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    Predefinito Martiri cristiani e altre facezie. Tutto da rifare.

    Martiri cristiani e altre facezie. Tutto da rifare | Storia | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
    Martiri cristiani e altre facezie. Tutto da rifare

    di: Rutilio Sermonti
    dafne@rinascita.eu
    Se la rivoluzione in compresse in atto da parte del virtuoso Bergoglio fosse una cosa seria e non una presa per i fondelli, il primo sintomo ( che, infatti, manca del tutto) sarebbe l'apertura incondizionata al revisionismo storico.
    Nessun Cristiano, infatti, ha il minimo diritto di censurare gli Ebrei per aver fraudolentemente trasformato la faccenda Shoah nel più grosso affare della storia, allorché Santa Madre Chiesa ha fatto esattamente lo stesso a proprio vantaggio, approfittando dell'ebete credulità delle plebi, con le cosiddette persecuzioni dei cristiani da parte dei Romani.
    Fatto sta che ancora oggi, a venti secoli di distanza, l'"opinione pubblica" corrente è che, da Nerone in poi, lo spasso principale dei genitori quiriti e della loro prole fosse affollare il Colosseo o simili manufatti, in sostituzione dei video-giochi di oggi, per godersi lo spettacolo dei Cristiani con gli occhi al cielo e le mani giunte, sbranati da leoni, pantere e simili irriguardose belve.
    Chiunque abbia effettuato un minimo di studi storici in luoghi diversi dalle sacrestie, sa bene che si tratta di una grossolana balla, né dubitiamo che lo sappia anche il gesuita-francescano pontefice. Ma i cattolici e i loro affini modello-bolscevichi praticano, si sa, la regola per cui non è vero ciò che è vero, bensì quello che è utile al partito, E, quanto a utilità, il vittimismo circense era un autentico bijou, no? Quindi: martiri circensi a go-go!
    Proviamo a vederci chiaro?
    Consideriamo, a mo’ di premessa storica:
    1- Che lo Stato romano gode indiscussa fama universale di essere stato il migliore e più geniale quanto a scienza e prassi giuridica, padre e maestro di diritto al mondo intero. Migliore come criteri di accertamento dei fatti, migliore come garanzie di difesa, migliore come certezza del diritto da applicare.
    2- Che, dal giorno in cui i primi gruppi di cristiani, di regola allogeni "romanizzati" cominciarono ad affluire in Italia, fino a -più o meno- l'anno Mille, il numero di essi è andato sempre e costantemente aumentando, sia prima che dopo il fatale editto di Teodosio.
    Come si concilia, questo con il continuo e massivo massacro di quei poveretti che si insegna nelle scuole cristiane e si cerca con ogni mezzo di inculcare nelle fantasie con ogni genere di invenzioni strappacore? Si concilia proprio con la regia hollywoodiana (ante litteram) dell'intero e fumosissimo martirologio cristiano, in realtà addirittura ridicolo, se si va a paragonare con la durata, viltà e ferocia, durata sette secoli, della violenza indicibile che fu adibita nell'annientamento delle comunità rimaste fedeli al culto dei Padri, soffocate nel sangue e nel fuoco da turbe fanatizzate, con la piena solidarietà dei nuovi Pubblici Poteri.
    Ma alle vecchiette credulone e ignoranti che, ai primi del Novecento, costituivano lo "zoccolo duro" della fede inconcussa nel verbo dei preti, non poteva fare alcun effetto che i Santi, riprodotti in gesso verniciato nelle loro care chiese, per farne oggetto delle loro devozioni, non fossero altro, magari, che figuri come S. Marcello, S. Epifanio, S. Eutichio, S. Porfirio, S. Giovanni Crisostomo, S. Augustine, S. Nikon, volgarissimi assassini e saccheggiatori, torturatori e incendiari, assurti alla gloria dei Cieli per aver capeggiato folle di assatanati criminali contro centinaia di migliaia di loro simili innocenti e indifesi. La loro fede cieca faceva ottimamente le veci di qualsiasi sapienza.
    Voglio raccontarvene una assai teologicamente rilevante, che ho raccolto, terra terra, dalla mia esperienza familiare.
    Mio Padre, per cui nutro un rispetto religioso (quello, si!) aveva una madre e tre zie, tutte appartenenti alla categoria di pie vecchiette sullodata. Esse, come si usava in quel tempo ancora, pregavano in latino, senza capire che cosa dicessero. Per esempio . "Serenosse in du' casse in tentazione" libera versione di "et ne nos inducas in tentationes", che è una frase del paternoster, e che non postulava punto il dogma di tale Serenosse che, forse perché obeso, si godesse l'estremo riposo in ben due casse.
    Papà, che era un burlone, se ne uscì un giorno in loro presenza nella esclamazione: accidenti a Serenosse! Le vide sbiancare come cera, e dalle loro gole tremanti udì echeggiare un'accorata invocazione:" Anfonsino, per l'amor di Dio, non bestemmiare!"
    Mica scherzo! Vi giuro che le tre avrebbero affrontato impavide il supplizio nel circo per testimoniare la propria fede nel doppio incassamento del sig. Serenosse. E magari, in Vaticano, avrebbero fatto sante anche loro, e martiri!
    Ma torniamo a bomba, e cioè al martirologio.
    Seguendo l'esposizione cristiana, cominciamo dalla prima persecuzione.

