Regno sono rette da leggi speciali.

    Articolo 60.
    La schiavitù è abolita in tutto il territorio metropolitano, nelle colonie e nelle dipendenze o in qualsiasi territorio amministrato dalla Francia.

    Articolo 61.
    Il Sovrano come primo atto del suo regno è vincolato a prestare il Giuramento di Fedeltà alle Leggi Fondamentali del Regno di Fronte alla Camera dei Pari e all'Assemblea Nazionale in seduta congiunta e plenaria, entro una settimana e dalla morte o dalla abdicazione del suo predecessore e dalla sua successione al trono.
    In seguito a questi atti il Re potrà accedere all'Incoronazione.
    Essa potrà svolgersi in forma solenne o non solenne secondo le regole stabilite con apposita legge, entro e non oltre un anno dall'ascesa al trono del Sovrano stesso.
    L'incoronazione, rispettando le tradizioni dei nostri avi serve a rimarcare di fronte alla Nazione e al Mondo l'avvenuto passaggio di poteri tra un monarca e il successivo. Il Sovrano mantiene comunque la facoltà di rinunziare all'atto formale se ritiene che i tempi non lo consentano.


    Articolo 62.
    La bandiera nazionale è il Tricolore con l'inserzione al centro dello stemma reale di Francia, come stabilito dalla Legge.
    La Coccarda Nazionale è solamente quella tricolore blu-bianca e rossa.
    Tutti i Francesi, sia singolarmente che come gruppo, possono liberamente esporre qualsiasi bandiera della storia della Francia.

    Articolo 63.
    Tutte le leggi attualmente in essere, che non siano contrarie a questa Costituzione, restano in vigore.

    Articolo 64.
    La Costituzione può essere modificata dietro proposta del Governo o di un terzo dell'Assemblea Nazionale.
    Perché la proposta sia accettata deve conseguire i due terzi dei voti dell'Assemblea Nazionale.
    Ultima modifica di von Dekken; 04-07-13 alle 18:31

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  2. #2
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    17 mars : promulgation de la loi Dufaure, qui rend condamnable pénalement les organisations visant à la grève, à l’abolition de la propriété privée, de la famille ou de la religion1

    https://fr.wikipedia.org/wiki/1872_en_France

  3. #3
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    Legge di proclamazione di Sua Maestà Enrico V di Borbone a Re dei Francesi



    ARTICOLO UNICO
    Sua Maestà Enrico V di Borbone, conformemente al dettato della Carta Costituzionale, votata dall'Assemblea Nazionale, è proclamato Re dei Francesi.
    La presente legge è pubblicata, immediatamente dopo il suo voto, sul Journal Officiel, ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
    Il Re, in conformità all'articolo 61 della Carta Costituzionale, presta giuramento entro una settimana dall'entrata in vigore della legge.

  4. #4
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    Legge della Lista Civile di Sua Maestà Enrico V Re dei Francesi

    Articolo 1. La Lista Civile di Sua Maestà il Re è pari a 15 milioni di franchi, versati annualmente in unica soluzione dal Ministro delle Finanze.
    Articolo 2. Re risiede abitualmente nella città di Parigi. Questa disposizione sarà esecutiva non appena il Governo vi avrà riportato la sede della capitale.
    Articolo 3. Il Delfino ha un appannaggio di un milione di franchi.
    Articolo 4. Fanno ugualmente parte della Lista Civile del Re i seguenti immobili:



  5. #5
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    Legge per Parigi Capitale

    Articolo 1. La capitale della Francia è posta nella città di Paris.
    Articolo 2. La Corte di Sua Maestà il Re, il Governo e le direzioni centrali dei ministeri, la Corte di Cassazione, la Camera dei Pari e l'Assemblea Nazionale hanno sede nella città di Paris.
    Articolo 3. Il Governo, con proprio regolamento, può stabilire che altri organi ed enti abbiano la sede centrale nella città di Paris.
    Articolo 4. In caso di minaccia alla la sicurezza della città di Paris, ovvero nel caso in cui la libera attività degli organi elencati all'articolo 2 di questa legge sia posta in pericolo, la sede di tali organi può essere trasferita temporaneamente altrove.
    Articolo 5. La città di Paris elegge liberamente il proprio Consiglio Comunale. Le funzioni di Sindaco sono attribuite come in passato al Prefetto del Dipartimento della Seine, e le funzioni di pubblica sicurezza al Prefetto di Polizia.
    Articolo 6. Il Governo adotta i provvedimenti tecnico-amministrativi per dare esecuzione alla presente legge entro un mese dalla sua pubblicazione sul Journal Officiel.

