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Discussione: L'origine etrusca del simbolo del fascio littorio

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    Predefinito L'origine etrusca del simbolo del fascio littorio

    Il Fascio littorio (simbolo ripreso e trasformato poi nel ventesimo secolo dal fascismo) piu universalmente noto è quello romano però non molti sanno che a loro volta i romani avevano ripreso e copiato il simbolo dalla piu antica civilità etrusca.Cos'era infatti il fascio littorio nella roma repubblicana? I fasces lictoriae erano un fascio cilindrico di verghe di betulla bianca, a simboleggiare il potere di punire, legate assieme da nastri di cuoio rossi (i fasces, appunto), simboleggianti sovranità e l'unione, e talvolta recanti infissa un'ascia di bronzo, a simboleggiare il potere di vita e di morte.
    Su vari testi di Archeologia Etrusca ed Etruscologia invece rileviamo che il Fascio presso gli Etruschi era noto con il termine di Zath e come detto sopra presumibilmente fu usato in maniera simbolica per la prima volta a Tarquinia. Molto probabilmente in origine era uno strumento di lavoro, forse della corporazione dei Maestri d'Ascia che costruivano le formidabili navi etrusche, le migliori di tutto l'occidente in quell'epoca. Successivamente questo oggetto venne utilizzato come simbolo di Giustizia. Durante i processi publici penali il pretore etrusco (Zilath) una volta sentite le parti, al momento di emettere la sentenza chiamava a se un Littore, che in etrusco veniva indicato con la parola Zath-Lath (letteralmente portatore 'Lath' del Fascio 'Zath', dalla parola 'Lath' deriva la parola latina 'Lator' portatore appunto) da Zath-Lath deriva un'altra parola latina 'Satelles' che vuol dire 'Guardia del corpo' e da questa parola latina deriva il nostro 'Satellite'. Questo Zath-Lath era una guardia che durante questi processi portava il Fascio Littorio ed aveva un ruolo ben preciso che andiamo a descrivere.
    La funzione dei fasci non era tuttavia esclusivamente simbolica, giacché le canne venivano materialmente usate per fustigare i delinquenti sul posto e analogamente l'ascia era utilizzata nell'amministrazione delle pene capitali e comunque come mezzo di difesa da parte della scorta di lictores, i particolari servitori dello stato incaricati di recare i fasces.Usati sin dall'età regia come simbolo del potere del re e recati davanti a questi in numero di dodici da altrettanti littori, in età repubblicana divennero appannaggio dei magistrati maggiori, cioè quelli dotati di imperium e trasportati davanti al magistrato, in numero corrispondente al suo rango, nelle cerimonie pubbliche e nelle ispezioni. Al Dittatore spettavano 24 littori con scuri , al Console: 12 littori
    al Proconsole: 11 littori solo fuori dal pomerio.Al Pretore: 2 littori in città e 6 littori in provincia , al Propretore: 5 littori
    al Edile curule: 2 littoriInsomma ad esclusione del dittatore, tutti gli altri magistrati potevano portare le asce infisse nei fasci solo al difuori del pomerio, poiché all'interno della città non era possibile applicare la pena di morte a cittadini romani; inoltre in età repubblicana le verghe dei fasci erano considerate l'unico modo in cui fosse possibile violare la schiena di un cittadino romano, altrimenti considerata sacra e inviolabile.
    In Senato il console in carica nella presidenza della seduta era riconoscibile dal fatto di recare i fasces.
    Come però dicevo all'inizio la civilità romana aveva in realtà a sua volta copiato un istituto risalente in realtà alla civilità etrusca.A quanto ci riferiscono Dionigi di Alicarnasso
    (Antiquitates Romanae III, 59-62) e Tito Livio (Storie I, 8), i Romani avrebbero importato dall’Etruria l’usanza di far precedere i re da littori recanti sulle spalle un fascio di verghe ed una scure.Di origine etrusca dei fasci parla anche Floro (Ep. l, 1, 5). Strabone (Geographika, V, 2, 2), in particolare, precisa che i fasci furono portati a Roma da Tarquinia.Silio Italico, invece, specifica (Puniche, VIII, 483 sgg.) che la prima città ad introdurne l’uso sarebbe stata l’etrusca Vetulonia. Proprio a Vetulonia nel 1898 Isidoro Falchi rinvenne nella cd. Tomba del Littore, databile attorno al 600 a.C., un oggetto di ferro ossidato a forma di fascio composto da un gruppo di verghe unite insieme con in mezzo un’ascia a doppio taglio (bipenne).
    La più antica rappresentazione etrusca di fasci senza scure s'incontra in un rilievo chiusino del Museo di Palermo che si data nella prima metà del V secolo a.C.Su urne e su sarcofagi etruschi del periodo ellenistico (IV-I secolo a.C.) sono spesso rappresentati littori con fasci al seguito di magistrati.
    Fasci sono raffigurati anche sulle pareti delle tombe del Tifone e del Convegno (databili al II-I secolo a.C.) di Tarquinia.
    Silio Italico in particolare nel suo poema Le Puniche (libro VII, v. 485 e seg.), dice: “ Vetulonia fu un tempo decoro della gente Meonia (cioè lidia, cioè etrusca): fu la prima città a far procedere dodici fasci ed a congiungere ad essi, con silenzioso terrore, altrettante scuri “. La scoperta archeologica ha confermato in tale caso la fonte letteraria; chiara ne emerge l’origine etrusca del fascio littorio di Roma. Né ciò costituisce un fatto isolato, perché altre istituzioni, che noi vediamo apparire nella Roma dei re e nella Roma dei primi tempi repubblicani, hanno una fisionomia prettamente etrusca; sono esse elencate in un passo di uno scrittore della prima metà del II d.C., P. Annio Floro (Delle Guerre dei Romani, I, 5,5), e nell’elenco è pure il fascio littorio. È presumibile che tutto ciò risalga al periodo di dipendenza di Roma dagli Etruschi, di Tarquinia prima, forse di Vulci e di Chiusi poi, al periodo che abbraccia gli ultimi tre re della leggenda, Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo (623-510 a. C., secondo la cronologia tradizionale) ed i primordi repubblicani. Ma vi ha di più. La doppia scure, che sormonta il fascio ferreo di Vetulonia, ha in sé un carattere vetusto assai: è il tipo di bipenne in usi nella civiltà ellenica sino verso la fine del secolo VIII a. C.; mentre per l’Etruria tale tipo di strumento o di arma si conserva più a lungo, chè alla fine del secolo VII rimonta una pietra funeraria di Vetulonia con la figura graffiata di un guerriero impugnante nella destra la bipenne. La quale bipenne ha un’origine lontana: era l’arma-strumento per eccellenza in quella civiltà cretese micenea o pre-ellenica, che si svolse nel bacino dell’Egeo con centro in Creta, anteriormente al 1000 a. C., nel terzo e nel secondo millennio.

