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Discussione: La Kenosis

  1. #1
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    Predefinito La Kenosis

    "Kenosis" significa "Vacuità" e il concetto, in ambito cristiano, allude allo svuotarsi di sé stessi, allo spogliarsi della propria volontà, per fare spazio dentro di sé alla volontà di Dio.
    Io vorrei approfondire la questione che mi sembra fondamentale, e credo separi quello che dovrebbe intendersi come Cristianesimo realmente mistico e "vissuto" da quella versione abbastanza in voga oggi, spesso ipocritamente moralistica e "burocratizzata".
    Insomma, fatevi avanti che ne parliamo :446:
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

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  2. #2
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    Predefinito Riferimento: La Kenosis

    Più che altro in ambito cristiano sta a significare (senza negare quel secondo significato a cui ti riferisci) lo svuotamento del logos eterno nel transeunte, il divino nel diveniente, un pò come il concetto eterno in Hegel si dà come tempo e storia, si aliena a se stesso..e d'altra parte solo così può sapersi come Spirito, può acquisire piena consapevolezza di sè..dopodichè se vogliamo veramente parlare di mistica direi che il cristianesimo sia fisiologicamente impedito a dare ampio respiro alla propria dimensione più spirituale..dove il termine spiritualità non stia a indicare la sterile devozione e la fede fine a se stessa, ma la componente più elevata del vissuto..quella meno accessibile e non certo di facciata.. il trattamento riservato a personalità come Meister Eckhart la dice lunga in merito..
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: La Kenosis

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Più che altro in ambito cristiano sta a significare (senza negare quel secondo significato a cui ti riferisci) lo svuotamento del logos eterno nel transeunte, il divino nel diveniente, un pò come il concetto eterno in Hegel si dà come tempo e storia, si aliena a se stesso..e d'altra parte solo così può sapersi come Spirito, può acquisire piena consapevolezza di sè..dopodichè se vogliamo veramente parlare di mistica direi che il cristianesimo sia fisiologicamente impedito a dare ampio respiro alla propria dimensione più spirituale..dove il termine spiritualità non stia a indicare la sterile devozione e la fede fine a se stessa, ma la componente più elevata del vissuto..quella meno accessibile e non certo di facciata.. il trattamento riservato a personalità come Meister Eckhart la dice lunga in merito..
    Bè, che la Chiesa - nella sua "burocratizzazione" della spiritualità - non veda di buon occhio la mistica non vuol dire che per essa nel Cattolicesimo non ci sia spazio.
    Del resto coloro che in passato hanno dato di più a questa religione sono stati, nel loro tempo, probabilmente guardati come eretici blasfemi - vedi Eckhart - ed oggi più che mai si è sospettosi verso la vera spiritualità.
    Eckhart ha avuto alcune intuizioni folgoranti - tralasciando le parti più ambigue per la Tradizione cattolica - nelle sue meditazioni sul Vangelo.
    Es. "San Paolo si alzò da terra e con gli occhi aperti vide nulla" (laddove questo "nulla" è Dio, come anche "visto" da Lao-Tzu), come pure la frase "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (sempre commentata da Eckhart, anche se non ho "Sermoni tedeschi" a portata di mano) dello stesso San Paolo sembra racchiudere l'essenza della Kenosis. E pensiamo all'intuizione secondo cui i "poveri in spirito", dei quali è il regno dei cieli, non sono coloro che per loro sfortuna vivono nella povertà, né coloro che la povertà l'hanno scelta (magari andando contro la loro stessa volontà, cercando di annullare un desiderio insopprimibile...), ma al contrario sono coloro che hanno abbandonato sé stessi.
    Insomma, credo che per queste riflessioni nel Cattolicesimo - quello più elevato e meno "supertizioso" - ci sia certamente spazio, dato che ne ritroviamo l'origine nello stesso Nuovo Testamento.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: La Kenosis

