Gli impiegati pubblici pagati per dire buongiorno
di Alessandro D'Amato - 15/07/2013 - E le altre porcate del Mibac, tutte in rassegna
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La storia la racconta il Corriere della Sera. Che racconta dei dipendenti del ministero della Cultura pagati per «guardare quello che succede in corridoio», come denuncia il sottosegretario ai Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni, che descrive così la loro giornata di lavoro: “Qualche fotocopia, carte da trasferire da un ufficio all’altro, una visita da annunciare. Per il resto ingannano il tempo”. Come mai?
L’Eden degli uscieri ministeriali è al secondo piano del Collegio Romano, il palazzo dietro via del Corso che ospita ilministero Beni culturali. Lì c’è quello che, dagli addetti ai lavori, viene ribattezzato il «corridoio dei passi perduti». E degli impiegati che, come ha raccontato il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni all’assemblea di Scelta civica, sono addetti «a dirmi solo buon- giorno quando arrivo e buonasera quandome ne vado». Per farlo, sono al- meno in quattro: due al mattino, due a fine orario. È il microcosmo degli uffici italiani: ministeri, pubbliche ammini- strazioni, servizi comunali.Ernesto Menicucci, che firma l’articolo, spiega:
Avendo poco da fare, l’usciere si organizza. Due signore, ad esempio, hanno trovato una seconda attività: cuciono, rammendano, aggiustano. Serve un orlo ai pantaloni? Te lo fanno loro. Bisogna riparare una giacca strappata? Stesso discorso. Un servizio di piccola sartoria interno, a disposizione dei dipen- denti. Che, magari, per il lavoretto al- lungano qualche euro o si «sdebitano» con un regalo. Altri invece passano la giornata incollati al computer. Agenzie, rassegne stampa, siti internet specializ- zati in beni culturali? Macché. Il passa- tempo preferito è il Klondike, il solitario di Windows, quello dove devi raggruppare le carte dello stesso seme in quattro mazzi, spostandole di volta in volta dallo schermo. Già, perché le po- stazioni degli uscieri, alMibac, sono dotate di pc. Sia mai che uno si annoia, a dire solo «buongiorno e buonasera».
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