    u vari testi di Archeologia Etrusca ed Etruscologia invece rileviamo che il Fascio presso gli Etruschi era noto con il termine di Zath e come detto sopra presumibilmente fu usato in maniera simbolica per la prima volta a Tarquinia. Molto probabilmente in origine era uno strumento di lavoro, forse della corporazione dei Maestri d'Ascia che costruivano le formidabili navi etrusche, le migliori di tutto l'occidente in quell'epoca. Successivamente questo oggetto venne utilizzato come simbolo di Giustizia. Durante i processi publici penali il pretore etrusco (Zilath) una volta sentite le parti, al momento di emettere la sentenza chiamava a se un Littore, che in etrusco veniva indicato con la parola Zath-Lath (letteralmente portatore 'Lath' del Fascio 'Zath', dalla parola 'Lath' deriva la parola latina 'Lator' portatore appunto) da Zath-Lath deriva un'altra parola latina 'Satelles' che vuol dire 'Guardia del corpo' e da questa parola latina deriva il nostro 'Satellite'. Questo Zath-Lath era una guardia che durante questi processi portava il Fascio Littorio ed aveva un ruolo ben preciso che andiamo a descrivere.
    Da quanto ci viene riportato dai testi antichi, pare che qualora l'imputato fosse ritenuto colpevole, lo Zath-Lath consegnasse lo Zath (Fascio Littorio) allo Zilath, il quale scioglieva le fasce che tenevano unite le verghe e la scure. Se lo Zilath consegnava allo Zath-Lath una o un certo numero di verghe, l'imputato veniva punito con colpi di bastone, un certo numero multiplo del numero di verghe consegnate. Nei casi di colpa grave invece, poteva accadere che lo Zilath consegnasse nelle mani dello Zath-Lath la scure. Questo significava condanna a morte, e lo Zath-Lath diveniva un boia che con quella scure decapitava il colpevole.
    Così si amministrava la giustizia a Tarquinia, e nelle altre città d'Etruria come Cere, Veio, Vulci, Orvieto (Velzna), almeno dal 800 a.c. fino alla loro conquista da parte dei Romani intorno al 300-200 a.c.
    Ma politicamente cosa simboleggiavano presso gli etrusci i fasci littori? molto probabilmente simbolerggiava il potere della dodecapoli (la federazione) etrusca
    Secondo la tradizione, nell’epoca regia il re aveva infatti dodici littori, e questo numero rievoca il ricordo della origine etrusca del fascio, sia per la dodecapoli etrusca, o confederazione di dodici città costituenti la nazione etrusca, sia per la divisione, documentata da un passo di Servio, commentatore della Eneide virgiliana (Canto X, v, 202) di ogni cittadinanza etrusca in tre parti, ognuna delle quali comprendeva quattro curie con a capo, per ciascuna, un lucumone. I littori regi recavano, oltre verghe, la scure.
    Ultima modifica di C@scista; 15-07-13 alle 09:25
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    Predefinito Re: L'origine etrusca del simbolo del fascio littorio

    Sull'antica origine storica etrusco-romana del fascio littorio da segnalare questo libro:




