Combattenti per la libertà di tutta Italia.
Camicie azzurre della rivoluzione e delle legioni.
Uomini e donne d'Italia,

Ascoltate!


Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria.
L'ora delle decisioni irrevocabili.

Scendiamo in campo contro i giudici e i magistrati, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano.
Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell'edificio, l'ignobile assedio della procura di Milano.
La nostra coscienza è assolutamente tranquilla.

Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia di Berlusconi ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge il Paese; ma tutto fu vano.

Bastava rivedere le sentenze per adeguarle alle mutevoli esigenze della vita dei cittadini e non considerarle intangibili per l'eternità; bastava non iniziare la stolta politica giustizialista, che si è palesata soprattutto micidiale per coloro che le hanno accettate.
Bastava non respingere la richiesta di assoluzione dei legali del Cavaliere.
Ormai tutto ciò appartiene al passato.

Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gli è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferreamente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia.
Noi impugnamo le armi per risolvere, il problema della magistratura italiana; noi vogliamo spezzare le catene che ci soffocano in casa nostra, poiché un popolo di sessanta milioni di anime non è veramente libero se perseguitato da una giustizia corrotta, asservita ai comunisti che da sempre minacciano la nostra libertà.

Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione.
È la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il potere in Italia.
È la lotta dei popoli fecondi e giovani contro una giustizia immorale e volgente al tramonto.
È la lotta tra due decenni e due idee.

Italiani!
In una memorabile adunata, quella di Arcore di settimana scorsa, io dissi che, secondo le leggi della nostra morale, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo.
Questo abbiamo fatto e faremo con Silvio Berlusconi.

In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero al Cavaliere, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria.

L'Italia, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai.

La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti.

Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano:

VINCERE!

E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace all'Italia, all'Europa, al mondo.

Popolo italiano!
Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!