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    Predefinito Banche locali e Cooperative sotto attacco !

    Bellissimo articolo sul Fatto del 23 luglio 2013 , da incorniciare , sulla Local Economy e sul ruolo eminente del Modello Cooperativistico , dove si contano le teste e non le azioni - ruolo tuttavia sotto attacco dei Poteri Forti .

    E qui non si fa retorica : i poteri forti hanno nome e cognome . Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e il Governatore della BCE (Banca Centrale Europea) Mario Draghi .

    E oltre a nomi e cognomi , si dice che cosa IN CONCRETO hanno fatto e stanno facendo


    Non la “spectre” pippo-pluto-giudaico-massonica tanto volte evocata dai complottisti “de noantri” !


    La poltica nostrana naturalmente va dietro : il PDL e buona parte del PD-meno-elle
    .. dalla Lega nessun flatus voci

    Buona lettura

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/po...ioni-60036.htm


    Salvatore Bonadonna* per il "Fatto quotidiano" *Ex vicepresidente Commissione Finanze del Senato

    L'insistenza con cui il Governatore della Banca d'Italia [Ignazio Visco] spinge per cancellare dal panorama del sistema bancario le Banche popolari cooperative suscita interrogativi e sospetti.

    Ripetutamente, Bankitalia è pesantemente intervenuta affinché il Parlamento imponesse alle Banche Popolari di trasformarsi in SpA, con motivazioni ideologiche e speciose, che fanno capo alla natura cooperativa di queste Banche che costituiscono un presidio fondamentale per i sistemi produttivi territoriali caratterizzati da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare.


    In sostanza queste Banche non sono scalabili dal capitale finanziario e si sottraggono agli appetiti speculativi di quelli che Federico Caffè chiamava gli " incappucciati" della finanza
    .

    Persino le vicende della Banca Popolare di Milano, che pure sono frutto di un perverso rapporto tra poteri finanziari e politici e opportunistiche manovre di taluni sindacalisti, dimostrano che ridare voce e ruolo ai soci può rimettere un grande e storico istituto sui giusti binari, con buona pace delle strategie del finanziere Bonomi .


    Il Parlamento è già intervenuto per adeguare la struttura delle Banche cooperative e il loro modello di gestione alla evoluzione della struttura economica e alla stessa modificazione della composizione del capitale delle Popolari Cooperative : prima nel 2007, anche confutando informazioni parziali e tendenziose di Bankitalia e, più recentemente, a dicembre del 2012 con una norma del cosiddetto "decreto sviluppo", riconoscendo uno spazio specifico ai cosiddetti investitori istituzionali e adeguando la partecipazione dei soci con l'aumento del numero di deleghe di cui ciascuno può essere portatore.

    In tutto il mondo questo sistema bancario cooperativo viene tenuto nella massima considerazione e tutelato adeguatamente proprio per i valori sociali che rappresenta e per il modello di democrazia economica nell'impresa.

    L'anno internazionale della cooperazione ha costituito l'occasione più importante nella quale i governi di ogni paese, meno l'Italia in verità, hanno dato riconoscimento del valore specifico di questa realtà non omologata al capitalismo dei signori dei pacchetti azionari e dei fondi speculativi.

    Peraltro, una recente ricerca coordinata dal professor Paolo Savona, dimostra come in Europa siano state e siano le Banche di minore dimensione e legate al territorio quelle che non hanno dovuto ricorrere a quei 1300 miliardi che gli Stati hanno dato alle Banche a rischio fallimento
    .

    Possibile che Bankitalia ignori questo dato e insista ad alimentare gli appetiti del capitale finanziario speculativo che non vedono l'ora di mettere le mani su quel 40% di risparmio degli italiani, su quella rete di "sportelli bancari di vicinato" che costituiscono il valore sociale ed economico del sistema delle Banche popolari cooperative ?


    È legittimo pensare che Bankitalia e Visco, continuando l'opera di Draghi, perseguano proprio l'obiettivo di consentire alla finanza speculativa di mettere le mani su questo patrimonio umano e sociale oltre che economico; magari cogliendo la opportunità di avere Saccomanni al ministero dell'Economia.

    E non è proprio un bel segnale per chi si fa censore dei possibili conflitti d'interesse !


    www.cantonenordovest.wordpress.com
    Ultima modifica di cantonenordovest; 24-07-13 alle 11:30

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