HIZB'ALLAH CELEBRA IL TERZO ANNIVERSARIO DELLA "VITTORIA DIVINA" DELL'AGOSTO


2006 - NUOVE MINACCE DALL'ENTITA' CRIMINALE SIONISTA


In Libano non si placa la tensione: dopo l'allarme, apparentemente rientrato,
causato da alcuni spostamenti di truppe sioniste alla frontiera meridionale -
nella zona settentrionale delle colline di Kfar Shouba occupate con le fattorie
di She'eba da "Israele" da quarant'anni - la situazione rimane precaria anche
sul fronte interno.
Ieri nella città di Tripoli a maggioranza sunnita un ordigno rudimentale ha
ferito tre persone tra cui un bambino. La Securitè Genèrale della zona e le
forze di polizia sono in allerta mentre sull'episodio è stata aperta
immediatamente un'indagine.

Tripoli capoluogo delle provincie settentrionali libanesi è una roccaforte
del partito "Corrente Futura" del premier designato Sa'ad Hariri. La zona del
nuovo attentato è quella del quartiere noto con il nome di Jabal Mohsen abitato
dalla minoranza di confessione alawita notoriamente filo-siriana. La bomba,
secondo quanto riferito dai media locali, sarebbe stata piazzata vicino alla
casa di Rifat Alì Eid, esponente politico alawita di primo piano, responsabile
di un'organizzazione legata all'Opposizione Nazionalpatriottica diretta da
Hizb'Allah.

Quest'episodio rischia nuovamente di trascinare tutto il Libano
settentrionale in una faida tra la maggioranza sunnita harirista, fedele al
partito di maggioranza filo-occidentale del figlio dell'ex premier Rafiq
Hariri, e la minoranza alawita pro-siriana. Gli scontri tra i due gruppi etnico-
religiosi furono particolarmente violenti l'estate 2008 ed interessarono
proprio gli alawiti di Jabal Mohsen ed i loro vicini sunniti del distretto di
Bab Tibbaneh.

