Venerdi’ ho sentito al notiziario di Radio 24 una notizia curiosa, questa:
Un imprenditore edile del mezzogiorno e’ stato trovato ad evadere le tasse e ha avuto una condanna particolarmente grave… pena carceraria e la confisca dei beni … adesso i dettagli non li ricordo (se qualcuno piu’ informato potra’ mettere il link, grazie…).
Il fatto e’ che una pena cosi grave sembrerebbe essere stata possibile solo grazie ad un’istituto giuridico che va sotto il nome di “pericolosita’ sociale”. Un tizio intervistato sull’argomento, credo fosse un ufficiale della gdf, ha dato questa spiegazione: “la pericolosita’ sociale” e’ prevista dal nostro ordinamento … ed e’ quando una persona vive abitualmente di crimini reiterati. Il tizio viveva di evasione fiscale… reiteando il crimine, e quindi stato giudicato “pericoloso socialmente”.
Trovo che sta roba sia un ulteriore deriva verso lo stato di polizia tributaria: bollare chi si difende da un’aggressione (le tasse), come uno “pericoloso socialmente”… significa che i buoni diventano i cattivi… e viceversa. Lo sceriffo di Nottingham a questi gli fa un pippa… e a giudicare dal consenso di cui godono (Ovviamente il giornalista era contentone… e giubilava per la "buona" notizia…) direi che siamo messi proprio male…




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