Concluse le indagini preliminari sull'organizzazione che avrebbe esportato oltre un miliardo di euro tra paradisi fiscali e e San Marino. Gestiva il denaro di Zucchero, Campedelli, Gazzoni Frascara e dei calciatori Ambrosini, Marronaro, Abbiati e del procuratore di calcio Davide Lippi. Lungo l'elenco degli industriali: Levoni, Berloni, Guzzini e dei dirigenti del Monte dei Paschi di Siena. Tra le “vittime” anche il papà di Valentino Rossi. I soldi finivano all'estero su conti off shore e poi rientravano via San Marino. In sette rischiano il processo. TUTTI I NOMI
Martedì, 23 luglio 2013 - 15:22:00
Tecnicamente poteva essere definito il “riciclaggio perfetto”. Un'organizzazione con base a Roma procurava clienti facoltosi con il problema di far uscire i capitali all'estero per sfuggire alle tasse e, una volta ricevuto il denaro, lo spediva nei paradisi fiscali. Da qui il contante prendeva la via dei conti correnti nei paesi off shore per rientrare nella disponibilità dei clienti con accrediti bancari a San Marino. Ovviamente previa decurtazione del cosiddetto “agio”. In totale il “Sistema Roma” avrebbe riciclato capitali per oltre un miliardo di euro.
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Anche Belen Rodriguez tra i clienti del “sistema Roma”,
che ai fini giudiziari sono considerati “parte lesa” Guarda la gallery
E gli italiani che si erano rivolti alla gang dei riciclatori, attirati dalla possibilità di investimenti fruttuosi grazie alla “lavatrice romana” erano personaggi di tutto rispetto. Si va dal cantante Zucchero, all'ex calciatore Lorenzo Marronaro sino a Graziani Rossi, padre del pilota Valentino Rossi insieme ai presidenti di squadre di calcio Campedelli (Cesena) e Gazzoni Frascara (Bologna), nome legato alle indagini sull'omessa dichiarazione di vendita di appartamenti di pregio al centro di Milano ceduti alla show girl Belen Rodriguez, ai calciatori Ambrosini e Abbiati e al procuratore Davide Lippi.
Nell'elenco dei paperoni che nel dispositivo di chiusura delle indagini preliminari della Procura di Roma vengono citati, c'è spazio per industriali e numero 1 della Finanza. Ricorrono i nomi di del titolare dell'industria alimentate Levoni, poi i Berloni, degli accessori da cucina, Guzzini ma anche mr. Uliveto&Rochetta, sino a una vecchia conoscenza delle Procure: il commercialista Marco Iannilli, già pluricitato nell'inchiesta Enav-Finmecanica. Con Alessandro Toccafondi, Antonio Pantalena e Fabio Michele Pontone, dirigenti del Monte dei Paschi di Siena, l'elenco dei super danarosi supera i 1500.
A rischiare il processo sono sette persone tra cui il conte Enrico Maria Pasquini, dominus del gruppo Simi finito sotto inchiesta nel 2007, suo cognato e braccio destro Andrea Pavoncelli, responsabile della Uib Ldt, il direttore generale della Smi Sa, Eugenio Buonfrate e i sanmarinesi Roberto Borbiconi, vice direttore generale della Smi, Jean Paul Giannini, dirigente della Smi e Davide Sonetti, direttore generale della Anphora Fiduciaria.
Agli indagati il procuratore aggiunto Nello Rossi contesta, a seconda delle posizioni processuali, associazione per delinquere, riciclaggio, esercizio abusivo di investimenti finanziari e esercizio abusivo di attività bancaria. Gli importi riciclati - si è appreso successivamente - sarebbero plurimiliardari, dell'ordine di circa un miliardo l'anno, a partire dal 2000.
Tutti i clienti del “sistema Roma”, ai fini giudiziari sono considerati “parte lesa”.
Riciclaggio perfetto per 1500 paperoni. Garantiva per tutti il ?sistema Roma? - Affaritaliani.it








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