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    Missiroli Presidente
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    Predefinito La Corte dei conti del Piemonte boccia il controllo su spese dei vecchi consiglieri

    Spese pazze in Regione
    Ora spunta l'immunità


    Una sentenza della Corte dei Conti del Piemonte boccia il suo procuratore: nessun tipo di controllo sui rimborsi del passato dei consiglieri, sono fatti "insindacabili"

    di OTTAVIA GIUSTETTI Lo leggo dopo






    Le spese pazze dei politici regionali sono coperte da immunità. Rientrano cioè nell’esercizio delle loro funzioni, quelle che la Costituzione mette sotto il «cappello» dell’insindacabile. Dunque non sarà possibile estendere i controlli sui rimborsi degli anni passati, non sarà nemmeno possibile chiedere la documentazione. È questa la decisione a sorpresa che i giudici della Corte dei conti piemontese hanno pubblicato venerdì: la procura non potrà esaminare le spese dei consiglieri regionali dal 2003 come aveva chiesto. Bocciata l’istanza del procuratore Corrado Croci che coordina l’inchiesta contabile, fianco a fianco con i magistrati che procedono per peculato, e che chiedeva ai capigruppo la spiegazione contabile di dieci anni di attività politica. E se di immunità si tratta, non è detto che gli avvocati difensori non possano invocarla anche nell’ambito dell’inchiesta penale.

    Ma è già pronto il ricorso

    È la seconda decisione in pochi giorni che restituisce un po’ di ossigeno e di ottimismo ai 56 consiglieri indagati per peculato dalla procura ordinaria e da quella della Corte dei conti. Dopo quella del presidente nazionale Luigi Giampaolino che per evitare comportamenti disomogenei nelle diverse regioni ha bloccato l’applicazione delle nuove norme e ha detto «le sanzioni si applicano a partire dall’esercizio 2013». Due netti dietrofront che arrivano a distanza ravvicinata e che potrebbero mettere in pericolo anche parte dell’inchiesta penale sui rimborsi gonfiati, i quasi due milioni di euro contestati ai politici tra il 2010 e il 2012. L’inchiesta infatti sta usando la «stampella» della Corte dei conti per farsi strada nel labirinto della confusa e contraddittoria normativa regionale in materia. Non è chiaro quale spesa sia lecita nell’ambito dell’attività politica? La giustizia contabile potrebbe essere di aiuto, sempre che, come questa volta non si esprima in totale contraddizione con l’intera impostazione della magistratura inquirente.

    A questo proposito ciò che più di tutto suscita sorpresa è la decisione dei giudici piemontesi, che arriva dopo le dichiarazioni pubbliche del presidente Salvatore Sfrecola che su twitter ironizzava sulla paura che i politici hanno della Corte dei conti perché li obbliga a mettere mano al portafoglio. Un timore, diceva, che supera quello della giustizia penale. Ciononostante, a due settimane di distanza, i «suoi» giudici hanno emesso questa delibera che mette il freno ai magistrati inquirenti. E con quale motivazione? «La costituzione, con l’articolo 122 comma 4 dicono in sostanza sancisce che i consiglieri regionali non possono essere giudicati nell’esercizio delle loro funzioni. Secondo la nostra interpretazione l’attività del Consiglio diretta a reperire risorse per il funzionamento e l’esercizio delle funzioni non può essere messa in discussione, anche tutta quella movimentazione di denaro è coperta da immunità».

    Due tesi a confronto: quella degli investigatori, convinti che i politici debbano giustificare il proprio comportamento e dimostrare che i soldi spesi sono serviti effettivamente all’attività politica del Consiglio regionale; e quella degli avvocati difensori, e adesso anche dei giudici della Corte dei conti, convinti che non sia discutibile la spesa del consigliere, comunque egli abbia deciso di esercitare la propria attività politica, a meno che non abbia preso denaro pubblico e non se ne sia impossessato personalmente. In attesa che da Palazzo di giustizia arrivino le notifiche di chiusura indagine per scoprire quanti e quali sono i consiglieri per i quali sarà chiesto il rinvio a giudizio, sul fronte della magistratura contabile la procura annuncia già di ricorrere contro la decisione dei suoi giudici.
    (08 luglio 2013)

    Spese pazze in Regione Ora spunta l'immunità - Torino - Repubblica.it


    Ci vuole più Stato...
    Figliolo, lei è un asino...
    (D.Pastorelli, cit.)


