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  1. #1
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    Predefinito Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    Rodotà: Eccome se esiste la differenza fra destra e sinistra
    Intervista a Stefano Rodotà di Simonetta Fiori, da Repubblica, 23 luglio 2013



    «Perché mi applaudono nelle piazze e nei teatri? In questi anni ho continuato a parlare di eguaglianza, lavoro, solidarietà, dignità. Sì, ho detto delle cose di sinistra, che nel grande silenzio della politica ufficiale hanno provocato un investimento simbolico inaspettato. Una reazione che naturalmente lusinga, ma mi crea anche qualche imbarazzo». Il nuovo papa della sinistra «altra» — quella dei diritti, dei beni comuni, della Costituzione e della rete — ci riceve in una stanzetta della Fondazione Basso, a pochi passi dai palazzi della politica che ha sempre frequentato da irregolare. Ottant’anni compiuti di recente, giurista insigne con esperienza internazionale, Stefano Rodotà ha una biografia che racconta un pezzo importante di sinistra eterodossa. Una storia lunga che dice moltissimo sull’oggi, sulle partite vinte e su quelle perdute.

    In molti, anche tra i suoi antichi compagni di battaglia, sostengono che la distinzione tra destra e sinistra non ha più senso.
    «È una vecchia storia, che risale ai tempi di Laboratorio politico, la rivista che nei primi anni Ottanta facevamo con Tronti, Asor Rosa e Cacciari. Non ero d’accordo allora, e oggi mi arrabbio ancora di più. Cosa vuol dire che non c’è più distinzione? Vuol dire che dobbiamo essere i fautori della pacificazione? La distinzione esiste, ed è marcata: sia sul piano storico che su quello teorico. Chi non la vuole vedere mi suscita una profonda diffidenza politica».

    Proviamo a indicare qualche punto essenziale di distinzione.
    «Un principio inaccettabile per la sinistra è la riduzione della persona a homo oeconomicus, che si accompagna all’idea di mercato naturalizzato: è il mercato che vota, decide, governa le nostre vite. Ne discende lo svuotamento di alcuni diritti fondamentali come istruzione e salute, i quali non possono essere vincolati alle risorse economiche. Allora occorre tornare alle parole della triade rivoluzionaria, eguaglianza, libertà e fraternità, che noi traduciamo in solidarietà: e questa non ha a che fare con i buoni sentimenti ma con una pratica sociale che favorisce i legami tra le persone. Non si tratta di ferri vecchi di una cultura politica defunta, ma di bussole imprescindibili. Alle quali aggiungerei un’altra parola-chiave fondamentale che è dignità».

    Una parola molto presente nella tradizione cattolica.
    «In parte viene da lì. E qui ho dovuto rivedere alcuni miei giudizi giovanili insofferenti al personalismo cattolico, che lasciò una forte traccia sulla Costituzione. Ma la dignità è anche legata al tema del lavoro. C’è un passaggio essenziale della Carta, l’articolo 36, che stabilisce che la retribuzione deve garantire al lavoratore e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La nostra Costituzione, insieme a quella tedesca, rappresentò l’unica vera novità del costituzionalismo del dopoguerra. Noi con il lavoro, i tedeschi con l’inviolabilità della dignità umana, principio reso necessario dai crimini del nazismo».

    Le uniche due novità provenivano dai paesi sconfitti?
    «Sì, Italia e Germania avvertivano più degli altri il bisogno di uscire da un mondo tragico per rifondarne uno radicalmente diverso ».

    In fase costituente, il giurista Costantino Mortati tentò di introdurre una distinzione tra diritti civili e diritti sociali, tra quelli che non hanno un costo e quelli vincolati alle risorse dello Stato, quindi garantendo a priori i primi e impegnando lo Stato a trovare le risorse per i secondi, ma senza assicurarne il pieno godimento. Poi prevarrà un’altra interpretazione, che include i diversi diritti in un’unica categoria. Interpretazione che alcuni oggi vorrebbero rivedere.
    «Due obiezioni essenziali. Primo: il ritenere questi diritti indivisibili non è un principio sovversivo, ma viene sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Secondo: esso vale come vincolo nella ripartizione delle risorse. Dire che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro mi costringe a tenerne conto quando distribuisco le voci di bilancio. Lo so che la salute costa, ma quando l’articolo 32 mi dice che è un diritto fondamentale, la politica non può prescinderne. E venendo alla formazione, se la scuola pubblica è un obbligo per lo Stato, finché io non ne ho soddisfatto tutti i bisogni, alla scuola privata non do niente. Troppo brutale?».

    No, molto chiaro.
    «È evidente che il welfare va rivisto sulla base delle risorse, ma chi agita la bandiera dei “diritti che costano” mi sembra voglia liberarsi dell’ingombrante necessità di discutere di politiche redistributive. Spesso sono gli stessi che dicono che non c’è distinzione tra destra e sinistra».