Ufficialmente un anno or sono vi furono, secondo quanto riportato dalle fonti
ufficiali di polizia, una ventina di vittime ma la realtà fattuale - secondo
informazioni direttamente avute da esponenti alawiti filo-siriani della zona -
alzerebbe la cifra ad almeno un centinaio di morti in gran parte della fazione
sunnita che adesso potrebbe tentare nuovi attacchi terroristici per prendersi
una clamorosa rivincita.
Gli scontri di un anno fa, durati quattro mesi, furono interrotti da un
accordo di riconciliazione firmato nel settembre e fino a questo momento
sostanzialmente rispettato come tregua dalle due parti. Il nuovo episodio di
violenza potrebbe riaccendere facilmente la tensione in un'area 'calda' del
paese.
Altra area profondamente 'tsunamica' e tradizionalmente instabile rimane
invece quella meridionale interessata da manovre israeliane al confine e da una
ridda di voci su un possibile imminente riapertura del 'fronte' tra Hizb'Allah
e l'entità criminale sionista.
Al di là delle manovre militari israeliane nelle colline di Kfar Shouba sono
infatti numerose le voci che confermerebbero le intenzioni sioniste di lanciare
una nuova offensiva militare contro il Partito di Dio e il Libano. Da un lato
ci sono le dichiarazioni dei principali dirigenti sionisti che confermerebbero
che l'opzione militare contro Hizb'Allah rimane aperta per Tel Aviv: ne ha
parlato recentemente il premier Benjamin Nethanyahu il quale ha avvertito
'formalmente' il governo di Beirut di ritenerlo responsabile di qualsiasi
azione offensiva proveniente dalla frontiera settentrionale e lo avrebbe
confermato anche il ministro della Difesa dell'entità criminale sionista, Ehud
Barak, che nei giorni scorsi - dalla tv pubblica israeliana - aveva minacciato
di esser pronto ad "usare tutta la forza necessaria" nel caso di una nuova
aggressione di Hizb'Allah.
Due giorni fa fonti militari israeliane hanno rivelato che l'Iran starebbe
rifornendo il partito di Sayyed Hassan Nasrallah di nuovi armamenti tra i quali
i missili anti-aerei SA-18 (simili allo Stinger americano) e SAM 8, missili
terra-terra Fateh-110 , versione aggiornata del Zelzal 2, già visto in azione
durante l'aggressione contro il paese dei cedri nell'estate di tre anni fa e
utilizzato dalla Resistenza Islamica contro città come Hadera nella zona
settentrionale della Palestina occupata.
Quest'ultimo missile ha una gittata di oltre 200 km ed avrebbe quindi la
capacità di raggiungere il nord della "capitale" sionista , Tel Aviv, con
testate capaci di portare fino a mezza tonnellata di esplosivo. Il nuovo
missile Fateh-110, in dotazione all'esercito iraniano e venduto da Teheran
anche alla Repubblica Popolare Cinese, sarebbe arrivato ad Hizb'Allah da
qualche settimana.
Analisti dell'intelligence sionista avrebbero raccolto dati su un numero
imprecisato di batterie già operative piazzate nella zona meridionale del
Libano. Mossad e CIA statunitense stanno monitorando a quanto sembra la
situazione al confine settentrionale della Palestina occupata. I sionisti ed i
loro alleati sono inquieti da diverse settimane dopo l'annuncio da parte dei
dirigenti di Hizb'Allah della disponibilità di un'arsenale di oltre
quarantamila razzi kathiusha e altri missili puntati contro le città
israeliane.
Fonti militari israeliane, ovviamente da prendere pur sempre con molta
attenzione in quanto si tratta pur sempre di 'tattiche' non nuove utilizzate
sovente anche solo per lanciare messaggi alla controparte, avrebbero comunque
disegnato uno scenario da incubo per l'area del Vicino Oriente per i prossimi
mesi forse settimane.
Secondo la stampa israeliana che ha rilanciato la serie di indiscrezioni a
Tel Aviv ci si starebbe preparando per riaprire i war-game's contro
Hizb'Allah. Questa percezione della situazione israelo-libanese scaturirebbe
dal fallimento delle aperture verso Teheran da parte americana e delle diverse
iniziative fino ad oggi promosse dall'amministrazione statuntense di Obama per
cercare di rompere i legami tra la Siria di Assad e la Repubblica Islamica.
Tali fallimenti della diplomazia americana potrebbero portare Washington a
dare il disco verde al suo alleato sionista per "punire" Hizb'Allah.
Un'ipotesi oramai ricorrente da tre anni a questa parte: proprio oggi il
partito di Nasrallah celebra il terzo anniversario della vittoria con
un'imponente manifestazione nella periferia meridionale, a prevalenza sciita,
della capitale Beirut. Hizb'Allah ha dichiarato di essere pronta a qualunque
scenario: "se i sionisti intendessero scatenare l'inferno contro il Libano - ha
sostenuto sheick Nahim Qassem, vice-segretario della formazione sciita -
troverebbero pane per i loro denti" mentre il capogruppo parlamentare del
Blocco della Resistenza, dr. Mohammad Ra'ad, ha ribadito che non è intenzione
di Hizb'Allah di trascinare il paese in un nuovo conflitto ma che "la
Resistenza, al lato dell'esercito, farà il suo dovere per difendere la
popolazione civile in caso di aggressione".
A Teheran sembra che la situazione libanese sia chiara: da qui l'invio di
nuovi razzi per rifornire l'arsenale della Resistenza Islamica.
Il regime d'occupazione sionista torna adesso a minacciare il paese dei cedri
e non rinuncia a lanciare moniti anche verso la vicina Siria: non più tardi di
sette mesi fa, il governo israeliano aveva inoltre avvertito Damasco che
consentire a questi tipi di missili di attraversare i confini con il Libano
sarebbe stato considerato una violazione dell'equilibrio militare nella regione
e che tali missili sarebbero stati ritenuti obiettivi legittimi di attacco sia
prima di lasciare il territorio siriano sia una volta collocati nelle
postazioni libanesi. Damasco potrebbe quindi essere considerato un 'target' di
una eventuale nuova offensiva israeliana che risulterebbe un pesante boomerang
per i sionisti che si troverebbero, ed è questa un'opzione da sempre aborrita a
Tel Aviv e dintorni, a fronteggiare probabilmente anche una possibile rivolta
palestinese sul fronte interno oltre naturalmente un'eventuale attacco di Hamas
dalla striscia di Gaza.
Colpire dunque il Libano per i sionisti potrebbe risultare un passo fatale
come ha sempre sostenuto il capo di Hizb'Allah. Nasrallah ha sovente invitato i
dirigenti sionisti a pensare "un miliardo di volte" alle "conseguenze di una
nuova aggressione contro il Libano". La Resistenza potrebbe non solo rispondere
colpo su colpo agli attacchi terroristici provenienti dall'aviazione e dalla
marina israeliane ma, sul terreno militare, reagire penetrando fin dentro al
territorio palestinese.
"La guerra del 2006 - hanno reso noto fonti di Hizb'Allah - sembrerà in
confronto una passeggiata. Se i sionisti avanzeranno ancora nella regione
saremo pronti a riceverli". Moniti e minace dall'una e dall'altra parte del
confine libano-palestinese si susseguono. alzando la tensione in un momento,
peraltro, di relativa tranquillità anche per quanto concerne la politica
interna libanese.
A livello locale infatti c'è da registrare la 'defezione' dal fronte del 14
Marzo, noto anche come il "raggruppamento di Bristol" dal nome dell'hotel nel
quale tre anni fa furono firmati gli accordi di cooperazione politica tra le
diverse fazioni filo-occidentali della maggioranza (Corrente Futura di Hariri,
Falange e Forze Libanesi cristiano-maronite e socialprogressisti drusi di
Jumblatt), del leader druso Waleed Jumblatt il quale ha sostenuto, un paio di
settimane fa, che "una stagione politica si è chiusa".
Il riavvicinamento tra l'esponente del PSP (partito socialprogressista) e
Hizb'Allah (con un incontro a sorpresa avuto con Nasrallah dopo quattro anni di
assoluto gelo) potrebbe rimescolare le 'carte' della 'partita' libanese.
Ma, al momento, tutti gli occhi sono puntati sul fronte meridionale. I
sionisti intenderanno realmente riaprire le 'danze' del 'valzer mortale' contro
Hizb'Allah? Nethanyahu finirà il lavoro lasciato in sospeso dal suo
predecessore Olmert? "Israele" intende seriamente scaraventare l'intera regione
in un nuovo vortice bellico?
Domande che soltanto l'evoluzione della situazione, attualmente in fase di
stallo, potranno avere una qualche risposta. In Libano tutti ne sono
convinti..."prima o poi si ricomincia!".
Nessuno si fa illusioni in proposito: i libanese conoscono il loro nemico e
sanno che - presto o tardi - i sionisti colpiranno ancora.
E troveranno chi saprà loro rispondere pan per focaccia. "Occhio per occhio,
dente per dente"...'precetti' biblico-giudaici....'Vediamo' se è 'vero'....

DAGOBERTO BELLUCCI