    Persecuzione
    neroniana

    Indagine facile, per vero, perché a Lucio Domizio Enobarbo, detto Nerone, non passò mai punto per il capo di perseguitare cristiani di sorta, e solo la malafede e la crassa ignoranza storica possono fare ipotizzare il contrario. Nerone, i cristiani, li ignorava del tutto, e li sentiva al massimo talora nominare dall'amatissima Poppea, che provava viva simpatia e interesse per quel genere di culti orientali. Peraltro, grazie alla predicazione civicamente ineccepibile di Saulo di Tarso, i cristiani si comportavano, all'epoca, da cittadini modello. Perché cavolo avrebbe dovuto perseguitarli?
    Accadde solo che qualche matto scatenato diede fuoco a Roma, e precisamente alla Suburra (quartiere popolare prevalentemente in legno), proprio a ponente del Palatino, dove Nerone aveva allestito con grande cura e spesa la sua Domus Aurea. Grande fu la distruzione e numerose le vittime. Polizia e magistratura (non l'imperatore, ovviamente) si diedero doverosamente gran da fare, e individuarono i responsabili in una piccola setta di cristiani estremisti, odiatori di Roma come odierna Gomorra. I sospetti furono subito indirizzati verso costoro dal fatto che se ne facevano pubblico vanto, e che ostacolavano l'opera di spegnimento. A millenni di distanza ben ridicolo sarebbe per noi presumere di poter decidere, in fatto di colpevolezza, più fondatamente dei magistrati romani addetti. Dobbiamo quindi dare per scontato che essi abbiano egregiamente assolto alla loro funzione. Va considerato che solo duecento fanatici furono condannati ed esecutati, mentre gli altri 10.000 (a questo ammontava la consistenza cristiana dell'Urbe), non ebbero alcuna turbativa, e così il loro eminentissimo "leader", Saulo detto Paolo, da Tarso.
    Fu quindi solo un grosso processo penale, e non una "persecuzione", e tanto meno imputabile a Nerone, che fu ben facile ai cristiani poi dominanti gratuitamente calunniare, cent'anni dopo la sua morte.