    Lei cominciò nelle file radicali.
    «No, in realtà esordii nell’Unione goliardica italiana, che era il movimento giovanile universitario. Lì è cominciata la mia storiella da cane sciolto. Lettore del Mondo ma insofferente alle chiusure anticomuniste di Pannunzio. Compagno di viaggio dei radicali, ma allergico all’autoritarismo di Pannella. Poi molto vicino al Psi guidato da De Martino, ma pronto a litigare con un arrogantissimo Craxi divenuto vicesegretario. Infine nella Sinistra Indipendente, che però era irregolare di suo. Non sono mai stato intrinseco a nessun partito. L’unico mio punto fermo sono stati i diritti».

    La «storiella da cane sciolto» ha a che fare con la mancata elezione a presidente ella Repubblica?
    «Forse sì, ed è per questo che non ci ho mai creduto. A un certo punto ho avvertito la necessità di metterci la faccia per impedire quello che poi è successo: le larghe intese e la pacificazione nazionale».

    L’hanno accusata da sinistra di aver dato una sponda ai grillini.
    «Semplicemente puerile. Era stato Bersani a cercare per primo l’intesa con loro, e allora mi apparve la cosa giusta».

    Ma i Cinquestelle sono di sinistra?
    «Non è facile rispondere. Dentro il movimento ho trovato dei contenuti che si possono riferire a una cultura di sinistra: diritti, ambiente, beni comuni. Ma quando s’è trattato di dare uno sbocco parlamentare a queste idee è arrivato l’alt di Grillo».

    Che è tra quelli che dicono che non c’è distinzione tra destra e sinistra.
    «Appunto. Non è di sinistra. Ma ha saputo intercettare un desiderio di cambiamento diffuso nella società civile. L’ha interpretato sul piano della protesta, però non ha saputo dargli una traduzione politica, con l’effetto di sterilizzarlo ».

    Perché il Pd non l’ha sostenuta nelle elezioni presidenziali?
    «È un partito dall’identità debole, gli è parso troppo arrischiato affidarsi a una personalità fuori dalle righe. Sì, capisco che la scelta di fare una trattativa con i grillini avrebbe richiesto un po’ di azzardo. Ma il cambiamento richiede coraggio. E la sinistra è cambiamento».

    Nessun risentimento?
    «No, il mio giudizio è esclusivamente politico: hanno sbagliato nel rinunciare alla strada del cambiamento. E hanno sbagliato nel silurare Prodi. Quando seppi che Romano era il nuovo candidato del Pd, feci subito una dichiarazione pubblica in cui mi dicevo pronto al passo indietro. Sul treno per Reggio Emilia mi chiamò lui dal Mali. “Come mi dispiace Stefano, noi così amici e ora contrapposti”. Quando gli dissi del mio passo indietro, lui mi ringraziò per avergli tolto un peso».

    Che effetto le fa essere acclamato in piazza come il nuovo papa rosso?
    «Sono un po’ imbarazzato, e non so come uscirne. Naturalmente sono grato a tutte queste persone. Però il problema della sinistra non può stare sulle mie spalle. Dalle manifestazioni sulle leggi-bavaglio a quelle delle donne, dalle piazze studentesche al referendum sull’acqua, esiste un’altra sinistra che la politica istituzionale si ostina a non vedere. Intorno a questo mondo è possibile costruire».

    (23 luglio 2013)

    Rodotà: Eccome se esiste la differenza fra destra e sinistra - micromega-online - micromega

  2. #2
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    Molto sopravvalutato, per come la vedo io...e il fatto che non riesca a scorgere nell'M5s anche diverse tendenze tipiche della cultura di destra dimostra ahimè che ci sono osservatori della sua età più lucidi.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  3. #3
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    il lavoro che ha fatto Rodotà con la costituente dei beni comuni è veramente ottimo, bisogna ascoltarlo con attenzione, è ovvio che una stroncatura forte del 5 Stelle, che comunque lo hanno candidato (anche se strumentalmente) al quirinale, non la farà ma aldilà di questa intervista sulla natura ambigua del Mov5S in piazza l'11 maggio è stato molto chiaro, sul sito di Sel c'è tutto l'intervento

  4. #4
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    chissà se qui ricevo risposta :

    Non credo che qualcuno dica che dex e sin siano la stessa cosa.
    Il problema in questi termini non si pone neppure credo.

    il vero problema è :
    1) quante sinistre esistono
    2) quali sono i partiti/movimenti di sinistra.

    si dovrebbe definire queste sistuazioni, se non altro ci sarebbe una situazione politica più chiara.
    Anche perchè son oconvinto che l0instabilità politica di questi giorni sia dovuto proprio a questa confusione nei/dei partiti di sinistra (confusione voluta ?)
    perchè non si forma un partito di sinistra e basta ?
    Perchè volere continuare con l'equivoco del PD, che non si sa bene cosa vuol essere ?