    Antonio M. Collini, Il fascio littorio, Ritter, Milano 2011.
    "Antonio M. Collini
    Il fascio littorio, riedizione anastatica di un volume pubblicato nel 1933 a cura di Antonio M. Colini, collaboratore qualificato dell’allora Museo dell’Impero, ripercorre in maniera completa ed esauriente la storia del simbolo della potenza imperiale romana. Il suo significato è infatti illustrato sia dal punto di vista del valore simbolico, sia per quanto riguarda le memorie e rappresentazioni di queste insigna imperii in monete, bassorilievi, statue e monumenti di vario genere. La prima parte dell’opera descrive dettagliatamente l’origine e la forma dei fasci romani e la loro attribuzione a littori e magistrati a seconda della loro funzione istituzionale, del loro ruolo e del particolare momento storico. Il libro passa poi, nella seconda parte, a descrivere con minuziosa e documentata attenzione, la presenza dei fasci littori nei monumenti dell’arte antica, indicandone la provenienza zona per zona e illustrandoli nel dettaglio sia quanto alle costruzioni principali, sia quanto a monumenti minori e frammenti isolati. A completare l’opera vi sono infine un capitolo dedicato alle monete ed una serie completa di tavole illustrative, che rendono il libro estremamente interessante non solo per gli storici ma anche per i curiosi e gli appassionati.
    Brossura 17 x 24 cm. pag. 248 con molte illustrazioni b/n
    Stampato nel 2011 da Ritter Edizioni"
    http://www.ritteredizioni.com/compon...dc9caf8fcc.jpg







    L'origine del simbolo del fascio littorio fu originariamente etrusca ed i romani avevano ripreso e copiato il simbolo dalla più antica civilità etrusca - come anche tante altre cose - però quello riesumato dai fascisti italiani derivava dalle logge massoniche...
    Il Fascismo italiano delle origini fu infatti un fenomeno politico dietro il quale si celavano appunto forze esoterico-occultistiche tipo il magico gruppo di Ur (v. il libro di Gianfranco De Turris "Esoterismo e fascismo. Storia, interpretazioni, documenti" sul tema e vari altri tipo "Massoneria e fascismo: Dall'intesa cordiale alla distruzione delle Logge: come nasce una «guerra di religione»" di Fabio Venzi, "Fascismo e massoneria" di Michele Terzaghi, Edizioni Arktos; Natale M. Di Luca, Arturo Reghini. Un intellettuale neopitagorico tra massoneria e fascismo, Atanòr, Roma 2003, ecc.) nonché finanziamenti giudeo-massonici...
    Da cattolico contro-rivoluzionario, quindi da nemico dichiarato dell'esoterismo e della massoneria ne penso tutto il male possibile (però forse effettivamente a voler essere generosi qualcosa si può salvare, qualche elemento buono vi è a livello di idea di società, pur depurato opportunamente alla luce della LETTERA ENCICLICA "RERUM NOVARUM" DI S.S. LEONE XIII del 15 maggio 1891 e della "Dottrina Sociale della Chiesa", v. qui: http://www.vatican.va/content/leo-xi...m-novarum.html ) del programma ferocemente anti-clericale ed anti-cristiano/cattolico dei "Fasci Italiani di Combattimento" del 23 Marzo 1919...
    Tra l'altro vi rammento che vi fu l'appello comunista del 1936 ai "fratelli in camicia nera" (firmato da oltre sessanta dirigenti del PCdI, tra cui Palmiro Togliatti, che si richiamava proprio al noto programma dei "Fasci di Combattimento" del 23 marzo del 1919, elaborato da Mussolini insieme a sindacalisti rivoluzionari, socialisti interventisti, anarchici, futuristi, ecc.) ove si diceva: "I comunisti fanno proprio il programma fascista del 1919" a conferma del fatto che fascio-sinistroidi, nazional-socialisti e social-comunisti pari sono nella sostanza, in realtà finanziati entrambi da quel sistema demo-plutocratico che a parole fingevano di combattere cioè dalla giudeo-massoneria...
    Nel CENTUNESIMO ANNIVERSARIO della fondazione dei “FASCI ITALIANI DI COMBATTIMENTO” (23 MARZO 1919 – 23 MARZO 2020) riporto un’ampia documentazione per comprendere meglio la matrice settaria del “fascismo delle origini” (quello sansepolcrista e socialisteggiante, erede del giacobinismo rivoluzionario e dell’ideologia “risorgimentale” mazziniano-garibaldina che ha ammassato alla rinfusa arditi della prima guerra mondiale e legionari dannunziani fiumani, nazionalisti e socialisti radicali, anarchici e sindacalisti rivoluzionari nonché hippies ante-litteram, ancor oggi rimpianto da molti fascio-sinistroidi che infestano l’area della Destra radicale purtroppo), esso stesso un prodotto del “complotto demo-pluto-giudaico-massonico” cioè delle logge massoniche, delle conventicole esoterico-occultistiche e dell’alta finanza ebraica per cercare di distruggere la Santa Romana Chiesa.
    Grazie a Dio poi Benito Mussolini è riuscito, seppur in maniera imperfetta e solo parziale dato che non ha mai epurato definitivamente certi massoni o massonizzanti di vertice neanche durante la R.S.I. dovendosene alla fine seriamente ed amaramente pentire, a purificare un po’ alla volta il “primo fascismo” soprattutto a partire dal “Concordato Stato-Chiesa” cioè dai “Patti Lateranensi” (pur criticabili in un’ottica catto-integrale, ma comunque molto meglio di ciò che c’era in precedenza) sottoscritti tra il Regno d’Italia e la Santa Sede l’11 febbraio 1929 imprimendogli (all’inizio forse per mero pragmatismo ma in seguito per vera convinzione essendosi convertito il Duce al Cattolicesimo Romano almeno negli ultimi anni) una decisiva svolta filo-cattolica…





