Quando oramai l'Impero Romano era già da alcuni secoli capitolato, già dai tempi dell'ultimo congedo voluto da Re Carlo, che era Franco prima che Ultimo Imperatore di Roma e non era stato soltanto titolato tale, nei conventi, più isolati dei tempi dei primi "barbari", c'era il rischio che la scelta diventasse una prigionia.
Infatti erano finiti i decenni nei quali i frati erano, provvisoriamente o dalla vita semireligiosa, scampati a sciocchi disordini di guerra e in impellente necessità di tranquilli rifugi religiosi e dimore, per studiare anche. In questi tempi sotto i conventi passavano spesso persone dell'altro sesso rimaste in solitudine ed alla ricerca di anime "gemelle", modo di dire spiritualmente avvertito e però che serviva a placare eventuali pessimi curiosi. Così se iniziava la passione sessuale ciò a rigor di pensiero teologico era il pensamento anche di Dio che doveva essere il ripensamento anche umano!
Per questo tra i Longobardi, quei cavalieri senza cavallo diverso o promettenti gemelli dei cavalli e senza esser bestie, che andavano a pregare e convincere al Vivente ed alla vita negli eremi pieni di gioventù e gagliardia con la stessa prorompente vitalità prima della impresa, trasformandoli, da future o da finanche presenti carceri, in luoghi di medesima interiorità però esteriorità colma di piaceri sessuali, in tutte le guise da Madre Natura previste tra maschi e maschi in esuberanza di energie, erano ricordati senza umorismo, con sacrale venerazione, fino ai confini del mondo conosciuto percorso dai cavalieri cristiani che virtuosamente ne celebravano le astuzie sociali e gli affetti naturali.
I giovani longobardi che sceglievano vita monastica erano guerrieri in periodo omosessuale desiderosi di ambienti maschili colmi di ingenuità esistenziali da redarguire e inibizioni sessuali da vincere. I novizi che giungevano direttamente dal mondo dei "winnili" entravano annunciati dal terrore inconscio dei vecchi anziani mentalmente decaduti; alla fine del convento non rimanevano più stesse presenze, inoltre nei non brevi periodi del dominio del caos dello sdegno barbarico femmine e maschi vi convivevano, mentre i gesti di alcuni frati parevano ai lontani malpensanti segni di repressioni, invece erano protettivi per le alcove, entro cui protagonisti erano anche quei giovani ex omosessuali assieme agli altri giovani ex.

Era quasi tutto o tutto, al principio della Rinascenza, il mondo dei conventi abbandonato ad anonime presenze non stabili, quando i peggiori imitatori di pirati ed imprese piratesche iniziarono la violenza delle Inquisizioni presso le genti cristiane, allora che dai giusti si cercava di far riempire i conventi di insinceri d'ogni tipo, purché avversi alla violenta pazzia delle astinenze. In Germania Lutero, in Svizzera Zuingli, in Francia Calvino, ebbero influenza distruttiva per vastissimi e vasti ambienti autoritaristicamente sessuofobici. In altri luoghi, perloppiù del meridione, i conventi erano diventati luoghi di punizioni in forza di false leggi non scritte o maligne interpretazioni di altre scritte, le stesse che, secoli dopo, rivelate nei discorsi vaticani del papa polacco inducevano Unione Europea ed Organizzazione delle Nazioni Unite a rifiutare il Vaticano tra i propri appartenenti.
Adesso molti cercano di far abitare i conventi da autolesionisti e suicidi, già dagli anni della Riforma protestante purtroppo in cospicuo numero; e questi tentativi purtroppo si avvalgono di malasanità oltre che odio antireligioso.

A maggior ragione dunque bisogna dare comprensione e rilevanza alle vere memorie dei guerrieri nudi longobardi, di cui alcuni erano i segreti arrivi e presenze irresistibili per i più reconditi eremi.

(MAURO PASTORE)