    Persecuzione
    di Domiziano

    Fu quella, quindi, la prima, non la seconda. Anche di quella, però, i cristiani non si accorsero nemmeno. Né risulta in alcun modo che oggetto della medesima fossero i cristiani stessi. Erano ancora relativamente pochi (a Roma, da 10 a 15,000) e godevano di una pessima estimazione tra la gente, soprattutto per la loro predilezione per il sottosuolo. Circolavano sul loro conto barzellette simili a quelle sugli Americani nel XVIII secolo, sugli Ebrei nel XIX o sui Carabinieri nel XX.
    A differenza che l'assai più tardo Diocleziano, Domiziano non ebbe il minimo sentore del pericolo che gli Ebrei scismatici costituivano per l'impero, né quindi alcun motivo per perseguitarli, ferma restando la vasta tolleranza romana per tutte le religioni diverse dalla propria.
    Solo accadde che Domiziano ebbe a scoprire una congiura per farlo fuori, ordita da tali Flavio Clemente e Acilio Gabrione. Naturalmente, si affrettò a prenderli di contropiede facendoli accoppare per le spicce. Fu informato però che il secondo non mancava di simpatizzanti, e fu quindi sua cura adoperarsi, a sepolcro coperto, perché tali simpatie popolari, che potevano risolversi in danno per la propria immagine, fossero dimenticate.
    Facile, come tutti sappiamo, è calunniare i morti, e così il regnante ebbe la bella pensata di far diffondere la voce -probabilmente falsa- che il Gabrione fosse cristiano. La calunnia - come è noto - è un venticello, (dal Barbiere di Siviglia in poi) ma non ha nulla di una persecuzione. Se io vado propagando in giro che Tizio sia un ladro, con questo danneggio Tizio, non i ladri! E così la "persecuzione n° 2, ossia di Domiziano, ai cristiani non fece neanche il solletico.

    Persecuzione
    di Traiano (?)

    Trattasi di una persecuzione parecchio stiracchiata, che appare palesemente messa lì per fare numero. Traiano, uno dei maggiori e più illuminati imperatori, ebbe tutt'altro a cui pensare che ai cristiani, contro i quali non adottò alcun provvedimento, limitandosi, in singoli casi, a rispondere stancamente a interpellanze di magistrati locali, in casi di abusi popolari della diffusa antipatia per la petulante setta. alla quale, peraltro, non ignorava appartenere una crescente aliquota dei suoi legionari.
    Su tali basi, parlare di persecuzione traianea non è che una vittimistica pagliacciata.

    Persecuzione
    di Marco Aurelio

    Come vedete, siamo alla quarta, ma, in realtà, non ancora alla prima.
    Perché non si è mai saputo né parlato di alcuna legge contro i cristiani, promulgata dall'Imperatore-filosofo, né ipotizzato per quale motivo egli avrebbe dovuto emetterne né avallarne, ferma restando la regola generale sempre vigente a Roma di assoluta tolleranza per tutti i culti esogeni, anche se praticati da quattro gatti. Nei suoi "Colloqui con se stesso" egli non fa alcuna menzione della credenza cristiana, che, nel secondo secolo, era ancora ritenuta una superstizione popolare innocua, non degna di maggior considerazione. Peraltro è pacifico che l'imperatore successivo, Commodo, il primo forse che risulta averci fatto un pensierino, per la sua crescente diffusione tra ex-schiavi emancipati ed ex-legionari beneficati con terre, fu nettamente filo-cristiano.
    E il suo amato e ammirato predecessore, così, tanto per uno schiribizzo, avrebbe invece adibito i medesimi, sol perché tali, a mangime per felidi di grossa taglia?
    L'ipotesi è talmente balorda da svergognare chi annoveri come quarta persecuzione quella presunta di Marco Aurelio. A favore della fondatezza della quale, non possono citarsi che alcuni singoli (narrati) abusi da autorità locali, desiderose del favore della maggioranza che - in certe zone - mal tollerava i cristiani. Qualche abuso vessatorio, sarà magari avvenuto (oggi, no?), ma che c'èntrava l'Imperatore?.
    Lasciamo quindi perdere Marco Aurelio, magari con le dovute scuse, e diamo finalmente la caccia alla 5^ persecuzione, passata al primo posto.

