"Paolo Scaroni ha sottolineato che "c'è continuità fra il governo attuale e quello di Romano Prodi". La politica filorussa dell'Eni, infatti ha radici profonde, che risalgono adirittura ai tempi del fondatore, Enrico Mattei, che hanno consentito di spuntare condizioni vantaggiose. [...]
Mettendo i pezzi assieme, si capisce che la prospettiva italiana non è figla del governo del Cav.-anche se, naturalmente, i suoi buoni uffici con lo zar non guastano- ma che rappresenta una scelta di più ampio respiro; e si intuisce pure come essa non sia tanto segno di collaborazionismo quanto, oggettivamente, tassello di una stategia politica (dell'Italia) e industriale (dell'Eni). La razionalità del posizionamento italiano mitiga il nervosismo americano. Dice al Forglio il generale Piero Laporta, esperto di geopolitica: "Non sempre quello che è auspicabile è anche possibile. Sia l'interesse economico, sia alcuni errori americani ci hanno spinto verso la partnership con Mosca. Contemporaneamente, la friendship con gli Stati Uniti è nel nostro dna. E' una contraddizione, ma la situazione reale non ci consente altra scelta".
da A che mira lo sbuffo di Obama per il felling tra Putin e il Cav., Il Foglio, 18 agosto 2009




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