Avete mai pensato od avuto opportunità di emigrare in un'altra nazione?
Cosa vi ha trattenuto da questa scelta?
Superfluo od inutile il parere di zecche, anarcocazzi, liberanali , culattoni e zoggomani
Penso lo farò / l'ho fatto
Si, ma non ho opportunità pratica di farlo
Per ragioni idealistiche rimango in Patria
Per ragioni varie non mi conviene
Altro


Avete mai pensato od avuto opportunità di emigrare in un'altra nazione?
Cosa vi ha trattenuto da questa scelta?
Superfluo od inutile il parere di zecche, anarcocazzi, liberanali , culattoni e zoggomani
Preferisco di no.


Per il lavoro che svolgo, non avrebbe alcuna ripercussione in tale ambito.
Ne avrei innumerevoli vantaggi economici.
Ogni tanto mi frulla per la testa , ma aldilà di (pochi) legami famigliari non avrei alcuna ragione ostativa.
Francamente sono trattenuto da ragioni sentimentalidealistiche perlopiù irrazionali.
Voi avete mai pensato alla cosa?
Preferisco di no.




Me lo hanno consigliato in non pochi tra conoscenti, amici e parenti più o meno stretti.
Però ad andarmene mi sentirei come un soldato che diserta il fronte durante la guerra.
Anche se forse non c'è più molto per cui combattere.
Ma io sono un testardo.
E se a questo Stato sento di non dovere nulla, credo invece di dovere più di qualcosa alla patria che mi ha dato i natali, la mia famiglia, i miei affetti, per certi versi pure le mie idee e la mia Fede. In parole povere, la mia identità.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Potessi me ne andrei domani, in Cile o Argentina. Il problema della vita è che ce ne vorrebbe una seconda per applicare quanto appreso nella prima.
Giò è un idealista e sono felice che ci sia ancora qualcuno come lui in questo dannato paese così mi sento meno solo, ma davvero non è rimasto quasi nulla, le rovine le salveranno le soprintendenze e gli archeologi. Dieci anni fa la pensavo esattamente come lui o forse in maniera ancor più radicale, anzi ero convinto che fosse possibile contribuire alla rinascita materiale e spirituale che sicuramente sarebbe venuta. Poi appunto inizia la vita vera, i compromessi, la stanchezza.
Ultima modifica di Cale Yarborough; 15-07-13 alle 18:00
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.


Il primo amore non si scorda mai.
E' un discorso pragmatico sul quale non si può concordare, specie se si ha famiglia o si vuole tentare di costruirla.Giò è un idealista e sono felice che ci sia ancora qualcuno come lui in questo dannato paese così mi sento meno solo, ma davvero non è rimasto quasi nulla, le rovine le salveranno le soprintendenze e gli archeologi. Dieci anni fa la pensavo esattamente come lui o forse in maniera ancor più radicale, anzi ero convinto che fosse possibile contribuire alla rinascita materiale e spirituale che sicuramente sarebbe venuta. Poi appunto inizia la vita vera, i compromessi, la stanchezza.
Tuttavia finchè si ha la minima possibilità di scelta (e non tutti ce l'hanno) intervengono fattori legati alla sensibilità del singolo, irrazionali quanto vuoi, ma che probabilmente sono gli stessi che ci han portato ad essere sgammaradi invece che persone normali.
Preferisco di no.


L'arte di essere P.A.


Guarda, con l'avanzare dell'età e i figli piccoli ogni inverno bestemmio contro il clima, eppure non ce la farei a stare senza il freddo e la nebbia. Non riesco a concepire di vivere senza il suono dei campanili o la vista delle montagne, o certe cose che si mangiano solo qui, anche se questo volesse dire (e ha voluto dire) meno opportunità. Poi ne vedo a bizzeffe di gente emigrata sul serio, sia per amore che per forza, sempre rosi dal rancore, magari in mercedes, ma senza pace.
"noi siamo qui per fare la nostra vendetta"
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.


Si, ma dove?
Il globtrotter, simulando di avere redditi tali da non doverti costringere a reinventarti un improbabile lavoro, più o meno è un idea che ad un certo punto non può non ossessionarti proprio quando senti che la tua nazione è virtualmente finita, è finito il tuo mondo di riferimento e non sei uno di quelli che ama stare al passo coi tempi, e cerchi un mondo nuovo la cui differenza possa da un lato rinsaldare il tuo amore per la patria e dall'altro offrirti un lavacro dalle sue sporcizie rimettendoti in cammino verso isole diverse, una sorta di esilio risorgimentale, forse, ma dico solo forse,benefico.
Nel reale potrei scegliere di andare a vivere in Marocco con un lavoro sicuro nelle agenzie navali ma ci sono stato a fare un pò di pratica e il mondo arabo, tutto il suo contesto, dopo una fascinazione lunga un giorno, mi è sembrato umanamente squallido, ipocrita, degenerato, nevrotico e le esperienze degli agenti navali italiani che per anni hanno vissuto a Tangeri o Dakhla mi hanno confermato di un mondo deprimente e rozzo oltre ogni dire.
Dovrebbe accendersi una lampadina interiore che mi ispirasse con una folgorazione adamantina.
Prima di ogni considerazione spicciola questo aspetto sarebbe molto importante.


Concordo con te.
Preciso che non mi riferivo ad un'Arcadia Nazionalsocialista aka "la Patria dove finalmente combatto per le mie idee" , ma semplicemente ad un posto ove vi sia una miglior condizione economico-sociale.
Nelle mie pianificazioni, avrei pensato a qualcosa di placido e tranquillo in Nuova Zelanda, orograficamente non troppo dissimile dall'Italia (mare & montagna) ma con un residuo di civiltà parzialmente meno compromesso del nostro.
E' che gli anglofoni fondamentalmente mi stanno sul cazzo.
Preferisco di no.