    https://www.vatican.va/roman_curia/s...anensi_it.html
    «INTER SANCTAM SEDEM ET ITALIAE REGNUM
    CONVENTIONES*
    INITAE DIE 11 FEBRUARII 1929
    TRATTATO FRA LA SANTA SEDE E L’ITALIA
    CONCORDATO FRA LA SANTA SEDE E L'ITALIA
    PROCESSO VERBALE DELLO SCAMBIO DELLE RATIFICHE, 7 giugno 1929
    (Il Trattato fra la Santa Sede e l’Italia sottoscritto l'11 febbraio 1929 fu pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis n. 6 del 7 giugno 1929. Esso è corredato dei seguenti quattro Allegati: Pianta del territorio dello Stato della Città del Vaticano; Elenco e pianta degli immobili con privilegio di extraterritorialità e con esenzione da espropriazioni e da tributi; Convenzione finanziaria. Il documento, redatto dal Cardinale Pietro Gasparri e dal Primo ministro italiano Benito Mussolini, doveva essere sottoposto alla ratifica del Sommo Pontefice e del Re d’Italia.)»




    Consiglio di ascoltare e guardare con molta attenzione il video fondamentale della validissima conferenza di Don Francesco Ricossa dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.) tenutasi il giorno 12/10/2019 a Modena (personalmente ero là presente) intitolata "I Fasci di Combattimento: per quale combattimento?" ove spiega il ruolo decisivo avuto dalla giudeo-massoneria nel "fascismo delle origini" e di leggere anche i seguenti stralci delle interviste rilasciate al settimanale francese "Rivarol" di Jérôme Bourbon dal medesimo sacerdote:




    http://www.sodalitium.biz/video-di-modena/
    http://www.centrostudifederici.org/l...i-modena-2019/
    https://www.youtube.com/user/sodalitium/videos
    «I Fasci di Combattimento: per quale combattimento?
    https://www.youtube.com/watch?v=S8zQfGvC5V8
    Modena, 12/10/2019, XIV GIORNATA PER LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO: "GLI AMICI E I NEMICI DELLA REGALITA' DI CRISTO".
    Seconda lezione: ”I Fasci di Combattimento: per quale combattimento?” Relatore: don Francesco Ricossa»

    https://www.sodalitium.biz/wp-conten...ortune36-1.pdf



    https://www.sodalitium.biz/intervist...cossa-rivarol/
    «Intervista di Don Francesco Ricossa, rilasciata al settimanale francese Rivarol, pubblicata sul n° 3305 del 15 novembre 2017, condotta da Jérôme Bourbon

    Il Direttore della rivista Sodalitium, l’italiano Don Francesco Ricossa, ogni anno, da un decennio, tiene a Parigi una serie di conferenze di alto livello su questioni importanti relative all’attualità religiosa o alla dottrina cattolica. In occasione del terzo centenario della nascita della massoneria moderna, il 26 novembre terrà una serie di istruzioni, ciascuna seguita dalle domande del pubblico, su questo fenomeno, la sua origine, la sua dottrina, le sue ramificazioni, la sua infiltrazione e la sua influenza negli ambienti “cattolici” sia modernisti, sia tradizionalisti. Gli abbiamo rivolto quindi delle domande su questo tema importante, ma anche su altri di attualità.
    (…) Rivarol: I movimenti della destra radicale in Europa, non sono anch’essi infiltrati dalla massoneria?
    Don Francesco Ricossa: Sì, e questa infiltrazione esiste da due punti di vista: dal punto di vista degli uomini e dal punto di vista delle idee. Vi sono dei movimenti in cui i massoni sono accettati e perfino promossi. In maniera aperta o nascosta. E poi vi è un problema di idee: persone che non sono degli iniziati ma condividono i princípi più importanti della massoneria. Non parlo solo di quei princípi che sono diventati, ahimè, il pensiero comune a tutti, che si insegnano a scuola, che si proclamano nelle “parrocchie”: libertà, uguaglianza, fraternità ecc., ma parlo dell’esoterismo. Nei “nostri” ambienti, quelli che si oppongono spesso sinceramente alla triade rivoluzionaria e al mondo moderno, lo fanno frequentemente in nome di una dottrina esoterica che è l’essenza stessa della massoneria. Si esce da un errore per cadere in un altro errore non meno grave.
    Rivarol: Pensa all’influenza che possono avere pensatori come René Guénon e Julius Evola negli ambienti della destra radicale?
    Don Francesco Ricossa: Questi due pensatori, Guénon ed Evola, possono aver detto qualcosa di vero, in particolare sul rigetto e la denuncia del mondo moderno, mischiato a molte cose false, di modo che sono numerosi quelli che, pensando di opporsi al mondo attuale, aderiscono a tutti i princípi della massoneria. Questo è evidente nel caso di René Guénon, poiché era lui stesso un iniziato. Nel caso di Evola, la sua appartenenza alla massoneria è lungi dall’essere dimostrata, ma il fatto che fosse un intellettuale le cui frequentazioni massoniche sono evidenti e che non ha mai nascosto la sua dottrina esoterica, ne fanno oggettivamente un compagno di strada della massoneria.
    Rivarol: Quali sono stati i rapporti tra il fascismo italiano e la massoneria?
    Don Francesco Ricossa: Il fascismo italiano è stato inizialmente un pragmatismo mosso dall’istinto politico di Mussolini, che è cambiato numerose volte, adattandosi alla pratica. E’ certo che all’inizio del fascismo la maggior parte dei gerarchi erano degli iniziati, quasi tutti quelli che nel 1943 hanno votato contro il Duce nel Gran Consiglio del Fascismo erano anche massoni, ma anche alcuni di quelli che sono rimasti al suo fianco nella Repubblica Sociale Italiana. Ma è anche vero che il fascismo ha dichiarato illegali tutte le società segrete, di modo che la massoneria, sotto Mussolini, è praticamente sparita dal paese ed è tornata ad avere diritto di cittadinanza solo quando gli Alleati americani ed inglesi sono sbarcati in Italia. E’ vero altresì che quelli che hanno provato prima della guerra ad assassinare Mussolini venivano dalla Teosofia e dunque erano legati alla massoneria. Le cose sono dunque complicate. Io ne ho parlato su Sodalitium in un articolo su un personaggio molto amato negli ambienti fascisti, il grande poeta Ezra Pound, il quale veniva da un ambiente inglese molto vicino alla Teosofia.
    Nessun dubbio, peraltro, che il fascismo all’origine fosse vicino ai princípi del Risorgimento. Ed è anche vero che, durante il Regime, certuni hanno pensato che il governo di Mussolini avrebbe condotto al trionfo dell’esoterismo, per esempio il gruppo di Evola e Reghini, ma non solo loro, anche quello di D’Annunzio. Questa corrente voleva che il fascismo segnasse una continuazione del movimento risorgimentale in un senso chiaramente esoterico. Ma rimase delusa al momento del Concordato. Altre correnti hanno invece pensato che il fascismo, malgrado tutti i suoi difetti dottrinali, a poco a poco, avrebbe potuto costituire, da un punto di vista più pratico che speculativo, un rimedio alla rivoluzione italiana ed hanno lavorato a questo scopo; per esempio Mons. Benigni, il fondatore del Sodalitium Pianum, che si opponeva ai princípi del movimento fascista, ma che ha collaborato attivamente col Regime, e questo allo scopo di portarlo su posizioni cattoliche. Tutti hanno quindi provato a portare questo governo dalla propria parte. (…)»