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    Predefinito Re: La Bestia difende sempre i suoi cuccioli

    Citazione Originariamente Scritto da benjamin_linus Visualizza Messaggio
    Spese pazze in Regione
    Ora spunta l'immunità


    Una sentenza della Corte dei Conti del Piemonte boccia il suo procuratore: nessun tipo di controllo sui rimborsi del passato dei consiglieri, sono fatti "insindacabili"

    di OTTAVIA GIUSTETTI Lo leggo dopo






    Le spese pazze dei politici regionali sono coperte da immunità. Rientrano cioè nell’esercizio delle loro funzioni, quelle che la Costituzione mette sotto il «cappello» dell’insindacabile. Dunque non sarà possibile estendere i controlli sui rimborsi degli anni passati, non sarà nemmeno possibile chiedere la documentazione. È questa la decisione a sorpresa che i giudici della Corte dei conti piemontese hanno pubblicato venerdì: la procura non potrà esaminare le spese dei consiglieri regionali dal 2003 come aveva chiesto. Bocciata l’istanza del procuratore Corrado Croci che coordina l’inchiesta contabile, fianco a fianco con i magistrati che procedono per peculato, e che chiedeva ai capigruppo la spiegazione contabile di dieci anni di attività politica. E se di immunità si tratta, non è detto che gli avvocati difensori non possano invocarla anche nell’ambito dell’inchiesta penale.

    Ma è già pronto il ricorso

    È la seconda decisione in pochi giorni che restituisce un po’ di ossigeno e di ottimismo ai 56 consiglieri indagati per peculato dalla procura ordinaria e da quella della Corte dei conti. Dopo quella del presidente nazionale Luigi Giampaolino che per evitare comportamenti disomogenei nelle diverse regioni ha bloccato l’applicazione delle nuove norme e ha detto «le sanzioni si applicano a partire dall’esercizio 2013». Due netti dietrofront che arrivano a distanza ravvicinata e che potrebbero mettere in pericolo anche parte dell’inchiesta penale sui rimborsi gonfiati, i quasi due milioni di euro contestati ai politici tra il 2010 e il 2012. L’inchiesta infatti sta usando la «stampella» della Corte dei conti per farsi strada nel labirinto della confusa e contraddittoria normativa regionale in materia. Non è chiaro quale spesa sia lecita nell’ambito dell’attività politica? La giustizia contabile potrebbe essere di aiuto, sempre che, come questa volta non si esprima in totale contraddizione con l’intera impostazione della magistratura inquirente.

    A questo proposito ciò che più di tutto suscita sorpresa è la decisione dei giudici piemontesi, che arriva dopo le dichiarazioni pubbliche del presidente Salvatore Sfrecola che su twitter ironizzava sulla paura che i politici hanno della Corte dei conti perché li obbliga a mettere mano al portafoglio. Un timore, diceva, che supera quello della giustizia penale. Ciononostante, a due settimane di distanza, i «suoi» giudici hanno emesso questa delibera che mette il freno ai magistrati inquirenti. E con quale motivazione? «La costituzione, con l’articolo 122 comma 4 dicono in sostanza sancisce che i consiglieri regionali non possono essere giudicati nell’esercizio delle loro funzioni. Secondo la nostra interpretazione l’attività del Consiglio diretta a reperire risorse per il funzionamento e l’esercizio delle funzioni non può essere messa in discussione, anche tutta quella movimentazione di denaro è coperta da immunità».

    Due tesi a confronto: quella degli investigatori, convinti che i politici debbano giustificare il proprio comportamento e dimostrare che i soldi spesi sono serviti effettivamente all’attività politica del Consiglio regionale; e quella degli avvocati difensori, e adesso anche dei giudici della Corte dei conti, convinti che non sia discutibile la spesa del consigliere, comunque egli abbia deciso di esercitare la propria attività politica, a meno che non abbia preso denaro pubblico e non se ne sia impossessato personalmente. In attesa che da Palazzo di giustizia arrivino le notifiche di chiusura indagine per scoprire quanti e quali sono i consiglieri per i quali sarà chiesto il rinvio a giudizio, sul fronte della magistratura contabile la procura annuncia già di ricorrere contro la decisione dei suoi giudici.
    (08 luglio 2013)

    Spese pazze in Regione Ora spunta l'immunità - Torino - Repubblica.it


    Ci vuole più Stato...
    Bisognerebbe liberare lo Stato dai partiti e dalla democrazia partitocratica. Cioè praticamente impossibile
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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