    Nel nuovo testamento non si ha nulla che possa essere ricondotto alla mistica in senso stretto, cioè all'unità di finito e infinito, alla sintesi di umano e divino, alla Eckhart insomma..similmente alle esperienze indiane delle Upanishad, alle correnti misteriche Greche e medio-orientali..
    L'espansione della mistica nel medioevo è stata combattuta dall'inquisizione, si pensi a Eckhart, Teresa d'Avila, Giovanni della Croce..e ciò è perfettamente coerente all'essenza profetica della Bibbia: fondamentale, per assicurarsi la salvezza, è l'agire concreto, la prassi che si esprime nell'amore..Gesù fa appello alla volontà dell'uomo per ottenere la redenzione, la fede e le opere sono il fondamento e al resto provvede Dio..l'esatto opposto dell'essenza dell'estasi mistica che impone di dipartirsi dal mondo e dalla volontà, il distacco, la contemplazione, il superamento del dualismo, il raggiungimento della salvezza di propria unica iniziativa, con le proprie uniche forze..non a caso la soteriologia neoplatonica (si pensi al ricongiungimento tra l'uomo e l'Uno in Plotino) è totalmente incompatibile con quella cristiana..
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: La Kenosis

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Nel nuovo testamento non si ha nulla che possa essere ricondotto alla mistica in senso stretto, cioè all'unità di finito e infinito, alla sintesi di umano e divino, alla Eckhart insomma..similmente alle esperienze indiane delle Upanishad, alle correnti misteriche Greche e medio-orientali..
    L'espansione della mistica nel medioevo è stata combattuta dall'inquisizione, si pensi a Eckhart, Teresa d'Avila, Giovanni della Croce..e ciò è perfettamente coerente all'essenza profetica della Bibbia: fondamentale, per assicurarsi la salvezza, è l'agire concreto, la prassi che si esprime nell'amore..Gesù fa appello alla volontà dell'uomo per ottenere la redenzione, la fede e le opere sono il fondamento e al resto provvede Dio..l'esatto opposto dell'essenza dell'estasi mistica che impone di dipartirsi dal mondo e dalla volontà, il distacco, la contemplazione, il superamento del dualismo, il raggiungimento della salvezza di propria unica iniziativa, con le proprie uniche forze..non a caso la soteriologia neoplatonica (si pensi al ricongiungimento tra l'uomo e l'Uno in Plotino) è totalmente incompatibile con quella cristiana..
    Mah, io non credo proprio.
    Secondo te - per esempio - donare tutto il proprio patrimonio ai poveri, con il solo fine di ottenere la salvezza, permette di ottenere dei vantaggi? Io dico che al massimo è il contrario, cioè una volta che si è elevati spiritualmente si può fare a meno dei propri averi e quindi donarli agli altri (posto che neanche questo è necessariamente positivo).
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  6. #6
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    Altro è quello che credi tu e altro quello che professa la chiesa e ciò che dice Gesù: Gesù innanzitutto non è mai stato un mistico (contrariamente per esempio a Buddha e ad altri maestri spirituali di discipline filosofico-religiose in cui la mistica riveste un ruolo di primo piano) e in secondo luogo non ha mai parlato della necessità di raggiungere l'estasi, l'illuminazione, la realizzazione catartica interiore per poi donare agli altri, cioè e solo in seguito seguire i suoi precetti, e la chiesa altrettanto NON lo fa.
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  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Altro è quello che credi tu e altro quello che professa la chiesa e ciò che dice Gesù: Gesù innanzitutto non è mai stato un mistico (contrariamente per esempio a Buddha e ad altri maestri spirituali di discipline filosofico-religiose in cui la mistica riveste un ruolo di primo piano) e in secondo luogo non ha mai parlato della necessità di raggiungere l'estasi, l'illuminazione, la realizzazione catartica interiore per poi donare agli altri, cioè e solo in seguito seguire i suoi precetti, e la chiesa altrettanto NON lo fa.
    La tua mi sembra un'interpretazione assurda.
    Equivale a ritenere il Cristianesimo una religione per dementi.
    Pensi che Dio non sappia per che motivo una persona dona agli altri? Nel caso in cui donasse - stupidamente e superstiziosamente - solo per ottenere la salvezza, Dio gliela concederebbe? Si farebbe prendere in giro? Mah...
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  8. #8
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    La tua mi sembra un'interpretazione assurda.
    Equivale a ritenere il Cristianesimo una religione per dementi.
    Pensi che Dio non sappia per che motivo una persona dona agli altri? Nel caso in cui donasse - stupidamente e superstiziosamente - solo per ottenere la salvezza, Dio gliela concederebbe? Si farebbe prendere in giro? Mah...
    Non si tratta di interpretare, si tratta di conoscere la storia del cristianesimo, altrimenti come dice Wittgeinstein sulle cose di cui non si ha conoscenza è meglio tacere.
    Il cristianesimo di oggi non ha conservato alcunchè delle pratiche spirituali autentiche, a meno che tu abbia una minima idea di cosa separi lo yoga e l'estasi dalla pura convinzione di fede interiore e da una morale costituita da precetti. Il cristianesimo ha assorbito più di ogni altra disciplina religiosa la razionalità della metafisica greca, che è metafisica speculativa e non (come direbbe testadiprazzo) realizzativa.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #9
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    Non si tratta di interpretare, si tratta di conoscere la storia del cristianesimo, altrimenti come dice Wittgeinstein sulle cose di cui non si ha conoscenza è meglio tacere.
    Il cristianesimo di oggi non ha conservato alcunchè delle pratiche spirituali autentiche, a meno che tu abbia una minima idea di cosa separi lo yoga e l'estasi dalla pura convinzione di fede interiore e da una morale costituita da precetti. Il cristianesimo ha assorbito più di ogni altra disciplina religiosa la razionalità della metafisica greca, che è metafisica speculativa e non (come direbbe testadiprazzo) realizzativa.
    Veramente era su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere - mi pare - e il significato era tutt'altro. :446:
    Comunque mi pare che il Cristianesimo nella storia abbia presentato come aspetti sia quello che speculativo che quello mistico e ascetico, e sinceramente che tu mi venga a dire che ci si chiudeva in monastero rifuggendo le tentazioni del mondo non per elevare lo spirito evitando di intaccarlo con le impurità prodotte dal desiderio etc è RIDICOLO.
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Eckhart Visualizza Messaggio
    Veramente era su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere - mi pare - e il significato era tutt'altro. :446:
    Già, ma cadeva talmente a pennello che valeva la pena adattarla quella frase.
    Oltretutto ciò di cui non si deve parlare è ciò che non riguarda l'esperienza sensibile in Wittgeinstein, il linguaggio volto ad esprimerlo sarebbe senza senso (perfettamente calzante dunque in tale contesto).

