Andrea Tognotti 9 luglio 2013 STAMPA Il Pd delle mille agorà: Bettini in campo (in sintonia con Renzi)
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Goffredo Bettini rispolvera una sua vecchia idea, quella del «grande, unico, inclusivo e contendibile contenitore del campo democratico» e la propone come sbocco politico del prossimo congresso del Pd.
Oggi, al Capranichetta di Roma, l’ex coordinatore della segreteria di Veltroni ha spiegato il senso di un documento che si rivolge «all’insieme della nostra comunità», ai singoli piuttosto che alle correnti, senza l’intenzione di costruirne una. Un contributo alla discussione che si svolgerà dopo le ferie estive nei circoli e nelle federazioni, nella prima fase congressuale non ancora ipotecata dalla candidature nazionali e dalle relative mozioni. Ad ascoltarlo, molto partito romano (e il neo sindaco Marino) ma anche parlamentari di diverse aree come la renziana Lorenza Bonaccorsi o il ministro dell’ambiente “turco” Andrea Orlando.
L’obiettivo è di «resettare il Pd», con «più idee e meno correnti» (così si chiama il documento) e puntare alle «mille agorà», ovvero i circoli del partito che diventino fucina di idee e di relazioni, piuttosto della «oligarchia» che a suo parere caratterizza la vita interna al Pd. «Noi – ha detto Bettini – intendiamo scalare il Pd con le idee, sulle idee e con le persone. Poi ognuno potrà sostenere il candidato che preferisce, ma chi sottoscrive questo documento si impegna a sostenerlo nel congresso».
In teoria aperto al contributo di tutti, il documento recepisce molte delle idee di Renzi e più ancora di Veltroni sulle ultime vicende politiche, a cominciare dall’impossibilità di chiamare “non vittoria” quella che secondo Bettini è stata una pesante sconfitta elettorale. Il dato, a suo parere, è che «i cittadini ci hanno rifiutato, considerandoci parte di un sistema politico autoreferenziale, conservatore, ripetitivo e inconcludente». Risultato peraltro, frutto di una gestione del partito negli ultimi anni (in sostanza, Bersani) che lo vede molto critico.
Del resto, pur precisando di aver interloquito volentieri con Gianni Cuperlo in varie occasioni, Bettini non ha nascosto che lui sarebbe «felice che un’energia, una potenzialità così grande (quella di Renzi, ndr), si potesse incontrare effettivamente in modo organico con una prospettiva politica come la nostra».
Non a caso è da un renziano, il ministro per gli affari regionali Graziano Delrio, che viene la reazione più entusiasta: «Un contributo positivo, che condivido in pieno». Chiosa bettiniana: «Se son rose fioriranno».




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