    Persecuzione
    di Settimio Severo

    Altra denominazione in piena malafede. Si assume che l'imperatore libico non avrebbe mai perseguitato i cristiani, anzi, sarebbe spesso intervenuto in loro favore, quando fatti oggetto di discriminazioni. Però - limitatamente all'Africa e al Medio Oriente - in vari casi avrebbe ordinato azioni violente contro gruppi e collettività cristiane. Si finge di ignorare che, nella sua diuturna lotta in difesa dell'impero, Settimio Severo ebbe ad affrontare, proprio in quelle zone, genti che - prescindendo dall'appartenenza religiosa - assalivano i presidi romani, organizzavano imboscate a reparti, boicottavano gli approvvigionamenti, incendiavano i raccolti, ed altre attenzioni. In tale veste, e non certo per motivi teologici, i comandanti romani valorosamente e doverosamente li combattevano. Quale mai persecuzione dei Cristiani da parte di Settimio Severo?
    Del successivo persecutore, ossia Massimino il trace, non si trova altra annotazione, deplorevole, se si vuole, ma certo non raccapricciante, se non che esso "spogliò i templi". Pur dando l'affermazione per scontata, ad onta dell'estrema genericità, anche quantitativa, non potrà negarsi che - sottraendo qualche suppellettile a qualche tempio cristiano, si potessero produrre cristiani incazzati, ma non martiri! Insomma, siamo già al 238 (data in cui Massimino fu ucciso dai soldati), e di martiri documentati, ancora non se ne vedono!
    Eccoci infine, alla soglia del III secolo…

    Persecuzione
    di Decio

    Costui regnò solo due anni, e dovette quindi dedicarveli tutti, di buzzo buono! Chi fosse facile ad essere sopraffatto dall'orrore, meglio sarebbe che omettesse di leggere le prossime righe, che potrebbero lasciargli turbative indelebili. Che fece il Decio?
    Fu un momentaccio, sia per rovesci militari, sia per epidemie, sia per carestia. Ed ecco i soldati tutti, quale che fosse il culto di rispettiva appartenenza, maturare la convinzione che l'incresciosa situazione dipendesse dal fatto che troppa gente dimenticasse di sacrificare agli dei. Quali dei? Non importa, quali. Ogni comunità aveva i propri dei, in parte in comune con altre, in parte peculiari. Beh: quelli !
    L'imperatore, allora, dispose che tutti gli adulti rilasciassero all'anagrafe locale una dichiarazione in duplice copia, detta "libello", su moduli già predisposti (pensate che non c'era la stampa: un lavoraccio!) in cui dichiarassero e sottoscrivessero di aver regolarmente sacrificato. Abbiamo di quei libelli. Ce ne sono pervenuti esattamente 43. Non vi è in essi alcun cenno alla religione praticata, né, quindi, a quali dei si alludesse. Il principio della libertà religiosa era rigorosamente rispettato. Anche i Cristiani, a loro modo, sacrificano, e la loro "messa" non è che la ripetizione periodica di un sacrificio. Potevano anche loro, quindi, sottoscrivere a cuor leggero il libello e sentirsi del tutto a posto per poter impetrare la benevolenza di Dio e della sua affollatissima corte.
    L'unica cosa difficile da capire è come l'iniziativa di Decio potesse interpretarsi, anche quella, come una persecuzione contro i cristiani.
    Fu solo nel III secolo, quando i Cristiani si organizzarono e divennero uno Stato nello Stato, che gli imperatori cominciarono a preoccuparsi. Ma era troppo tardi.

