Premetto che non ho idea se l'attacco chimico ci sia stato o meno, certo non ho dubbi che Assad e i suoi accoliti siano fondamentalmente privi di scrupoli e non si sarebbero fatti problemi a farlo, anche se operare nella propria capitale non mi sembra quacosa di molto furbo, ma è altresì chiaro che l'opposizione non è fatta da gentlemen (perdipiù è molto frastagliata e fatta da elementi decisamente indesiderabili).
Obama, proclami a parte, non so se abbia davvero voglia di farlo, anche se lo seguirebbero a ruota la fida Gran Bretagna e la Francia in vena di grandeur (la Germania meno, ma da qualche tempo ha perso la voglia di fare guerre, puntando a un'egemonia di tipo economico).
Quanto agli alleati nella regione, Israele non vedrebbe male un intervento, anche se poi defenestrato Assad dovrebbe restituire il Golan, la Turchia presa dall'ideologia neo-ottomana di Erdogan sarebbe senz'altro della partita, tra l'altro deve recuperare lo smacco subito con l'appoggio al suo amico Morsi, inoltre è contestato all'interno e deve pure dare un contentino ai militari sempre più riottosi nei suoi confronti.
La Russia e la Cina sarebbero ovviamente contrarie (e porrebbero il veto in sede ONU), l'Iran contrarissimo, ma non so quanto vorrebbero e potrebbero passare dalle parole ai fatti, forse perché sperano in un nuovo pantano per USA e socii (detto così, alla latina).
Quanto all'Italia, c'è un discreto contingente in Libano, potrebbe rischiare di essere coinvolto.
Insomma, è in corso una nuova puntata di questo nuovo "Grande gioco".




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