    Intervista di Don Francesco Ricossa, IMBC, Rilasciata al settimanale francese Rivarol il 15 novembre 2017

    Gli amici e i nemici della Regalità di Cristo - Intervista di Don Francesco Ricossa - 27 novembre 2019



    Intervista di Rivarol a don Ricossa - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/i...l-don-ricossa/
    «Intervista di Rivarol a don Ricossa.

    L’importante rivista francese “Rivarol” anche quest’anno, in occasione del convegno di studi organizzato da don Jocelyn Le Gal a Parigi ha intervistato il relatore don Francesco Ricossa. Il tema di quest’anno ha ripreso l’argomento trattato alla giornata per la regalità sociale di Cristo a Modena. Presentiamo al pubblico italiano la traduzione dell’intervista.
    Don Francesco Ricossa: “Come valutare il fascismo da un punto di vista integralmente cattolico?” (…)
    Rivarol: Come giudicare il fascismo da un punto di vista integralmente cattolico?

    Don Francesco Ricossa: Il fascismo in senso stretto concerne soltanto l’Italia, il paese in cui il movimento fascista è nato, ma in un senso più ampio concerne tutta l’Europa con movimenti simili. Questo è il problema di un movimento che è stato una reazione nata in trincea per dei pericoli molto reali. Nella mia seconda conferenza, studierò quali sono i punti di accordo e disaccordo tra il fascismo e la dottrina del cattolicesimo integrale e mostrerò come questa rivista di cattolici integrali “Fede e Ragione” ha giudicato il fascismo dell’inizio, il fascismo movimento del 1919, in questo caso si tratta di una opposizione netta e poi il fascismo regime a partire dalla fine del 1922 e del 1923, quando la politica di Mussolini cominciò a cambiare, allontanandosi dall’appoggio della massoneria che era presente all’inizio, e cercando di trovare un accordo fra Chiesa cattolica e movimento fascista.
    Mons. Benigni giudicò inizialmente in modo molto severo il movimento fascista nascente, scorgendovi l’influenza della massoneria. In seguito, quando vide che vi era la possibilità grazie al governo nazionale di Mussolini, di operare contro i nemici comuni, vale a dire la massoneria e tutte le sette esoteriche, il movimento modernista e democristiano e altri nemici comuni, scelse la collaborazione. Al punto da dare delle indicazioni al governo, dapprima al ministero degli Affari Esteri ed in seguito al ministero dell’Interno. Come è stato possibile che un difensore del cattolicesimo integrale sia passato da una posizione ostile al movimento fascista ad un attivo sostegno al movimento di Mussolini? E’ quanto dovrò spiegare nella conferenza.
    Rivarol: Quali furono i rapporti fra il fascismo italiano e la massoneria?
    Don Francesco Ricossa:Il fascismo dichiarò apertamente la sua opposizione alla massoneria (non tanto sulla sostanza, bisogna pur dirlo, ma piuttosto per il fatto che la massoneria era una società segreta). Vi fu la risoluzione del Gran Consiglio che escluse la possibilità di appartenere contemporaneamente al partito fascista e alla massoneria, e in seguito fu anche votata una legge nazionale che, di fatto, soppresse le società segrete. Anche se questa legge non menzionava esplicitamente la parola massoneria, quando questo progetto di legge venne discusso in Parlamento, era perfettamente evi dente che si trattava della massoneria.
    D’altra parte è assolutamente certo che i principali dirigenti del fascismo italiano, nel momento della marcia su Roma nell’ottobre del 1922, con l’eccezione evidente e notevole di Mussolini, erano quasi tutti iniziati. Le due obbedienze massoniche, il Grande Oriente e la Grande Loggia, diedero persino un sostegno economico al fascismo nella fase iniziale del regime. Ma in seguito degli attentati contro Mussolini furono fomentati dalla teosofia e dai gruppi esoterici. Da una certa collaborazione si arrivò presto ad una aperta ostilità. Per quale motivo vi fu questo cambiamento di linea? E fino a qual punto? Sarà uno degli oggetti di studio di queste conferenze.
    Rivarol: Pio XI era stato eletto papa da qualche mese soltanto quando Mussolini giunse al potere nell’ottobre 1922. Quale fu il suo apprezzamento riguardo al fascismo mussoliniano?
    Don Francesco Ricossa: L’apprezzamento di Papa Pio XI fu sfumato. Vi fu un atteggiamento favorevole quando si trattò di accordarsi con governo di Mussolini al momento dei Patti Lateranensi nel 1929, i quali furono preceduti da molti anni di trattative. Durante questa fase preparatoria vi furono delle difficoltà, ma anche dei reali passi avanti. Poi, in seguito ci fu uno scontro sulla questione dell’educazione cristiana della gioventù, vi fu persino un’enciclica di Pio XI, la “Divini illius magistri”, sull’argomento, e un altro scontro sulla questione dell’azione cattolica. Su questi punti si arrivò quasi alla rottura.
    Le riserve di Pio XI nei confronti del fascismo assomigliano a quelle dei cattolici integrali, ciò che è logico perché si tratta di cattolici in un caso e nell’altro, ma ci sono delle sfumature. I cattolici integrali avevano molto apprezzato l’enciclica programmatica di Pio XI, la “Ubi arcano Dei”, ma la linea seguita dalla segreteria di Stato del cardinale Gasparri era totalmente opposta, e soprattutto quella del direttore della rivista dei gesuiti, la Civiltà cattolica, padre Rosa, nemico mortale dei cattolici integrali. I cattolici integrali italiani, come mons. Benigni, si mostrarono dunque globalmente più favorevoli al fascismo-regime della Santa Sede. (…)»
    http://www.centrostudifederici.org/w...ybeh-copia.png