    Cmunque mi pare che il Cristianesimo nella storia abbia presentato come aspetti sia quello che speculativo che quello mistico e ascetico, e sinceramente che tu mi venga a dire che ci si chiudeva in monastero rifuggendo le tentazioni del mondo non per elevare lo spirito evitando di intaccarlo con le impurità prodotte dal desiderio etc è RIDICOLO.
    Nessuno nega che il cristianesimo abbia vissuto la coesistenza di entrambi i fattori, ciò che si nega è che il loro peso sia stato e sia omogeneo: la razionalità metafisica ha avuto un peso totalmente imparagonabile rispetto all'influenza dell'aspetto mistico-spirituale, lo stesso abisso che sussiste (rovesciato) in Oriente, e le modalità con cui l'esperienza mistico-spirituale si presente ORA nel cristianesimo è anni luce differente dal medioevo, dove già non aveva un carattere preminente, subordinato e secondario (e il fatto che lo abbia avuto non solo è acclarato dai casi di persecuzione dei mistici, ma dal fatto stesso che chiunque, dotato di buon senso, non leggerebbe nei vangeli un apologia dell'advaita vedanta).
    Circa la mortificazione della carne e delle passioni ti consiglierei di studiarti adeguatamente S.Agostino e l'influenza del medesimo sulla cristianità a seguire, almeno eviti di fare ulteriori affermazioni totalmente imprudenti e inadeguate.
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