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    Etnonazionalismo, antitesi del mondialismo

    “Altro che pensiero debole, penso che occorra un pensiero fortissimo in cui davvero ci si responsabilizza di fronte alla realtà e si prende posizione”.
    Questa affermazione di Edoardo Sanguineti appare certamente condivisibile nell’attuale clima da “Crepuscolo degli dèi”, e Federico Prati sembra aver preso alla lettera il poeta genovese pubblicando Völkische Weltanschauung, un testo che propone un pensiero davvero fortissimo, un pensiero che denuncia le allucinazioni egualitarie della plutocrazia capitalista e che richiama l’attenzione sulla più importante chiave di lettura degli avvenimenti passati e presenti: la questione razziale.
    Fra tutti i libri scritti da Federico Prati, sicuramente Völkische Weltanschauung, unitamente al precedente testo Filosofia, Dottrina e Mistica dell’Etnonazionalismo Völkisch, pubblicato nel 2008, si connota come il suo scritto più radicale, intransigente e allo stesso tempo formativo e informativo. I due libri, che si integrano, si completano e si perfezionano a vicenda, sono da considerarsi, pertanto, come un’unica ed essenziale opera. Infatti, in Filosofia, Dottrina e Mistica dell’Etnonazionalismo Völkisch, l’autore ha voluto analizzare ed esporre il pensiero etnonazionalista da un punto di vista storico, ideologico, concettuale, filosofico e dottrinale. In Völkische Weltanschauung, invece, Federico Prati ha evidenziato l’aspetto trascendentale, metafisico, mistico, metapolitico, mitico e numinoso del pensiero etnonazionalista e dell’idea Völkisch.
    Nell’attuale fase di decadenza del mondo occidentale, è necessario approntare gli strumenti di riarmo psicologico delle comunità etniche d’Europa per creare un’alternativa al mondialismo multirazziale e alla globalizzazione omologante. Prati ripercorre le fasi storiche che hanno portato all’elaborazione di un’organica ideologia del nazionalismo etnico, che ha avuto la sua formulazione più coerente nella Germania del XIX secolo grazie all’opera di alcuni intellettuali engagés, come il filosofo Fichte, il musicista Wagner, e grazie a pensatori come Houston Stewart Chamberlain, Alfred Rosenberg, Walther Darré e Jakob Wilhelm Hauer. Questi autori delineavano un’idea religiosa del gruppo etnico, un’idea costituita dalla mistica sacrale del Blutmythus (Il Mito del Sangue) e dalla comunione di Sangue e Terra (Blut und Boden), che faceva del Volk una vera e propria “comunità di destino”. Gli etnonazionalisti insistevano sul concetto di ereditarietà dei fattori etno-culturali e sull’importanza del mito. Nel libro Prati riporta numerose citazioni da testi tedeschi in traduzione italiana (mai apparsi in Italia), cosa che rende prezioso questo volume per una ricognizione delle fonti del pensiero Völkisch.
    Analizzando la situazione attuale, l’autore non nasconde le difficoltà che il pensiero etnonazionalista incontra, ma invita anche a riflettere sui motivi di speranza. Prima di tutto la classe dirigente governa per forza d’inerzia e non è in grado di risolvere i disastri di cui è responsabile, anche se i mass media continuano a blaterare su un’integrazione multietnica sempre più difficile e sempre più improbabile. Inoltre Stati Uniti e Israele, le superpotenze che guidano il mondialismo, appaiono in crisi e probabilmente saranno surclassate da potenze emergenti: paesi musulmani e Cina. In questa difficile fase è importante tenere alta la bandiera dell’identità etnica europea e approntare gli strumenti per una “Rivoluzione Etnoculturale” per la quale non mancano i riferimenti ideali: si pensi solo a insigni studiosi di indoeuropeistica come Hans F. K. Günther e Giacomo Devoto, che hanno rievocato così efficacemente i valori di riferimento degli Ariani.
    Dopo due secoli di devastazioni mentali prodotte dalla cultura illuminista, occorre lanciare parole d’ordine allo stesso tempo antiche e sempre nuove, come Onore e Fedeltà, punti di riferimento per un’etica virtuosa e responsabile che sappia rifondare un sistema di solidarismo etnico-sociale. A fronte di regimi politici che esaltano il meticciato e il disordine etnico, spirituale e morale, il pensiero Völkisch combatte la battaglia della Stirpe che deve rinvigorire nella gioventù il senso di responsabilità e il rispetto per gli atavici valori trasmessici dagli Avi; valori antichi e tradizioni millenarie che da sempre sono il fondamento di sane comunità di popolo. La cultura cosmopolita della modernità ha creato un tipo umano debole e incapace di atteggiamenti volitivi, ma ci sono molte persone che si sentono disorientate in questo clima inquietante: questa è la fascia sociale che può recepire le novità proposte da un pensiero forte come quello comunitarista e identitario.
    Völkische Weltanschauung è una lettura edificante e necessaria per i patrioti europei che possono e devono opporsi alla sovversione mondialista richiamando alla memoria i valori ancestrali dei loro antenati e lasciandosi alle spalle le mistificazioni assurde della modernità.

    Etnonazionalismo, antitesi del mondialismo :: Michele Fabbri* › Cultura :: Rinascita
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    Predefinito Rif: Etnonazionalismo, antitesi del mondialismo




    Federico Prati, Völkische Weltanschauung
    Effepi Edizioni, pagg. 200, Euro 22,00
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    Predefinito Rif: Etnonazionalismo, antitesi del mondialismo

    Qualcuno non dorme :giagia:, è bello che ci siano iniziative come questa.

 

 

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