    Don Francesco Ricossa su Ezra Pound, la Teosofia, il Fascismo e l'Antifascismo:




    https://www.sodalitium.biz/ezra-pound-e-la-teosofia/
    Ezra Pound e la Teosofia, di don Francesco Ricossa (dalla rivista “Sodalitium”, n. 67, dicembre 2015)
    (...) Teosofia, Fascismo e Antifascismo

    L’adesione di Ezra Pound al Fascismo è successiva alle sue frequentazioni negli ambienti teosofici. A prima vista, potrebbe sembrare contraddittorio il sostegno al Fascismo da parte di chi ha frequentato così da vicino gli ambienti esoterici.
    Mussolini, in effetti, sostenne prima l’incompatibilità tra l’appartenenza alla Massoneria e quella al Partito Socialista. In seguito, nel 1923, il Gran Consiglio del Fascismo – sulla spinta dei Nazionalisti – decretò l’incompatibilità tra l’appartenenza alla Massoneria e quella al Partito Fascista. Nel 1925 la legge sulle Associazioni (che proibiva le società segrete) portò di fatto alla dissoluzione delle due principali obbedienze massoniche: quella di Palazzo Giustiniani, che organizzò all’estero, specie in Francia, l’antifascismo e quella di Piazza del Gesù (che dichiarò che il Fascismo, realizzando i propri fini, aveva reso inutile la loro società). In Italia, la Massoneria potè riorganizzarsi solo alla caduta del Fascismo, favorita dai vincitori inglesi e americani. Tra il 1925 e 1926 vi furono quattro attentati alla vita di Mussolini: quello di Zaniboni, nel quale fu coinvolto il massone generale Capello, quello dell’antroposofa inglese Violet Gibson, e quelli di Lucetti e Zamboni; in tutti vi è una traccia esoterica e, pare che in quello della Gibson fosse coinvolto l’antroposofo ex-ministro Duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò (figlio di Emmelina Sonnino De Renzis, anch’essa teosofa, sorella di Sidney Sonnino, e membro del Gruppo di Ur di Evola e Reghini). Colonna di Cesarò fu uno dei protagonisti dell’Aventino. D’altra parte, squadre fasciste colpirono nel 1925 l’uomo politico antifascista Giovanni Amendola – teosofo e massone – che morì l’anno dopo in seguito alle percosse. Né ebbe certo rispetto per il Mago Crowley il governo italiano quando, nel 1923, lo espulse da Cefalù e lo rispedì in patria. Quella patria, l’Inghilterra, dove la ‘papessa’ della Teosofia, Annie Besant, attaccava il regime mussoliniano nemico della democrazia. Eppure, esiste anche l’altro aspetto, per il quale rinvio il lettore a due opere significative: Massoneria, Fascismo e Chiesa Cattolica di Gianni Vannoni (ed. Laterza, 1980) ed Esoterismo e Fascismo, a cura di Gianfranco de Turris (ed. Mediterranee, 2006). Lo storico della Massoneria, Aldo Alessandro Mola, vi elenca i nomi di fratelli muratori che furono anche esponenti fascisti: Giacomo Acerbo, Michele Bianchi, Alessandro Dudan, Italo Balbo, Achille Starace, Giovanni Marinelli e probabilmente Emilio De Bono (che si servì del massone Dùmini per il delitto Matteotti), Cesare Rossi, Edmondo Rossoni, Roberto Farinacci, forse Dino Grandi (ne è certo Vannoni, come pure per De Bono, Cesare Maria De Vecchi e Giuseppe Bottai), Massimo Rocca, Alberto Beneduce et alibi aliorum plurimorum. Tutti costoro rimasero – in sonno – ai vertici del nuovo regime, per poi scegliere chi la caduta del Duce, nel ’43 (come Grandi, De Bono, Marinelli, De Vecchi), chi l’avventura della RSI, come Farinacci. E non parliamo dei militari… Abbondantissimi i massoni tra i sindacalisti rivoluzionari e i dannunziani fiumani (incluso il “Vate”) che prepararono sia il Fascismo sia l’antifascismo (come nel caso del massone Alceste De Ambris), come pure tra i futuristi (non ultimo il massone teosofo pitagorico Arturo Reghini, appartenente all’O.T.O.). L’autoscioglimento delle Logge massoniche non coinvolse i club di servizio, come il Rotary, né le Società Teosofiche (fino al 1939), né l’Antroposofia (fino al 1941). La lotta alla Massoneria fu quindi superficiale, senza risalire ai principi, e questo pure nel caso dell’ex sacerdote Giovanni Preziosi – il più ostile alla massoneria – che però alla sua rivista Vita italiana faceva collaborare gli esoteristi René Guénon, Julius Evola, Massimo Scaligero (alias Antonio Massimo Sgabelloni, antroposofo, discepolo di Giovanni Colazza, che frequentava la stessa Loggia teosofica di Amendola e Colonna di Cesarò) e Guido De Giorgio. L’antimassonismo di Preziosi, quindi, non può essere confuso con quello dei cattolici integrali, come Mons. Benigni, che sempre si oppose a ogni tipo di setta e di esoterismo.