    Diocleziano
    e la "grande
    persecuzione"
    Ecco, finalmente, una persecuzione documentata e degna di tal nome, con tanto di rescritti imperiali e di produzione di martiri numerosi e documentati, anche se tutt'altro che rassegnati e passivi (il palazzo imperiale fu incendiato due volte!). Risulta però, da un minimo di indagine obbiettiva:
    1- Che Diocleziano fu a lungo incerto se promuovere una decisa persecuzione contro i Cristiani (a differenza che contro i Manichei). I primi costituivano ormai infatti un decimo della popolazione, tra cui molti militari pur di alto grado. A convincerlo fu soprattutto il Cesare Galerio (ricorderà il lettore che la grande innovazione di Diocleziano era stata quella di dividere il potere imperiale in quattro), facendogli considerare che i Cristiani avevano ormai creato uno Stato nello Stato, già governato da proprie leggi e magistrati, e possiedevano un ingente tesoro, garantendo la mutua coesione attraverso frequenti concilii episcopali; e quindi fosse urgente intervenire drasticamente, prima che si approntassero una forza militare.
    Fu così che Diocleziano emise, il 1° febbraio 303, il famoso editto di Nicomedia, con cui fu imposto il rogo dei libri sacri cristiani, la confisca o distruzione delle loro chiese, il divieto di azioni giuridiche in loro difesa, la decadenza dalle cariche di tutti i Cristiani di alto rango e addirittura l'arresto di funzionari statali affiliati alla setta. Avendo trovato i detti ordini assai "stanca" e lentissima esecuzione, l'Imperatore li aggravò, estendendoli a tutti i singoli Cristiani e scatenando contro di essi un'autentica guerra civile.
    Fino a quando? Nel 305, per gravi motivi di salute, Diocleziano abdica, e si ritira a vita privata a Spalato, nel proprio palazzo, dove lo coglie la morte nel 311. La grande persecuzione fu quindi certo grandissima, ma non lunga, essendo durata solo due anni circa. E si deve rimarcare che fu proprio l'implacabile Galerio, melius re perpensa, a vergare, sempre a Nicomedia, nel 311, il proprio editto proclamante la piena liceità del culto cristiano!
    Vogliamo riassumere? Secondo la leggenda accreditata dai Cristiani nel popolo, l'impero romano d'Occidente, da Nerone a Costantino, altro non fece che suppliziare, per bieca malvagità, poveri Cristiani che rifiutavano i falsi dei. E' una grossolana bubbola, tenuta in piedi per squallidi interessi di parte .
    Nei 460 circa che separano la presunta morte del Cristo dalla deposizione di Romolo Augustolo da parte di Odoacre, di autentica persecuzione contro i Cristiani ve ne fu una sola, contrastata e brevissima: quella ricordata di Diocleziano.
    Vogliamo provare a confrontarla coi settecento anni di stragi e massacri, vili e indiscriminati, posti in opera dalle "pecorelle" cristiane, in danno di almeno un milione di persone indifese, donne, vecchi e bambini compresi, arsi e scannati nelle loro povere case sol perché fedeli al culto dei loro Padri, e delle quali facevamo cenno all'inizio? Vogliamo poi paragonarla coi continui roghi nelle piazze, e scannamenti, e torture, praticati tutto di seguito all'anno Mille, dai pii custodi delle verità cristiane? Ancora nel XVII secolo, non erano infrequenti, sapete, per tacer di quelli "amatoriali", di iniziativa popolare!
    Chi vuole, ce lo chieda, e saremo in grado di fornirgli esaurientissima documentazione e specificazione, il che non può certi farsi in un articolo. Quel che possiamo fare, però, è svergognare chiunque si faccia travolgere da complessi di colpa, per concessione ai vittimismi sfacciati e speculativi, architettati da preti d'ogni risma.


    Articolo letto: 361 volte (17 Luglio 2013)
    Ultima modifica di Avanguardia; 19-07-13 alle 15:00
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

    •   Alt 

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  2. #2
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Martiri cristiani e altre facezie. Tutto da rifare.

    Bell'articolo.

    PS. Avanguardia, ma perchè non posti questi interessanti contributi nel forum Paganesimo e Politeismo, saresti benvenutissimo! (bazzico quasi solamente io quel forum e lo bazzico perchè non sia chiuso). Il paganesimo è l'unica speranza di questo morente continente.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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