  6. #6
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    Legge di disciplina della Famiglia Reale e della Famiglia Civile

    Articolo 1. La Famiglia Reale si compone del Re, della Regina e della sua famiglia immediata: i figli e discendenti di sua sorella la Principessa Luisa di Artois, Duchessa di Parma e Piacenza.
    Articolo 2. La Famiglia Civile si compone dei Principi del Sangue di Francia, che sono i discendenti di sua Maestà il Re Luigi Filippo.
    Articolo 3. Il Conte di Parigi, capo della Casa d'Orléans, è l'erede al Trono. In caso di estinzione della Casa d'Orléans i discendenti della Principessa Luisa d'Artois, Duchessa di Parma e Piacenza, saranno i legittimi eredi al Trono di Francia. Essi, per essere eleggibili alla successione, dovranno rinunciare ai loro diritti sul Trono di Spagna, delle Due Sicilie e del Ducato di Parma e Piacenza.
    Articolo 4. Sia i membri della Famiglia Reale che i Principi del Sangue di Francia sono soggetti alle decisioni di Sua Maestà il Re in termini in matrimonio e di decisoni famigliari, e considerano il Re il loro capofamiglia.
    Articolo 5. I membri di queste due categorie diventano maggiorenni all'età di venti anni, ed accedono alla Camera dei Pari il giorno del loro ventesimo compleanno, assumendo tutte le responsbailità civili, il Re puo' scegliere tra i membri della Famiglia Reale e Civile membri del Consiglio di Reggenza, anche di sesso femminile, purchè non sposate a principi stranieri, residenti in Francia e purchè maggiorenni.
    Articolo 6. Nessun Principe puo' sposarsi senza il consenso di Sua Maestà il Re, pena la perdita del suo titolo, appannaggio e posizione in linea di successione al Trono di Francia. Il Re può successivamente decidere di concedere al principe un titolo nobiliare minore con cui verrà conosciuta sua moglie e la sua discendenza.
    Articolo 7. Tuttavia se un Principe sposerà una Principessa di sangue reale il matrimonio verrà considerato comunque dinastico, anche senza il consenso del Re, purchè il Principe abbia compiuto il venticinquesimo anno d'età.
    Articolo 8. In caso di incapacità a regnare per malattia, o nel caso il Re sia privato, per qualsivoglia ragione, della libertà personale, un Consiglio di Reggenza entrerà immediatamente in vigore, a meno che i membri di questo consiglionon siano stati scelti dal Re con un documento privato siglato davanti ad un notaio ed affidato al Ministro della Giustizia, essi verranno scelti dall'Assemblea Nazionale, a maggioranza assoluta.
    Articolo 9. Il Principe ereditario presiede di diritto il Consiglio di Reggenza, il Primo Ministro, il Ministro degli Interni ed il Ministro della Giustizia sono membri di diritto.
    In caso di impedimento da parte del Principe ereditario a ricoprire questa carica, essa potrà essere ricoperta da un altro membro della Famiglia Reale o Civile designato dal Principe ereditario stesso, anche da una Principessa, per il periodo di durata dell'impedimento del Principe ereditario.


  7. #7
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    27 juillet : la loi Cissey établit un service militaire universel dont la durée est fixée par tirage au sort (5 ans ou un an). Principe de l’armée de conscription. Suppression du remplacement.
    https://fr.wikipedia.org/wiki/1872_en_France

  8. #8
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    Predefinito Re: legislazione francese (1871)

    14 avril 1871 revient sur la loi du 7 juillet 1852, adoptée sous le Second Empire : le maire est élu par le conseil municipal (lui-même élu au suffrage universel), sauf dans les villes de plus de 20 000 habitants où le maire est nommé à la discrétion du Gouvernement. Cette défiance à l'égard des grandes municipalités s'explique par les événements de la Commune. Par ailleurs, Paris « bénéficie » d'un régime spécial, sans maire.

    emendata come di seguito:
    Articolo unico. I Sindaci sono eletti dai Consigli Municipali, in tutti i Comuni aventi una popolazione inferiore a 100.000 abitanti.Negli altri Comuni il Sindaco è nominato dal Re su proposta del Governo, mentre la città di Parigi mantiene il suo ordinamento particolare, secondo quanto previsto dalla Legge su Parigi Capitale.

 

 

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