    In guisa di conclusione
    Con questo articoletto non intendo certo schierarmi coi carcerieri di Ezra Pound… Ritengo però – come detto in apertura – che il cattolico militante non deve lasciarsi trascinare da pericolosi sincretismi dottrinali. C’è chi pensa che i “liberi pensatori” di Casa Pound (ai quali forse, come diceva il massone Reghini degli altri massoni, manca l’esser liberi e l’esser pensatori) si gloriano abusivamente del nome di Pound; forse, invece, non sono loro che su questo punto si sbagliano, ma i cattolici poundiani! In materia sociale (e Pound non avrebbe obiettato) una buona formazione di base si può trovare nelle encicliche pontificie, come – tra le altre – Rerum novarum di Leone XIII e Quadragesimo anno di Pio XI; per chi ha le capacità e l’interesse di una formazione più approfondita, la Chiesa indica la strada di San Tommaso: Ite ad Thomam. Guardiamoci invece da dottori che si sono abbeverati alle fonti incantatrici del torbido mondo delle sètte iniziatiche (siano esse anglosassoni – come nel nostro caso – o indigene).
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/67.pdf





    Don Francesco Ricossa ha scritto anche la presentazione a questo recente libro di Raffaele Amato "Vangelo e moschetto":



    Raffaele Amato, Vangelo e moschetto. Fascismo e cattolicesimo: sintonie, attriti, battaglie comuni, Edizioni Solfanelli, Chieti 2019.

    Edizioni Solfanelli - Raffaele Amato, Vangelo e Moschetto
    http://www.edizionisolfanelli.it/vangeloemoschetto.htm
    «Raffaele Amato VANGELO E MOSCHETTO Presentazione di don Francesco Ricossa

    Per oltre vent’anni Fascismo e Chiesa cattolica convissero e interagirono, a volte con il tentativo di servirsi l’uno dell’altro, altre volte scontrandosi. Ma, più spesso, condivisero idee, valori, progetti e battaglie.
    Quest’opera vuole essere un contributo di chiarezza, evidenziando gli aspetti su cui fascismo e cattolicesimo si confrontarono.
    Oltre ai processi storici che partono dalla Questione Romana e si concludono con la fine della Seconda Guerra Mondiale, si analizzano i principali elementi dottrinari su cui le due entità possono essere accostate: la critica al sistema liberalcapitalista e al marxismo, attraverso l’alternativa del corporativismo, la lotta alla Massoneria, il sostegno cattolico all’impresa di Etiopia e alla partecipazione alla Guerra di Spagna, autentica crociata del XX secolo.
    Le critiche rivolte da Pio XI al regime nell’enciclica “Non abbiamo bisogno”, il concetto di religione secondo la dottrina fascista, sono alcuni dei punti che vengono esaminati, per concludere con il percorso spirituale di Benito Mussolini.
    Il frutto più importante del confronto tra Fascismo e Chiesa, destinato a sopravvivere sino ad oggi, fu la Conciliazione, che pose fine a decenni di lacerante Questione Romana».
    http://www.edizionisolfanelli.it/vangeloemoschetto.jpg


    VANGELO E MOSCHETTO, Gruppo Editoriale Tabula Fati


    https://www.agerecontra.it/2019/11/vangelo-e-moschetto/
    «VANGELO E MOSCHETTO 11 NOVEMBRE 2019 DA STAFF "CHRISTUS REX"
    In evidenza, segnalazioni librarie
    L’amico Raffaele Amato ha scelto la stessa casa editrice Solfanelli per un saggio che si può definire in linea con le tesi storico-politiche espresse da “Cattolici tra europeismo e populismo” del nostro responsabile Matteo Castagna».