  5. #5
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    1) La risposta è quella che si può vedere in tutta europa: ci sono sinistre anticapitaliste d'alternativa divise in partiti ecosocialisti, comunisti, trotskysti etc. e ci sono le sinistre di governo, riformatrici e di centrosinistra. La distinzione tra le due sinistre esiste e si può vedere ogni giorno in ogni paese. Al massimo, possono esserci partiti che si sforzano di essere entrambe le cose...come SeL, con risultati anche abbastanza apprezzabili.

    2) Anche in Italia, la divisione è facilmente intuibile: da una parte la sinistra radicale d'alternativa in cui ci sono i cespugli e cespuglietti della sinistra anticapitalista, da Rizzo a Diliberto a Ferrero passando per Ferrando, dall'altra ci sono forze di centrosinistra come il PSI e il PD. SeL è partito di sinistra che si sforza di essere di governo senza rinunciare ad una certa radicalità antisistema, cosa che la pone come un ponte tra le due sponde.

    Quanto al PD, si sa benissimo cosa deve essere: quel partito progressista DI GOVERNO che l'Italia non ha MAI avuto. Di centrosinistra e non cieco di fronte alla Storia Politica del nostro paese, che ha visto i progressisti e riformatori dividersi tra vari partiti: PCI, PSI, DC, PRI e forze minori. In grado di rappresentare vaste porzioni della società come fanno TUTTE le forze di governo, con componenti più di centro o più di sinistra al suo interno come sono presenti in TUTTE le forze di governo del csx europeo, ovviamente ciascuna con le sue specificità. Ah, dimenticavo...anche un partito in grado di VINCERE, perchè se non si vince non si cambia un paese dall'opposizione, sebbene molti a sx sentano ancora questo richiamo.
    Ultima modifica di Gdem88; 25-07-13 alle 18:14
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  6. #6
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    Citazione Originariamente Scritto da furioso2013 Visualizza Messaggio
    Perchè volere continuare con l'equivoco del PD, che non si sa bene cosa vuol essere ?

    Per rispondere a questa domanda bisogna guardare fuori dall'Italia:
    mentre il PD ha diversi riferimenti in Europa, e deve solo scegliere quale abbracciare, il padrone del PDL è stato respinto da quel PPE al quale ritiene di dover appartenere. Dunque, se vi è un equivoco in Italia, questo risponde al nome di Silvio Berlusconi (e ci vuole un'encomiabile forza di nervi e volontà per sostenere un'idea tanto ovvia e banale quanto immiserita dall'opinione popolare. Per cui mi autocomplimento con me stesso e mi faccio i migliori auguri).
    I tentennamenti dei democratici discendono direttamente dalla spregiudicatezza di sua bassezza; questa constatazione aumenta il fastidio verso i primi, ed è logico che ciò accada in un paese dove l'abuso di potere annichilisce e domina l'etica civile e democratica.

    Dopodichè, quale sarebbe l'equivoco, che i socialisti cristiani si trovino nello stesso partito degli eredi di Togliatti? Già nel '45 il Partito della Sinistra Cristiana confluì nel PCI.

  7. #7
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    Citazione Originariamente Scritto da Chinasky Visualizza Messaggio
    Per rispondere a questa domanda bisogna guardare fuori dall'Italia:
    mentre il PD ha diversi riferimenti in Europa, e deve solo scegliere quale abbracciare, il padrone del PDL è stato respinto da quel PPE al quale ritiene di dover appartenere. Dunque, se vi è un equivoco in Italia, questo risponde al nome di Silvio Berlusconi (e ci vuole un'encomiabile forza di nervi e volontà per sostenere un'idea tanto ovvia e banale quanto immiserita dall'opinione popolare. Per cui mi autocomplimento con me stesso e mi faccio i migliori auguri).
    I tentennamenti dei democratici discendono direttamente dalla spregiudicatezza di sua bassezza; questa constatazione aumenta il fastidio verso i primi, ed è logico che ciò accada in un paese dove l'abuso di potere annichilisce e domina l'etica civile e democratica.

    Dopodichè, quale sarebbe l'equivoco, che i socialisti cristiani si trovino nello stesso partito degli eredi di Togliatti? Già nel '45 il Partito della Sinistra Cristiana confluì nel PCI.
    Socialisti cristiani e cattolici democratici pari non sono....ma entrambi possono stare tranquillamente nel PD, che non ha bisogno di giustificarsi guardando al PCI :-P
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    Predefinito Re: Rodotà : "Eccome se esiste la differenza tra destra e sinistra"

    Signor Gdem, lei ricama mentre a me tocca tosare le pecore!

 

 

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