
Originariamente Scritto da
Cuordileone
Recensione scritta al volo da :Esther::
Ieri sera, attratti dalle precedenti recensioni come le gazze ladre sono attratte dal luccichio dei brillanti, io e mio marito ci siamo recati, famelici, in questo ristorante poco consapevoli di cosa, in realta', avrebbero incontrato le nostre fauci, ma, speranzosi, di solleticare le nostre papille gustative coi sapori fino a quel momento immaginati di pesce, crostacei, mitili e tutto quanto possa trovare vita nell'acqua del mare. Ebbene, dopo aver attraversato indenni le strade piu' avverse ed anguste dell'ultimo sobborgo di entroterra campano, i nostri piedi hanno finalmente poggiato terra davanti a quello che prometteva di essere il santuario (forse influenzati anche dal nome del locale) della cucina marina. In effetti, poco mancava che ci genuflettessimo. In breve tempo i nostri piedi cominciarono a farsi strada lungo la rampa di scale che apriva ai nostri occhi il ristorante con piu' camerieri che avessimo mai visto. Tanti bei piccoli ragazzetti pronti a soddisfare qualsiasi voglia, tranne quella di restare lontano dal nostro tavolo. Eravamo lì per mangiare pesce, ma anche se avessimo voluto mangiare altro, non ci saremmo riusciti tant'e' che mentre sceglievamo cosa mangiare il primo antipastino si stava gia' avvicinando al nostro tavolo: panzanella con alici e tonno. Accettabile, tranne per un picoolo pizzichino che accompagnava la degustazione che, a me personalmente, mi ha fatto venire voglia di ingurgitare anche la forchetta per arrivare a grattarmi la gola. Secondo e terzo antipasto: filetto di tonno alla brace e parmigiana di pesce scabola: meritevoli davvero peccato che io e mio marito ancora non abbiamo capito che cavolo di pesce e' sto pesce sciabola. Quarto antipasto: cotoletta di pesce sciabola: disorientati ed intimoriti che anche il dolce fosse stato fatto col pesce sciabola, abbiamo gustato questa pietanza con curiosita', ma ad ogni morso cresceva il desiderio dei sofficini findus lasciti ad invecchiare nel surgelatore di casa. Chiusa la parentesi antipasti, abbiamo fatto la conoscenza del proprietario: un omaccione davvero simpatico con una parlantina ed una sudorazione non comune. Abbiamo capito che non sarebbe stata una serata facile quando, manifestando la nostra precoce sazieta', lasciammo ad intendere che la cena sarebbe potuta anche finire da li a breve. E quando, oltre a quello del proprietario, e' il naso dei camerieri a storcersi, ti rendi conto che, anche a costo di dimenticarsi di aver mai avuto un fegato, la cena doveva continuare. La specialita' del giorno: gnocchetti con le cozze. Non abbiamo ancora capito se la specialita ' fossero le cozze, gli gnicchetti o il pomodorino pachino che tentava di unirli. Tutto sommato scendeva giu'. E man mano che scendeva, il mio intestino si contraeva. Era giunto proprio il momento di andare a casa... E invece no!!!! Prima di poter poggiare i miei dolenti visceri nel sacro tempio del wc di casa mia avrei dovuto superare anche il secondo piatto che non c'e' stato verso di evitare: la peggiore frittura di pesce che mai avrei pensato di poter addentare ... E solo quello dato che masticarla era impossibile. I pezzi ingoiati per intero dei calamari mi sono stati fatali e ho dovuto ripiegare in un raid d'emergenza nel wc del ristorante. Che devo dire essere davvero pulito.
A fine serata ci siano rinfrancati con un conto davvero alla portata di molte tasche, ma quel simpaticone e squisitone di proprietario mi deve 5-6 mila transaminasi.