    Matteo Castagna, Cattolici tra Europeismo e Populismo. La sfida al nichilismo, Solfanelli, Chieti 2018


    https://www.agerecontra.it/prodotto/...al-nichilismo/
    «PUBBLICAZIONI
    CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO. LA SFIDA AL NICHILISMO

    17,00€
    Di Matteo Castagna
    Editore: Solfanelli
    Collana: Faretra
    Anno edizione:2018
    Pagine: 248 pagine, Brossura
    EAN: 9788833050959
    Questo saggio costituisce un unicum sul piano della teologia e della storia del cattolicesimo. Sebbene l’autore non abbia alcuna pretesa “dogmatica” o definitiva su questioni aperte, alle quali egli vuole fornire il proprio contributo di studioso e “politico cattolico”. Avvalendosi del confronto con la migliore produzione teorica contemporanea, quasi interamente appartenente alla corrente progressista montiniana o neo-modernistica, ci permette di comprendere la storia italiana, occidentale e cattolica alla luce di tre elementi fondamentali».
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...NICHILISMO.jpg






    https://www.agerecontra.it/2017/10/l...r-prima-parte/
    «La Contro-Rivoluzione nel 1900: Benito Mussolini e Antonio Salazar (Prima parte) 28 OTTOBRE 2017 DA STAFF "CHRISTUS REX"
    Questa è la seconda nuova Rubrica “Rex” di www.agerecontra.it , curata da Cristiano T. Gomes, 35 anni, nostro secondo nuovo collaboratore, laureato in teologia e scrittore emergente. Oggi, 28 Ottobre 2017, data significativa per la storia politica italiana, pubblichiamo il suo primo saggio, che farà discutere»
    https://www.agerecontra.it/2017/11/i...-ultima-parte/





    http://www.fondazionespirito.it/wp/w...talita.it_.pdf
    "PENSIERO FORTE
    Matteo Castagna, Cattolici tra europeismo e populismo. La sfida del nichilismo (Solfanelli, pagg. 247, Euro 17,00)

    Lo Stato fascista mussoliniano e il regime lusitano di Salazar si presentavano come rivoluzioni nazionali ma, in un’ottica più ampia essi rappresentarono concretamente una controrivoluzione opposta al materialismo sovietico e americano, e ai vari partiti popolari, progressisti e modernisti. Questo saggio di Matteo Castagna, sulla teologia e sulla storia del cristianesimo in epoca moderna, analizza le due correnti antagoniste che divisero il campo cattolico: da una parte l’integralismo di mons. Benigni e dall’altra il modernismo democristiano di Montini, discepolo dell’ecumenismo laicista e mondialista. Oggi questa distinzione si manifesta nella scelta politico-religiosa tra sovranità e identità (incardinate nel populismo), e cosmopolitismo ed europeismo (rappresentate dal progressismo conciliarista). In questa prospettiva non può esistere un cattolicesimo progressista, se non come apogeo dell’ateismo, dell’‘irreligione naturale’ e dell’evoluzionismo nichilista. L’unico cattolicesimo possibile, dunque, è effettivamente quello integrale, che assegna a Roma una funzione metapolitica e spirituale. In questo quadro si inserisce la ‘teologia politica’ del Fascismo, che mons. Benigni imperniava sulla dottrina cattolica e metteva al centro del tentativo di salvezza dell’uomo".





    Consiglio di leggere pure i seguenti libri interessantissimi, ormai datati e difficili da trovare eppure essenziali (nelle biblioteche ben fornite è reperibile), di Gianni Vannoni sui complessi rapporti tra Fascismo, Massoneria, società segrete e Chiesa cattolica:



    Gianni Vannoni, Integralismo cattolico e fascismo: «Fede e Ragione», in Autori vari, La Chiesa del Concordato, a cura di F. Margiotta Broglio, Il Mulino, Bologna 1977.
    Gianni Vannoni, Le società segrete dal Seicento al Novecento, Sansoni, Firenze 1985.
    Gianni Vannoni, Massoneria, fascismo e Chiesa cattolica, Laterza Roma-Bari 1980.

    https://i.ebayimg.com/images/g/bm4AA...wI/s-l1600.png









    https://www.maurizioblondet.it/23-ma...igi-copertino/
    «23 MARZO 1919 – 23 MARZO 2019: UN CENTENARIO SCOMODO.
    Il 23 marzo 1919, a Milano, in una sala concessa in affitto dall’industriale massone ed ebreo Cesare Goldmann, nascevano i “Fasci di Combattimento”.
    Oggi ricorre il centenario di quell’evento destinato a cambiare profondamente la struttura sociale dell’Italia e la storia del mondo intero»






    https://forum.termometropolitico.it/...attimento.html
    https://forum.termometropolitico.it/...timento-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...timento-2.html
    https://forum.termometropolitico.it/...pensate-5.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post18545759

    "23 marzo 1919 – 23 marzo 2019: Un centenario scomodo"





    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  3. #3
    duca di rivoli
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    Predefinito Re: L'origine etrusca del simbolo del fascio littorio

    il fascio era uno dei simboli dello stato-nazione nato dalla rivoluzione francese.

  4. #4
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